Guardiani della galassia

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Una nuova saga è nata: forte di incassi da record in patria, Guardiani della galassia è la Marvel che vorremmo sempre, in un film che non è solo una sequela di effetti speciali ma anche divertimento puro, grazie a personaggi ben costruiti e ben tradotti dalla carta, e a una valanga di citazioni e riferimenti. Non a caso alla regia troviamo Peter Gunn, che si è fatto le ossa alla Troma. La storia è quella di un gruppo improbabile di eroi che ruota intorno all’ancor meno probabile Peter Quill (Chris Pratt, qui al ruolo svolta della sua carriera), un pirata spaziale al quale viene chiesto di recuperare un misterioso artefatto. Peter è rimasto orfano da piccolo ed è cresciuto con un gruppo di avventurieri dello spazio, i Ravager: il suo carattere solitario dovrà fare i conti con l’istinto di sopravvivenza quando scoprirà che la sfera della quale è entrato in possesso è la stessa che vuole il perfido Ronan per distruggere Xandar, un pianeta che ricorda molto la Terra. Si alleerà quindi con un gruppo di ricercati dello Spazio: con lui nell’avventura che lo porterà ai confini della galassia, tra gli altri, il procione umanoide Rocket e lo strambo uomo-albero Groot, che da soli riescono quasi a reggere l’intero film.
Libero dal doversi confrontare con grandi supereroi conosciuti e grandi responsabilità, Gunn può dare fondo a tutto il suo citazionismo pop (da Footloose a Star Wars) grazie a una delle serie Marvel genuinamente più originali di sempre. la vera forza del film non sta negli effetti speciali, pur mirabolanti, ma nel perfetto equilibrio che si raggiunge grazie al mix dei protagonisti, nessuno dei quali perfetto o invincibile, e all’ottima caratterizzazione degli antagonisti, nessuno dei quali scontato. Ciò che Guardiani della galassia riporta al panorama degli hero movie, ormai ossessionato da cross-over sempre più stupefacenti, è una trama e dei caratteri davvero credibili nonostante la pelle verde, o le fattezze da procione umanoide. Guardiani della galassia è, in altre parole, pura fantasia portata su schermo, senza mai un crollo di sceneggiatura e senza l’ossessione di stupire prima di intrattenere.



Voto 8

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Francesco Bernacchio

Appassionato di pop a trecentosessanta gradi, ama il cinema d'evasione, l'animazione e i film che non durino più di due ore.

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