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	<title>Movielicious &#187; Accattone</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Addio a Bernardo Bertolucci</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 09:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Accattone]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardo Bertolucci]]></category>
		<category><![CDATA[Marlon Brando]]></category>
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		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
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		<category><![CDATA[Ultimo tango a Parigi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Bertolucci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57812" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Bertolucci.jpg" alt="Bertolucci" width="650" height="370" /></a></p>
<p>È morto questa mattina nella sua casa di Roma il regista <strong>Bernardo Bertolucci</strong>, da tempo era malato di sclerosi multipla, malattia che lo costringeva da anni sulla sedia a rotelle. Con lui se ne va un pezzo di storia del cinema, quello più imprevedibile, polemico e rivoluzionario.</p>
<p>«<em>Sono una pietra, non cambierò mai. Ho la febbre: la nostalgia del presente, ma il mio futuro da borghese è nel mio passato da borghese. Così, per me, l’ideologia è stata una vacanza. Credevo di vivere gli anni della rivoluzione, invece vivevo gli anni prima della rivoluzione, perché è sempre prima della rivoluzione che si è sempre come me</em>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nato nella provincia di Parma nel 1941, figlio del poeta Attilio, <strong>Bernardo Bertolucci </strong>si trasferisce a Roma nel 1961 per studiare letteratura all&#8217;Università e inizia a lavorare come assistente alla regia di Pier Paolo Pasolini durante le riprese di <em>Accattone</em>. Nel 1962 gira il suo primo lungometraggio, <em>La commare secca</em>. Nel 1964 firma <em>Prima della rivoluzion</em>e, mentre nel 1967 collabora alla sceneggiatura di <em>C&#8217;era una volta il West</em> di Sergio Leone. L&#8217;anno successivo dirige <em>Partner</em>, liberamente ispirato a Il sosia di Dostoevskij. Nel 1970 è la volta di <em>Strategia del ragno</em> e <em>Il conformista</em>, il primo liberamente ispirato a un racconto di Borges, il secondo tratto dal romanzo di Alberto Moravia: due titoli fondamentali nella sua filmografia. Di due anni più tardi è il capolavoro-scandalo <em>Ultimo tango a Parigi</em> (1972), segnato da innumerevoli vicissitudini censorie.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Bertolucci_Brando.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57813" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Bertolucci_Brando.jpg" alt="Bertolucci_Brando" width="620" height="420" /></a></p>
<p>«<em>Non si può capire oggi che cosa rappresentasse un attore come Marlon Brando all’epoca, era un monumento del cinema di Hollywood, ma trasgressivo</em>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo <em>Novecento</em> gira <em>La luna</em> (1979) e nel 1981 <em>La tragedia di un uomo ridicolo</em>, ritratto acuto e penetrante della contemporaneità italiana.<br />
Con <em>L&#8217;ultimo imperatore</em> (1987), vincitore di nove Premi Oscar, inizia una fase di grandi produzioni, da <em>Il tè nel deserto</em> (1990) a <em>Piccolo Buddha</em> (1993). Nel 1996 Bertolucci gira <em>Io ballo da sola</em> e nel 1998, con un budget limitato, realizza <em>L&#8217;assedio</em>. Nel 2003 esce <em>The Dreamers</em>, racconto di formazione ambientato nel &#8217;68 parigino tra cinefilia, sesso e politica, seguito nel 2012 da <em>Io e te</em>, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Ammaniti.</p>
<div id="attachment_57814" style="width: 415px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Bertolucci_Cannes.jpg"><img class="wp-image-57814" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Bertolucci_Cannes-753x1024.jpg" alt="64th Cannes Film Festival - Opening Ceremony Dinner" width="405" height="551" /></a><p class="wp-caption-text">Bernardo Bertolucci a Cannes nel 2011</p></div>
<p>Nel 2007 La Mostra del Cinema di Venezia gli conferisce il Leone d&#8217;Oro alla Carriera, mentre nel 2011 il Festival di Cannes lo premia con la Palma d&#8217;Oro onoraria.</p>
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		<title>Addio a Franco Citti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 08:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Accattone]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Citti]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>

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		<description><![CDATA[L'accattone di Pasolini ci ha lasciati dopo una lunga carriera tra cinema e teatro.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Franco_Citti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51570" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Franco_Citti.jpg" alt="Franco_Citti" width="440" height="352" /></a></p>
<p>Si è spento ieri sera a Roma <strong>Franco Citti</strong>, aveva 80 anni ed era malato da tempo. A dare la notizia è stato l&#8217;amico di sempre Ninetto Davoli. Scoperto da Pasolini, che lo volle protagonista di <strong><em>Accattone</em> </strong>nel 1961, Citti da allora divenne il volto simbolo del suo cinema, recitando anche in EDipo Re, <em>Mamma Roma</em>, <em>Porcile</em> e nel <em>Decameron</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma la carriera di Citti non è legata solo a <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>. Nel 1970 suo fratello Sergio lo coinvolge nel suo film di debutto, <em>Ostia</em> e poi, insieme a Cerami, nei successivi Casotto (1977), Il minestrone (1981). Collabora anche con Fellini, Zurlini, Petri, Ferreri e Lizzani e si concede qualche incursione internzaionale di rilievo (è ne <em>Il Padrino</em> di Coppola).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Citti_Pasolini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51571" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Citti_Pasolini.jpg" alt="Citti_Pasolini" width="548" height="412" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1998 l&#8217;esordio alla regia &#8220;con la fraterna collaborazione di Sergio Citti&#8221; (come recitano i titoli di testa): Citti dirige se stesso e Fiorello in <em>Cartoni animati</em>, un film di evidente ispirazione pasoliniana nel quale l&#8217;artista romano torna quasi a rivestire il ruolo di Accattone. Attivo anche in teatro, aveva recitato in <em>Salomè</em> di Carmelo Bene nelle vesti di Giovanni Battista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pier Paolo Pasolini lo descriveva affettuosamente così: «<em>Ancora cucciolo, timidissimo, con gli occhi d&#8217;angoscia della timidezza e della cattiveria che deriva dalla timidezza, sempre pronto a dibattersi, difendersi, aggredire, per proteggere la sua intima indecisione: il senso quasi di non esistere che egli cova dentro di sé. Per contraddire questa sua ingiusta incertezza d&#8217;esistenza, egli non ha altri strumenti che la propria violenza e la propria prestanza fisica: e ne fa abuso. (&#8230;) Come tutti coloro la cui psicologia è infantile, Franco ha un profondo senso della giustizia. Sente profondamente la propria colpa quando commette qualcosa di ingiusto e non sa ammettere che altri compiano qualcosa di ingiusto. Questa consacrazione, avvenuta nella sua infanzia, di un fondamentale senso di giustizia, e quindi di colpa, fa sì che tutta la sua vita sia pervasa da qualcosa di mitico, di rigido, di immodificabile (come in tutte le consacrazioni). Ha dovuto costruirselo da sé questo senso di giustizia (nelle strade della Maranella, negli istituti di educazione), e l&#8217;ha fatto male.</em> (&#8230;)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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