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	<title>Movielicious &#187; Behind The Candelabra</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Dietro i candelabri</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 14:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Behind The Candelabra]]></category>
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		<category><![CDATA[Steven Soderbergh]]></category>

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		<description><![CDATA[Soderbergh confeziona un toccante biopic sul pianista Lee Liberace, grazie anche a uno splendido Michael]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Behind the Candelabra, USA 2013)<br />
Uscita: 5 dicembre 2013<br />
Regia: Steven Soderbergh<br />
Con: Michael Douglas, Matt Damon, Dan Aykroyd<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/behind-the-candelabra.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33776" title="behind-the-candelabra" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/behind-the-candelabra.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Liberace (qui interpretato da un Michael Douglas in odore di Oscar), pianista in auge tra gli anni 50 e 70, è stato l&#8217;antesignano di tutto il kitsch e il glamour che artisti come Elton John e Freddie Mercury avrebbero sdoganato negli anni a venire, nonché gay (palese seppur non dichiarato) in un&#8217;epoca in cui nessun personaggio famoso poteva nemmeno immaginare di fare qualcosa che assomigliasse a un outing.</p>
<p>Figura forse poco nota dalle nostre parti, in America ha rappresentato in quegli anni un vero e proprio fenomeno di costume, fino a diventare l&#8217;artista con i cachet più alti del mondo.</p>
<p>Laddove la complessità e la stravaganza del personaggio ne farebbero il classico soggetto da biopic hollywoodiano, l&#8217;intelligenza di un regista come Steven Soderbergh (e di Richard LaGravenese che il film lo ha scritto) sta invece tutta nel puntare lo sguardo su un particolare momento della parabola umana e artistica di Liberace, che coincide più o meno con l&#8217;inizio del suo crepuscolo.</p>
<p>Il film, già presentato In Concorso all&#8217;ultimo Festival di Cannes e realizzato per il canale televisivo HBO, inizia infatti nel 1977, quando un Liberace già piuttosto avanti con l&#8217;età, alla fine di un suo concerto, incontra il giovane Scott Thorson (Matt Damon) e se ne invaghisce all&#8217;istante. In breve tempo Scott diventa amante e assistente tuttofare della star e la relazione tra i due si intensifica al punto che quest&#8217;ultimo prende in seria considerazione l&#8217;idea di adottare il ragazzo.</p>
<p>Qualora l&#8217;aver citato LaGravenese, autore anche dello script de I ponti di Madison County, possa indurre qualcuno nell&#8217;errore di pensare a Dietro i candelabri come ad una romantica love story sulla differenza d&#8217;età, è importante chiarire subito come questo film non abbia nulla a che vedere con l&#8217;amore. Tratta dall&#8217;omonimo libro dello stesso Scott Thorson, in realtà è una pellicola che parla di ossessioni.<br />
Ossessione per il tempo che passa innanzitutto. Liberace viene infatti da subito introdotto come un uomo in forte conflitto con la propria età anagrafica (ricorse numerose volte alla chirurgia estetica in un&#8217;epoca in cui farlo non rappresentava ancora una prassi consolidata) e il rapporto che sviluppa con Scott non può non richiamare alla mente Oscar Wilde e il suo Ritratto di Dorian Gray.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/behind-the-candelabra_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-33779" title="behind-the-candelabra_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/behind-the-candelabra_2.jpeg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>E poi è un film sulla mania del possesso. E sull&#8217;avidità in generale. Il personaggio di Scott, che sulle prime potrebbe apparire come una sorta di Candide voltairiano, in realtà intuisce da subito le possibilità di riscatto sociale ed economico che il rapporto con Liberace gli offre ed è fermamente intenzionato a non lasciarsele sfuggire.E, in ultima analisi, è un film sugli eccessi, e questo è forse l&#8217;elemento che connota maggiormente <em>Dietro i candelabri</em> e che, alla fine, lo porta ad essere un affascinante ibrido tra <em>Viale del tramonto</em> e <em>Boogie Nights</em>.</p>
<p>L&#8217;occhio di Soderbergh è attentissimo nel non trascurare nessuno dei dettagli utili a denotare lo sfarzo di cui Liberace si era contornato nel corso della sua vita. Che siano pellicce, enormi anelli d&#8217;oro o colonne greche, tutto contribuisce a ricostruire un immaginario decadente tipico della seconda metà degli anni 70 &#8211; ricostruiti qui in maniera fedelissima &#8211; in cui sembrava che nulla fosse mai troppo, giusto un attimo prima che il decennio successivo e l&#8217;incubo dell&#8217;AIDS ridimensionassero tutto.</p>
<p>Steven Soderbergh, reduce da una serie di film attraverso i quali ha cercato di ridefinire i confini tra genere e film d&#8217;autore (dall&#8217;horror di <em>Contagion</em> al thriller <a href="http://www.movielicious.it/2013/04/29/effetti-collaterali/">Effetti collaterali</a>) firma con <em>Dietro i candelabri</em> il suo capolavoro. Punta in alto, è evidente, citando Orson Welles (Liberace è a tutti gli effetti una deriva glam di Charles Foster Kane) e regalando a Michael Douglas l&#8217;interpretazione migliore della sua maturità, se non addirittura di un&#8217;intera carriera.</p>
<p>Tutti i membri del cast in realtà fanno un lavoro egregio, da un Matt Damon in crescita costante al redivivo Rob Lowe (eccezionale nel ruolo di un chirurgo plastico cocainomane) fino a Debbie Reynolds (nel film è l&#8217;anziana madre di Liberace), il personaggio che più degli altri funge da trait d&#8217;union tra la vicenda raccontata e gli anni in cui è ambientata, da molti considerati mitici e ammantati di innocenza e di cui Dietro i candelabri sembra voler mostrare il lato più selvaggio e oscuro.</p>
<p><strong><br />
Voto </strong>8</p>
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		<title>Troppo gay per Hollywood? Ma a Cannes fa scintille</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Behind The Candelabra]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Matt Damon]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Douglas]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Soderbergh]]></category>

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		<description><![CDATA[Soderbergh e il suo film rifiutato dagli studios, con un Michael Douglas in stato di grazia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/douglas-damon.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32112" title="douglas-damon" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/douglas-damon.jpg" alt="" width="500" height="342" /></a></p>
<p>&#8220;Era un film troppo gay per il cinema&#8221;. Così Steven Soderbergh in conferenza stampa ieri mattina a Cannes ha giustificato la decisione degli studios americani di non finanziare il suo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fp3wAyRf15c"><em>Behind The Candelabra</em></a>, pellicola con cui è In Concorso e che è stato prodotto dalla rete televisiva HBO (negli States infatti il film sarà proiettato in TV). Il film racconta della tormentata relazione nata negli anni Settanta tra il pianista Liberace e il giovane Scott Thorson. Le numerose scene di baci e una in particolare piuttosto intima ed esplicita ha fatto sì che Hollywood rifiutasse questa toccante storia interpretata sorprendentemente da Michael Douglas e Matt Damon, ma a Cannes Soderbergh ha avuto la sua rivalsa perché Behind The Candelabra è piaciuto molto sia alla stampa che al pubblico.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/behind-the-candelabra.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32113" title="behind-the-candelabra" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/behind-the-candelabra.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Personaggio veramente esistito, nato nel 1919, di origini polacche e italiane, il pianista Liberace (Douglas) è stato negli anni Sessanta e Settanta uno dei performer più famosi degli Stati Uniti e anche il personaggio più esagerato, eccessivo nei costumi di scena e nei vizi privati, sempre alla ricerca di ragazzi giovani e belli da sedurre e da mantenere. Fino a quando nella sua vita non entra Scott Thorson (Matt Damon). Con un&#8217;infanzia trascorsa di famiglia in famiglia, di orfanotrofio a orfanotrofio, Scott è un ragazzo semplice, con il sogno di diventare veterinario. Proprio la passione per gli animali e una gentilezza nei confronti del cane malato di Liberace farà scoppiare l&#8217;amore tra i due. Un rapporto che dura anni, prima come amanti poi come conviventi, fratelli, migliori amici, colleghi, tanto che Liberace ha l&#8217;idea di adottare legalmente Scott per assicurargli la sicurezza economica anche dopo la sua morte, anche se non riuscirà a afarlo. Una storia romantica come poche, ma sempre tenuta nascosta al grande pubblico perché Liberace si è sempre dichiarato eterosessuale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/behind-the-candelabra-pic.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32114" title="behind-the-candelabra-pic" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/behind-the-candelabra-pic.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Nel primo film girato dopo la malattia che lo ha colpito due anni fa, Douglas è bravissimo a non fare del suo Liberace una macchietta bidimensionale, e con tutti quei costumi vezzosi che indossa nel film, non era cosa facile. Chissà che il suo contributo a una storia tanto struggente quanto ironica non venga riconosciuto. Chi ha visto il film sostiene che un premio lo meriti tutto e sarebbe anche un bello smacco per gli studios che nel 2013, con la penuria di belle storie che sfocia sempre più spesso nella realizzazione di remake senza senso, possono ancora permettersi di rifiutare una pellicola riuscita e toccante come questa.</p>
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