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	<title>Movielicious &#187; A proposito di Davis</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gli imperdibili del 2014 secondo Carolina Tocci</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 08:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Terzo appuntamento con le top ten dei film migliori dell'anno stilate dai redattori di Movielicious.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10)<em><strong> Nymphomaniac</strong></em> (Lars Von Trier)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/nymphomaniac.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40324" title="nymphomaniac" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/nymphomaniac.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Diviso in capitoli, quelli a cui il regista danese ci ha abituati sin da <em>Le onde del destino</em> e distribuito in due parti, <em>Nymphomaniac</em> è forse la pellicola più cupa e cruda di Von Trier, che mette in scena la carnalità ibernata della sua protagonista nel corso degli anni con amarezza e disillusione. La sessualità diventa così un problema teorico al centro della discussione tra la ninfomane Joe e il frigido Seligman, due facce della stessa medaglia.</p>
<p>9) <em><strong>Lo sciacallo &#8211; The Nightcrawler</strong></em> (Dan Gilroy)</p>
<p>Evoluzione naturale del Mark Lewis de <em>L&#8217;occhio che uccide</em>, il Lou Bloom interpretato da un sorprendente Jake Gyllenhaal è il cinico protagonista del primo film da regista dello sceneggiatore Dan Gilroy. Un cronista d&#8217;assalto emaciato e con gli occhi fuori dalle orbite attraverso il cui sguardo vediamo costruire una storia che si fa manifesto sociale dell&#8217;alienazione umana, abitata da personaggi tanto esasperati da rasentare la caricatura. Con un inseguimento mozzafiato nel finale che strizza l&#8217;occhio per tecnica e atmosfere al miglior Michael Mann, Gilroy ci mostra il lato oscuro del giornalismo e la deriva squilibrata dell&#8217;American dream.</p>
<p>8 ) <em><strong>A proposito di Davis</strong></em> (Joel e Ethan Coen)</p>
<p>Una settimana di vita di uno squattrinato cantautore folk ispirato alla figura di Dave Van Ronk e interpretato da uno strepitoso Oscar Isaac.  Artista incapace di imporsi sulla scena musicale dei primi anni Sessanta, loser poetico e creativo, Llewin Davis è un primatista dell&#8217;inadeguatezza il cui vagabondare, sia fisico che psicologico, rappresenta la quintessenza degli antieroi che tanto piacciono ai Coen. E anche a me.</p>
<p>7) <em><strong>Sils Maria</strong></em> (Olivier Assayas)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/sils_maria.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40325" title="sils_maria" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/sils_maria.jpg" alt="" width="500" height="307" /></a></p>
<p>Assayas e il suo film-riflessione sull&#8217;attore e sul Personaggio impossibile da abbandonare, in cui verità e finzione si sovrappongono. In un gioco di specchi che alterna essere e apparire il regista francese punta tutto sulle sue eccezionali protagoniste, Juliette Binoche e Kristen Stewart per la sua storia più viscerale e spontanea, complessa e necessaria, sull&#8217;inarrestabile divenire dell&#8217;essere umano.</p>
<p>6) <em><strong>Grand Budapest Hotel</strong></em> (Wes Anderson)</p>
<p>Una farsa delirante e patinata che racchiude tutte le caratteristiche peculiari del cinema di Wes Anderson: ipercromatismo, inquadrature simmetriche e impeccabili, luoghi fiabeschi in cui personaggi strambi e spesso disadattati trovano una sorta di isola felice in cui potersi rifugiare. E&#8217; il tripudio dell&#8217;estetica che, incredibilmente, non va a scapito del narrato. Un inno alla fuga mascherato da commedia di maniera sontuosa e caleidoscopica.</p>
<p>5)<strong> Lei </strong> (Spike Jonze)</p>
<p>In una società in cui lo smartphone e i social network sembrano il fulcro attorno al quale girano le relazioni umane, non è poi così strano innamorarsi di un sistema operativo di nuova generazione. Specie se ha la voce di Scarlett Johansson. Jonze sembra saperlo bene e confeziona, con romanticismo e un pizzico di utopia, una delle storie d&#8217;amore più assurde, originali e credibili mai raccontate.</p>
<p>4) <em><strong>Snowpiercer</strong></em> (Bong Joon-ho)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/snowpiercer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40326" title="snowpiercer" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/snowpiercer.jpg" alt="" width="499" height="322" /></a></p>
<p>Il talento del regista coreano di <em>Memories of Murders </em>e <em>The Host</em> abbraccia per la prima volta una sceneggiatura e un cast internazionali. Incredibile come sia riuscito a racchiudere un mondo nei vagoni di un treno tra speranza, vendetta, violenza, carità, incastrando i personaggi in una spietata coreografia dicotomica di lusso e povertà, privilegio e ingiustizia, assolutismo e desiderio di democrazia.</p>
<p>3) <em><strong>Due giorni, Una notte </strong></em>(Jean-Pierre e Luc Dardenne)</p>
<p>Un&#8217;altra storia di ultimi dai due fratelli belgi, un&#8217;altra storia di gente che, nell’Europa della crisi, è stretta dal bisogno e dalla paura di perdere il posto di lavoro. Una percorso poetico, il loro, che mira ad attestare il fallimento della società. Marion Cotillard ne è la protagonista, umile e bellissima, prosciugata dalla depressione e dallo Xanax.</p>
<p>2) <em><strong>L&#8217;amore bugiardo &#8211; Gone Girl </strong></em>(David Fincher)</p>
<p>Fincher gioca a fare Hitchcock e ci riesce benissimo. Il regista di <em>Se7en</em>, <em>Zodiac </em>e <em>The Social Network </em>dirige un thriller d&#8217;altri tempi pieno di suspense e colpi di scena. Una riflessione profonda e spietata sul tema della coppia che si fa parabola brutale sul deterioramento delle relazioni umane, interpretata da un cast assolutamente perfetto.</p>
<p>1) <em><strong>The Wolf of Wall Street </strong></em>(Martin Scorsese)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the_wolf_of_wall_street.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40327" title="the_wolf_of_wall_street" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the_wolf_of_wall_street.jpg" alt="" width="500" height="316" /></a></p>
<p>Una porta in faccia appena svegli, una corsa d&#8217;inverno a piedi nudi nella brughiera, tre ore che sembrano tre minuti. L&#8217;ascesa del broker truffatore e cocainomane interpretato da un DiCaprio mai tanto mostruoso è un concentrato di eccessi e sfrenatezze.<br />
Elogio dell’arrivismo corrotto che sta alla base del logorio della società contemporanea, il piazzista trasformato in lupo che veste Armani non conosce redenzione. Simbolo perfetto di un mondo sfacciato, avido e prepotente in cui il Quaalude scorre a fiumi e il termine moralità assume significati del tutto inaspettati,<em> The Wolf of Wall Street</em> è uno dei migliori Scorsese di sempre, girato da un settantenne con la sfrontatezza e l&#8217;arroganza di un ventenne.</p>
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		<title>A proposito di Davis</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 13:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Inside Llewin Davis]]></category>
		<category><![CDATA[Joel Coen]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Isaac]]></category>
		<category><![CDATA[T-Bone Burnett]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Inside Llewyn Davis, USA, Francia 2013)<br />
Uscita: 6 febbraio 2014<br />
Regia: Joel Coen, Ethan Coen<br />
Con: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside_llewyn_davis_1.jpeg"></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside_llewyn_davis.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-34726" title="inside_llewyn_davis" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside_llewyn_davis.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Siamo nel Greenwich Village, esattamente un attimo prima che Bob Dylan salga su un palco per cantare che &#8220;i tempi stanno per cambiare&#8221;.<br />
Il folk non è ancora il fenomeno musicale che marchierà a fuoco tutta la controcultura a venire, ma solo uno stile, sia musicale che di vita, che permette a un pugno di giovani talentuosi di immaginare una vita fuori dal grigiore delle periferie e del posto fisso, semplicemente imbracciando una chitarra.<br />
Se tutto va bene può capitarti di firmare il contratto che ti cambia la vita.<br />
Se invece va male ti ritrovi a fare la spola tra i divani dei tuoi amici in mancanza di altri posti in cui dormire.<br />
A Llewyn Davis (<strong>Oscar Isaac</strong>) sta andando decisamente male.<br />
Nonostante sia dotato di indubbio talento e piena sicurezza nei propri mezzi, la sua carriera sembra girare a vuoto. Le copie del suo primo disco da solista giacciono invendute nel magazzino di una minuscola casa discografica e il numero dei divani sui quali dormire si assottiglia sempre di più.<br />
Nell&#8217;arco di una fredda settimana d&#8217;inverno Llewyn Davis si troverà ad affrontare la più difficile delle scelte: continuare a provarci o rinunciare ai sogni di gloria per trovarsi un lavoro.</p>
<p>I <strong>Coen</strong>, nel corso della loro carriera, ci hanno già abituati ad un serrato turnover tra capolavori assoluti (<em>Il grande Lebowski</em>, <em>Non è un paese per vecchi</em>), film decisamente belli (<em>L&#8217;uomo che non c&#8217;era</em>, <em>A Serious Man</em>) e progetti fuori fuoco, quando non del tutto sbagliati (<em>Prima ti sposo, poi ti rovino</em>, <em>Burn After Reading</em>).<br />
Oggi, dopo il mezzo scivolone del remake de <em>Il Grinta</em>, i due autori tornano con questo gioiellino da cui trapela la loro vena più intima, che si va a collocare in un interstizio esattamente a metà strada tra le prime due categorie succitate.<br />
Nella piccola odissea di uno squattrinato folksinger (dichiaratamente ispirata a <strong>Dave Van Ronk</strong> e al suo memoir <em>The Mayor of MacDougal Street</em>) i fratelli di Minneapolis trovano infatti nuova linfa vitale e hanno modo di costruire, attorno a questo malinconico e poeticissimo loser, un teatrino di personaggi bislacchi e dei loro folli incontri che tanto ricorda quanto già apprezzato in film come <em>Barton Fink</em> e <em>A Serious Man</em>.<br />
Cito questi due film non a caso perché, insieme a questo <em><strong>A proposito di Davis</strong></em>, vanno a formare un&#8217;ideale trilogia coeniana che racconta l&#8217;epica del fallimento con una profondità e un&#8217;ironia (reale cifra distintiva di tutto il cinema dei Coen) che non hanno eguali.<br />
Per l&#8217;occasione i due ritrovano per strada anche<strong> John Goodman</strong>, per anni loro attore feticcio, qui strabordante (in tutti i sensi) nel ruolo di un jazzista eroinomane che prova invano a disilludere le velleità artistiche del protagonista.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside-lllewin-davis-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34727" title="inside-lllewin-davis-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside-lllewin-davis-2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Strutturato in maniera circolare, proprio come una ballata folk in cui la prima strofa molto spesso coincide con l&#8217;ultima, A proposito di Davis è opera colta che, lungi dall&#8217;essere un mero omaggio all&#8217;estetica sixties del Greenwich Village, parla dell&#8217;arte e del perenne scontro tra questa e il sistema.<br />
Trattandosi di un film dei Coen l&#8217;epilogo di questo scontro non è in alcun modo consolatorio, anche se l&#8217;amarezza della sconfitta, qui suggerita sfruttando tutta l&#8217;eleganza di un bianco e nero mai così evocativo e il gelo, quasi percepibile fisicamente, dell&#8217;inverno newyorkese, non è mai apparsa così poetica.<br />
A suggello di tutto poi c&#8217;è la musica, vero motore trainante della storia.<br />
La bellissima colonna sonora curata da T-Bone Burnett &#8211; già collaboratore dei Coen per <em>Fratello dove sei?</em> &#8211; partecipa al film come qualsiasi altro attore fino quasi a diventarne coprotagonista insieme a Oscar Isaac che, oltre a recitare (benissimo) nel ruolo di questo imbronciato e scorbutico hobo, canta quasi tutti i brani che ascoltiamo nel film.<br />
Ora resta solo da capire se i fratelli Coen faranno seguire a questo film un capolavoro assoluto, uno decisamente bello oppure uno sbagliato.</p>
<p>Speriamo vivamente nella prima ipotesi.</p>
<p>Voto: 8</p>
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