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	<title>Movielicious &#187; Baltasar Kormákur</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Everest</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 13:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Baltasar Kormákur]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio Fuori Concorso a Venezia 72 Jake Gyllenhaall, Josh Brolin e Jason Clarke affrontano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 24 settembre 2015<br />
Regia:  Baltasar Kormákur<br />
Con: Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, Jason Clarke<br />
Durata:2 ore e 1 minuto<br />
Distribuzione: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44651" title="everest_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_1.jpg" alt="" width="500" height="280" /></a></p>
<p><em>&#8220;Perché scalare l&#8217;Everest? Perché esiste&#8221; &#8211; George Mallory</em></p>
<p>Perché, specie dopo il clamoroso tandem di <em>Gravity</em> e di <em>Birdman</em>, assegnare a un film come <em><strong>Everest</strong></em> il ruolo di pellicola di apertura del più longevo Festival del Cinema del mondo?<br />
Dopo la roboante indifferenza e la gelida accoglienza &#8211; <em>no pun intended</em> &#8211; incassate al termine della première veneziana, viene da credere che l&#8217;eventuale risposta del direttore Alberto Barbera, vistosi &#8220;usurpare&#8221; da New York l&#8217;attesissimo <em>The Walk</em> di Robert Zemeckis, e il laconico commento dello sfortunato alpinista britannico citato in apertura coincidano.</p>
<p>Un conto, però, è il valore squisitamente umano dell&#8217;impresa, requisito indispensabile della secolare ambizione antropica di infrangere le barriere naturali, un altro è la supposta esigenza della sua trattazione artistica, che non solo rischia di essere ridotta a un mero sforzo produttivo privo della benché minima sostanza &#8211; quello, per esempio, che ha portato all&#8217;acclamazione gratuita ed esagerata di un vacuo giocattolone come <em>Mad Max: Fury Road</em> -, ma che, a meno di non essere l&#8217;Herzog di <em>Fitzcarraldo</em> o il Kevin McDonald de <em>La morte sospesa</em>, disinnesca ogni senso di stupore e di coinvolgimento quando l&#8217;artefazione si fa asfissiante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44652" title="everest_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/everest_2.jpg" alt="" width="499" height="266" /></a></p>
<p>L&#8217;esistenza, dicevamo, di un&#8217;operazione come <em>Everest</em> si giustifica esclusivamente con quei pochi metri di passerella stesi ai galà di turno, e, nel caso specifico del Lido, con lo scopo di rimpolpare e internazionalizzare un red carpet non proprio sovrabbondante con un ensemble di divi a fare quadrato (lo stesso principio dell&#8217;altro bluff da box office dell&#8217;edizione, ossia <em>Black Mass</em>): per il resto, carente tanto dal punto di vista biecamente intrattenitivo, quanto &#8211; ma i dubbi erano ben pochi, considerati i modesti precedenti di <em>Contraband</em> e di <em>Cani sciolti</em> &#8211; come occasione per l&#8217;islandese <strong>Baltasar Kormákur </strong>di rivelarsi in veste di autore action ormai collaudato, <em>Everest</em> discende direttamente dal canone desueto del disaster movie corale à la <em>Airport</em>, sovrappopolato di celebrità scarsamente assortite con i cui alter ego di cartapesta lo spettatore è chiamato a identificarsi e sulla cui sopravvivenza è cinicamente portato a scommettere, ma c&#8217;è ben poco per cui esaltarsi fra caratterizzazioni antidiluviane (il texano spaccone ma fragile di <strong>Josh Brolin</strong>, lo scapicollato fricchettone di <strong>Jake Gyllenhall</strong>, lo scalognato rachitico di <strong>John Hawkes</strong>, anche se il top restano le mogliettine scalpitanti delle svogliatissime <strong>Keira Knightley</strong> e <strong>Robin Wright</strong>), uno sviluppo tedioso e a rilento che passa dall&#8217;adventure sonnacchioso della prima metà al survivalistico esagitato della seconda, una confezione pulitina che alterna soprattutto estetizzanti panoramiche aeree &#8211; niente che non si possa già trovare nel di gran lunga superiore documentario omonimo del 1998, girato davvero e non, a differenza di questo, soltanto convertito in formato IMAX  &#8211; a sequenze dinamiche male orchestrate (senza tirare in ballo un 3D che più accessorio non si potrebbe), momenti ai confini del trash, come la repentina resurrezione innescata dai flashback a ralenti della famigliola in stile Mulino Bianco, e dialoghi piattissimi a base di pipponi motivazionali e di gradassate assortite (già cult la lapidaria sparata secondo cui &#8220;a contare non è l&#8217;altitudine, ma l&#8217;attitudine&#8221;).</p>
<p>In questo senso, più che all&#8217;anonimo mestiere del regista, la paternità dell&#8217;opera è da ascriversi agli sceneggiatori <strong>William Nicholson</strong> e <strong>Simon Beaufoy</strong>, artefici dei più enfatici e ignoranti calvari del cinema di consumo del nuovo secolo, da <em>Il gladiatore </em>e <em>Unbroken</em> (il primo) a <em>The Millionaire </em>e <em>127 ore</em> (il secondo), di cui il compitino di Kormákur pare la versione innevata e a più voci. Come nel caso dell&#8217;one-man-show con James Franco, anche qui sfugge un punto del discorso diverso dalla semplice, sterile cronaca degli eventi condita da tocchi insistentemente melodrammatici (la fine del povero <strong>Jason Clarke </strong>è puro torture porn), con l&#8217;aggravante di uno studio dei personaggi pressoché inesistente che riduce il nutritissimo cast a un magma indifferenziato di ragioni sommarie (fuga dalla routine, ricerca di rivalsa, volontà di potenza e altre ovvietà) e con un senso dell&#8217;epica che confonde il grandioso &#8211; si pensi all&#8217;arrivo in cima alla montagna, reso con sconsolante assenza di meraviglia &#8211; con il tonitruante.</p>
<p>Peccato, perché dal film sembrava evincere una riflessione sui limiti dell&#8217;Uomo comune alle prese con la Natura e con se stesso, come dimostra lo scontro fra l&#8217;attitudine &#8220;chioccesca&#8221; e possibilista del personaggio di <strong>Jason Clarke</strong>, pronto ad ammettere principianti nelle proprie cordate, con quella elitarista del rivale interpretato da Gyllenhall &#8211; confronto che pure si conclude in parità -, ma <em>Everest</em> si accontenta di un&#8217;indistinta identità di generico blockbuster da schiaffare in multisala senza troppi complimenti.</p>
<p>Voto <strong>4</strong></p>
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		<title>Venezia 72: Everest di Baltasar Kormákur è il film di apertura</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 09:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Baltasar Kormákur]]></category>
		<category><![CDATA[Everest]]></category>
		<category><![CDATA[Film di apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia72]]></category>

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		<description><![CDATA[La pellicola dal cast stellare, sarà proiettata in anteprima mondiale Fuori Concorso, mercoledì 2 settembre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/everest.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43550" title="everest" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/everest.jpg" alt="" width="499" height="266" /></a></p>
<p>Mancano poco meno di due mesi alla <strong>72esima</strong> <strong>Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia</strong> (2 – 12 settembre) e si inizia a definire il programma. E&#8217; di pochi minuti fa la notizia secondo cui sarà<em> <strong>Everest</strong> </em>di <strong>Baltasar Kormákur</strong> il film di apertura di quest&#8217;anno. La pellicola sarà proiettata in anteprima  mondiale, Fuori Concorso, mercoledì 2 settembre.</p>
<p>Del cast fanno parte <strong>Jason Clarke</strong>, <strong>Josh Brolin</strong>, <strong>John Hawkes</strong>, <strong>Robin  Wright</strong>, <strong>Michael Kelly</strong>, <strong>Sam Worthington</strong>, <strong>Keira Knightley</strong>,<strong> Emily Watson</strong> e <strong> Jake Gyllenhaal</strong>. Ispirato a fatti legati al tentativo di raggiungere la vetta della più  alta montagna del mondo, <em>Everest</em> documenta il viaggio di due spedizioni  che si imbattono in una violentissima tempesta di neve. Il coraggio  degli scalatori viene messo a dura prova dalla forza della natura, che  trasformerà la loro ossessione in una lotta per la sopravvivenza.</p>
<p>Girato in Nepal, alle pendici dell’Everest, sulle  Alpi italiane (Val Senales, Trentino-Alto Adige), negli studi di  Cinecittà a Roma e nei Pinewood Studios di Londra,  arriverà nelle  sale italiane il 24 settembre distribuito da Universal Pictures.</p>
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