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	<title>Movielicious &#187; Angela Finocchiaro</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Oceania</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 16:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Grispo]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[John Musker]]></category>
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		<category><![CDATA[Oceania]]></category>
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		<category><![CDATA[Ron Clements]]></category>

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		<description><![CDATA[Tradizione, innovazione e tanta musica nella nuova avventura Disney nelle sale a Natale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Moana, USA 2016)<br />
Uscita: 22 dicembre 2016<br />
Regia: John Musker, Ron Clements<br />
Con: Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi, Chiara Grispo<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Oceania_1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-54801" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Oceania_1.jpeg" alt="Oceania_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Superata agilmente l’ironica impasse di un titolo originale (<em><strong>Moana</strong></em>) che in Italia non può non riportare alla mente ben altri (e antitetici) immaginari cinematografici, la Disney invade le sale della penisola con il suo nuovissimo <em><strong>Oceania</strong></em> giusto in tempo per le festività natalizie.<br />
Ed è un ritorno al classico comprensivo di svariati numeri musicali, dopo le ardite derive psicanalitiche di <a href="http://www.movielicious.it/2015/09/14/inside-out/" target="_blank"><em>Inside Out</em></a> e il sequel/spin-off <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/09/13/alla-ricerca-di-dory-recensione/" target="_blank">Alla ricerca di Dory</a></em>.<br />
Non è affatto un caso che in cabina di regia si ritrovino proprio <strong>John Musker</strong> e <strong>Ron Clements</strong>, ossia i due artefici di classici moderni come <em>La sirenetta</em> e<em> Aladdin</em>, sebbene la parabola idealtipica e molto coming of age della principessa qui venga aggiornata ai più moderni dogmi della self consciousness femminista.<br />
<strong>Vaiana</strong> è infatti la giovane figlia di un capovillaggio maori che, man mano che cresce, sente sempre più forte l’irresistibile richiamo verso un oceano che una maledizione plurisecolare le vieta però di navigare. Divisa tra un padre che cerca di educarla ai piaceri della stanzialità e una nonna, considerata da tutti svitata, che invece ne nutre le fantasie legate all’avventura indirizzandola verso il suo destino di prescelta, Vaiana decide di attraversare il limite rappresentato dalla barriera corallina (il temutissimo reef) per rimediare all’errore che, mille anni prima, ha relegato il suo popolo nei comodi confini di un’isoletta del Pacifico. Durante questo viaggio la ragazza incontra il leggendario semidio Maui, con il quale attraverserà il mare aperto in un crescendo di azione, affrontando enormi creature di fuoco e ostacoli apparentemente insormontabili.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Oceania_2.png"><img class="alignnone size-large wp-image-54802" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Oceania_2-1024x576.png" alt="Oceania_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Sebbene prenda le mosse da istanze narrative piuttosto convenzionali, Oceania scardina in parte la rigidità di certi pattern classicamente disneyani limitandone, ad esempio, l’elemento luttuoso che vuole che ogni processo di crescita debba per forza di cose passare attraverso la perdita di un genitore. Nella spinta all’emancipazione che porta Vaiana ad abbandonare gli affetti preferendo loro i grandi spazi, Oceania ricorda quindi <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/zootropolis-recensione/" target="_blank"><em>Zootropolis</em></a>, pur senza sposarne i sottotesti più finemente politici.<br />
E, come nel capolavoro con cui la Disney ha aperto il 2016, anche qui si evita la storia d’amore, strutturando invece il rapporto tra la protagonista femminile e quello maschile come un incontro/scontro tipico del filone <strong>buddy movie</strong>.<br />
Proprio il personaggio di Maui rappresenta è uno dei maggiori elementi di forza del film, inglobando dentro un unico character (disegnato sulla fisicità di <strong>Dwayne Johnson</strong>, anche doppiatore nella versione originale) sia la componente eroica che quella comica – con quest’ultima corroborata poi da un buffo gallo strabico e da un maialino – oltre alla felice intuizione degli autori di affidare ai suoi numerosi tatuaggi una funzione diegetica che diverte e, al tempo stesso, evita le inevitabili lungaggini degli “spiegoni” fatti a voce.</p>
<p>Al netto però del suo relativo rispetto per la tradizione, il film offre alcune delle soluzioni visive più strabilianti in termini di animazione moderna, a partire da un oceano mai così cristallino per finire con un mostro di lava dai tratti vagamente tolkieniani che, più che un semplice villain, rappresenta il vero cuore di tenebra della storia.<br />
In definitiva ciò che stupisce della Disney nel 2016 è il modo in cui stia riuscendo a diversificare la natura dei propri prodotti andando progressivamente a coprire l’intero range dell’intrattenimento per famiglie, dal cartoon iperclassico (in <em><strong>Oceania</strong></em> lo stile dei disegni può facilmente ricordare sia quello di <em>Frozen</em> che di <em>Rapunzel</em>) all’azzardo metanarrativo di<em> Inside Out</em> fino alla rielaborazione in chiave live action delle opere di catalogo che il tempo ha reso ormai più datate.<br />
Per dire che quest’anno, tra <em>Zootropolis</em>, <em>Alla ricerca di Dory</em> e quest’ultimo film, per i membri dell’Academy non sarà affatto facile assegnare un premio al Miglior Film di Animazione.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Non c’è più religione</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/07/non-ce-piu-religione-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 08:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bisio]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Miniero]]></category>
		<category><![CDATA[Non c’è più religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Gassmann, Bisio e Finocchiaro nella commedia diretta da Luca Miniero, fiera del luogo comune.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2016)<br />
Uscita: 7 dicembre 2016<br />
Regia: Luca Miniero<br />
Con: Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela Finocchiaro<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione.jpg"><img class="alignnone wp-image-54677" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione-1024x611.jpg" alt="NonCePiuReligione" width="650" height="388" /></a></p>
<p>Immediatamente prima dei titoli di testa di <em><strong>Non c’è più religione</strong></em>, un cartello ci informa che in Italia non si fanno più figli e che, secondo le statistiche, ogni spettatore presente in sala ha 0,65 figli e ben 2,83 cellulari. <strong>Luca Miniero</strong> detta così le coordinate di una storia che vuole affrontare i temi della crisi delle nascite e dell’integrazione con leggerezza ma, allo stesso tempo, si gioca anche la battuta più divertente di tutto il film ancor prima che questo abbia inizio. Perché di rado in Italia si è visto un tentativo di commedia dalle pretese “sociali” (tra moltissime virgolette) così poco riuscito.<br />
E dire che le forze in campo non erano neanche poche o di poco conto se consideriamo due attori di rango come <strong>Alessandro Gassmann</strong> e <strong>Claudio Bisio</strong> e il coinvolgimento, in sede di scrittura, di un veterano come <strong>Sandro Petraglia</strong> che, da Nanni Moretti a Gianni Amelio, ha comunque collaborato con il gotha del cinema italiano.<br />
Il risultato, invece, non solo è risibile ma addirittura irritante nella sua manifesta pigrizia intellettuale. Non c’è un solo momento del film in cui si rida di gusto o, d’altro canto, si sia spinti a riflettere da una qualche angolazione inedita su un argomento spinoso &#8211; e in ogni caso topico &#8211; come quello del razzismo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54678" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione_1.jpg" alt="NonCePiuReligione_1" width="644" height="375" /></a></p>
<p>La storia è quella di un’immaginaria isoletta del Mediterraneo dove ogni anno si realizza un presepe vivente per attirare i turisti.<br />
Quest’anno però il bambinello titolare ha un problema: è un po’ troppo cresciuto e ha un accenno di baffi adolescenziali, insomma nella mangiatoia non ci sta proprio. A Porto Buio del resto le natalità sono ai minimi storici ma il bisogno di trovare un altro bambino<br />
spinge il sindaco Cecco (Claudio Bisio), fresco di nomina dopo una disastrosa carriera politica al Nord, a chiederne uno in prestito alla comunità islamica che vive sull’isola, anche se l’idea non piace affatto alla frangia più conservatrice della popolazione.<br />
La location isolana è solo il primo di una serie di elementi che contribuiscono ad allontanare la storia dai parametri che siamo soliti attribuire alla realtà, immergendola invece in una dimensione vagamente favolistica in cui tutti conoscono tutti e nessuno è mai davvero cattivo.<br />
Errore imperdonabile per un film che, se ha davvero voglia di approcciare il sociale, non può esimersi dal pungere, almeno un po’.<br />
Miniero si limita invece al minimo sindacale, tra un Alessandro Gassmann (napoletano poi) che si è costruito una nuova identità come leader di una comunità islamica perché deluso dalla chiusura mentale dei suoi connazionali e una suora (interpretata da una <strong>Angela Finocchiaro</strong> mai così irritante nella sua urgenza di voler strappare risate a tutti i costi) che è, allo stesso tempo, levatrice ormai disoccupata e titolare dell’unica pizzeria dell’isola.</p>
<p>Come se tutto ciò non bastasse, gli autori decidono di confondere le carte e di introdurre nella dicotomia tra cattolici e islamici un ulteriore elemento esotico, nello specifico la figlia del sindaco, buddista per moda e incinta di padre ignoto. Il fastidio che si prova nell’assistere a questo teatrino di luoghi comuni in cui qualsiasi mediorientale viene chiamato “kebabbaro” e un vescovo, confuso dall’apertura occidentale verso religioni altre, cerca di lavare i piedi a chiunque per riguadagnare un proprio ruolo almeno nella dimensione rituale, è più o meno lo stesso causato dalla conclamata pochezza dei <strong>cinepanettoni</strong>, anzi, in questo caso le velleità sociologiche rappresentano addirittura un aggravante. Di base c’è però la medesima malcelata mancanza di rispetto nei confronti di un pubblico che si ritiene possa sentirsi appagato da due battute messe in croce se, come qui, a pronunciarle c’è “quello che presentava Zelig”.<br />
Verrebbe anche da rimpiangere il lavoro fatto dallo stesso Miniero su altri luoghi comuni in <em>Benvenuti al Sud</em>, se non fosse che allora ad assisterlo c’era comunque la solida traccia narrativa dell’originale francese. Così come, a voler essere cattivi, si potrebbero sottolineare le differenze tra il regista e il suo ex sodale Paolo Genovese (insieme girarono i loro primi tre film) nell’alzare un po’ l’asticella del cinema italiano di area più leggera. Con <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank"><em>Perfetti sconosciuti</em></a>, ad esempio, Genovese c’è riuscito, mentre, a giudicare da questo <em><strong>Non c’è più religione</strong></em>, Miniero sembra ancora lontano anche solo dal provarci.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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		<title>Latin Lover</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/03/17/latin-lover/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 13:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nico Pisanelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Comencini]]></category>
		<category><![CDATA[Latin Lover]]></category>
		<category><![CDATA[Marisa Paredes]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., 2015)<br />
Uscita: 19 marzo 2015<br />
Regia: Cristina Comencini<br />
Con: Virna Lisi, Angela Finocchiaro, Marisa Paredes<br />
Durata: 1 ora e 54 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/latin-lover_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41725" title="latin-lover_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/latin-lover_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Bellezza solare anni Cinquanta, sorriso tenero e accattivante e irresistibile fascino latino, al secolo Francesco Scianna (già interprete per <strong>Cristina Comencini </strong>de <em>Il più bel giorno della mia vit</em>a) è l&#8217;ex modello di  Dolce &amp; Gabbana ad interpretare il fantasma che aleggia per tutto il film. Il fantasma di Saverio Crispo, latin lover e dongiovanni impenitente. Un passato ingombrante, denso di mogli, compagne, figlie legittime e illegittime, una carriera di attore da vera e propria icona del cinema italiano, capace di spaziare dalla commedia al western con incursioni nel cinema politico impegnato degli anni Settanta.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/latin_lover-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41726" title="latin_lover-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/latin_lover-2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Crispo rappresenta Mastroianni, Gassman, Volontè, spudoratamente omaggiati in citazioni di opere che fanno il verso al <em>Sorpasso</em>, all&#8217;<em>Armata Brancaleone</em>, ai western all&#8217;italiana e a tanti altri classici. C&#8217;è il suo nome sulla lapide che ne commemora il decennale della scomparsa, posta sulla casa natale in un bellissimo paese salentino (forse la cosa migliore del film).<br />
Proprio questo anniversario e le celebrazioni indette dal comune sono l&#8217;occasione per riunire la famiglia allargata, più che altro un harem, nella grande villa dove la prima moglie, la splendida Virna Lisi, aveva accolto e poi accudito, novella Penelope, lo sposo reduce dalle avventure cinematografiche e amorose in Francia, Spagna, Svezia e Stati Uniti.<br />
Ogni tappa una figlia: e ora tutte insieme a scambiarsi ricordi, rievocare avventure, sfogare frustrazioni e a confidarsi segreti inquietanti.</p>
<p>Ma non basta un cast che non a torto è stato definito &#8220;stellare&#8221; per dare spessore a <em>Latin Lover</em>. Non basta il fascino senza tempo di <strong>Virna Lisi</strong> e <strong>Marisa Paredes</strong>. E nemmeno l&#8217;ottima prova offerta da una nevrotica <strong>Angela Finocchiaro</strong>, da una complessata e sperduta <strong>Valeria Bruni Tedeschi </strong>e dal valido cast maschile, messo in ombra dall&#8217;ingombrante presenza in absentia del latin lover (E&#8217; sempre un piacere veder recitare <strong>Toni Bertorelli</strong> e ritrovare in Italia il grande attore catalano <strong>Lluis Homar</strong> con la sua notevole presenza scenica).<br />
Perché il film non sembra decollare mai. L&#8217;omaggio al grande cinema italiano del tempo che fu si risolve in una involontaria parodia delle sue scene più memorabili, interpretate da uno Zelig che di volta in volta si cala nei panni dei più grandi divi del glorioso passato. Il finale, poi, è imbarazzante, del tutto incapace di riscattare una commedia piatta, priva di quella leggerezza straordinaria che i padri possedevano e le figlie non sanno ritrovare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Claudio e Alessandro: benvenuti ma non troppo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 15:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Siani]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Benvenuti al nord]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bisio]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Lodovini]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/91.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24571" title="91" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/91.jpg" alt="" width="500" height="350" /></a></p>
<p>Dopo il successo di <a href="http://www.movielicious.it/2010/10/01/benvenuti-al-sud/"><em>Benvenuti al sud</em></a> (trenta milioni di euro di incassi per un film italiano è una cifra da capogiro) era inevitabile un sequel. In Italia era inevitabile (sia per tentare di nuovo la fortuna al botteghino, sia per per pareggiare i conti con l&#8217;altra metà del pubblico dello stivale, che magari non si è sentito sufficientemente preso in considerazione), perché il regista francese Dany Boon si è ben guardato dal regalare un sequel al suo piccolo gioiello <em>Giù al nord </em>(<em>Bienvenue chez les Ch&#8217;tis</em>) di cui <em>Benvenuti al sud </em>è il remake. Ma si sa, qui da noi un prodotto, soprattutto se funziona in termini commerciali, va spremuto fino al midollo, privato di quelle caratteristiche che lo avevano reso un caso unico e trasformato in qualcosa di cui si finisce col dire &#8220;era meglio il primo&#8221;. Come avrete intuito, <em>Benvenuti al nord </em>non ci ha entusiasmati, lo leggerete nella recensione che troverete online nei prossimi giorni, ma l&#8217;attesa per la nuova commedia di casa Medusa, a giudicare dalla gremita conferenza stampa di presentazione a cui abbiamo partecipato questa mattina, sembra essere un fatto tangibile.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/72.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24573" title="72" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/72.jpg" alt="" width="500" height="347" /></a></p>
<p>Cast artistico al gran completo (Bisio, Siani, Lodovini, Rossi e gli altri) arricchito dalla presenza di Emma Marrone, la cantante proveniente dalla scuderia di<em> Amici</em> che ha preso parte alla colonna sonora del film con un paio di brani. <em>Benvenuti al sud</em>, che uscirà mercoledì 18 gennaio in ben ottocento copie, riporta sullo schermo le vicende di Alberto (Bisio) e Mattia (Siani), ma con un cambio di campo . Se nel primo capitolo, infatti, la partita tra il nordico direttore di ufficio postale e l&#8217;impiegato lavativo si giocava nel pittoresco paesino campano di Castellabate, adesso è Mattia che è costretto a trasferire a Milano per salvare il suo legame con moglie e figlio. Sceneggiatura originale, questa volta,  scritta a quattro mani da Fabio Bonifacci e dallo stesso regista Luca Miniero, che però pone sempre al centro della vicenda le diversità culturali di un&#8217;Italia tanto bella perché altrettanto varia.</p>
<p>Mattatori dell&#8217;incontro, inutile dirlo, sono stati i due protagonisti del film Claudio Bisio e Alessandro Siani (quest&#8217;ultimo con cellulare acceso e ben vicino al microfono, come potete percepire dall&#8217;audio della seconda clip) che, tra una battuta e l&#8217;altra,  hanno risposto alle domande dei giornalisti.</p>
<p><em>Claudio, senti un po&#8217; di ansia da prestazione dato il grande successo di Benvenuti al Sud? </em></p>
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<p><em>Alessandro, ti hanno spesso paragonato a Massimo Troisi, in particolare da quando hai interpretato Mattia. E&#8217; una somiglianza in cui ti ritrovi?<br />
</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/E5J6RE_oSLQ?version=3&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/E5J6RE_oSLQ?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La banda dei Babbi Natale</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/12/19/la-banda-dei-babbi-natale/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2010/12/19/la-banda-dei-babbi-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 13:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Baglio]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Poretti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Storti]]></category>

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		<description><![CDATA[La commedia natalizia e non sguaiata è ancora possibile in Italia? Risponde un famoso trio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2010)<br />
Uscita: 17 dicembre 2010<br />
Regia: Paolo Genovese<br />
Con: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Angela Finocchiaro<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/la-banda-dei-babbi-natale-aldo-baglio-giovanni-storti-giacomo-poretti-foto-dal-film-13_mid.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-17923" title="la-banda-dei-babbi-natale-aldo-baglio-giovanni-storti-giacomo-poretti-foto-dal-film-13_mid" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/la-banda-dei-babbi-natale-aldo-baglio-giovanni-storti-giacomo-poretti-foto-dal-film-13_mid.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ci era piaciuto moltissimo <em>Incantesimo napoletano</em> di Paolo Genovese, un film comico e allo stesso tempo natalizio quando il binomio sembra non portare mai nulla di buono al cinema italiano. Qualche anno fa, quel film lasciava presagire che una comicità aggraziata è ancora possibile nel nostro paese, e quest&#8217;anno ne abbiamo la riprova con una pellicola che punta a grandi incassi e, va detto, finisce anche per meritarseli. Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre Babbi Natale che vengono colti in flagrante durante la Vigilia di Natale, mentre cercano di compiere una rapina impossibile. Portati in questura, iniziano a confessare le loro vite malandate. I flashback si susseguono per tutto il film, mostrando il lato più umano dei protagonisti ed evitando di trasformarli in macchiette. Il regista decide di non intraprendere la via delle solite battute televisive: il risultato è un film gradevolissimo, che sarà pur lontano dai fasti di <em>Tre uomini e una gamba</em> e <em>Chiedimi se sono felice</em>, ma è un&#8217;ottima alternattiva ai cinepanettoni avvelenati che infestano le nostre sale (e che <strong>Movielicious</strong>, in modo intenzionale, ha deciso di ignorare).</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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