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	<title>Movielicious &#187; Aaron Paul</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il diritto di uccidere</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 10:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Eye in the Sky, U.K. 2015)<br />
Uscita: 25 agosto 2016<br />
Regia: Gavin Hood<br />
Con: Helen Mirren, Aaron Paul, Alan Rickman<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il-diritto-di-uccidere-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53753" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il-diritto-di-uccidere-1.jpg" alt="Il-diritto-di-uccidere-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Già nella passata stagione cinematografica <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/24/good-kill/" target="_blank"><em>Good Kill</em> </a>di Andrew Niccol aveva acceso i riflettori sull&#8217;annosa questione <strong>droni</strong>, approfondendo il malessere di chi li pilota, ma ora con <em><strong>Il diritto di uccidere</strong></em>, l&#8217;attenzione si sposta sulle conseguenze legali ed etiche dell&#8217;impiego dei <strong>SAPR</strong> (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) e sulle difficili decisioni da prendere da parte di chi si trova nella stanza dei bottoni. Il tema è quantomai spinoso e la pellicola di <strong>Gavin Hood</strong>, partendo dal presupposto secondo cui una guerra condotta con mezzi etici dovrebbe prevedere la possibilità di difendersi e contrattaccare, analizza uno <strong>scenario morale</strong> tutto sommato ancora troppo fresco e recente per essere ben definito.<br />
Se è vero infatti che ormai qualche chilo di materiale di ultima generazione e un computer riescono ad aprire nuove frontiere nella gestione dei conflitti, è altrettanto innegabile quanto una simile innovazione porti con sé una serie di problematiche tutt&#8217;altro che di facile soluzione, soprattutto a livello deontologico, per i militari coinvolti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il_diritto_di_uccidere_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53754" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il_diritto_di_uccidere_2.jpg" alt="Il_diritto_di_uccidere_2" width="600" height="367" /></a></p>
<p>Ne <em><strong>Il diritto di uccidere</strong></em> l&#8217;azione si svolge in quattro stanze sparse in varie parti del mondo: l&#8217;esercito britannico ha rintracciato tre terroristi in cima alla lista dei ricercati. Sono tutti nella stessa casa, alla periferia di Nairobi, e si stanno preparando per sferrare un attacco suicida in non si sa bene quale affollato luogo. E&#8217; l&#8217;occasione giusta per eliminarli in un solo colpo e per sventare un attentato ormai certo. Per farlo, il Colonnello Powell (<strong>Helen Mirren</strong>) si avvale di un drone americano, pilotato in Nevada dal giovane ufficiale Steve Watts (<strong>Aaron Paul</strong>), ma quando diventa inevitabile dare il via all&#8217;operazione, entrambi realizzano che anche un innocente finirebbe tra le vittime. Mentre nessuno dei politici nella &#8220;war room&#8221; londinese, il cui rappresentante militare è il Generale Benson (un superbo <strong>Alan Rickman</strong> qui alla sua <a href="http://www.movielicious.it/2016/01/14/addio-ad-alan-rickman-2/" target="_blank">ultima prova</a>), vuole prendersi la responsabilità di una simile decisione, una serie di eventi imprevisti contribuiscono a rendere la situazione ancora più concitata.</p>
<p>Quello che a una prima occhiata sembra un &#8220;semplice&#8221; <strong>war movie</strong>, si trasforma pian piano in un <strong>thriller politico</strong> perfettamente strutturato e ben congegnato, fatto di dialoghi serrati e di silenzi tesi e dominato, soprattutto nella seconda parte, da una suspense costruita ad hoc.<br />
In un tempo in cui anche le guerre si combattono da remoto, un film come <em><strong>Il diritto di uccidere</strong></em> solleva la questione della disumanizzazione dei conflitti e dei cosiddetti danni collaterali che l&#8217;utilizzo di questo tipo di velivoli può causare (scarse implicazioni, minore responsabilità nel prendere decisioni cruciali&#8230;). Eppure l’idea che i robot potrebbero sostituire del tutto l’uomo in combattimento resta estremamente controversa e, uscendo dalla sala, si viene spinti a riflettere: chissà se, in un futuro neanche troppo lontano, gli esseri umani potranno essere esclusi dal decidere se far fuoco o meno su un obiettivo?</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Codice 999</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 08:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vivere e morire ad Atlanta: il crime thriller di John Hillcoat con sangue a fiumi e tante star.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Triple 9, USA 2016)<br />
Uscita: 21 aprile 2016<br />
Regia: John Hillcoat<br />
Con: Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Anthony Mackie, Aaron Paul, Kate Winslet<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: M2 Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Codice_999_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52761" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Codice_999_1.jpg" alt="(Left to right) Chiwetel Ejiofor and Kate Winslet in TRIPLE 9." width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo l&#8217;America post-apocalittica nel distopico <em>The Road</em> e l&#8217;affresco non memorabile della realtà rurale ai tempi del Proibizionismo visto in <em>Lawless</em>, <strong>John Hillcoat</strong> con <strong>Codice 999</strong> cambia strada e dirige un crime-thriller teso e convulso, con un cast di altissimo livello.<br />
Atlanta. Michael Atwood (<strong>Chiwetel Ejiofor</strong>), ex membro delle Forze Speciali, capeggia una banda di corrotti agenti di polizia ed ex membri dell’esercito (<strong>Anthony Mackie</strong>, <strong>Clifton Collins Jr.</strong>, <strong>Aaron Paul</strong> e  <strong>Norman Reedus</strong>) in un&#8217;audace rapina in banca che finisce con una frenetica sparatoria in autostrada. Il sergente Jeffrey Allen (<strong>Woody Harrelson</strong>) indaga sul caso, ignaro che proprio suo nipote Chris (<strong>Casey Affleck</strong>), un onesto poliziotto, sia diventato, senza saperlo, il partner di uno dei rapinatori della gang di Atlanta. Irina Vlaslov (<strong>Kate Winslet</strong>), spietata boss della mafia russo-israeliana, usa le maniere forti con i membri della banda per costringerli a tentare un&#8217;ultima, impossibile rapina. Per portare a termine il colpo sembra ci sia un unico modo: lanciare un 999, il codice speciale che indica un agente di polizia morto o gravemente ferito in servizio. In questo caso tutte le forze dell’ordine convergono sul posto, lasciando priva di sicurezza la città.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Codice_999.jpg"><img class="alignnone wp-image-52762" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Codice_999.jpg" alt="Codice_999" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Buono lo spunto iniziale, così come le cupissime atmosfere di una periferia metropolitana in mano alle sottoculture criminali che Hillcoat gestisce senza intoppi. Il regista australiano non dà tregua allo spettatore e plasma la suspense attraverso <strong>sequenze violentissime</strong> e coreografiche, con tanto di teste mozzate e altre amenità che si rivelano estremamente efficaci per descrivere il degrado e la totale amoralità dello sporco mondo che racconta. Tra rapine in banca, agenti doppiogiochisti, la presenza latente della <strong>malavita organizzata</strong> e un cast di tutto rispetto, gli ingredienti per confezionare un prodotto al di sopra della media c&#8217;erano tutti. A non funzionare in questo interessante gangster movie in cui vince chi spara per primo, è allora la difficoltà di far convivere tanti generi all&#8217;interno di un&#8217;unica storia che parte come un heist-movie, si accascia durante una fase centrale eccessivamente indolente e si rianima nell&#8217;ultima mezzora in cui la componente action si prende qualche rivincita. Un&#8217;altalena di generi che compromette la fluidità narrativa di <em><strong>Codice 999</strong></em> e che lo lascia qualche passo indietro rispetto alle altre pellicole che richiama e omaggia in modo tutt&#8217;altro che velato, dal <em>The Departed</em> di Scorsese a buona parte della filmografia di Michael Mann (<em>Strade violente</em>, <em>Manhunter</em>, <em>Collateral</em>). Il film c&#8217;è, anche se ci mette un po&#8217; a decollare, ma affidare le sorti della storia ai tanti (troppi?) colpi di scena, alcuni dei quali prevedibilissimi, rimane una scelta interessante sulla carta, ma evidentemente troppo ardua da portare a termine, soprattutto per uno sceneggiatore alle prime armi come <strong>Matt Cook</strong>, autore dello script.</p>
<p>Voto 6</p>
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		<title>Helen Mirren, Alan Rickman e Aaron Paul nel trailer di Eye in the Sky</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 13:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il thriller bellico è diretto da Gavin Hood.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/eye-in-the-sky.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51175" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/eye-in-the-sky.jpg" alt="eye-in-the-sky" width="670" height="336" /></a></p>
<p>E&#8217; stato rilasciato il trailer di <em><strong>Eye in the Sky</strong></em>, il thriller bellico diretto da <strong>Gavin Hood</strong> interpretato da <strong>Helen Mirren</strong>, <strong>Alan Rickman</strong> e <strong>Aaron Paul</strong>, nei panni di militari inglesi che gestiscono l&#8217;azione di un drone contro un covo di kamikaze. La delicata operazione, però, rischia di saltare quando realizzano che potrebbero assassinare una ragazzina innocente all&#8217;interno del luogo in cui si nasconde il commando che devono annientare.</p>
<p>&nbsp;<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/hOqeoj669xg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Padri e figlie</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 07:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viscerale e un po' ricattatorio, sicuramente molto mucciniano, arriva in sala l'ultimo film del regista]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Fathers &amp; Daughters, USA 2015)<br />
Uscita: 24 settembre 2015<br />
Regia: Gabriele Muccino<br />
Con: Russell Crowe, Amanda Seyfried, Aaron Paul, Diane Kruger<br />
Durata: 1 ora e 56 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/padri_e_figlie_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44693" title="padri_e_figlie_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/padri_e_figlie_1.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>New York, 1989. Jake Davis (<strong>Russell Crowe</strong>) è un romanziere premio Pulitzer rimasto vedovo anzitempo e costretto ad occuparsi da solo della figlioletta Katie.<br />
Un disturbo mentale, conseguenza dello stesso incidente d&#8217;auto in cui ha perso la vita sua moglie, gli impone però un ricovero in una casa di cura per un periodo in cui la bambina viene affidata alle cure di una coppia di ricchi parenti.<br />
Venticinque anni dopo Katie (<strong>Amanda Seyfried</strong>) è diventata un&#8217;assistente sociale dedita ai problemi di bambini affetti da disagio.<br />
Incapace di fidarsi del prossimo e restia a legarsi emotivamente ad altri, la ragazza passa la maggior parte del proprio tempo libero concedendosi più o meno a chiunque, in rapporti clandestini che più che soddisfarla esorcizzano la sua paure dell&#8217;abbandono.<br />
L&#8217;incontro con Cameron (<strong>Aaron Paul</strong>) però sembra cambiare le cose.</p>
<p>Prima di procedere ad analizzare la quarta fatica hollywoodiana dell&#8217;autore de <em>L&#8217;ultimo bacio</em> è importante essere chiari almeno su una cosa. <strong>Gabriele Muccino</strong> è bravo, dannatamente bravo.<br />
Da un punto di vista tecnico lo è sempre stato, almeno una spanna sopra qualunque altro regista italiano, Sorrentino a parte.<br />
Il problema semmai è in un ego assai ingombrante e fin troppo consapevole della propria bravura che, negli anni, ha rappresentato il suo più grande limite.<br />
A cominciare da un trasferimento negli States così fortemente voluto che, dopo l&#8217;entusiasmo iniziale seguito a La ricerca della felicità e i due flop consecutivi di <em>Sette anime</em> e  <em>Quello che so sull&#8217;amore</em>, lo ha lasciato con le ossa rotte.<br />
E&#8217; lodevole quindi il suo rimettersi in gioco partendo proprio da quel fallimento.<br />
Come nel recente passato infatti, Muccino prende l&#8217;ennesimo lavoro su commissione (la sceneggiatura è opera dell&#8217;illustre sconosciuto Brad Desch) ma, in un evidente moto di orgoglio, decide di farne la quintessenza del proprio cinema.<br />
Perché <strong><em>Padri e figlie</em></strong> è una sorta greatest di hits di topoi mucciniani, pieno com&#8217;è di melodrammatici saliscendi emotivi, carrelli laterali di gente che corre e personaggi ansimanti in balìa di un destino poco incline a lasciare spazio alla speranza.<br />
Tutti gli elementi con i quali l&#8217;autore romano è associato fin quasi alla presa in giro, sono al contempo anche i segni di un&#8217;idea di cinema fortissima e soprattutto di uno stile capace di sopravvivere ed emergere anche quando pesantemente imbrigliato da un sistema di codici rigido come quello hollywoodiano.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/padri_e_figlie_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44694" title="padri_e_figlie_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/padri_e_figlie_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>C&#8217;è una tale fluidità narrativa e, in generale, un senso del racconto in questo <em>Padri e figlie</em> che, nonostante ci si muova nei territori di un mainstream anche piuttosto dichiarato, risultano materiali davvero rari nel cinema di oggi. Poi, è chiaro, lo script è quello che è. Un vademecum, ai limiti del ricattatorio, di tutto ciò che può generare facile presa emotiva nel buio di una sala.<br />
C&#8217;è la malattia mentale e un Russell Crowe che la interpreta dando una rinfrescata a tutto il repertorio di crisi di nervi sviluppato ai tempi di <em>A Beautiful Mind</em>, un rapporto padre-figlia pieno di promesse che si sa già resteranno tutt&#8217;altro che mantenute e una storia d&#8217;amore fondata su premesse apparentemente inconciliabili.<br />
Come dicevamo però, la bravura di Gabriele Muccino &#8211; sempre meglio specificare di continuo di quale dei due fratelli si stia parlando &#8211; è nel riuscire ad amalgamare questi ingredienti che, sulla carta, potrebbero andare a comporre un piatto indigeribile e uscirsene invece con un prodotto onesto, in nessun modo velleitario e del tutto coerente con il resto della sua filmografia, cosa che ad esempio non accadeva in Quello che so sull&#8217;amore, giustamente disconosciuto dall&#8217;autore già ai tempi dell&#8217;uscita in sala.<br />
Riesce addirittura a regalare una velenosa dedica ai suoi numerosi detrattori: del resto una battuta come &#8220;non riesco a capire perché Dio abbia inventato due cose: gli scarafaggi e i critici&#8221; non può non essere farina del suo sacco.<br />
A questo punto quello che ci auguriamo per l&#8217;immediato futuro è che Muccino possa tornare presto anche a scriversi le sceneggiature da solo (cosa che gli è sempre riuscita bene) e abbandoni certi picchi di melassa a comando che, per quanto cifra distintiva di tutti i suoi film, sono quello che forse gli impedisce lo step definitivo verso lo status di Autore.<br />
Ci auguriamo inoltre che suo fratello smetta una volta per tutte di provare a far cinema, anche se questa è una cosa che proprio non dipende da lui.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Padri e figlie, il trailer italiano del nuovo film di Gabriele Muccino</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 09:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La commovente storia di un padre e di sua figlia, con Russell Crowe, Amanda Seyfried e Aaron Paul.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/bg_padri-e-figlie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44115" title="bg_padri-e-figlie" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/bg_padri-e-figlie.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>La 01 Distribution ha diffuso il trailer italiano di <em><strong>Padri e Figlie</strong></em> (<strong><em>Fathers and Daughters</em></strong>), il nuovo film di Gabriele Muccino in lingua inglese che arriverà nelle sale il 1° ottobre.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/mLb4zLH6WH0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel cast ci sono<strong> Russell Crowe</strong>,<strong> Amanda Seyfried</strong>,<strong> Aaron Paul</strong>,<strong> Diane Kruger</strong>,<strong> Jane Fonda</strong>,<strong> Octavia Spencer </strong>e<strong> Quvenzhané Wallis</strong>.</p>
<p>Il film sviluppa due trame intrecciate in un arco temporale di 25  anni, raccontando la storia di una ragazza (Seyfried) alle prese  con problemi radicati nella sua infanzia, problemi causati anche da un  padre (Crowe) affetto da una malattia mentale che ha dovuto crescere la  propria figlia da solo.</p>
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