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	<title>Movielicious &#187; Ben Foster</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Warcraft &#8211; L&#8217;inizio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 07:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Ben Foster]]></category>
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		<category><![CDATA[MMORPG]]></category>
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		<category><![CDATA[Warcraft – L’inizio]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Warcraft, USA 2016)<br />
Uscita: 1 giugno 2016<br />
Regia: Duncan Jones<br />
Con: Ben Foster, Toby Kebbell, Dominic Cooper, Paula Patton<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Warcraft_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53176" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Warcraft_1.jpg" alt="Warcraft_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo mille difficoltà produttive, problemi di budget e vari avvicendamenti in cabina di regia, l&#8217;atteso adattamento del videogioco online della <strong>Blizzard Entertainment</strong>, <em><strong>Warcraft &#8211; L&#8217;inizio</strong></em>, arriva anche nelle nostre sale. Nonostante il suo Warcraft funzioni e coinvolga anche chi, del mondo di Azeroth, ignorava del tutto l&#8217;esistenza, <strong>Duncan Jones</strong>, talentuoso autore che ci aveva stregato con <em>Moon</em> e intrigato con <em>Source Code</em>, qui è alle prese con il suo lavoro meno riuscito. Sebbene infatti il regista inglese sia riuscito a rendere narrabile una vicenda che proprio per il suo essere un <strong>gioco di ruolo</strong> multigiocatore online, non si avvale di uno specifico plot e nemmeno di un finale prestabilito (e per questo, chapeau!), il risultato finale viene compromesso dalla mancanza di un intreccio poco coinvolgente che si mostra debole in vari snodi.</p>
<p>Il pacifico regno di <strong>Azeroth</strong> è costretto a entrare in guerra quando le sue genti si trovano ad affrontare una terribile stirpe di invasori: i guerrieri <strong>Orchi</strong> in fuga dalla loro terra agonizzante Draenor. Pronti a colonizzarne un&#8217;altra in cui stabilirsi, Gul’dan (<strong>Daniel Wu</strong>) perfido tiranno dell’orda grazie alla magia del Vil apre un portale verso il pacifico regno di Azeroth. Baluardo dei sette regni è il reame di Roccavento governato da Re Llane Wrynn (<strong>Dominic Cooper</strong>) eretto a protettore del mondo, al suo fianco  Anduin Lothar (<strong>Travis Fimmel</strong>) cavaliere ed eroe di guerra, Medivh Guardiano di Trisfal (<strong>Ben Foster</strong>) e il giovane Khadgar (<strong>Ben Schnetzer</strong>), apprendista mago. A scontrarsi con l’Alleanza ci sono Durotan capoclan dei Lupi Bianchi (<strong>Toby Kebbell</strong>) e Ogrim Martelfato (<strong>Robert Kazinsky</strong>) e il potente Manonera (<strong>Clancy Brown</strong>) che aspira a diventare capo degli Orchi. Da fronti opposti Orda e Alleanza affronteranno un conflitto che deciderà il destino del loro futuro e della loro terra.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Warcraft_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-53164" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Warcraft_2-1024x579.jpg" alt="Warcraft_2" width="650" height="367" /></a></p>
<p>Nonostante gli evidenti sforzi produttivi e l&#8217;approccio da appassionato di WoW, oltre che da professionista, da parte di Jones, <strong><em>Warcraft &#8211; L&#8217;inizio</em> </strong>soffre principalmente della sindrome dell'&#8221;<em>accadono troppe cose in troppo poco tempo</em>&#8220;, aspetto che pone l&#8217;accento sui problemi di scrittura (la sceneggiatura è dello stesso Jones e di <strong>Chris Metzen</strong>, autore e game designer della Blizzard che contribuì a creare l&#8217;universo fantastico di Warcraft) da cui il film non riesce del tutto a salvarsi. Ok, ci sono alcuni momenti in cui ci si trova davanti a passaggi narrativi piuttosto audaci, con qualche curva a gomito e delle morti inaspettate, peccato che lo spettatore non ne resti coinvolto più di tanto. E il motivo è da attribuire all&#8217;eccessiva quantità di personaggi e storie che iniziano e che, stipate nelle due ore di durata, non riescono ad trovare non tanto una fine, quanto un degno svolgimento. Dovremo attendere dunque almeno un altro film, più probabilmente due, per vederle ampliate, approfondite e, speriamo, degnamente concluse.</p>
<p>Dal punto di vista strettamente tecnico, <strong><em>Warcraft &#8211; L&#8217;inizio</em> </strong>è un tripudio di <strong>CGI</strong>: gli effetti visivi sono tanti e tali (si fa fatica a riconoscere gli attori più &#8220;trasformati&#8221;) da creare, dopo pochi minuti, una sorta di bizzarra assuefazione. C&#8217;è poi una componente favolistica non indifferente fatta di reali dai manti pregiati e dai diademi preziosi che abitano in castelli disneyani, che stride un po&#8217; quando viene a contatto con i grossi orchi dai bicipiti plasticosi che mostrano zanne ed ossa sporgenti sotto la pelle. Veniamo poi alla voce spunto e ispirazione. Nonostante  Jones e i suoi collaboratori abbiano tentato di confezionare un prodotto che, almeno nelle intenzioni, aspirava ad affermarsi come una novità all&#8217;interno del genere d’appartenenza, cercando di prendere le distanze da <em>Hobbit</em> e <em>Signori degli Anelli</em>, è proprio alle saghe di Peter Jackson che tante (troppe) scene rimandano. Di questa imponente operazione da 160 milioni di dollari di budget si salvano la regia di Jones e l&#8217;estetica complessiva del film: un po&#8217; pochino per una pellicola che ambiva ad essere il nuovo riferimento del cinema fantasy.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Warcraft – L’inizio: un&#8217;anticipazione del primo trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/11/04/warcraft-linizio-unanticipazione-del-primo-trailer/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 14:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Foster]]></category>
		<category><![CDATA[Dominic Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[Duncan Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Paula Patton]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Kazinsky]]></category>
		<category><![CDATA[Warcraft – L’inizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film, tratto dal celebre videogame e diretto da Duncan Jones, sarà nelle sale a maggio 2016.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/warcraft_orgrim.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45303" title="warcraft_orgrim" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/warcraft_orgrim.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>In attesa del trailer previsto per venerdì 6 novembre, ecco un’anteprima di una manciata di secondi da <strong>Warcraft – L’inizio</strong>, l’attesissimo adattamento cinematografico dell’omonimo videogame diretto da <strong>Duncan Jones</strong> (<em>Moon</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2011/05/01/source-code/" target="_blank"><em>Source Code</em></a>) che sarà nelle sale a maggio. Nel  cast <strong>Ben Foster</strong>, <strong>Paula Patton</strong>, <strong>Robert  Kazinsky</strong> e <strong>Dominic Cooper</strong>. La sceneggiatura è stata  scritta da <strong>Charles Leavitt</strong> e rivista da Duncan Jones.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/4G3ybu3WdOQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La sinossi ufficiale: <em>Il pacifico regno di Azeroth è sul  piede di guerra e la sua civiltà è costretta ad affrontare una terribile  stirpe di invasori: i guerrieri Orchi in fuga dalla loro terra  agonizzante e pronti a colonizzarne un&#8217;altra. Quando il portale che  collega i due mondi si apre, un esercito va incontro alla distruzione,  mentre l&#8217;altro rischia l&#8217;estinzione. Da fronti opposti, due eroi  affronteranno un conflitto che deciderà il destino delle loro famiglie,  dei loro popoli e della loro terra. Così ha inizio una spettacolare saga  di potere e sacrificio, durante la quale la guerra avrà molte facce, ed  ognuno combatterà per la propria causa.</em></p>
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		<title>The Program</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/10/07/the-program/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2015 08:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[The Program]]></category>

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		<description><![CDATA[Stephen Frears racconta con maestria l'ascesa e il declino del ciclista texano Lance Armstrong, straordinariamente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, U.K.  2015)<br />
Uscita: 8 ottobre 2015<br />
Regia: Stephen Frears<br />
Con: Ben Foster, Chris O&#8217;Dowd, Lee Pace, Dustin Hoffman<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: Videa &#8211; CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the-program-slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44797" title="the-program-slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the-program-slide.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ascesa e caduta di uno dei miti sportivi più celebri e celebrati di sempre. Tra il 1999 e il 2006 <strong>Lance Armstrong</strong> vince sette Tour de France consecutivi, record tuttora imbattuto nella storia della corsa francese.<br />
Giusto un attimo prima di iniziare a vincere tutto, però,  il ciclista ha la meglio nella sua gara più importante, quella che lo porta a sconfiggere il cancro, diventando ben presto uno dei più celebri testimonial della ricerca scientifica contro la malattia. Non tutti però credono alla favola di questo atleta rinato dalle sue stesse ceneri. Il giornalista inglese David Walsh, ad esempio, comincia ben presto a interrogarsi sulla possibilità che ci sia più di un legame tra Armstrong e il dilagante fenomeno del doping.<br />
All&#8217;inizio si scontra con un muro di silenzio ma, pian piano che la verità inizia ad affiorare, ciò che il cronista si ritrova per le mani è la storia di una delle più grandi truffe sportive della storia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_program_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44798" title="the_program_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/the_program_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ci sono ben pochi dubbi sul fatto che <strong>Stephen Frears</strong>, dall&#8217;alto dei suoi 74 anni, sia uno dei registi più versatili in circolazione. Perfettamente a proprio agio sia che si tratti di svelare i retroscena della Corona inglese in <em>The Queen</em> che di tradurre in immagini romanzi tra di loro agli antipodi &#8211; si va da <em>Le relazioni pericolose</em> di Choderlos de Laclos ad <em>Alta fedeltà</em> di Nick Hornby, passando per l&#8217;eccezionale <em>Rischiose abitudini</em> di Jim Thompson &#8211;  il regista inglese è sempre apparso restio all&#8217;idea di sviluppare uno stile che ne connotasse l&#8217;opera in maniera forte, preferendo invece affrontare ogni film con spirito vergine, attitudine assai rara per un uomo di cinema con più di quarant&#8217;anni di attività alle spalle.<br />
Quasi naturale quindi che, dopo il successo di <a href="http://www.movielicious.it/2013/12/17/philomena/" target="_blank"><em>Philomena</em></a>, Frears abbia avvertito l&#8217;esigenza di non adagiarsi sugli allori per confrontarsi invece con il biopic di uno degli atleti più contraddittori e discussi del nostro secolo.<br />
Materia piuttosto spinosa ma, al contempo, ghiotta perché le vicende di Lance Armstrong riflettono la definitiva perdita dell&#8217;innocenza di uno sport fino ad allora considerato ancora puro e la conseguente distruzione di una delle tante declinazioni di sogno americano.<br />
A sostenere il regista in questa sfida c&#8217;è poi il notevole script di <strong>John Hodges</strong> (collaboratore abituale di Danny Boyle) che, evidentemente poco interessato al ciclismo o ai meriti sportivi di Lance Armstrong, si limita a vederlo come una sorta di tossico di lusso, sostanzialmente un cugino ricco degli eroinomani di <em>Trainspotting</em>. Solo che, se Renton e Sick Boy sviluppavano la loro dipendenza per pura pigrizia o per paura di mettersi alla prova, Armstrong è mosso al contrario da un&#8217;ambizione spropositata, pari solo alla sua consapevolezza di non avere i mezzi naturali per assecondarla.</p>
<p>Il film è tutto qui, nello sguardo avido e allucinato di <strong>Ben Foster </strong>(il suo livello di immedesimazione con il ciclista è impressionante) e nell&#8217;enorme quantità di aghi che, tra flebo e iniezioni di EPO, riesce a infilarsi in vena. E soprattutto nella scelta di non mostrare mai Lance Armstrong come una vittima inconsapevole degli eventi, bensì come perfettamente a proprio agio all&#8217;interno di un sistema criminoso, organizzato di fatto come un&#8217;associazione mafiosa.<br />
In tal modo <strong><em>The Program</em></strong> crea un livello altissimo di complicità con uno spettatore perfettamente conscio, in ogni momento del film, delle oggettive responsabilità del protagonista anche prima che la sua parabola imbocchi l&#8217;inevitabile fase discendente.<br />
Se da un lato questa struttura è suscettibile di raffreddare il materiale narrativo spiegando tutto e subito, ne rappresenta, dall&#8217;altro, il vero valore aggiunto, che contribuisce ad allontanare il film dalla classica biografia di un personaggio noto per farne invece qualcosa di più complesso: una vera e propria epopea criminale che più che a <a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/" target="_blank"><em>Rush</em></a> (giusto per considerare un notevolissimo esempio recente di film a tema sportivo) sembra guardare idealmente a Scorsese e ai suoi Bravi ragazzi.<br />
La scelta di Stephen Frears come regista, in quest&#8217;ottica, è perfetta.Il suo sobrio profilo stilistico  asseconda infatti le pieghe di un racconto dall&#8217;andamento tortuoso, così pieno di ripide salite e cadute improvvise da risultare simile a quelle tappe del Tour che, volutamente, sceglie di mostrare il meno possibile. Quasi a suggerire come la storia di Lance Armstrong verrà ricordata più per il suo triste epilogo giudiziario che non per i tanti e non meritati trofei.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Lone Survivor</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/02/18/lone-survivor/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 15:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[La guerra secondo Peter Berg.Tra campi stretti e primi piani da pugno nello stomaco e una totale assenza]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2013)<br />
Uscita: 20 febbraio 2014<br />
Regia: Peter Berg<br />
Con: Mark Wahlberg, Emile Hirsch, Ben Foster, Taylor Kitsch<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35085" title="lone-survivor-slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-slide.jpg" alt="" width="500" height="203" /></a></p>
<p>Marcus (Mark Wahlberg), Mickey (Taylor Kitsch), Danny (Emile Hirsch) e Axe (Ben Foster) sono quattro Navy Seal di stanza in Afghanistan, alla vigilia di un&#8217;importante missione.<br />
Vengono infatti mandati in ricognizione sulle montagne per localizzare il villaggio dove si nasconde Ahmad Shah, leader talebano responsabile della morte di numerosi marine.<br />
Una volta arrivati sul luogo però le cose non vanno esattamente come previsto.<br />
Perso il contatto radio con la base e imbattutisi in alcuni pastori collaborazionisti, gli uomini si trovano ben presto soli e allo scoperto, costretti a difendersi con le unghie e coi denti  da un piccolo esercito di talebani, nell&#8217;attesa di un appoggio aereo che tarderà ad arrivare.<br />
Il profondo senso di amicizia e di reciproca protezione che li lega e il pensiero rivolto a ciò che li aspetta in patria saranno gli unici valori a cui aggrapparsi nello strenuo tentativo di sopravvivere.</p>
<p><strong>Peter  Berg</strong> (<em>The Kingdom</em>, <em>Hancock</em>) traduce in immagini il libro autobiografico di <strong>Marcus Luttrell</strong>, uno dei protagonisti di questa storia, e pare che il progetto gli fosse così caro da indurlo ad accettare di dirigere il precedente e scialbo <em>Battleship</em> come moneta di scambio per ottenere il giusto supporto produttivo.<br />
Pellicola che, a un occhio distratto (o peggio malizioso) potrebbe apparire come un mero strumento di propaganda interventista o anche solo semplice apologia del superuomo, in realtà <em><strong>Lone Survivor </strong></em>è opera potentissima, per la corretta valutazione della quale è fondamentale spogliarsi di eventuali pregiudizi e prescindere da qualunque tipo di istanza politica.<br />
Questo perché il film di Berg, prima di essere un action movie fondato sul classico meccanismo dicotomico &#8220;America VS cattivi&#8221;, è un lucidissimo apologo sulla lotta per la sopravvivenza.<br />
In maniera non dissimile dal capolavoro dello scorso anno <em>Gravity</em> di Alfonso <span class="st">Cuarón</span> o dal  bellissimo<em> All Is Lost </em>di J.C. Chandor, anche qui si ragiona su cosa sia disposto a fare un uomo che si trovi all&#8217;improvviso in bilico sulla sottile linea che separa la vita dalla morte.<br />
Solo una volta superato il manicheismo di una visione della realtà fatta di soli bianchi e neri, ci si può godere questo intenso spettacolo interamente composto di sfumature di grigi.<br />
L&#8217;approccio di Berg alla guerra è infatti più o meno lo stesso da lui già adottato nel descrivere le dinamiche interne al mondo del football nella serie TV <em>Friday Night Lights</em>, a partire dall&#8217;amicizia virile, concetto già ben presente &#8211; seppure sviluppato in maniera grottesca &#8211; nel suo esordio da regista <em>Cose molto cattive</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35086" title="lone-survivor-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/lone-survivor-2.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>Muscolare e visivamente ricchissimo, <em>Lone Survivor</em> immerge da subito lo spettatore in un contesto ostile.<br />
Lo fa aprendo il film in una base militare vissuta come un possibile succedaneo di casa: i soldati chattano con le mogli e parlano di regali di matrimonio, tappezzano le pareti dei propri alloggi con foto di persone care e fanno a gara correndo tra carri armati ed elicotteri, quasi come se non ci si trovasse in guerra dall&#8217;altra parte del mondo ma in un qualsiasi schoolyard di provincia.<br />
Poi, subito dopo, l&#8217;inferno.<br />
Nulla che ricordi la &#8220;guerra intelligente&#8221; vista in <em>Homeland</em> però.<br />
Non ci sono droni in <em>Lone Survivor</em>. Solo quattro uomini armati, di fucili e di tutta la paura del mondo, e il loro calvario di cui nulla ci viene risparmiato.<br />
Neppure una delle rovinose cadute o delle ferite inflitte ai quattro dal fuoco nemico sfuggono alla macchina da presa.<br />
A rendere l&#8217;effetto ancora più straniante contribuisce il supporto musicale degli <strong>Explosions In The Sky </strong>(già autori della colonna sonora di <em>Friday Night Lights</em>) che con il loro estatico post-rock fanno da ideale contrappunto alla concitazione delle (tante) immagini di battaglia.<br />
Felice anche la scelta del cast con un <strong>Mark Wahlberg</strong> (qui anche produttore) perfettamente in equilibrio tra il tormento interiore di <em>Amabili resti</em> e la fisicità tipica dei suoi ruoli abituali e due dei migliori attori di ultima generazione: <strong>Emile Hirsch</strong> e <strong>Ben Foster</strong>, un Ryan Gosling meno fico e più espressivo, di cui sentiremo ancora parlare.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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		<title>Oltre le regole</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/04/16/oltre-le-regole/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 14:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Foster]]></category>
		<category><![CDATA[Oltre le regole]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Harrelson]]></category>

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		<description><![CDATA[La guerra da un nuovo punto di vista: quello di due ambasciatori di morte a cui nessuno vorrebbe dare]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Messenger, USA 2009)<br />
Uscita: 16 aprile 2010<br />
Regia: Oren Moverman<br />
Con: Ben Foster, Woody Harrelson, Samantha Morton<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/213.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13697" title="213" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/213.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Forse il modo migliore per farlo è seguire pedissequamentele istruzioni. Suonare il campanello, presentarsi e dire alla madre, al padre o alla moglie che il loro caro è deceduto (&#8220;mai usare parole quali scomparso o passato a miglior vita perché sono fraintendibili&#8221;), in guerra. Quando il sergente William Montgomery (Ben Foster)torna dall&#8217;Iraq dopo esser stato ferito gravemente, gli viene assegnato un posto all&#8217;interno del Casualty Notification Office. In pratica ora è l&#8217;ufficiale che ha il compito di recarsi dalle famiglie delle vittime di guerra per notificare loro la morte del proprio congiunto, prima che lo facciano i media. Ad affiancarlo ed istruirlo in questo ruolo da ambasciatore di morte, portatore di un messaggio che nessuno vorrebbe sentire, il capitano Tony Stone (un magnifico Woody Harrelson, candidato all&#8217;Oscar per questo ruolo), un veterano del settore.</p>
<p>Davanti alla tragica notizia, i due militari si trovano di fronte alle reazioni più differenti. C&#8217;è chi si sente male, chi inizia ad urlare imprecando contro di loro, chi è convinto che ci sia un errore e chi invece li invita a prendere un caffè. La forza di questo film risiede proprio in questo, nel rapporto che si instaura ogni volta tra i due protagonisti e i destinatari del loro messaggio (tra i quali anche Samantha Morton, la precog di <em>Minority Report</em>, nei panni di una vedova, e Steve Buscemi in quelli di un padre incattivito dalla morte del figlio). Quello di William e Tony è uno di quegli sporchi lavori che qualcuno deve pur fare, ma a forza di condividere momenti tanto terribili e intensi, si trovano a costruire un solido rapporto di amicizia.</p>
<p><em>Oltre le regole</em> (anche qui c&#8217;è da farsi la domandina magica sul perché si sia deciso di appiccicare al film un titolo italiano: e non diteci perché il titolo inglese non era chiaro, perché stavolta non regge proprio!)o è un film magistralmente scritto e interpretato. Il regista Oren Moverman, dopo aver trascorso quattro anni nell&#8217;esercito israeliano, la guerra la conosce bene. Così bene da essere riuscito a coglierne le sfumature più profonde e laceranti, più di tanti altri autori che hanno diretto i loro film sul campo di battaglia. Qui la guerra non si vede, ma l&#8217;angoscia che si respira ne fa sentire il peso incombente anche a migliaia di chilometri di distanza.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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