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	<title>Movielicious &#187; Alex Infascelli</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Piccoli crimini coniugali</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 07:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Infascelli]]></category>
		<category><![CDATA[Eric-Emmanuel Schmitt]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli crimini coniugali]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Castellitto]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 6 aprile 2017<br />
Regia: Alex Infascelli<br />
Con: Sergio Castellitto, Margherita Buy<br />
Durata: 1 ora e 25 minuti<br />
Distribuito da: Koch Media</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Piccoli_Crimini_Coniugali_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55829" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Piccoli_Crimini_Coniugali_1.jpg" alt="Piccoli_Crimini_Coniugali_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Due attori, <strong>Sergio Castellitto</strong> e <strong>Margherita Buy</strong>, insieme per quattordici giorni &#8211; tanto sono durate le riprese di questo <em><strong>Piccoli crimini coniugali </strong>&#8211;</em>, all&#8217;interno della casa che appartenne (davvero) a Silvana Mangano.<br />
Adattamento cinematografico dell’omonimo best seller ispirato all’opera teatrale <em>Petits Crimes Conjugaux</em> di <strong>Eric-Emmanuel Schmitt</strong>, la pellicola di <strong>Alex Infascelli</strong> inizia con un uomo (Castellitto) che torna a casa dall’ospedale completamente privo di memoria a causa di un incidente. La moglie (Buy) cercherà di aiutarlo a ricostruire il suo passato e la sua identità, ma via via che i serrati dialoghi tra i due riportano alla luce informazioni dimenticate, iniziano a manifestarsi alcune crepe nel racconto della donna.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/piccoli_crimini_coniugali_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-55830" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/piccoli_crimini_coniugali_2.jpg" alt="piccoli_crimini_coniugali_2" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Dopo un inizio di carriera a dir poco promettente (correva l&#8217;anno 2001 e il suo primo lungometraggio <em>Almost Blue</em>, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Carlo Lucarelli, fu un piccolo caso cinematografico), solo altri due film, meno riusciti del primo, e un documentario (questo sì notevole,<em> S is for Stanley</em>). Nel mezzo ci sono stati alcuni cortometraggi e tanti videoclip. Una premessa necessaria a spiegare che Alex Infascelli è uno di quei registi che non tocca la macchina da presa se non ha una storia di cui si è innamorato. E la piéce teatrale di Schmitt effettivamente è uno di quei testi da cui si viene rapiti, per le contraddizioni che contiene, per il modo genuino e diretto con cui racconta la coppia e per la presenza di un testo &#8220;altro&#8221;, oltre a quello scritto, che risuona tra lo schermo e la platea, anche se non c&#8217;è nessuno a recitarlo.</p>
<p>E se l&#8217;associazione più semplice da fare passa per <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/09/17/carnage/" target="_blank">Carnage</a></em> o per <em>Chi ha paura di Virginia Woolf?</em> giocato a due invece che a quattro, è altrettanto vero che l&#8217;aspetto che rende tanto appetibile questa brillante <strong>commedia nera</strong>, almeno sulla carta, è lo stesso che la condanna all&#8217;insidioso gorgo del non del tutto riuscito. Nonostante la bravura della coppia Buy-Castellitto, infatti, quei dialoghi tanto profondi, passando attraverso lo schermo, risultano anche tremendamente letterari, tanto da creare una rottura significativa con lo spettatore. In un film girato in un unico ambiente e basato sulla riproposizione piuttosto pedissequa di uno scritto, tutta questa finzione scenica tangibile sarebbe dovuta soccombere davanti alle spirali emotive e ai vortici sentimentali che il testo sprigiona. E dispiace perché, al di là di tutto, <em><strong>Piccoli crimini coniugali</strong> </em>è un film ben recitato (nonostante in alcuni passaggi un po&#8217; forzati l&#8217;accademia si veda, eccome) e anche ben girato, che analizza l&#8217;amore coniugale sotto una luce diversa, pur rimanendo vittima della propria aulicità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Piccoli crimini coniugali: l&#8217;incontro con Alex Infascelli, Margherita Buy e Sergio Castellitto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 17:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Infascelli]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli crimini coniugali]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Castellitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Regista e attori alla presentazione del film questa mattina a Roma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_crimini_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55703" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_crimini_1.jpg" alt="Piccoli_crimini_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> è un fiume in piena di parole. È</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> evidente l’urgenza che ha di raccontare questo suo </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Piccoli crimini coniugali</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, kammerspiel sulla fine di un amore (o su un nuovo inizio) tratto dall’omonimo romanzo di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Eric-Emmanuel Schmitt</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. Ed è giustificato se pensiamo che, sperimentazioni (</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>H2Odio</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">) e documentari (</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>S is for Stanley</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">) a parte, il suo ultimo lungometraggio risale ormai al lontano 2004, anno d’uscita del sottovalutato </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il siero della vanità</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. Oggi come allora sua compagna di viaggio è </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Margherita Buy</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, protagonista di questo gioco al massacro da camera dalle venature polanskiane insieme a </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Il film arriva in sala il 6 aprile, distribuito da </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Koch Media</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, e questo è il resoconto del nostro incontro con il regista e i “suoi” due attori.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex, cosa ti ha colpito del romanzo di Schmitt tanto da spingerti a realizzarne un film.</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Vedo che vai dritto al punto. In realtà credo che chiunque faccia il mio mestiere sa di avere la possibilità di scegliere un argomento e metterlo in scena in un setting osservando quello che succede quasi come si fa con gli animali. Così, attraverso i personaggi che muovi, crei uno specchio in cui si riflette anche la tua realtà. In questo caso l’occasione era resa ancora più ghiotta perché sono pochi i testi che raccontano in maniera così particolare la coppia, soprattutto se consideri come il cinema attuale tenda o verso il realismo oppure, all’opposto, verso forme di fantasia troppo lontane dalla realtà. Il punto di partenza è come in ogni relazione amorosa si metta in moto una rappresentazione teatrale vera e propria: si indossano dei costumi e si scelgono dei personaggi che abiteranno con noi per tutta la durata di un rapporto. Leggendo il libro di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Eric-Emmanuel Schmitt </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">ho capito che aveva molto a che fare con il mio modo di vedere la coppia, soprattutto nel particolare periodo in cui l’ho letto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Margherita e Sergio, quali sono le caratteristiche che vi hanno intrigati maggiormente nei vostri ruoli?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Margherita Buy: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Per lo più mi ha colpito la complessità del mio personaggio, soprattutto nel suo essere legato ad un contesto noir, in cui ci sono segreti da scoprire. Una donna che aveva delle velleità artistiche a cui ha dovuto rinunciare per stare accanto a un uomo più importante di lei. Una donna che ama a tal punto questo marito da arrivare a compiere gesti folli per timore di essere abbandonata. Oltre al fatto che mi sembra ci siano tante donne rappresentate in questa figura così affascinante. Sono stata molto contenta di interpretarla, così come sono contenta che Alex e </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Francesca Marciano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> (coautrice della sceneggiatura) abbiano accentuato certi lati della personalità del mio personaggio rispetto al romanzo in cui era un po’ più marginale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto:</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> Io definirei questo film come “l’amore ai tempi del rancore” o “l’amore ai tempi del rimpianto”. Del non rassegnarsi all’idea che l’amore possa finire. Un C</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>arnage</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> dove due reduci del loro stesso amore tornano da una guerra e si ritrovano in questa casa che, esteticamente, ha la forma di mausoleo, quasi fosse la tomba del loro amore. Ecco quindi che i vetri sono tutti completamente oscurati e non si vede l’esterno, perché forse l’esterno non c’è. Forse è la loro casa o forse, chissà, è un ospedale psichiatrico o addirittura la casa del </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Grande Fratello</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. E secondo me noi siamo stati gli attori giusti e Alex il giusto narratore, perché siamo riusciti a non rinunciare a quel gelo e, allo stesso tempo, a non negare a quel gelo un’ipotesi di disgelo fatto di umanità.</span></span></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_Crimini_Coniugali_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55704" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Piccoli_Crimini_Coniugali_2.jpg" alt="Piccoli_Crimini_Coniugali_2" width="1000" height="666" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vi siete dati degli spazi per l’improvvisazione?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">L’improvvisazione è una delle partiture del testo e non passa necessariamente dalle parole, ma anche attraverso il comportamento. Quando un attore, recitando, va a destra invece che a sinistra sta già suggerendo – o addirittura imponendo – al regista un certo movimento di macchina.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Si può dire che, per me, Sergio e Margherita siano stati come una sorta di Università compressa nei quattordici giorni di riprese. Di Margherita, ad esempio, noi conosciamo l’aspetto psicotico, il suo essere una foglia al vento in balia degli eventi mentre invece è una roccia. Allo stesso modo Sergio, che sembra l’archetipo del maschio alfa, ha una tenerezza che tende a nascondere. Ed entrambi, da grandi professionisti quali sono, mi hanno aiutato molto a dirigere questo film. Non imponendomi delle scelte di regia, ma insegnandomi cosa vuol dire dirigere degli attori.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nel film c’è un’idea molto forte di regia, quasi come se si volesse rendere consapevole lo spettatore che, indipendentemente da tutto, sta assistendo ad una rappresentazione che non corrisponde alla realtà. </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>È corretto?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alex Infascelli: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Rendere consapevole magari no, ma senz’altro mettere il dubbio. Una delle prime cose di cui ci siamo resi conto leggendo il testo con Sergio e Margherita è che, più cercavamo di dare un senso alle loro parole, e più lo perdevamo. Il gioco di scatole cinesi e scorciatoie drammaturgiche che ha creato Schmitt in questo testo si poteva riprodurre sullo schermo solo a patto di mantenerne l’ambiguità di fondo e l’assenza di colore presente in ogni battuta. Perché in quell’assenza di colore erano presenti, paradossalmente, tutti i colori e tutte le possibili interpretazioni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sergio Castellitto: </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Io vorrei sottolineare anche il coraggio dei produttori a realizzare un film di questo tipo in un cinema che si avvia sempre di più ad essere un gesto quasi archeologico. In un cinema italiano disseminato di film comici – bada bene, non commedie che sono una cosa ben più complessa – il più delle volte deprimenti, </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Piccoli crimini coniugali</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> mostra invece la drammaticità di una relazione umana. Ed è un film che, più che visto, andrebbe spiato, quasi come se lo spettatore si nascondesse in quella casa. Come quando sei a casa tua, sul divano, a leggere e senti che dall’altra parte del muro arrivano delle voci e inizi ad ascoltare. Non è un caso che questo film così pieno di parole potrebbe tranquillamente essere ascoltato ad occhi chiusi piuttosto che visto. E io invito gli spettatori ad andare a vedere questo film per rintracciarvi, in qualche misura, qualcosa che riguarda la loro vita. Altrimenti cosa si va a fare al cinema?</span></span></p>
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