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	<title>Movielicious &#187; Benedict Cumberbatch</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Doctor Strange</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 09:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 26 ottobre 2016<br />
Regia: Scott Derrickson<br />
Con: Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Mads Mikkelsen, Rachel McAdams, Tilda Swinton<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuzione: Walt Disney</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/doctor-strange.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54436" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/doctor-strange.jpg" alt="doctor-strange" width="650" height="369" /></a></p>
<p>Un elemento utile a entrare nel caleidoscopico mondo del <em><strong>Doctor Strange</strong></em> potrebbe essere proprio l’immancabile cameo del deus ex machina marvelliano <strong>Stan Lee</strong>. Lo incrociamo infatti nel bel mezzo di uno scontro tra il protagonista (<strong>Benedict Cumberbatch</strong>) e il villain di turno, mentre sfoglia divertito una copia de Le porte della percezione di Aldous Huxley.<br />
Il testo sacro della controcultura psichedelica detta infatti le coordinate di uno spostamento della Marvel dal suo principale universo di riferimento &#8211; che, per intenderci resta quello degli Avengers &#8211; al multiverso di un personaggio a torto considerato minore e che invece è fondamentale nel precipitare l’estetica dei cinecomic dal materico, sebbene occasionalmente bazzicato anche da Dei pagani, al concettuale. Nasce da qui il film visivamente più sbalorditivo realizzato finora dalla casa madre.<br />
<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Doctor_Strange_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54438" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Doctor_Strange_2.jpg" alt="Doctor_Strange_2" width="600" height="300" /></a></p>
<p>La storia è quella dell’arrogante quanto geniale neurochirurgo Dottor Stephen Strange (una sorta di Tony Stark della medicina) la cui carriera viene irreparabilmente distrutta quando un incidente d’auto gli danneggia i nervi di entrambe le mani.<br />
Dopo aver tentato invano ogni possibile tipo di intervento medico, l’uomo spende i suoi ultimi risparmi per raggiungere il Nepal, dove risiede l’Antico (<strong>Tilda Swinton</strong>), un santone capace di guarire le ferite del corpo ampliando i confini della mente.<br />
Qui Stephen inizia a studiare le arti mistiche e, aiutato dai maestri Mordo (<strong>Chiwetel Ejiofor</strong>) e Wong, impara a padroneggiare i poteri che queste gli conferiscono giusto in tempo per fronteggiare una pericolosa minaccia. Kaecilius (<strong>Mads Mikkelsen</strong>), un allievo dell’Antico passato al lato oscuro, sta infatti per sferrare un attacco alla Terra che rischia di confondere per sempre i diversi piani della realtà condannando l’umanità al caos.</p>
<p>Se, come si evince dalla sinossi, il plot rientra nei canoni della più classica genesi supereroistica, l’impianto estetico invece muta radicalmente. <strong>Scott Derrickson</strong> sfrutta al meglio le possibilità di un <strong>3D</strong> per una volta realmente funzionale allo scopo e piega i concetti di spazio e tempo fino a comporre un affresco lisergico, costruito come un gioco di scatole cinesi come non lo si vedeva dai tempi di <em>Inception</em>. Immaginate quindi un cinecomic calato in un incubo di Escher, una bizzarra esplosione di dimensioni parallele (e anche vagamente new age) piena di portali che collegano l’Everest alle distese desertiche e di grattacieli che si aprono in due e diventano scale da salire.<br />
Blockbuster sbalorditivo da un punto di vista stilistico, <em><strong>Doctor Strange</strong></em> spinge la ricerca estetica della Marvel in direzioni che non si pensavano neanche possibili, pur senza mai perdere nessuna delle sue cifre distintive, compreso il costante ricorso ad uno humour utile a smorzare le pieghe più cervellotiche del racconto.<br />
La dimostrazione che l’originalità non è per forza condannata a soccombere sotto i colpi dei visual effects e, insieme ai Guardiani della Galassia, uno dei migliori film Marvel di sempre.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Naples &#8217;44</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/10/18/naples-44/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 17:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Benedict Cumberbatch]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Patierno]]></category>
		<category><![CDATA[Naples ’44]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., Italia 2016)<br />
Regia: Francesco Patierno<br />
Con: Benedict Cumberbatch<br />
Durata: 1 ora e 20 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Naples44.jpg"><img class="alignnone wp-image-54337" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Naples44-1024x730.jpg" alt="Naples44" width="650" height="463" /></a></p>
<p>Dopo quattro lungometraggi di finzione, con <strong><em>Naples ’44</em></strong>, <strong>Francesco Patierno</strong> tenta la strada della docu-fiction per dare una cornice visiva e una voce a un importante racconto di viaggio. Era infatti il primo settembre del 1943 quando il giovane ufficiale inglese <strong>Norman Lewis</strong> entrava con la Quinta Armata Americana in una Napoli distrutta e piegata dalla guerra. Ci sarebbe rimasto un anno.<br />
Il magma sociale, pulsante e complesso, di una città che ogni giorno riusciva a inventarsi la vita dal nulla nei modi più incredibili lo colpì a tal punto da spingerlo a prendere nota di tutto su alcuni taccuini. Gli appunti che Lewis scrisse in quel periodo finirono poi per costituire <strong><em>Naples &#8217;44</em></strong>.<br />
Nel film Patierno immagina l&#8217;ufficiale inglese, divenuto nel frattempo un affermato scrittore, tornare a Napoli per un visionario amarcord fatto di continui flashback tra i luoghi del presente che Lewis ripercorre dopo tanto tempo e le storie del passato di cui questi luoghi sono stati protagonisti. Lo fa grazie all’immenso <strong>archivio Rai</strong> dal quale attinge sia per quanto riguarda le immagini di repertorio (alcune delle quali hanno davvero un valore storico eccezionale), che si intrecciano in modo fluido ad alcuni stralci di film con lo stesso argomento &#8211; uno dei più citati è, ad esempio, <em>La pelle</em> di Liliana Cavani &#8211; e ad altre, girate ad hoc da Patierno, del Lewis maturo che passeggia tra i luoghi dei suoi ricordi per scoprire come e cosa sono diventati.</p>
<p>La voce narrante invece &#8211; ed è un valore aggiunto assolutamente non da poco &#8211; è quella profonda di <strong>Benedict Cumberbatch</strong> che accompagna il flusso visivo raccontando in prima persona la storia vista dalla prospettiva di un giovane soldato inglese catapultato nel bel mezzo di un singolare scontro: quello tra due follie, una cattiva (la guerra) e l’altra buona (Napoli).<br />
E così, tra signore in cappello piumato che mungono capre tra le macerie, statue di santi preposti da una folla in deliquio a fermare l&#8217;eruzione e professionisti in miseria che sopravvivono impersonando, ai funerali, il ruolo del ricco e aristocratico zio di Roma, negli ottanta minuti di cui è composto il film, assistiamo a una panoramica di situazioni e personaggi inediti che mostrano il dramma della guerra dal punto di vista di chi si è limitato a subirla, cercando di adattarsi come poteva o semplicemente aspettando giorni migliori.<br />
La narrazione di Patierno è pulita e il lavoro di montaggio notevole. Del resto con materiale del genere era comunque difficile uscirsene con qualcosa di poco riuscito ma, nonostante le migliori intenzioni, <strong><em>Naples &#8217;44</em></strong> non riesce a valicare i confini del (seppure buono) linguaggio paratelevisivo. Non c’è, in buona sostanza, un solo momento in cui si respiri aria di cinema o in cui la forma eguagli, per interesse suscitato, la sostanza. Resta comunque la narrazione di un’Italia bella anche se a brandelli che &#8211; dopo mesi di occupazione, prima tedesca e poi americana – continuava comunque a resistere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>8 buone ragioni per non perdersi la 72° Mostra del Cinema di Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 07:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sangue del mio sangue]]></category>
		<category><![CDATA[The Danish Girl]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/mostra-cinema-venezia-leone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43810" title="mostra-cinema-venezia-leone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/mostra-cinema-venezia-leone.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>1) Seppur lontana dalla ricerca pura di Locarno e minacciata dal gigantismo di Toronto, <strong>Venezia</strong> offre ancora una volta una selezione eterogenea capace di inglobare linguaggi disparati e variegati, scontentando forse chi è alla ricerca dei grossi nomi (le plausibili promesse di Del Toro, Scott e Iñárritu), ma soddisfacendo i pruriti di chi confida ancora in un cinema &#8220;altro&#8221;. Ne sono testimonianza soprattutto <em><strong>Heart of a Dog</strong>, </em>raro excursus su grande schermo e avanguardistico saggio sull&#8217;elaborazione del lutto firmato dalla cantautrice e performer <strong>Laurie Anderson</strong>, l&#8217;inatteso ritorno alla regia del cervellotico sceneggiatore <strong>Charlie Kaufman</strong>, che si cimenta con l&#8217;animazione in stop-motion di <strong><em>Anomalisa</em></strong>, e una nuova affermazione nel circuito maggiore, dopo il successo di <em>Sacro GRA </em>e di <em>The Look of Silence</em>, del codice non-fiction con il documentarista cinese <strong>Zhao Liang</strong> e il suo <em><strong>Behemoth</strong></em>;</p>
<div id="attachment_43811" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/sangue_del_mio_sangue.jpg"><img class="size-full wp-image-43811" title="sangue_del_mio_sangue" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/sangue_del_mio_sangue.jpg" alt="Sangue del mio sangue" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Sangue del mio sangue</p></div>
<p>2) Salvo rare eccezioni &#8211; il Dolan di <em>Tom à la ferme</em>, l&#8217;Iñárritu di <em>Birdman</em> o il Larraín di <em>Post mortem</em> &#8211; è difficile che approdino al Lido nomi già storicamente associati alla Croisette o al Filmpalast e non resta altro che circondarsi della solita &#8220;cricca&#8221; di fedelissimi. Se quest&#8217;ultima, tuttavia, può annoverare nomi come <strong>Amos Gitai</strong>, che sigla l&#8217;ambiziosissimo <strong><em>Rabin, the last day</em> </strong>e che approda per il quarto anno consecutivo in Laguna dopo gli eccellenti <em>Lullaby to my father</em>, <em>Ana Arabia </em>e <em>Tsili</em>, <strong>Jerzy Skolimowski</strong>, in cerca di riscatto con il thriller <strong><em>11 minut</em>i</strong> dopo il Leone mancato di <em>Essential Killing</em> (Premio Speciale della Giuria e Coppa Volpi a Venezia67), o il ritrovato <strong>Marco Bellocchio</strong>, col capo leggermente cosparso di cenere dopo l&#8217;annunciato addio alla Mostra successivo alla disfatta del suo <em>Bella addormentata</em> e oggi a capo della nutrita schiera tricolore con <em><strong>Sangue del mio sangue</strong></em>, tutto sommato c&#8217;è poco da lamentarsi;</p>
<p>3) Grazie anche a una giuria insolitamente illuminata, <strong>Aleksandr Sokurov</strong> non ebbe la minima difficoltà, nonostante una concorrenza feroce, a imporsi sul resto della selezione di Venezia68 con il suo <em>Faust</em><em>: </em>manifestamente una spanna sopra la quasi totalità dei suoi contemporanei, il regista russo ritorna con l&#8217;attesissimo <em><strong>Francofonia</strong></em>, seguito morale del suo <em>Arca russa</em>, con il Louvre sotto l&#8217;occupazione nazista a sostituire l&#8217;Ermitage ottocentesco. Se persino un semplice, dispersivo mestierante come Ang Lee fu in grado di aggiudicarsi due immeritati Leoni d&#8217;Oro consecutivi (prima con <em>Brokeback Mountain</em>, poi con <em>Lussuria</em>) e se è vero che i cavalli vincenti si riconoscono alla partenza, che difficoltà dovrebbe avere uno dei maggiori cineasti in attività a fare il bis?</p>
<div id="attachment_43813" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/in_jackson_heights.jpg"><img class="size-full wp-image-43813" title="in_jackson_heights" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/in_jackson_heights.jpg" alt="In Jackson Heights" width="500" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">In Jackson Heights</p></div>
<p>4) Oltre Concorso, più che Fuori: l&#8217;ottantacinquenne <strong>Frederick Wiseman</strong> è ormai da un lustro, se si eccettua il &#8220;tradimento&#8221; cannense dell&#8217;ultimo <em>National Gallery</em>, garanzia e prerogativa della Mostra di Venezia (si ricorda in particolare il monumentale <em>At Berkeley</em><em>)</em>. Quello fra il padre indiscusso del documentario moderno e il Festival cinematografico più antico del mondo è un sodalizio prezioso, cementato dal sacrosanto <a href="http://www.movielicious.it/2014/07/19/leone-doro-alla-carriera-a-thelma-schoonmaker-e-frederick-wiseman/" target="_blank">Premio alla Carriera</a> tributatogli lo scorso anno e ribadito dall&#8217;arrivo del suo colossale <em><strong>In Jackson Heights</strong></em>, nuova fluviale dimostrazione del suo sguardo clinico ed enciclopedico;</p>
<div id="attachment_43814" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/lattesa.jpg"><img class="size-full wp-image-43814" title="lattesa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/lattesa.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;attesa</p></div>
<p>5) Dal Kaan Mujdeci del Premio Speciale <em>Sivas</em> alla Rama Burshtein della Coppa Volpi <em>La sposa promessa</em>, dal trionfo a mani basse del Samuel Maoz di <em>Lebanon a</em>i nostri apprezzatissimi <strong>Emma Dante</strong> e <strong>Ascanio Celestini</strong>, l&#8217;inclusione diretta in Concorso di autori per la prima volta alle prese con un lungometraggio può suonare come un investimento ad alto rischio, ma la giusta gavetta, come dimostra l&#8217;apprendistato dell&#8217;ungherese László Nemes presso il maestro Béla Tarr risoltosi con la vittoria sfiorata a Cannes del suo debutto <em>Son of Saul</em>, può rappresentare un ottimo biglietto da visita. E&#8217; il caso del nostro <strong>Piero Messina</strong>, assistente alla regia di Paolo Sorrentino e oggi solo al comando del suo <em><strong>L&#8217;attesa</strong></em>, benedetto nientemeno che dalla presenza di <strong>Juliette Binoche</strong>, e del venezuelano <strong>Lorenzo Vigas</strong>, &#8220;figlioccio&#8221; dello sceneggiatore Guillermo Arriaga che esordisce con <em><strong>Desde allá</strong></em>, impreziosito dalla presenza del mostruoso <strong>Alfredo Castro</strong>, attore feticcio di Pablo Larraín;</p>
<div id="attachment_43815" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/a_bigger_splash.jpg"><img class="size-full wp-image-43815" title="a_bigger_splash" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/a_bigger_splash.jpg" alt="A Bigger Splash" width="500" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">A Bigger Splash</p></div>
<p>6) A completare la rappresentanza italiana, due nomi diametralmente opposti che faranno discutere: da una parte <strong>Luca Guadagnino</strong>, tanto spernacchiato in patria dai tempi del suo <em>Melissa P.</em> quanto blasonato all&#8217;estero per il suo <em>Io sono l&#8217;amore</em>, che cerca il definitivo lancio internazionale con <em><strong>A Bigger Splash</strong></em>, patrocinato da un altisonante cast anglofono che annovera la fedele <strong>Tilda Swinton</strong>, <strong>Ralph Fiennes</strong>, la <strong>Dakota Johnson</strong> di <em>Cinquanta sfumature in grigio</em>, ma anche la partecipazione straniante di <strong>Corrado Guzzanti</strong>. Dall&#8217;altra, l&#8217;insperata risurrezione di <strong>Giuseppe M. Gaudino</strong>, che dopo un quindicennio di periferia documentaristica si riaffaccia alla fiction con <em><strong>Per amor vostro</strong></em>, con la speranza di ritornare alla forma di quel capolavoro misconosciuto e alieno della produzione nostrana che fu <em>Giro di lune tra terra e mare</em>.<br />
A fare da inestimabile corollario, Fuori Concorso, la presenza dei doc <em><strong>Gli uomini di questa città io non li conosco</strong></em>, ritratto del drammaturgo Franco Scaldati diretto da <strong>Franco Maresco</strong> dopo il tripudio di <em>Belluscone. Una storia siciliana</em>, e <em><strong>L&#8217;esercito più piccolo del mondo </strong></em>di <strong>Gianfranco Pannone</strong><em>;</em></p>
<div id="attachment_43816" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the_danish_girl.jpg"><img class="size-full wp-image-43816" title="the_danish_girl" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/the_danish_girl.jpg" alt="The Danish Girl" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">The Danish Girl</p></div>
<p>7) Per i palati meno festivalieri e più mondani, dovrebbero bastare la partecipazione del <strong>Tom Hooper </strong>de <em>Il discorso del re</em><strong> </strong>e dell&#8217;appena completato <em><strong>The Danish Girl</strong></em>, con un <strong>Eddie Redmayne </strong><em>en travesti </em>pronto ad accaparrarsi programmaticamente il secondo Oscar consecutivo, dello <strong>Scott Cooper</strong> di <em><strong>Black Mass</strong></em>, che servirà a stuoli di ammiratrici bercianti la presenza in passerella di una coppia di divi pop come <strong>Johnny Depp </strong>e <strong>Benedict Cumberbatch</strong>, e del <strong>Baltasar Kormákur </strong>di <em><strong>Everest</strong></em>, blockbuster catastrofico travestito da film d&#8217;apertura che, se non altro, può contare su una foltissima delegazione hollywoodiana, da <strong>Jake Gyllenhall</strong> a <strong>Keira Knightley</strong>, da<em> </em><strong>Josh Brolin</strong> a <strong>Robin Wright</strong>. Mentre gli orfani di <em>Twilight</em> potranno consolarsi rispettivamente con <em><strong>The Childhood of a Leader</strong></em>, adattamento dell&#8217;omonimo racconto di Jean-Paul Sartre con <strong>Robert Pattinson</strong> sugli scudi, e, per i fan di <strong>Kristen Stewart</strong>, con la love-story fantascientifica <em><strong>Equals</strong></em>.</p>
<div id="attachment_43817" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/james_franco.jpg"><img class="size-full wp-image-43817" title="james_franco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/james_franco.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">James Franco</p></div>
<p>8 ) Almeno quest&#8217;anno non c&#8217;è <strong>James Franco</strong>.</p>
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		<title>Prima immagine e primo trailer per Black Mass</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 07:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gangster movie con Johnny Depp arriverà nelle nostre sale in autunno. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/black-mass.png"><img class="alignnone size-full wp-image-42352" title="black-mass" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/black-mass.png" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Dopo la prima immagine, che vedete qui in alto, è approdato in rete anche il primo trailer di <em><strong>Black Mass</strong></em>, gangster movie di<strong> Scott Cooper</strong> (<a href="http://www.movielicious.it/2010/03/04/crazy-heart/" target="_blank"><em>Crazy Heart</em></a>, <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/12/roma-2013-giorno-5/" target="_blank"><em>Out of the Furnace</em></a>) con protagonista <strong>Johnny Depp</strong> nei  panni del gangster Whitey Bulger. Il film uscirà il 18 settembre negli USA e in autunno in Italia.Vi mostriamo il trailer sia nella versione originale che doppiato in italiano.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/uWsbqshD5TE?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/eI5cOHNrqic?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<div>
<div>Black Mass è un adattamento del bestseller del New York Times  <em>Black Mass: the True Story of an Unholy Alliance Between the FBI and the  Irish Mob</em>, scritto dai reporter del Boston Globe <strong>Dick Lehr</strong> e <strong>Gerland  O’Neil</strong>. Nel cast anche <strong>Dakota Johnson</strong>, <strong>Joel Edgerton</strong>, <strong>Kevin Bacon</strong>, <strong>Benedict Cumberbatch</strong>, <strong>Adam Scott</strong> e<strong> Juno Temple</strong>.</div>
<div>Il  film segue la storia di Whitey Bulger, a capo della Winter Hill Gang  operante a Boston negli anni Novanta. Nel 1995 è riuscito a fuggire prima che venisse  emesso un mandato di cattura a suo nome ed è rimasto latitante per  oltre 16 anni finendo nella lista degli uomini più ricercati  dell’FBI. Bulger fu arrestato su una  spiaggia di Santa Monica in compagnia della sua fidanzata soltanto a  giugno del 2011, all&#8217;età di 81 anni.</div>
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<div>Il film uscirà il 18 settembre negli USA e in autunno in Italia.</div>
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		<title>Golden Globe 2015: a poche ore dall&#8217;assegnazione dei premi, i possibili vincitori</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2015 11:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aspettando la cerimonia, ecco qualche pronostico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/gloden_2015_slide.png"><img class="alignnone size-full wp-image-40515" title="gloden_2015_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/gloden_2015_slide.png" alt="" width="500" height="203" /></a></p>
<p>Mancano ormai poche ore alla 72esima edizione dei<strong> Golden Globe</strong>, i premi della <strong>Hollywood Foreign Press Association</strong> che saranno consegnati questa notte alle 2:00 ora italiana al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles. A condurre la cerimonia, trasmessa dalla NBC, tornano per la terza volta le comiche <strong>Tina Fey </strong>e<strong> Amy Poehler</strong>.</p>
<p>Dopo la debacle del sito ufficiale dei Golden Globe, sul quale ieri hanno campeggiato per qualche minuto i titoli di due film dati come vincitori, ovvero <em><strong>Selma</strong></em> e <em><strong>Into the Woods</strong></em> e l&#8217;immediata spiegazione della Hollywood Foreign Press Association (pare sia stata una svista della società che gesisce il portale, intenta a fare delle prove in vista dell&#8217;annuncio dei vincitori ufficiali), si riparte da zero e la domanda è sempre la stessa: chi vincerà?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/boyhood2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40518" title="boyhood2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/boyhood2.jpg" alt="" width="500" height="294" /></a></p>
<p>In testa alla corsa come Miglior Film Drammatico dell&#8217;anno c&#8217;è <em><strong>Boyhood </strong></em>di Richard LInklater con cinque candidature, che dovrà vedersela con <em><strong>Foxcatcher </strong></em>di Bennett Miller, con<em><strong> The Imitation Game</strong></em> di Morten Tyldum e con <em><strong>La teoria del tutto </strong>di<strong> </strong></em> James Marsh. Ma anche con<em><strong> Selma &#8211; La strada per la libertà</strong></em>, pellicola diretta da <strong>Ava DuVernay</strong> che racconta la storia della marcia del 1965 guidata da Martin Luther King in Alabama per i diritti dei neri. Il film prodotto da Oprah Winfrey e Brad Pitt, che da noi arriverà il 12 febbraio, detiene già un record, quello del 98% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.</p>
<p>Il premio alla Miglior Regia se lo giocheranno senza se e senza ma Linklater e Iñárritu mentre quello per la Migliore Sceneggiatura è ancora da vedere: sfida apertissima tra Birdman, il cui script è stato firmato da <strong>Alejandro González Iñárritu</strong>, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo,<strong> Wes Anderson</strong> per <strong><em>Grand Budapest Hotel</em></strong> e <strong>Gillian Flynn</strong> per <em>Gone Girl</em>, che ha adattato per lo schermo il suo romanzo, L&#8217;amore bugiardo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/eddie-redmayne-and-benedict-cumberbatch.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40519" title="eddie-redmayne-and-benedict-cumberbatch" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/eddie-redmayne-and-benedict-cumberbatch.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Passando agli attori protagonisti, la gara sarà molto probabilmente tra <strong>Eddie Redmayne</strong>, che interpreta il fisico Stephen Hawking ne <em><strong>La teoria del tutto,</strong></em> e <strong>Benedict Cumberbatch</strong>, nel ruolo del matematico gay Alan Turing in <em><strong>The Imitation Game</strong></em> (gli altri concorrenti sono Steve Carell per <em>Foxcatcher</em>, Jake Gyllenhaal per <em>Lo sciacallo &#8211; Nightcrawler</em> e David Oyelowo di <em>Selma</em>). Il premio alla Miglior Attrice Drammatica invece è tutto ancora da giocare: se la vedranno la<strong> Julianne Moore</strong> malata di Alzheimer di <strong><em>Still Alice</em></strong>, una <strong>Jennifer Aniston</strong> particolarmente intensa in <em><strong>Cake</strong></em>, la rivelazione <strong>Rosamunde Pike</strong>, protagonista di <em>Gone Girl</em> di <strong>David Fincher</strong>, <strong>Reese Witherspoon</strong> per <em><strong>Wild</strong></em> e <strong>Felicity Jones</strong> per<em><strong> </strong>La teoria del tutto</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/birdman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40520" title="birdman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/birdman.jpg" alt="" width="500" height="312" /></a></p>
<p>Il globo per la Commedia dell&#8217;anno sono in molti ad averla già messo in tasca ad Alejandro González Iñárritu per <em>Birdman</em>. I rivali sono <em>Grand Budapest Hotel</em>, Into The Woods, <strong>St. Vincent</strong> e <strong>Pride</strong>. Anche il premio al Miglior Attore in un Musical o Commedia sembra già essere stato meritatamente assegnato: al sorprendente <strong>Michael Keaton</strong> di <em>Birdman</em>. Tra le attrici in un Musical o Commedia invece fare pronostici risulta un po&#8217; più azzardato: c&#8217;è ancora una volta Julianne Moore, ma per il film di David Cronenberg <strong><em>Maps to the Stars</em></strong>, c&#8217;è <strong>Amy Adams </strong>per Big Eyes, la <strong>Emily Blunt </strong>di Into The Woods, Dame <strong>Helen Mirren</strong> per <em><strong>The Hundred Foot Journey</strong></em> e la giovanissima <strong>Quvenzhané Wallis</strong>, già candidata all&#8217;Oscar per nel 2013 per <em>Re della terra selvaggia</em>, per il musical <em><strong>Annie</strong></em>.</p>
<p>E domani, su <strong>Movielicious</strong>, troverete tutto, ma proprio tutto, sulla <strong>premiazione</strong> di stanotte e sul <strong>red carpet </strong>che precederà la cerimonia.</p>
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