<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Festival</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/categoria/festival/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>Green Book</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/10/24/green-book-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2018/10/24/green-book-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2018 14:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Don Stark]]></category>
		<category><![CDATA[Green Book]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Cardellini]]></category>
		<category><![CDATA[Mahershala Ali]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Farrelly]]></category>
		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=57757</guid>
		<description><![CDATA[La storia di un'improbabile amicizia sullo sfondo dell'America razzista dei primi anni Sessanta diretta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2018)<br />
Uscita: 31 gennaio 2019<br />
Regia: Peter Farrelly<br />
Con: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Don Stark<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuzione: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57758" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book.jpg" alt="Green_Book" width="650" height="370" /></a></p>
<p>A pensare che il regista di <em><strong>Green Book</strong></em> sia uno dei fratelli Farrelly, quelli di <em>Scemo &amp; più scemo</em>,<em> Tutti pazzi per Mary</em> e <em>Io, me &amp; Irene</em>, fa un certo effetto. Sbarcato alla Festa di Roma dopo aver vinto il Premio del Pubblico all&#8217;ultima edizione del Toronto Film Festival, <em><strong>Green Book</strong></em> racconta la storia (vera) del pianista di colore Don Shirley (il Premio Oscar <strong>Mahershala Ali</strong>), che nel 1962 assunse il buttafuori italoamericano Tony Lip (<strong>Viggo Mortensen</strong>) come autista per farsi accompagnare a una serie di concerti nel sud degli Stati Uniti, al di sotto di quella linea immaginaria Mason-Dixon che delimitava gli stati in cui la <strong>segregazione razziale</strong> rappresentava la norma. Il riconoscimento dei diritti civili alle persone di colore è ancora un&#8217;utopia e, a mano a mano che i due si addentrano nel profondo sud del Paese, si ritrovano a contatto con la triste realtà di una società tanto ipocrita da fregiarsi della presenza di un artista afroamericano per deliziare un pubblico di gretti uditori bianchi, negandogli però la possibilità di mangiare nel loro stesso ristorante o di condividere il bagno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57759" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Green_Book_2.jpg" alt="Green_Book_2" width="900" height="474" /></a></p>
<p>Il film (il cui titolo si riferisce al <em>Negro Motorist Green Book</em>, una guida pubblicata dal 1936 al 1966 per consigliare i viaggiatori neri sui locali accoglienti nei confronti degli afroamericani, per soggiornare o mangiare senza essere presi di mira dai suprematisti bianchi, insomma una &#8220;vacation without aggravation&#8221;) è un affresco lucidissimo di un autore che, per la prima volta lontano dal fratello Bobby e dall’umorismo demenziale, scorretto e divertentissimo che lo aveva fatto conoscere al grande pubblico, sembra avere il perfetto controllo della narrazione e la rara capacità di raccontare una storia lontana nel tempo, eppure drammaticamente attuale, senza ricorrere al didascalismo più spicciolo, ma puntando sulla sapiente costruzione di un rapporto tra due esseri del tutto opposti tra loro. Una sorta di <em>A spasso con Daisy</em> a ruoli invertiti, che alterna dramma sociale e toni da commedia per affrontare il tema del diverso facendo leva ora su un umorismo sofisticato e pungente, ora su momenti più intensi.</p>
<p>Perfetti i due protagonisti. L&#8217;elegante Don Shirley di Mahershala Ali, costretto ad affrontare un doppio problema <strong>razziale</strong>: quello dei bianchi che lo vedono come un &#8220;semplice nero&#8221; anche se parla diverse lingue, indossa abiti sartoriali e sfoggia una cultura fuori dal comune, e quello degli altri neri, la sua gente, per lo più domestici al servizio di ricchi bianchi che lo ghettizzano perché troppo diverso da loro; e Viggo Mortensen alle prese con quello che è senza ombra di dubbio uno dei personaggi più riusciti della sua carriera. Il suo Tony Lip sembra uscito da un film di Scorsese, grosso, dall&#8217;appetito insaziabile e dai modi ruvidi, tronfio nello sfoggiare un buffissimo accento italiano reso ancor più efficace dai gesti enfatici, quasi a voler sottolineare ogni parola che dice.<br />
È un film senza difetti, questo <em><strong>Green Book</strong></em>, delicato, profondo e scorrevole, di quelli che vorresti non finissero mai.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2018/10/24/green-book-recensione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Halloween</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/10/19/halloween-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2018/10/19/halloween-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 13:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[David Gordon Green]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Halloween]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Lee Curtis]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Blum]]></category>
		<category><![CDATA[John Carpenter]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Myers]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=57740</guid>
		<description><![CDATA[David Gordon Green si riaggancia direttamente al cult di John Carpenter del 1978 e punta tutto su Jamie]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
Id., USA 2018<br />
Uscita: 25 ottobre 2018<br />
Regia: David Gordon Green<br />
Con: Jamie Lee Curtis, Andi Matichak, Judy Greer, Virginia Gardner<br />
Durata: 1 ora e 49 minuti<br />
Distribuzione: Universal Pictures Italy</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Halloween.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57742" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/Halloween.jpg" alt="Halloween" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Quarant’anni di paura, delirio e ossessioni. Quanto basta per rovinare una vita. Quella di<strong> Laurie Strode</strong>, la regina delle “<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Final_Girl_(film)" target="_blank">final girl</a>”, che dopo aver avuto a che fare con Michael Myers ha continuato ad avere un chiodo fisso: quello del suo carnefice che prima o poi sarebbe tornato a darle la caccia. Cosa che puntualmente accade in questo sequel diretto da <strong>David Gordon Green</strong> che, insieme agli sceneggiatori <strong>Danny McBride</strong> e<strong> Jeff Fradley</strong>, riparte quasi da zero, cancellando (giustamente) con un colpo di spugna tutti i vari sequel del film di <strong>John Carpenter</strong> usciti dal 1978 in avanti, come se non fossero mai stati realizzati e portando sullo schermo il primo sequel “ufficiale” del cult di quarant’anni fa. A conferire ufficialità al progetto, il nome di John Carpenter che figura come produttore esecutivo e consulente creativo di questo capitolo (oltre che compositore delle musiche), e quello del Re Mida della cinematografia horror contemporanea, Jason Blum.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/halloween_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57743" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/halloween_2.jpg" alt="halloween_2" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Dove eravamo rimasti? Nel film di Carpenter, Laurie (il personaggio interpretato da <strong>Jamie Lee Curtis</strong>) ha 17 anni quando <strong>Michael Myers</strong> tenta di accoltellarla. Scampata miracolosamente al serial killer con la maschera e la tuta da meccanico, negli anni ha perso il marito, parla a malapena con sua figlia e con sua nipote e ha trascorso l’esistenza preparandosi ossessivamente al ritorno dell’Uomo Nero, in una casa che sembra un rifugio atomico, armata di fucile a canne mozze. Presto scopriamo che le sue non sono solo le convinzioni di una pazza farneticante. Guarda caso, proprio la notte di Halloween, il feroce assassino fa ritorno a Haddonfield, Illinois, dopo essere evaso dall’istituto in cui era stato confinato anni prima, per chiudere i conti con il passato. E Laurie è lì ad attenderlo.</p>
<p>Gradevole e divertente, questo <em><strong>Halloween</strong></em> trova i suoi punti di forza nella sua protagonista, una meravigliosa e tostissima Jamie Lee Curtis e nei sapienti movimenti di macchina di Green (tra le scene tecnicamente memorabili, un piano sequenza di un doppio omicidio davvero niente male). Per il resto, qualche simpatico ammiccamento all’originale e davvero poco altro. Modellato per piacere al pubblico di oggi, soprattutto ai più giovani, è costruito, proprio come l’originale, con una prima parte che punta tutto sull’attesa e una seconda, decisamente più concitata. Quote rosa in primo piano, poi, dato che questa volta Michael ha a che fare non più solo con una, ma con tre generazioni di Strode!</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2018/10/19/halloween-recensione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>David Lynch alla Festa di Roma: Amo le persone in preda alle ossessioni</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/11/04/david-lynch-alla-festa-di-roma-amo-le-persone-in-preda-alle-ossessioni/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2017/11/04/david-lynch-alla-festa-di-roma-amo-le-persone-in-preda-alle-ossessioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 13:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[David Bowie]]></category>
		<category><![CDATA[David Lynch]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2017]]></category>
		<category><![CDATA[RomaFF12]]></category>
		<category><![CDATA[Twin Peaks]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=56753</guid>
		<description><![CDATA[Il regista autore di The Elephant Man, Mullholland Drive e Twin Peaks si racconta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56763" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch.jpg" alt="Lynch" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Era l&#8217;ospite più atteso a questa XII edizione della <strong>Festa del Cinema di Roma</strong>, e non ha deluso le aspettative. <strong>David Lynch</strong>, con il suo abito scuro e la morbida spirale di capelli bianchi che gli finisce sulla fronte quasi fosse l&#8217;anticamera per uno dei mondi che ama tanto raccontare, ha incontrato la stampa stamattina durante una conferenza gremita, in attesa di ritirare il <strong>Premio alla carriera</strong>, questa sera, per mano di Paolo Sorrentino.</p>
<p>E che carriera, quella di Lynch, che più di ogni altro regista contemporaneo ha saputo spaziare tra cinema e televisione prendendo il pubblico per mano e portandolo nei luoghi misteriosi della sua opera, spesso difficili da decifrare ma sempre frutto di una ricerca continua e orientata in più direzioni sul potere evocativo delle immagini. A molte domande risponde in modo tranchant, ma è arguto e divertente, enigmatico e sornione e a chi gli chiede chi è, secondo lui, un sognatore, risponde secco: &#8220;E lo chiede a me? Sta a lei deciderlo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56757" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Lynch_2.jpg" alt="Lynch_2" width="655" height="982" /></a></p>
<p><strong>Il fatto che lei venga spesso definito il regista dell&#8217;incoscio, la disturba?</strong><br />
<em>Se è dell&#8217;inconscio, non sono tenuto a saperlo.</em></p>
<p><strong>È cosa nota che lei instauri sempre un rapporto di fiducia con le persone con cui lavora, ma che sul set vuole anche avere sempre tutto sotto controllo. Come si conciliano queste due cose?</strong><br />
<em>Be&#8217; si controllano le persone di cui si ha fiducia. Parlo molto con chi lavora con me, mi interessa arrivare a fargli comprendere perfettamente il mio punto di vista. Faccio lo stesso anche con gli attori. In un primo momento condivido con loro la sceneggiatura e li osservo mentre leggono il copione, dando la loro interpretazione. Poi, arrivati alle prove, spesso mi rendo conto che quello che hanno maturato riguardo ai loro personaggio, magari è diverso da quello che penso io. Per questo è necessario parlasi molto in questa fase, per fare in modo che ciascuno di noi entri in sintonia con le idee dell&#8217;altro.</em></p>
<p><strong>Ci sono dei personaggi o delle opere dalle quali ha tratto ispirazione per i suoi film?</strong><br />
<em>No. Sono un fan di Franz Kafka e lo sono anche di Jacques Tati,  così come di molti registi diversi tra loro. Ma la mia ispirazione viene dalle idee, che sono come un po&#8217; come un regalo da scartare la mattina di Natale.</em></p>
<p><strong>Nanni Moretti, durante un incontro con il pubblico della Festa avvenuto alcuni giorni fa, ha raccontato di quando, diversi anni fa a Cannes, era stato richiamato dal Festival perché il suo film,<em> La stanza del figlio</em>, sarebbe stato premiato. Poco prima di ricevere la Palma d&#8217;oro, il regista romano ha parlato di averla incontrata e che, quando gli passò accanto, lei gli disse: &#8220;<em>Nanni un giorno o l&#8217;altro io ti ucciderò</em>&#8220;. Qual è la sua versione della storia?</strong><br />
<em>Io lo volevo uccidere, da subito! No, amo Nanni e chissà perché ho provato questo impulso&#8230; Mi ero completamente dimenticato di questa cosa.</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch_3.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56758" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch_3-1024x768.jpg" alt="David_Lynch_3" width="1024" height="768" /></a></p>
<p><strong>Il suo ultimo film è stato <em>Inland Empire</em>, c&#8217;è qualche progetto imminente?</strong><br />
<em>No, al momento non ho niente di pronto.</em></p>
<p><strong>E con <em>Twin Peaks</em>, continuerà?</strong><br />
<em>È troppo presto per dirlo.</em></p>
<p><strong>In un certo senso i suoi film somigliano molto a quelli di Werner Herzog. Che opinione ha sul suo cinema?</strong><br />
<em>Mi piace molto Werner, sia come persona che come regista. Poi è uno di quei registi ossessionati dal proprio lavoro e io adoro le persone in preda alle ossessioni!</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56760" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/David_Lynch.jpg" alt="David_Lynch" width="648" height="370" /></a></p>
<p><strong>Negli ultimi anni si è assistito a una battuta d&#8217;arresto del cinema d&#8217;autore e a un incremento, sia in termini qualitativi che di pubblico, di serie TV &#8220;autoriali&#8221;. Qual è la sua idea a riguardo e quali sono le serie televisive che ama?</strong><br />
<em>Effettivamente i film sembrano essere in crisi rispetto al passato. La gente va al cinema per vedere soprattutto film d&#8217;azione, mentre il cinema d&#8217;autore non riesce a farsi valere. Per fortuna c&#8217;è la TV via cavo, che ha creato un nuovo canale. Il problema è che, purtroppo, suono e immagini sono meno buone rispetto alla sala.</em><br />
<em>Mi piacciono molto Mad Men e Breaking Bed.</em></p>
<p><strong>Si è mai pentito di aver rifiutato di girare <em>Star Wars Episodio VI: Il ritorno dello Jedi</em>?</strong><br />
<em>No, ho sempre detto a Lucas che quel film non era una cosa mia, ma sua.</em></p>
<p><strong>In che modo la meditazione che pratica da anni l&#8217;ha aiutata nel suo lavoro?</strong><br />
<em>Questo mondo è pieno di negatività e di stress, che schiacciano il tubetto in cui scorrono le idee. Mentre la meditazione ti consente di entrare in una creatività pura e senza confini, rimuovendo la negatività, in modo da alleviare lo stress. Pratico la <strong>meditazione trascendentale</strong> da quarantaquattro anni ed è così che mi tiro fuori dalla merda, dati i tempi difficili in cui viviamo. Le persone dovrebbero essere felici e piene di energia. E dobbiamo godere del fare. Inoltre il mondo dovrebbe apprezzare il cibo e il caffè italiani!</em></p>
<p><strong>Crede che ascoltare musica favorisca il processo creativo?</strong><br />
<em>Sì, ne sono convinto. La musica è così astratta che riesce a suscitare emozioni e idee. Ho scritto tutto <strong>Velluto blu</strong> ascoltando Šostakovi?. Le idee scorrevano con una fluidità impressionante. David Bowie è stata la base di partenza per <strong>Strade Perdute</strong>, per non parlare della musica di Angelo Badalamenti, che mi ha sempre fatto venire in mente molte idee. Trovo che la musica abbia una potenza incredibile all&#8217;interno del processo creativo.</em></p>
<p><strong>Cosa ne pensa degli scandali sessuali hollywoodiani che sono su tutte le prime pagine? Non ha paura di rimanere coinvolto anche lei in tutto questo?</strong><br />
[Ride] <em>Stay tuned! (Rimanete sintonizzati).</em></p>
<p><strong>C&#8217;è un ricordo, in particolare, che conserva di David Bowie, visto che ha avuto la fortuna di lavorare con lui in <em>Fuoco cammina con me</em>?</strong><br />
<em>Lo amavo, è stata una gioia lavorare con lui. Mi sarebbe piaciuto averlo nella 3° stagione di <strong>Twin Peaks</strong> ma non accettò la proposta. E solo dopo ho capito il perché.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2017/11/04/david-lynch-alla-festa-di-roma-amo-le-persone-in-preda-alle-ossessioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Borg McEnroe</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/11/03/borg-mcenroe-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2017/11/03/borg-mcenroe-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 18:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Borg McEnroe]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Janus Metz Pedersen]]></category>
		<category><![CDATA[RomaFF12]]></category>
		<category><![CDATA[Shia LaBeouf]]></category>
		<category><![CDATA[Stellan Skarsgård]]></category>
		<category><![CDATA[Sverrir Gudnason]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=56748</guid>
		<description><![CDATA[La storica rivalità tra i due tennisti, interpretati da Sverrin Gudnason e Shia LaBeouf, nella pellicola]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Svezia, Danimarca, Finlandia 2017)<br />
Uscita: 9 novembre 2017<br />
Regia: Janus Metz Pedersen<br />
Con: Sverrir Gudnason, Shia Labeouf, Stellan Skarsgård<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56749" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_1-1024x526.jpg" alt="borgmcenroe_1" width="1024" height="526" /></a></p>
<p>&#8220;È tutto qui&#8221; ripeteva a Björn Borg il suo storico allenatore Lennart Bergelin (<strong>Stellan Skarsgård</strong>) prima di ogni match, avvicinando il dito alla tempia del tennista. Una questione di testa, solo questo. Facile a dirsi, difficile a farsi, così come è difficile trasformare in qualcosa di più di un prodotto cinematografico dignitoso un evento sportivo arcinoto come la finale di Wimbledon del 1980. Ci ha provato il regista danese <strong>Janus Metz Pedersen</strong> (qui alle prese con il suo primo film dopo aver diretto un episodio della seconda stagione di <em>True Detective</em>) a trentasette anni da quell&#8217;indimenticabile big match, a portare sul grande schermo quel conflitto perfetto dopo il quale il tennis non è più stato lo stesso. Inserendosi perfettamente nel filone dei biopic a tema sportivo, <a href="http://www.movielicious.it/2017/05/23/borgmcenroe-il-trailer-italiano-del-film-con-shia-labeouf/" target="_blank"><em><strong>Borg McEnroe</strong></em></a> racconta la storica rivalità tra lo svedese <strong>Björn Borg</strong> (<strong>Sverrir Gudnason</strong>) e l&#8217;americano <strong>John McEnroe</strong> (<strong>Shia Labeouf</strong>), il primo dotato di una proverbiale calma glaciale, il secondo noto invece per il suo temperamento impetuoso. Una contrapposizione che non si esaurisce sul campo da tennis: le personalità opposte, gli stili diversi e l&#8217;imprevedibilità dei risultati rendono il confronto ancora più serrato, fino a quel 5 luglio 1980, dove sull&#8217;erba di di Wimbledon si è giocata la partita più avvincente che la storia del <strong>tennis</strong> ricordi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56750" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/borgmcenroe_2.jpg" alt="borgmcenroe_2" width="780" height="390" /></a></p>
<p>Rigore verso anarchia, il destrorso contro il mancino, il difensore contro l’attaccante, il ghiaccio svedese contro il fuoco americano, questo erano Björn Borg e John McEnroe agli occhi del pubblico nella loro rivalità epica e intramontabile paragonabile, cinematograficamente, a quella riportata recentemente alle luci della ribalta da Ron Howard in <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/" target="_blank">Rush</a></em>, tra James Hunt e Niki Lauda. Ma mentre nella pellicola del 2013 c&#8217;era l&#8217;ottima sceneggiatura di Peter Morgan che non mirava a imitare, bensì a reinterpretare gli eventi descritti, in <strong><em>Borg McEnroe</em></strong> i fatti vengono riportati così come sono accaduti, con Metz che si limita a una rilettura sicuramente pedissequa, ma anche piuttosto ordinaria, delle vicende che hanno visto le strade dei due grandi tennisti incrociarsi. E questo un po&#8217; dispiace perché sia lo sconosciuto Sverrir Gudnason che il più noto Shia Labeouf regalano ottime prove, così come Stellan Skarsgård.</p>
<p>L&#8217;aspetto più interessante di questo <em><strong>Borg McEnroe</strong></em>, va allora ricercato altrove, non tanto in quel dualismo di cui si è già scritto e detto praticamente tutto, quanto nel tentativo di veicolare il concetto secondo cui la rivalità tra i due campioni è stata talmente sentita e vissuta da portare un gioco come il tennis, fino a quel momento appartenente a una dimensione piuttosto elitaria, ad un&#8217;altra più popolare, di massa, con i suoi protagonisti mitizzati alla stregua delle rock star, costretti a ripararsi dai cacciatori di autografi in un bar in cui un caffè, se dimentichi il portafogli, devi comunque guadagnartelo. Anche se ti chiami Björn Borg.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2017/11/03/borg-mcenroe-recensione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Only Living Boy in New York</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/11/01/the-only-living-boy-in-new-york-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2017/11/01/the-only-living-boy-in-new-york-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 15:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Callum Turner]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Jeff Bridges]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Beckinsale]]></category>
		<category><![CDATA[Kiersey Clemons]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Webb]]></category>
		<category><![CDATA[Pierce Brosnan]]></category>
		<category><![CDATA[Roma FF12]]></category>
		<category><![CDATA[The Only Living Boy in New York]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=56739</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: &#8211;<br />
Regia: Marc Webb<br />
Con: Callum Turner, Kate Beckinsale, Kiersey Clemons, Jeff Bridges, Pierce Brosnan<br />
Durata: 1 ora e 29 minuti<br />
Distribuito da: &#8211;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Living_boy_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56740" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Living_boy_1.jpg" alt="Living_boy_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Strano giro quello che ha portato <strong>Marc Webb</strong> a passare, in pochi anni, dal gioiellino <em><a href="http://www.movielicious.it/2009/11/27/500-giorni-insieme/" target="_blank">(500) giorni insieme</a></em> ai due <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/04/22/the-amazing-spider-man-2-il-potere-di-electro/" target="_blank">Amazing Spider-Man</a></em>, per poi fare ritorno a una dimensione più propriamente indie con questo <em><strong>The Only Living Boy in New York</strong></em>. Ma se, concentrandoci sui soli aspetti produttivi, le differenze tra quest&#8217;ultimo e un qualsiasi film della Marvel possono apparire macroscopiche, il pattern narrativo alla base di ogni film di Webb rimane pur sempre il coming of age. Che si tratti della presa di coscienza delle responsabilità che comporta essere un supereroe o del timido scrittore in erba Thomas Webb (<strong>Callum Turner</strong>) alla scoperta delle (molte) vulnerabilità delle proprie figure genitoriali, poco importa. E, volendo andare proprio al nocciolo della questione, alla base di tutto c&#8217;è sempre una ragazza. Laddove prima ci sono state Summer e Gwen Stacy, adesso c&#8217;è Johanna, moderna Mrs. Robinson interpretata da una <strong>Kate Beckinsale</strong> bella da mozzare il fiato.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/The_only_living_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56741" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/The_only_living_1-1024x576.jpg" alt="The_only_living_1" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>È lei &#8211; o meglio, il fatto che lei abbia una tresca con suo padre &#8211; la molla che spinge Thomas ad attraversare quella linea d&#8217;ombra che se, da un lato, gli assicura un bel po&#8217; di emozioni fino ad allora sconosciute, dall&#8217;altro lo costringe però alla perdita di una discreta porzione d&#8217;innocenza. Posto che il plot è in tutto e per tutto una rielaborazione neanche troppo ardita de <em>Il laureato</em>, ciò che piace di più del film di Webb è in primis l&#8217;ambientazione. Decidendo infatti di calare i propri personaggi nella <strong>Manhattan</strong> più snob e borghese che si riesca a immaginare (la prima inquadratura è, per l&#8217;appunto, una copertina del <em>New Yorker</em>) l&#8217;autore rinuncia in parte alla piena universalità della storia, per abbracciare temi e ambienti che, più che al capolavoro di Mike Nichols, sembrano rimandare al Woody Allen più maturo. Simile è senz&#8217;altro l&#8217;humus socioeconomico di riferimento, così come la concezione della donna, vista come pendolo emotivo (e fortemente umorale) che grava sul capo dei protagonisti maschili. Così come è lo stesso il cinismo con il quale Marc Webb illude il giovane Thomas &#8211; e con lui anche lo spettatore meno smaliziato &#8211; di poter davvero non essere come &#8220;loro&#8221;, racchiudendo in quel &#8220;loro&#8221; tutto l&#8217;universo umano da cui un qualsiasi ventenne cerca a fatica di smarcarsi, spesso anche con decisioni avventate (in una parola, gli adulti), per poi farlo ricadere più o meno nei medesimi errori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è un caso che il film si chiuda con uno scambio di battute tra lui e suo padre (un azzeccato <strong>Pierce Brosnan</strong>) in qualche modo emblematico. Thomas gli chiede infatti se stia ancora frequentando la sua amante e, di fronte a una risposta negativa, ribatte con un &#8220;sei sincero?&#8221; al quale il padre risponde nuovamente di no. Ecco quindi che l&#8217;ingresso nell&#8217;età adulta viene sintetizzato in un dialogo apparentemente innocuo che palesa la tacita condivisione di un codice fatto anche di verità non dette. Impreziosito da un cast di prim&#8217;ordine su cui svetta un <strong>Jeff Bridges</strong> adorabilmente bofonchione, <em>The Only Living Boy in New York</em> è un piccolo e godibilissimo film pieno di domande cui ha il buon senso di non fornire risposte. E, a suo modo, anche rivoluzionario nel negare ai suoi personaggi la possibilità di una benché minima rivoluzione.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2017/11/01/the-only-living-boy-in-new-york-recensione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
