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	<title>Movielicious &#187; Behemoth</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 10</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 19:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lido paralizzato per l'arrivo del Vasco nazionale, poi il cinese Behemoth e l'italiano Per amor vostro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_44450" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/gli-uomini-di-questa-citta-io-non-li-conosco.jpg"><img class="size-full wp-image-44450" title="gli-uomini-di-questa-citta-io-non-li-conosco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/gli-uomini-di-questa-citta-io-non-li-conosco.jpg" alt="" width="500" height="318" /></a><p class="wp-caption-text">Gli uomini di questa città io non li conosco</p></div>
<p>Se il percorso dei nostrani aspiranti al Leone resta pericolosamente in salita, fra la vanità di Guadagnino, l&#8217;appannamento di Bellocchio e il formalismo di Messina, è dalla divisione non competitiva che continuano ad affacciarsi, dopo l&#8217;eccellente doc di Pannone e l&#8217;accoglienza trionfale tributata a Caligari, i risultati più convincenti: non fa eccezione, come ampiamente previsto, la nuova sortita nella non-fiction di <strong>Franco Maresco</strong>, l&#8217;omaggio che il co-autore di CinicoTv ha tributato all&#8217;amico e nume ispiratore Franco Scaldati e che rappresenta non solo un profilo biografico privato e artistico del più importante esponente dell&#8217;avanguardia palermitana, ma anche una cronologia delle metamorfosi sociopolitiche della realtà siciliana, dal crogiuolo post-sessantottino della scena teatrale off all&#8217;ascesa di Cosa Nostra, dall&#8217;instaurarsi subdolo del berlusconismo all&#8217;abisso post-ideologico del nuovo secolo.</p>
<p><em><strong>Gli uomini di questa città io non li conosco</strong></em> è quindi opera personale e generazionale, umilissima nel suo riconoscere e ammettere il forte debito del proprio artefice nei confronti di un mentore rimasto nell&#8217;ombra e spavalda &#8211; fin troppo, come nella gratuita, ancorché goduriosa, stoccata alla &#8220;discesa in campo più vergognosa della nostra Storia &#8211; nella propria militanza contro l&#8217;istupidimento generale (agghiacciante, e già di culto, l&#8217;epilogo in cui, a due anni dalla sua scomparsa, Scaldati sembra già sparito dalla memoria e in cui viene incomprensibilmente tirato in ballo Stefano Accorsi), commovente, come nella testimonianza dello storico collaboratore Gaspare Cucinella, ed esilarante &#8211; assolutamente impagabile la testimonianza finale di Luigi Maria Burruano -, un percorso prezioso, ravvicinato e compendiario all&#8217;interno della vita (tormentata, generosa e inquieta) e dell&#8217;arte (eterodossa e disperata) del protagonista di un Paese reale da riscoprire.</p>
<p>Le Giornate degli Autori, d&#8217;altro canto, mettono a segno il loro primo centro perfetto in chiusura di programma con il cinese <em><strong>Underground Fragrance</strong></em>, notevolissima e microscopica tragedia suburbana all&#8217;ombra della speculazione edilizia che miscela il rigore e la purezza laconica dello Tsai Ming-Liang dei bei tempi andati (d&#8217;altronde l&#8217;esordiente regista <strong>Song Pengfei</strong> nasce come suo aiuto regista) con il romanticismo viscerale e discreto di Wong Kar-Wai, tratteggiando il ritratto di una Pechino cannibale e disumana, fragile e cagionevole dietro la maschera sana e asettica &#8211; la stessa che si vedrà successivamente in Concorso con <span style="bold;">Behemoth</span> &#8211; di un progresso economico di pura facciata.</p>
<div id="attachment_44451" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/behemot.jpg"><img class="size-full wp-image-44451" title="behemot" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/behemot.jpg" alt="Behemot di Zhao LIang" width="500" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Behemot di Zhao LIang</p></div>
<p>Si resta nella Cina più profonda e sconosciuta affrontando il terzo vertice assoluto della competizione principale, ultima cuspide (dopo Sokurov e Gitai) di una triade sperimentale che ha sancito la netta superiorità di un Cinema Altro, antinarrativo, visionario e totalmente immersivo rispetto al resto della selezione. <em><strong>Behemoth</strong> </em> di <strong>Zhao Liang</strong> è un poema <span>civile allegorico, apocalittico, immaginifico e necessario che si propone come laica Divina Commedia moderna, divisa fra l&#8217;Inferno delle miniere di ferro, mostro possente e vorace quanto la creatura biblica che dà titolo al film, il Purgatorio degli ospedali che accolgono centinaia di operai distrutti dalle malattie polmonari e il Paradiso paradossale dei chilometrici, imponenti centri residenziali eretti in mezzo al nulla e ancora spettralmente disabitati.<br />
L&#8217;esito è una sequenza ininterrotta di immagini frastornanti che passano dall&#8217;incantevole (i paesaggi incontaminati che circondano i cantieri) all&#8217;atroce (la disperazione dei minatori ricoverati e delle loro famiglie), un esempio di miracolosa simbiosi di militanza senza compromessi e di meditazione estetica che scuote e ipnotizza come l&#8217;Herzog più scatenato, di sicuro la rivelazione più imprescindibile che la Mostra abbia avuto il coraggio di inserire in programma.</span></p>
<div id="attachment_44452" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/vasco_11.jpg"><img class="size-full wp-image-44452" title="vasco_11" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/vasco_11.jpg" alt="Il decalogo di Vasco" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il decalogo di Vasco</p></div>
<p>E dopo un&#8217;intera seconda metà di programmazione giornaliera buttata via con <strong><em>Il decalogo di Vasco</em></strong> a occupare ingiustificatamente ambo gli slot serali della Sala Darsena, solitamente riservati alla sezione principale o ai più altisonanti documentari Fuori Concorso, e a sguinzagliare per il Lido centinaia di adepti bercianti e mezzi ciucchi che hanno, fra le altre cose, ridotto le zone attigue al red carpet un&#8217;autentica pattumiera, arriva la mattina successiva a ricucire le ferite di un Concorso troppo azzoppato dalle incertezze iniziali per dirsi totalmente equilibrato l&#8217;attesissimo ritorno alla finzione di <strong>Giuseppe M. Gaudino </strong>dai tempi del mirabile e arcano esordio di <em>Giro di lune tra terra e mare</em>. <em><strong>Per amor vostro</strong></em> smorza il labirintico ermetismo della pellicola precedente e presenta un ritratto più accessibile di Napoli e dei suoi misteri, pur non rinunciando alle usuali stravaganze (animazioni, tableaux vivants, accelerazioni, parentesi musicali &#8211; con eccellenti composizioni folk degli Epsilon Indi -, scene oniriche, flashback stranianti) e dando vita a un intreccio volutamente slabbrato, riflessivo e incentrato, più che su una concatenazione di eventi, sulle contraddizioni e sui sommovimenti emotivi di una fauna di personaggi calata in una realtà popolare dominata dall&#8217;omertà e dall&#8217;usura.</p>
<div id="attachment_44453" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/valeria-golino-adriano-giannini-massimiliano-gallo-giuseppe-gaudino.jpg"><img class="size-full wp-image-44453" title="valeria-golino-adriano-giannini-massimiliano-gallo-giuseppe-gaudino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/valeria-golino-adriano-giannini-massimiliano-gallo-giuseppe-gaudino.jpg" alt="Il cast di Per amor vostro" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Per amor vostro</p></div>
<p>Ne risulta un film tanto eccentrico quanto pulsante che colma le fragilità di struttura con un&#8217;energia intrinseca dirompente e contagiosa, un incantesimo sottoproletario di grande fascino e un caleidoscopio sinestetico di suggestioni disarmanti che può contare sulla performance maiuscola di una <strong>Valeria Golino</strong> già sicura Coppa Volpi &#8211; e sarebbe la seconda -,  interprete ideale e insostituibile di un ruolo di popolaresca, combattiva umanità degno dei maggiori personaggi di Anna Magnani.</p>
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		<title>8 buone ragioni per non perdersi la 72° Mostra del Cinema di Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 07:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/mostra-cinema-venezia-leone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43810" title="mostra-cinema-venezia-leone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/mostra-cinema-venezia-leone.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>1) Seppur lontana dalla ricerca pura di Locarno e minacciata dal gigantismo di Toronto, <strong>Venezia</strong> offre ancora una volta una selezione eterogenea capace di inglobare linguaggi disparati e variegati, scontentando forse chi è alla ricerca dei grossi nomi (le plausibili promesse di Del Toro, Scott e Iñárritu), ma soddisfacendo i pruriti di chi confida ancora in un cinema &#8220;altro&#8221;. Ne sono testimonianza soprattutto <em><strong>Heart of a Dog</strong>, </em>raro excursus su grande schermo e avanguardistico saggio sull&#8217;elaborazione del lutto firmato dalla cantautrice e performer <strong>Laurie Anderson</strong>, l&#8217;inatteso ritorno alla regia del cervellotico sceneggiatore <strong>Charlie Kaufman</strong>, che si cimenta con l&#8217;animazione in stop-motion di <strong><em>Anomalisa</em></strong>, e una nuova affermazione nel circuito maggiore, dopo il successo di <em>Sacro GRA </em>e di <em>The Look of Silence</em>, del codice non-fiction con il documentarista cinese <strong>Zhao Liang</strong> e il suo <em><strong>Behemoth</strong></em>;</p>
<div id="attachment_43811" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/sangue_del_mio_sangue.jpg"><img class="size-full wp-image-43811" title="sangue_del_mio_sangue" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/sangue_del_mio_sangue.jpg" alt="Sangue del mio sangue" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Sangue del mio sangue</p></div>
<p>2) Salvo rare eccezioni &#8211; il Dolan di <em>Tom à la ferme</em>, l&#8217;Iñárritu di <em>Birdman</em> o il Larraín di <em>Post mortem</em> &#8211; è difficile che approdino al Lido nomi già storicamente associati alla Croisette o al Filmpalast e non resta altro che circondarsi della solita &#8220;cricca&#8221; di fedelissimi. Se quest&#8217;ultima, tuttavia, può annoverare nomi come <strong>Amos Gitai</strong>, che sigla l&#8217;ambiziosissimo <strong><em>Rabin, the last day</em> </strong>e che approda per il quarto anno consecutivo in Laguna dopo gli eccellenti <em>Lullaby to my father</em>, <em>Ana Arabia </em>e <em>Tsili</em>, <strong>Jerzy Skolimowski</strong>, in cerca di riscatto con il thriller <strong><em>11 minut</em>i</strong> dopo il Leone mancato di <em>Essential Killing</em> (Premio Speciale della Giuria e Coppa Volpi a Venezia67), o il ritrovato <strong>Marco Bellocchio</strong>, col capo leggermente cosparso di cenere dopo l&#8217;annunciato addio alla Mostra successivo alla disfatta del suo <em>Bella addormentata</em> e oggi a capo della nutrita schiera tricolore con <em><strong>Sangue del mio sangue</strong></em>, tutto sommato c&#8217;è poco da lamentarsi;</p>
<p>3) Grazie anche a una giuria insolitamente illuminata, <strong>Aleksandr Sokurov</strong> non ebbe la minima difficoltà, nonostante una concorrenza feroce, a imporsi sul resto della selezione di Venezia68 con il suo <em>Faust</em><em>: </em>manifestamente una spanna sopra la quasi totalità dei suoi contemporanei, il regista russo ritorna con l&#8217;attesissimo <em><strong>Francofonia</strong></em>, seguito morale del suo <em>Arca russa</em>, con il Louvre sotto l&#8217;occupazione nazista a sostituire l&#8217;Ermitage ottocentesco. Se persino un semplice, dispersivo mestierante come Ang Lee fu in grado di aggiudicarsi due immeritati Leoni d&#8217;Oro consecutivi (prima con <em>Brokeback Mountain</em>, poi con <em>Lussuria</em>) e se è vero che i cavalli vincenti si riconoscono alla partenza, che difficoltà dovrebbe avere uno dei maggiori cineasti in attività a fare il bis?</p>
<div id="attachment_43813" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/in_jackson_heights.jpg"><img class="size-full wp-image-43813" title="in_jackson_heights" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/in_jackson_heights.jpg" alt="In Jackson Heights" width="500" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">In Jackson Heights</p></div>
<p>4) Oltre Concorso, più che Fuori: l&#8217;ottantacinquenne <strong>Frederick Wiseman</strong> è ormai da un lustro, se si eccettua il &#8220;tradimento&#8221; cannense dell&#8217;ultimo <em>National Gallery</em>, garanzia e prerogativa della Mostra di Venezia (si ricorda in particolare il monumentale <em>At Berkeley</em><em>)</em>. Quello fra il padre indiscusso del documentario moderno e il Festival cinematografico più antico del mondo è un sodalizio prezioso, cementato dal sacrosanto <a href="http://www.movielicious.it/2014/07/19/leone-doro-alla-carriera-a-thelma-schoonmaker-e-frederick-wiseman/" target="_blank">Premio alla Carriera</a> tributatogli lo scorso anno e ribadito dall&#8217;arrivo del suo colossale <em><strong>In Jackson Heights</strong></em>, nuova fluviale dimostrazione del suo sguardo clinico ed enciclopedico;</p>
<div id="attachment_43814" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/lattesa.jpg"><img class="size-full wp-image-43814" title="lattesa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/lattesa.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;attesa</p></div>
<p>5) Dal Kaan Mujdeci del Premio Speciale <em>Sivas</em> alla Rama Burshtein della Coppa Volpi <em>La sposa promessa</em>, dal trionfo a mani basse del Samuel Maoz di <em>Lebanon a</em>i nostri apprezzatissimi <strong>Emma Dante</strong> e <strong>Ascanio Celestini</strong>, l&#8217;inclusione diretta in Concorso di autori per la prima volta alle prese con un lungometraggio può suonare come un investimento ad alto rischio, ma la giusta gavetta, come dimostra l&#8217;apprendistato dell&#8217;ungherese László Nemes presso il maestro Béla Tarr risoltosi con la vittoria sfiorata a Cannes del suo debutto <em>Son of Saul</em>, può rappresentare un ottimo biglietto da visita. E&#8217; il caso del nostro <strong>Piero Messina</strong>, assistente alla regia di Paolo Sorrentino e oggi solo al comando del suo <em><strong>L&#8217;attesa</strong></em>, benedetto nientemeno che dalla presenza di <strong>Juliette Binoche</strong>, e del venezuelano <strong>Lorenzo Vigas</strong>, &#8220;figlioccio&#8221; dello sceneggiatore Guillermo Arriaga che esordisce con <em><strong>Desde allá</strong></em>, impreziosito dalla presenza del mostruoso <strong>Alfredo Castro</strong>, attore feticcio di Pablo Larraín;</p>
<div id="attachment_43815" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/a_bigger_splash.jpg"><img class="size-full wp-image-43815" title="a_bigger_splash" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/a_bigger_splash.jpg" alt="A Bigger Splash" width="500" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">A Bigger Splash</p></div>
<p>6) A completare la rappresentanza italiana, due nomi diametralmente opposti che faranno discutere: da una parte <strong>Luca Guadagnino</strong>, tanto spernacchiato in patria dai tempi del suo <em>Melissa P.</em> quanto blasonato all&#8217;estero per il suo <em>Io sono l&#8217;amore</em>, che cerca il definitivo lancio internazionale con <em><strong>A Bigger Splash</strong></em>, patrocinato da un altisonante cast anglofono che annovera la fedele <strong>Tilda Swinton</strong>, <strong>Ralph Fiennes</strong>, la <strong>Dakota Johnson</strong> di <em>Cinquanta sfumature in grigio</em>, ma anche la partecipazione straniante di <strong>Corrado Guzzanti</strong>. Dall&#8217;altra, l&#8217;insperata risurrezione di <strong>Giuseppe M. Gaudino</strong>, che dopo un quindicennio di periferia documentaristica si riaffaccia alla fiction con <em><strong>Per amor vostro</strong></em>, con la speranza di ritornare alla forma di quel capolavoro misconosciuto e alieno della produzione nostrana che fu <em>Giro di lune tra terra e mare</em>.<br />
A fare da inestimabile corollario, Fuori Concorso, la presenza dei doc <em><strong>Gli uomini di questa città io non li conosco</strong></em>, ritratto del drammaturgo Franco Scaldati diretto da <strong>Franco Maresco</strong> dopo il tripudio di <em>Belluscone. Una storia siciliana</em>, e <em><strong>L&#8217;esercito più piccolo del mondo </strong></em>di <strong>Gianfranco Pannone</strong><em>;</em></p>
<div id="attachment_43816" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the_danish_girl.jpg"><img class="size-full wp-image-43816" title="the_danish_girl" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the_danish_girl.jpg" alt="The Danish Girl" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">The Danish Girl</p></div>
<p>7) Per i palati meno festivalieri e più mondani, dovrebbero bastare la partecipazione del <strong>Tom Hooper </strong>de <em>Il discorso del re</em><strong> </strong>e dell&#8217;appena completato <em><strong>The Danish Girl</strong></em>, con un <strong>Eddie Redmayne </strong><em>en travesti </em>pronto ad accaparrarsi programmaticamente il secondo Oscar consecutivo, dello <strong>Scott Cooper</strong> di <em><strong>Black Mass</strong></em>, che servirà a stuoli di ammiratrici bercianti la presenza in passerella di una coppia di divi pop come <strong>Johnny Depp </strong>e <strong>Benedict Cumberbatch</strong>, e del <strong>Baltasar Kormákur </strong>di <em><strong>Everest</strong></em>, blockbuster catastrofico travestito da film d&#8217;apertura che, se non altro, può contare su una foltissima delegazione hollywoodiana, da <strong>Jake Gyllenhall</strong> a <strong>Keira Knightley</strong>, da<em> </em><strong>Josh Brolin</strong> a <strong>Robin Wright</strong>. Mentre gli orfani di <em>Twilight</em> potranno consolarsi rispettivamente con <em><strong>The Childhood of a Leader</strong></em>, adattamento dell&#8217;omonimo racconto di Jean-Paul Sartre con <strong>Robert Pattinson</strong> sugli scudi, e, per i fan di <strong>Kristen Stewart</strong>, con la love-story fantascientifica <em><strong>Equals</strong></em>.</p>
<div id="attachment_43817" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/james_franco.jpg"><img class="size-full wp-image-43817" title="james_franco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/james_franco.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">James Franco</p></div>
<p>8 ) Almeno quest&#8217;anno non c&#8217;è <strong>James Franco</strong>.</p>
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