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	<title>Movielicious &#187; Alexander Juhasz</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Babadook</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 06:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Uomo Nero è tornato a raggelare la notte. Guardate bene sotto il letto prima di addormentarvi!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Babadook, Australia 2014)<br />
Uscita: 15 luglio 2015<br />
Regia: Jennifer Kent<br />
Con: Essie Davis, Noah Wiseman<br />
Durata: 1 ora e 29 minuti<br />
Distribuzione: Midnight Factory</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/babadook_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43615" title="babadook_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/babadook_slide.jpg" alt="" width="499" height="280" /></a></p>
<p><em>If it&#8217;s in a word, or if it&#8217;s in a book you can&#8217;t get rid of the Babadook </em></p>
<p>Alzi la mano chi da piccolo non è morto di paura ipotizzando l&#8217;esistenza di lugubri mostri e di oscure presenze lì dove c&#8217;era semplicemente un cappotto appeso a un attaccapanni. Da sempre ritenuti complici del malvagio, il buio e l&#8217;ombra lo favoriscono nel nascondersi sotto i letti o negli armadi, dove è libero di animare impermeabili e paltò. Partendo da queste paure ancestrali, cui aveva già dato vita in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=s6n7MpB8xdU" target="_blank"><strong>Monster</strong></a>, un pluripremiato corto realizzato nel 2005, la regista australiana <strong>Jennifer Kent</strong> confeziona<strong><em> Babadook</em></strong>, il suo primo lungometraggio, un film colmo di inquietudine e di sicuro il miglior horror visto quest&#8217;anno. Strano o quantomeno insolito, trovare una donna in cabina di regia di una pellicola appartemente a genere che è da sempre esclusivo appannaggio degli uomini, eppure mai come nel caso di<em> Babadook</em> era fondamentale che ci fosse del femminino a spaventare e soprattutto a disturbare lo spettatore a un livello più inconscio, facendo leva sulle sue paure più ataviche e radicate (il buio, l’abbandono, il distacco dalla figura dei genitori, l&#8217;elaborazione del lutto) e sui drammatici risvolti che possono nascondersi nel rapporto tra una madre e il proprio figlio, se portato all&#8217;estremo.</p>
<p>Conosciamo così Amelia (<strong>Essie Davis</strong>), mamma single tormentata dalla violenta perdita del marito e la vediamo combattere contro le paure di suo figlio Samuel (<strong>Noah Wiseman</strong>), convinto che un terribile mostro si nasconda in casa, pronto ad ucciderli. Quando un misterioso libro, dal titolo <em>Mr. Babadook</em>, entra in casa loro non si sa bene come, Samuel si convince che il mostro che vi è descritto con inquietanti illustrazioni ed emblematiche filastrocche sia proprio la terrificante creatura che popola i suoi incubi.<br />
<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/babadook_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43616" title="MCDBABA EC028" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/babadook_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Prendendo spunto dalle tradizioni popolari serbe, la Kent reinventa la figura del <strong><a href="https://c2.staticflickr.com/6/5125/5247653799_7e1c26949a_b.jpg" target="_blank">Baba Roga</a> </strong>(la &#8220;vecchia signora con corno&#8221; dell&#8217;Est Europa), una sorta di strega che vola utilizzando un mortaio e una scopa fatta di capelli e che se ne va in giro di notte alla ricerca di bambini maleducati da far sparire in modi spaventosi, e la rivede e corregge a proprio piacimento, rendendola visivamente un mix tra il <em>Boogeyman</em> della trilogia horror e il Nosferatu di Murnau. Attingendo a piene mani dal cinema espressionista tedesco, la Kent poi &#8220;saccheggia&#8221; al <a href="http://www.cinefania.com/movie/200702/london04.jpg" target="_blank">Lon Chaney</a> de<em> Il fantasma del castello</em> le ali da pipistrello e il cupo cappello a cilindro: et voilà, il Babadook prende forma, attraverso le pagine di un libro pop-up il cui titolo anagrammato si trasforma in &#8220;a bad book&#8221; (con le azzeccatissime illustrazioni di <strong>Alexander Juhasz</strong>).</p>
<p>Polanskiano fin nel midollo, (elementi quali il conflitto tra spazio esterno e interno presente nei film che compongono la trilogia dell&#8217;appartamento del regista polacco sono qui presenti e amplificati, affiancati a un altro leitmotiv dell&#8217;autore di <em>Chinatown</em>: il meticoloso utilizzo dello spazio domestico come teatro della psicopatologia che affligge i protagonisti, Amelia e Samuel, proprio come accadeva a Catherine Deneuve e Mia Farrow rispettivamente in <em>Repulsion</em> e <em>Rosemary’s Baby</em>) nel raccontare la lenta discesa di una donna verso la follia più estrema, <em>Babadook</em> è un horror sui generis reso tale dall’abilità della regista nel mostrare il giusto, senza essere né troppo esplicita, né troppo avara. Coerente e conciso, forte di una sceneggiatura intrigante e piuttosto insolita, non utlizza i soliti trucchi per spaventare (il volume della colonna sonora che subisce un&#8217;impennata, o il mostro di turno che compare all&#8217;improvviso dietro alla porta che si spalanca) ma costruisce un orrore molto più complesso e stratificato, sostenuto da una tensione narrativa tale da rendere ancora più esplosivi i momenti di suspance.<br />
La forza dell&#8217;elemento metaforico che accosta la presenza demoniaca allo stato emotivo e sentimentale dei suoi protagonisti, in particolare di Amelia, unito a quello visivo reso particolarmente forte dalle illustrazioni del libro e delle filastrocche in esso contenute, rende <em>Babadook</em> un&#8217;esperienza filmica necessaria sulla forza oscura che abita ciascuno di noi e sull&#8217;accettazione del Male come entità duttile e poliedrica.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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