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	<title>Movielicious &#187; Ben Wheatley</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Free Fire</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/12/07/free-fire-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 06:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ben Wheatley dirige Sharlto Copley, Armie Hammer, Brie Larson e Cillian Murphy in un notevole action-thriller]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Francia, Gran Bretagna 2016)<br />
Uscita: 7 dicembre 2017<br />
Regia: Ben Wheatley<br />
Con: Sharlto Copley, Armie Hammer, Brie Larson, Cillian Murphy, Jack Reynor<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Movies Inspired</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Free_Fire.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56872" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Free_Fire.jpg" alt="Free_Fire" width="650" height="370" /></a></p>
<p><em><strong>Free Fire</strong></em> è un film che, indipendentemente dai suoi meriti artistici, verrà ricordato come lo “stallo alla messicana” più lungo della storia del cinema.<br />
Avete presente lo stallo alla messicana, no? Quella situazione nella quale due o più persone si tengono sotto tiro a vicenda, in maniera tale che nessuno possa attaccare nessuno senza essere attaccato a sua volta creando, per l’appunto, uno “stallo”.<br />
Tutto il cinema di Tarantino ne è pieno – basti pensare all’iconica sequenza finale de Le iene o alla tesissima scena del pub in Bastardi senza gloria – ma anche John Woo ne ha fatto un marchio di fabbrica da <em>The Killer</em> a <em>Face/Off</em>, per non parlare poi del Sergio Leone de Il buono, il brutto, il cattivo.<br />
In virtù della tensione spesso parossistica che contribuisce a generare, il Mexican standoff  – così si chiama in inglese – è un escamotage narrativo (e soprattutto visivo) da usarsi con parsimonia: in alter parole è destinato a durare poco in termini di puro minutaggio. In caso contrario il rischio è di annullare l’effetto che si vuole creare.<br />
<strong>Ben Wheatley</strong>, però, non solo questo rischio decide di correrlo, ma ci gioca fino ai limiti estremi. “Del resto” – avrà pensato il regista – “se sono riuscito a tradurre in immagini un romanzo ostico come  “<em>Il condominio</em>” di Ballard senza fare disastri, cosa sarà mai girare uno stallo alla messicana lungo novanta minuti?”.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Free_Fire_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56873" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Free_Fire_2-1024x576.jpg" alt="Free_Fire_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Perché questo è, in buona sostanza, <em><strong>Free Fire</strong></em>. E la cosa sorprendente è che funziona benissimo.<br />
Funziona innanzitutto perché Whitley ha l’intelligenza di affidarsi ad un altro topos senza tempo del cinema di genere: la formula dell’assedio che, a differenza dello stallo alla messicana, garantisce la tenuta lungo l’intero arco del film. Solo che il pattern narrativo basato su di un manipolo di persone tenute sotto scacco da una minaccia esterna viene qui ribaltato eliminando, di fatto, l’idea di un “fuori”. Tutto ciò che c’è da temere è infatti all’interno di un enorme capannone dove la più classica delle transazioni criminali (nello specifico alcuni membri dell&#8217;IRA cercano di acquistare degli M-16 da alcuni contrabbandieri) va a finire inevitabilmente male.<br />
Ciò detto la bontà del risultato finale la si deve in gran parte a una scrittura finissima che abbandona fin da subito le pretese più seriose per puntare invece più sulla black comedy, in maniera non dissimile da quanto fatto, ad esempio, da Martin McDonagh in <em>7 psicopatici</em>.<br />
L’autore si diverte a manipolare gli stereotipi del cinema crime costruendo un campionario di improbabili villain ognuno dei quali è già, a suo modo, una citazione. Provate infatti a immaginare un qualsiasi personaggio tipo  di un gangster movie, dal tossico alla femme fatale passando per l’attaccabrighe e qui c’è.</p>
<p>Ma il valore aggiunto di <em><strong>Free Fir</strong></em>e si trova senza alcun dubbio in un montaggio dal tasso diegetico tendente a infinito, che scompone e ricompone il poco spazio a disposizione con precision chirurgica, senza perdersi in chissà quali virtuosismi di regia.<br />
A colpire è l’idea di un cinema antico, un artigianto che dimostra di conoscere a menadito Samuel Fuller pur non disdegnando, allo stesso tempo, certe soluzioni più mainstream à la Guy Ritchie. Un cinema in cui la storia viene prima dei personaggi, senza nulla togliere a un cast dal peso specifico indubbio nel quale brillano in particolare un <strong>Cillian Murphy</strong> in libera uscita da <em>Peaky Blinders</em>, <strong>Armie Hammer</strong> e un esilarante <strong>Sharlto Copley</strong> nei panni di un goffo gangster sudafricano. Senza dimenticare <strong>Brie Larson</strong>, unica donna (con la pistola) in un film popolato da soli uomini.<br />
Qualora poi aveste ancora qualche dubbio sulla perfetta riuscita di un film così difficile da immaginare sulla carta, basta scorrere la lista dei credit per sciogliere ogni riserva residua. Alla voce “produttore” per la precisione, dove c’è scritto <strong>Martin Scorsese</strong>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Tom Hiddleston ed Elizabeth Moss nella prima clip di High-Rise</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/10/12/tom-hiddleston-ed-elizabeth-moss-nella-prima-clip-di-high-rise/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 12:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Wheatley]]></category>
		<category><![CDATA[High-Rise]]></category>
		<category><![CDATA[J.G. Ballard]]></category>
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		<category><![CDATA[Sienna Miller]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hiddleston]]></category>

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		<description><![CDATA[La pellicola diretta da Ben Wheatley è tratta dal romanzo Il condominio di J.G. Ballard.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/high_rise.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-44873" title="high_rise" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/high_rise.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>È stata rilasciata in rete la prima clip di <em><strong>High-Rise</strong></em>, adattamento cinematografico diretto da <span id="result_box" lang="it"><strong>Ben Wheatley</strong> (<em>A Field in England</em>, <em>Kill List</em>) tratto dal romanzo J.G. Ballard edito in Italia con il titolo <em>Il Condominio</em>.</span> Nel cast <strong>Tom Hiddleston</strong>, <strong>Luke Evans</strong>, <strong>Jeremy Irons</strong>, <strong>Sienna Miller</strong> e <strong>James Purefoy</strong>.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/4blXRiHBuvc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La sinossi: <em>Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le  più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi  residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo  londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille  appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di  un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è  la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita  di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i  piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si  sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una  prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere,  danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia.</em></p>
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