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	<title>Movielicious &#187; Andrew Dominik</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>One More Time with Feeling</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 06:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Dominik]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Cave]]></category>
		<category><![CDATA[One More Time with Feeling]]></category>
		<category><![CDATA[Skeleton Tree]]></category>

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		<description><![CDATA[Nick Cave in tutto il suo dolore nel suggestivo film-performance di Andrew Dominik.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 27 e 28 settembre 2016<br />
Regia: <span class="_Xbe kno-fv">Andrew Dominik</span><br />
Con: Nick Cave<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: Nexo Digital</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/One-More-Time-With-Feeling.jpg"><img class="alignnone wp-image-54115" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/One-More-Time-With-Feeling-1024x484.jpg" alt="One-More-Time-With-Feeling" width="650" height="307" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esattamente come in <em>The Armstrong Lie</em> di Alex Gibney, operazione encomiastica dedicata al famigerato ciclista texano trasformatasi in corso d’opera e alla luce dello scandalo doping in una spietata, invelenita disamina sul potere della menzogna, in <strong><em>One More Time with Feeling</em></strong> il cinema è costretto a fare i conti con l’incontrollabile, imponderabile interferenza della vita reale e a tentare di reagire con lucidità, coerenza e prontezza all’imprevisto. Non ci sarebbe nulla di male a pensare che l’iniziativa di <strong>Nick Cave</strong>, perlomeno nello stadio embrionale della produzione, intendesse prendere le mosse dalle parti del documentario celebrativo e del retroscena promozionale, in misura non molto diversa dal narcisistico, adulterato esperimento di <em>20.000 Days on Earth</em>, aprendo un nuovo spiraglio sull’universo privato e sul processo compositivo di uno dei più influenti e acclamati cantautori della sua generazione, senza considerare l’incognita di cui sopra, cioè la vita stessa. O, in questo caso, la sua fine.</p>
<p><em>One More Time with Feeling</em> – e quindi anche l’album, <em>Skeleton Tree</em>, di cui si presenta come backstage – cattura infatti il clima di angoscia, di confusione e di sconcerto creatosi nella grande famiglia dei Bad Seeds, o quantomeno della loro attuale incarnazione, in seguito alla morte di <strong>Arthur Cave</strong>, figlio adolescente del loro frontman, principe delle tenebre della scena rock contemporanea trovatosi improvvisamente protagonista della sua ultima, caratteristica <em>murder ballad</em>, quella estrema e definitiva in quanto ineffabile e personalissima, infinitamente lontana dalle crudeli declamazioni febbricitanti del passato e vicina al linguaggio dimesso e contrito della messa da requiem. Ed è al neozelandese <strong>Andrew Dominik</strong> che Cave si rivolge, dopo aver offerto i propri servigi tanto per <em>L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford</em> quanto per il successivo <em>The Road</em>, per trovare un senso e una soluzione alla propria depressione e per dare forma, ordine e dignità al proprio dolore, confidando nella discrezione, nel pudore e nel tatto del suo amico di lunga data, responsabile di una scelta estetica precisa e disarmante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/One-More-Time-With-Feeling-Nick-Cave.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54117" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/One-More-Time-With-Feeling-Nick-Cave.jpg" alt="One-More-Time-With-Feeling-Nick-Cave" width="600" height="369" /></a></p>
<p>Il lutto, nell&#8217;ottica di Dominik, assume i contorni di un opalescente purgatorio in bianco e nero e in tre dimensioni – si sconsiglia vivamente, pertanto, la visione in 2D -, un abisso di routine e di disagio in inquadrature fisse spezzato dalle evoluzioni in virtuosistici piani sequenza delle esibizioni canore, che abbandonano lo schema del videoclip per esplorare lo studio, i suoi dintorni e i suoi abitanti, fluttuando nell’aria e inseguendo tragitti impossibili, come nell’incommensurabile ascesa ultraterrena di <em>Distant Sky</em>, straziante picco sentimentale e apoteosi del tutto, alla ricerca di quel fantasma evocato così faticosamente a parole – salvo una confessione di coppia a cuore aperto insieme alla moglie <strong>Susie Bick</strong>, in cui Cave prende per la prima volta di petto ciò che laconicamente definisce “il trauma” – e così apertamente affrontato in musica, come nella riscrittura semi-improvvisata del testo di <em>Jesus Walks</em>, brano di apertura, o nel riarrangiamento della <em>title track</em> che chiude il disco, che dalla smorta negazione della prima versione pare sottendere, a ridosso dei titoli di coda, alla lenta, rassegnata catarsi dell’accettazione della seconda.</p>
<p>È così che il lavoro dietro le quinte, smascherato da subito nel suo farsi ingombrante sovrastruttura – l&#8217;interazione con le attrezzature di scena, la poeticizzante voce off di Cave sconfessata nel finale – diventa una sessione di terapia di gruppo scandita dalle fasi preparatorie ed esecutive di ciascuna canzone e dal contributo di tutti i musicisti – e non, come lo stesso Dominik – coinvolti, a partire dal ruolo centrale di <strong>Warren Ellis</strong>, sciamanico violinista dei Dirty Three e co-leader dei Bad Seeds dopo la fuoriuscita dei fondatori Blixa Bargeld e Mick Harvey, tutti uniti nella realizzazione di un progetto che, al di là di ogni discutibile qualità effettiva – su cui Cave in persona, ragionevolmente, con la mente ai capolavori di un tempo, non si esprime – si rivela l’unica via d’uscita possibile dalla crisi. In questo modo, l’immersivo, ricercatissimo apparato audiovisivo si accompagna a un impatto emotivo tanto spontaneo e diretto da mettere in imbarazzo, una contemplazione della perdita capace di bilanciare la naturalezza dell’intimo, dalle conversazioni in macchina, che sembrano un calco dal reportage dylaniano <em>Don’t Look back</em>, alla visita a sorpresa di Earl, fratello gemello di Arthur, passando per i rari momenti di cazzeggio, con l’ambizione del cosmico (le meditazioni con cui Cave si confronta con l’idea di Dio e di Aldilà). Imperdibile per chi ha già familiarità con la carriera del rocker australiano, <em>One More Time with Feeling</em> è in realtà un oggetto ancor più prezioso per i non iniziati, un atto di generosità umana e artistica di intensità a tratti lancinante che si traduce in una travolgente gioia dei sensi e in uno dei film più irrinunciabili di quest’anno.</p>
<p>Voto <strong>8.5</strong><br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cogan &#8211; Killing Them Softly</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/10/17/cogan-killing-them-softly/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 08:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Dominik]]></category>
		<category><![CDATA[Brad Pitt]]></category>
		<category><![CDATA[Cogan - Killing Them Softly]]></category>
		<category><![CDATA[James Gandolfini]]></category>
		<category><![CDATA[Ray Liotta]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Jenkins.]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Killing Them Softly, USA 2012)<br />
Uscita: 18 ottobre 2012<br />
Regia: Andrew Dominik<br />
Con: Brad Pitt, Ray Liotta, James Gandolfini<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/slide-killing-them-softly.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28791" title="slide-killing-them-softly" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/slide-killing-them-softly.jpg" alt="" width="500" height="315" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2012/05/22/cannes-arriva-brad-pitt-con-il-suo-killing-them-softly/">Presentato In Concorso all&#8217;ultimo Festival di Cannes</a>, il terzo film del neozelandese Andrew Dominik (dopo <em>Chopper</em> e <em>L&#8217;assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford</em>) è un ibrido che mescola stile da gangster movie, toni fotografici da noir e dialoghi e personaggi dal profondo accento pulp. Tratto dal romanzo di George V. Higgins del 1974, <em>Cogan&#8217;s Trade</em>, la pellicola è ambientata a New Orleans e racconta la vicenda di due sbandati, uno eroinomane e l&#8217;altro appena uscito di prigione, che compiono una rapina durante una partita di poker protetta dalla mafia, provocando il collasso dell’economia criminale locale. Toccherà al killer professionista Cogan, alias Brad Pitt, riportare l&#8217;ordine e rintracciare gli autori del colpo.</p>
<p>La leggenda vuole che <a href="http://www.movielicious.it/2012/05/22/brad-pitt-sbarca-sulla-croisette-solo-soletto/">Brad Pitt</a> abbia accettato di interpretare e produrre Cogan rispondendo a un sms di Andrew Dominik, come ha raccontato il regista durante la conferenza stampa di presentazione del film a Cannes: &#8220;Ho mandato un sms a Brad in cui gli spiegavo l’idea di base. Volevo sondare il terreno prima di procedere. Immaginavo che avesse qualche grosso progetto tra le mani e che non avrebbe prestato attenzione a un film low budget raccontato in un sms, invece mi ha risposto subito e un&#8217;ora dopo avevamo raggiunto un accordo&#8221;. Insomma, una cosa cotta e mangiata. Forse troppo.</p>
<p>Perché l&#8217;agonia del sogno americano, sottotesto politico-economico neanche troppo velato di<em> Cogan</em>, è presente in modo ossessivo, anche se in modo indiretto, attraverso radio e TV costantemente accese, in un&#8217;America in pre-crisi durante il delicato passaggio presidenziale tra Bush e Obama. I dialoghi serrati e il realismo di Higgins vengono mantenuti, anche se attualizzati, e rimangono l&#8217;unico punto di forza di una pellicola la cui metafora (governanti e banchieri che, ben lontani dall&#8217;agire negli interessi del Paese, vengono accusati di essere criminali e truffatori a capo di imprese private a scopo di lucro) non è sufficiente a smorzare la noia che subentra già dopo la prima mezz&#8217;ora di visione. Tanta carne al fuoco, tanti buoni spunti e riflessioni, che però non vengono messi a segno e Brad Pitt che non si sforza più di tanto nel tratteggiare il suo killer dolce, spietato e impomatato che parla per metafore e che si muove in silenzio sotto una pioggia (purificatrice?) che non smette di cadere. Fortuna che ci sono James Gandolfini, Ray Liotta e Richard Jenkins.<br />
<strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Brad Pitt sbarca sulla croisette solo soletto</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 16:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Andrew Dominik]]></category>
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		<category><![CDATA[Ray Liotta]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/slide3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26692" title="slide3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/slide3.jpg" alt="" width="500" height="354" /></a></p>
<p>Gli donano i panni di Jackie Cogan, killer assoldato dalla mafia per neutralizzare due balordi che hanno avuto la pessima idea di fare un furto in una bisca clandestina gestita da Ray Liotta. Così come gli calza a pennello il completo giacca e pantalone con cui Brad si è presentato al photocall di questa mattina sulla Croisette. Il quasi signor Jolie è arrivato a Cannes in pompa magna (fotografi impazziti e fan in delirio, come ogni star che si rispetti) per presentare <a href="http://www.movielicious.it/2012/05/22/cannes-arriva-brad-pitt-con-il-suo-killing-them-softly/"><em>Killing Them Softly</em></a>, pellicola di Andrew Dominik di cui è anche produttore oltre che protagonista.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/112.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26693" title="112" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/112.jpg" alt="" width="500" height="353" /></a></p>
<p>Chioma fluente, sorriso malandrino e accompagnato dai suoi colleghi di set (il regista Dominik, alla sua sinistra, e il collega Liotta, a destra), Brad è venuto a Cannes senza Angie, almeno per ora, anche se c&#8217;è chi si aspetta la presenza della Jolie questa sera in occasione della presentazione ufficiale del film con annesso red carpet. Questa mattina, durante la conferenza stampa, Pitt, dopo aver fatto notare che prima dell&#8217;una non dovrebbero organizzare delle conferenze (erano le 11:30 del mattino), ha risposto alle domande della stampa, che non ha resistito a chiedere qualche scoop sull&#8217;imminente matrimonio tra lui e la Jolie. A cui Brad  ha risposto in modo piuttosto secco, sostenendo di non aver ancora fissato una data ufficiale per le nozze. Segno che quella dell&#8217;11 agosto, fino ad oggi data per buona, in realtà non lo è affatto? Vi terremo informati, intanto vi lasciamo alle foto di Brad Pitt scattate questa mattina al photocall di <em>KIlling Them Softly</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/brad3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26694" title="brad3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/brad3.jpg" alt="" width="500" height="358" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/brad2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26695" title="brad2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/brad2.jpg" alt="" width="386" height="594" /></a></p>
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