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	<title>Movielicious &#187; Bottom Five</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>I peggiori film del 2016 secondo Movielicious</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 08:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il peggio del peggio visto al cinema durante l'anno appena trascorso.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ANDREA BOSCO</strong></p>
<p>5) <strong>Il cinema italiano della &#8220;Rinascita&#8221; </strong><em>(Perfetti sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot</em>, <em>Veloce come il vento</em>, <em>Mine</em>)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Mine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54970" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Mine.jpg" alt="Mine" width="800" height="400" /></a></p>
<p>A parole, quattro casi di produzione alternativa virtuosa presa a modello dalle cassandre e dalle prefiche di casa nostra; nei fatti, quattro scimmiottamenti pedestri, derivativi e abbondantemente fuori tempo massimo dei canoni dell&#8217;intrattenimento industriale più rimasticato, innocui giocattoloni che guardano (dal basso) alla chimera statunitense e che rimarcano, invece, l&#8217;inguaribile provincialismo, la piccolezza e il disorientamento del cinema popolare del Belpaese.</p>
<p>4) <em><strong>The Danish Girl &#8211; </strong></em><strong>Tom Hooper</strong></p>
<p>Avrà pure rivelato al mondo il talento di <strong>Alicia Vikander</strong>, ma, per il resto, <em>The Danish Girl</em> è un film sbagliato sotto ogni punto di vista, un’operina calligrafica, superficiale e pesantemente leziosa incapace di comunicare quella confusione identitaria e gerarchica dei sessi che avrebbe reso il progetto qualcosa di più di un semplice, agiografico omaggio alla causa LGBT; non un accurato studio del femminino, quanto un rassicurante mèlo guidato da un intreccio sonnacchioso, pavido e inutilmente declamatorio.</p>
<p>3) <strong>Jennifer Lawrence </strong>(<em>Joy</em>, <em>X-Men: Apocalisse, Passengers)<br />
</em></p>
<p>Non sono passati dieci anni da <em>The Burning Plain</em>, ma tanto è bastato per trasformare Jennifer Lawrence nell&#8217;emblema del conformismo hollywoodiano più vieto: da folgorante promessa della scena indipendente ad allineata fatina del glamour, la <strong>divetta del Kentucky</strong> infila tre madornali errori di carriera consecutivi e appare oggi, incastrata a tutti i costi in ruoli che, per età e maturità, non le spettano, l&#8217;esempio di una generazione spremuta all&#8217;osso e prematuramente sfiorita.</p>
<p>2) <em><strong>Equals</strong></em> <strong>&#8211; Drake Doremus</strong></p>
<p>Nefando prodottino da multisala transitato inspiegabilmente per il Lido e concepito da (anzi, assai più probabilmente, per) un pubblico totalmente a digiuno di cinema e di letteratura distopica: nelle intenzioni, la declinazione prettamente allegorica dei connotati ultrasentimentali dell&#8217;universo giovanilistico-ipersensibile del suo autore, nei risultati il remake hipster-sfigato de <em>L’uomo che fuggì dal futuro, </em>un’antologia inarrestabile di ridicolo involontario spinto oltre il livello di guardia.</p>
<p>1) <strong>Il cinema italiano di fiction a Venezia73</strong> (<em>Piuma</em>, <em>L&#8217;estate addosso</em>, <em>Tommaso</em>, <em>Questi giorni, Indivisibili, La ragazza del mondo</em>)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/image_1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54969" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/image_1.png" alt="image_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>In una scala di valori che va progressivamente dall&#8217;impresentabile (la prima metà) all&#8217;insignificante (la seconda), una carrellata inconsapevolmente sintomatica sullo stato di salute del nostro cinema medio: ombelicale e ripiegato su se stesso, leggero e disinvolto in maniera forzosa e mai spontanea, sorretto da fondamenta fragilissime e mai all&#8217;altezza delle proprie ambizioni.<br />
Una pessima figura di portata internazionale da cui urge immediatamente risollevarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAROLINA TOCCI</strong></p>
<p>5<strong> Joy &#8211; David O.Russell</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Joy.jpg"><img class="alignnone wp-image-54971" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Joy-1024x548.jpg" alt="Joy" width="650" height="348" /></a></p>
<p>Un <strong>David O.Russell</strong> ai minimi storici, dopo l&#8217;exploit de <em>Il lato positivo</em> e il godibile <em>American Hustle</em>. Già dal soggetto non c&#8217;era molto da sperare: la storia dell&#8217;imprenditrice americana Joy Mangano (quella che si è inventata il mocio), qui interpretata da <strong>Jennifer Lawrence</strong>, viene affrontata in modo grottesco ed eccessivamente colorito, tanto che il film sembra essere una gigantesca iperbole che si bea del suo essere tale. Punto.</p>
<p>4 <strong>Nonno scatenato &#8211; Dan Mazer</strong><br />
Da molti considerato il disastro ultimo di una carriera ormai al capolinea, il film diretto da <strong>Dan Mazer</strong> getta definitivamente <strong>Robert De Niro</strong> nell&#8217;abisso della volgarità triviale e del tutto fine a se stessa. Ci fosse stato chiunque altro al suo posto, Nonno scatenato sarebbe stata solo una brutta commedia demenziale on the road, così invece fa proprio male agli occhi. <strong>Zac Efron</strong> non pervenuto.</p>
<p>3 <strong>Una vita da gatto &#8211; Barry Sonnenfeld</strong></p>
<p>Per fortuna ha girato solo poche scene, ma sono comunque troppe. <strong>Kevin Spacey</strong> che fa il gatto (tra l&#8217;altro un gatto che emette un miagolio assillante e fastidioso) è davvero troppo. Come se non bastasse, nella sdolcinatissima commedia di <strong>Barry Sonnenfeld</strong> sono riusciti a infilare nel cast anche <strong>Christopher Walken</strong>, non si sa bene come. Un&#8217;ora e mezza straziante e priva di qualunque dettaglio possa essere definito vagamente interessante. Roba da far odiare i gatti persino al più incallito dei gattari.</p>
<p>2 <strong>Non c&#8217;è più religione &#8211; Luca Miniero</strong></p>
<p>Non c&#8217;è davvero più religione. <strong>Luca Miniero</strong> (<em>Benvenuti al Nord e al Sud</em>) confeziona un film noioso e sconnesso. Un&#8217;accozzaglia di elementi socio-culturali amalgamati male e affrontati peggio. Retorica a gogò per una storia che fatica a trovare una propria identità narrativa, non certo aiutata da una regia che definire televisiva è già un complimento. Bisio Finocchiaro e Gassmann? Nessuno di loro salva il film dal disastro.</p>
<p>1 <strong>Tommaso &#8211; Kim Rossi Stuart</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/tOMMASO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54972" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/tOMMASO.jpg" alt="tOMMASO" width="644" height="360" /></a></p>
<p><strong>Kim Rossi Stuart</strong> scrive, dirige e interpreta se stesso, in un&#8217;opera compiaciutissima e presuntuosa. Il suo approccio psicanalitico al cinema è di quelli disturbati e disturbanti, soprattutto se accompagnato a uno script tanto sconclusionato e autoreferenziale che davvero lascia sbigottiti. <em>Tommaso</em> è uno di quei film in cui nulla si salva e tutto ne esce distrutto. Soprattutto il Cinema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FABIO GIUSTI</strong></p>
<p>5. <strong>Batman V Superman: Dawn of Justice &#8211; Zack Snyder</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Batma_v_superman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54973" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Batma_v_superman.jpg" alt="Batma_v_superman" width="800" height="400" /></a><br />
Che il regista di <em>300</em> non fosse un campioncino di sfumature e raffinatezza estetica era cosa già nota ma qui, alla seriosità degli intenti, giustappone un’estetica tamarra che al confronto Paul Verhoeven sembra Fellini. E, soprattutto,  lavora male sia sul versante Gotham, impoverendo <strong>Batman</strong> dello spessore costruito da Nolan negli ultimi dieci anni, che su quello Metropolis, riuscendo a fare anche peggio del già a suo tempo criticatissimo <em>Man of Steel</em>.</p>
<p>4. <strong>La corrispondenza – Giuseppe Tornatore</strong></p>
<p>A metà strada tra un bigliettino dei Baci Perugina e un Harmony di quart’ordine.<br />
Prima o poi qualcuno dovrà pur rendersi conto che Tornatore è forse il più grande bluff del cinema italiano: autore di un unico vero capolavoro (<em>Una pura formalità</em>) all’epoca bollato frettolosamente come un errore di percorso un po’ da tutti.<br />
Forse anche dallo stesso Tornatore.</p>
<p>3. <strong>Fuga da Reuma Park – Aldo, Giovanni e Giacomo &amp; Morgan Bertacca</strong></p>
<p>Quello che lo stesso trio definisce come il loro film più surreale non è altro che una vetrina impolverata di articoli di terza mano. L’inconsapevole canto del cigno di tre attori/autori che quel poco che avevano da dire l’hanno ormai già detto in tutte le salse. Il concetto è quello del Greatest Hits, raccolte di successi di cantanti ormai bolliti che, in occasione delle feste natalizie, cercano di battere cassa sull’onda dei ricordi.<br />
Il rispetto per il pubblico, inutile a dirsi, è prossimo allo zero.</p>
<p>2. <strong>La verità sta in cielo – Roberto Faenza</strong></p>
<p>Faenza non solo non aggiunge nulla al triste caso di cronaca che non sia già stato ripetuto più e più volte negli ultimi trent’anni, ma si rivela carente anche nell’unica cosa che poteva (anzi doveva) fare  in assenza di risvolti inediti, ossia ricostruire in modo quanto più verosimile l’inquietante vaso di Pandora colmo di intrecci di potere che quello che inizialmente apparve un semplice rapimento andò poi a scoperchiare.</p>
<p>1. <strong>Ustica – Renzo Martinelli</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Ustica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54974" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Ustica.jpg" alt="Ustica" width="670" height="302" /></a></p>
<p>“L’orrore…l’orrore.” (cit.)</p>
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		<title>I peggiori film del 2015 secondo Movielicious</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 09:13:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come da tradizione, dopo i migliori, ecco i titoli del 2015 sconsigliati dalla redazione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Peggiori_Film_2015_Movielicious.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51463" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Peggiori_Film_2015_Movielicious.jpg" alt="Peggiori_Film_2015_Movielicious" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAROLINA TOCCI</strong></p>
<p>5) <em><strong>Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto</strong></em><br />
Una cena tra ex in cui riaffiorano ricordi di una storia d’amore in un lungo alternarsi di flashback. Gli ex in questione sono un Riccardo Scamarcio (che se la cava) e una Jasmine Trinca in preda a svariate crisi di nervi. Una stanca vicenda che sembra sia stata riadattata più e più volte, che non ha nulla di nuovo e che odora di stantìo sin dalla prima inquadratura.</p>
<p>4) <em><strong>Le leggi del desiderio di Silvio Muccino</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/le-leggi-del-desiderio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51464" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/le-leggi-del-desiderio.jpg" alt="le-leggi-del-desiderio" width="600" height="300" /></a><br />
Muccino Junior che fa il coach motivazionale fa già abbastanza ridere senza aggiungere altri elementi. E il disagio che si prova a vederlo mentre cerca di dar vita a un copione che ha anche scritto ritagliando per sé una parte che non convince neanche un po&#8217;, non ti abbandona per tutta la durata del film.</p>
<p>3) <em><strong>Si accettano miracoli di Alessandro Siani</strong></em><br />
C&#8217;è ancora chi sostiene che Siani sia il nuovo Troisi. E invece Siani non è nemmeno l&#8217;unghia del mignolo sinistro di Massimo Troisi e in Si accettano miracoli questa diseguaglianza risulta ancora più evidente. La pretenziosità di alcune battute veicola perfettamente un concetto ben preciso: l&#8217;inutilità di un tipo di comicità che emula senza creare nulla.</p>
<p>2) <em><strong>Tomorrowland &#8211; Il mondo di domani di Brad Bird</strong></em><br />
Come buttare dalla finestra 190 milioni di dollari. Una gran quantità di fuffa (compreso un George Clooney mai così poco incisivo) e di effetti speciali da capogiro al servizio di una storia inesistente. E la sceneggiatura di Damon Lindelof porta avanti tutti quegli elementi che, dopo <em>Lost</em>, abbiamo imparato a guardare con sospetto quando fuoriescono dalla sua penna.</p>
<p>1) <em><strong>Ritorno alla vita di Wim Wenders</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Ritorno_Alla_Vita.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51465" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Ritorno_Alla_Vita.jpg" alt="Ritorno_Alla_Vita" width="700" height="332" /></a><br />
La pellicola che segna il ritorno al cinema di finzione del cineasta tedesco, dopo anni dedicati al documentario, è un gigantesco errore di percorso. Una storia che non decolla mai mentre tu sei lì, a guardare James Franco in uno stato di catatonia perenne e a chiederti &#8220;Ma avrò spento il gas prima di uscire?&#8221;.<br />
<strong>FABIO GIUSTI</strong></p>
<p>5) <em><strong>American Sniper di Clint Eastwood</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/American_Sniper.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51466" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/American_Sniper.jpg" alt="American_Sniper" width="700" height="437" /></a></p>
<p>Purtroppo il 2015 si è aperto, cinematograficamente parlando, col Clint che mai avremmo voluto vedere. Retorico, patriottico nel più tronfio dei modi possibili e talmente telefonato da assomigliare alla puntata pilota di una serie TV anni 90. Un colpo al cuore.</p>
<p>4) <em><strong>Humandroid di Neill Blomkamp</strong></em><br />
Dopo l&#8217;ottimo<em> District 9</em> e il comunque piacevole <em>Elysium</em>, Blomkamp torna a parlare della brutalità umana contro qualsiasi forma di diversità ma, questa volta, ha l&#8217;infelice idea di annacquare il messaggio in una favoletta semplice semplice che, a tratti, ricorda pericolosamente <em>Corto circuito</em>, il film di John Badham dell&#8217;86.</p>
<p>3) <em><strong>The Gunman di Pierre Morel</strong></em><br />
A 55 anni suonati Sean Penn decide inspiegabilmente di giocarsi buona parte della credibilità costruita in carriera pompando oltremisura i muscoli e lanciandosi &#8211; neanche fosse uno Steven Seagal qualsiasi &#8211; in uno dei revenge movie più brutti e cafoni mai visti.<br />
Roba che <em>I mercenari</em>, al confronto, sembra Bergman.</p>
<p>2) <em><strong>Third Person di Paul Haggis</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Third_Person.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51467" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Third_Person.jpg" alt="Third_Person" width="640" height="359" /></a><br />
C&#8217;era una volta uno sceneggiatore di nome Paul Haggis.</p>
<p>1) <em><strong>Ritorno alla vita di Wim Wenders</strong></em><br />
Un film in cui l&#8217;unica cosa centrata sembra essere il titolo italiano, che descrive alla perfezione lo stato d&#8217;animo provato dallo spettatore una volta abbandonata la sala.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ANDREA BOSCO</strong></p>
<p>5) <em><strong>Il biopic &#8220;da Oscar&#8221; (The Imitation Game, La teoria del tutto, Selma)</strong></em><br />
Edulcorato, ricattatorio e fasullo: soverchiato dall&#8217;intento encomiastico e dal fine celebrativo, il genere biografico-divulgativo su misura per l&#8217;Academy si traduce in una vetrina di pedanti, didascaliche oleografie dal valore artistico pressoché nullo.</p>
<p>4) <em><strong>Julianne Moore (Still Alice e Freeheld)</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Still_Alice.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51468" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Still_Alice.jpg" alt="Still_Alice" width="760" height="506" /></a><br />
L&#8217;anno della tardiva consacrazione mainstream di una delle più raffinate interpreti della sua generazione è anche quello della sua triste débacle: due grossolani, sguaiati lacrima-movie accomunati da un tono insopportabilmente enfatico e da un esasperante senso di peloso pietismo.</p>
<p>3) <em><strong>Tutto può accadere a Broadway di Peter Bogdanovich</strong></em><br />
La poetica della nostalgia del redivivo Bogdanovich tocca il fondo con una indigeribile, penosa pochade sulla falsariga di <em>Ma papà ti manda sola?</em>, una scombiccherata, cadaverica farsaccia che, più che Lubitsch, evoca i fantasmi del Bagaglino.</p>
<p>2) <em><strong>Angelina Jolie dietro la macchina da presa (Unbroken e By the Sea)</strong></em><br />
Mandato in malora quel poco che restava della sua strombazzata carriera attoriale, la figlia di Jon Voight si reinventa regista, dopo un invisibile esordio, con due pretenziosi, irricevibili atti di narcisismo, fallimentari tanto &#8211; il primo &#8211; nel campo del kolossal quanto &#8211; il secondo &#8211; nelle proprie velleità para-autoriali.</p>
<p>1)<em><strong> Il padre di Fatih Akin</strong></em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Il_Padre.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51469" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Il_Padre.jpg" alt="Il_Padre" width="570" height="373" /></a><br />
L&#8217;immagine sconfortante di un cinema cinico, sciacallo e declamatorio che sguazza nella bassa macelleria e nella pornografia con l&#8217;alibi dell&#8217;esigenza storica: un triviale monumento all&#8217;ipocrisia dello spettacolo mascherato da epopea popolare che svela definitivamente il bluff di uno dei più sopravvalutati cineasti europei.</p>
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		<title>I film peggiori del 2014 (secondo noi)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2015 15:50:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo le Top Ten, non potevano mancare le Bottom Five dei redattori di Movielicious. Eccole qui.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/author/andrea-bosco/"><strong>Andrea Bosco</strong></a></p>
<p>5) <strong><em>Boyhood</em></strong> (Richard Linklater)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/boyhood1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40395" title="boyhood1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/boyhood1.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>12 anni di lavorazione per quasi tre ore di piccolo-borghesume suburbano e di ciance che cercano di catturare un impossibile zeitgeist progressivo, un&#8217;opportunità persa dove il progetto a monte non giustifica la vacuità di fondo: meglio rivedere I bambini di Golzow.</p>
<p>4)<em><strong> Jimmy&#8217;s Hall</strong></em> <em><strong>&#8211; Una storia d&#8217;amore e libertà </strong></em>(Ken Loach)</p>
<p>Un ritratto nostalgico e militante prigioniero di un manicheismo e di un populismo fuori tempo massimo, l&#8217;ulteriore capitolo di una testimonianza civile che ha smarrito la ottica sul presente e la propria necessità per consolarsi dietro schemi e canoni desueti.</p>
<p>3)<em><strong> Boxtrolls &#8211; Le scatole magiche </strong></em>(Graham Annable e Anthony Stacchi)</p>
<p>Tonfo della Laika dopo la rivoluzione di <em>Coraline e la porta magica,</em> un pastrocchio sgradevole per il pubblico infantile e irricevibile per quello adulto che conferma lo stato di crisi dell&#8217;animazione occidentale mainstream.</p>
<p>2) <em><strong>Ritorno a l&#8217;Avana</strong></em> (Laurent Cantet)</p>
<p>Un Grande freddo destrorso, lagnoso e putrefatto in cui regnano sovrane ciarle piagnucolose e para-generazionali degne del Salvatores che fu: nessuna autenticità, tanti stereotipi e solo stanchezza dove è impresa ardua scorgere l&#8217;occhio limpido del Cantet dello scorso decennio.</p>
<p>1) <em><strong>Pasolini</strong></em> (Abel Ferrara)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/pasolini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40396" title="pasolini" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/pasolini.jpg" alt="" width="500" height="275" /></a></p>
<p>Ciò che vorrebbe dirsi un omaggio sentito risulta invece in uno stiracchiato bignami encomiastico e pretenzioso che si imbarca nella scellerata missione di concretizzare senza pudore l&#8217;incompiuto di una delle maggiori personalità del Novecento italiano: un biasimevole, indegno obbrobrio.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/author/fabio-giusti/"><strong>Fabio Giusti</strong></a></p>
<p>5. <em><strong>Dracula Untold</strong></em> (Gary Shore)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/dracula_untold.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-40397" title="dracula_untold" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/dracula_untold.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Del resto, se è rimasto untold per così tanto tempo, un motivo doveva pur esserci.</p>
<p>4. <em><strong>Necropolis &#8211; La città dei morti</strong></em> (John Erick Dowdle)</p>
<p>Poche cose irritano quanto un film horror che non fa paura.</p>
<p>3. <em><strong>Magic in the Moonlight </strong></em>(Woody Allen)</p>
<p>Allen, si sa, ne fa uno buono e poi, l&#8217;anno successivo, uno brutto. Ecco, Blue Jasmine era buono.</p>
<p>2) <em><strong>Maleficent</strong></em> (Robert Stromberg)</p>
<p>L&#8217;intuizione di trasformare la strega de La bella addormentata da cattiva in buona ottiene l&#8217;unico risultato di renderla anche più odiosa.</p>
<p>1) <em><strong>Un ragionevole dubbio  (</strong></em>Peter Howitt come Peter P. Croudins)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;">
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/un_ragionevole_dubbio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40398" title="un_ragionevole_dubbio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/un_ragionevole_dubbio.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><br />
In genere è sempre meglio diffidare di un film che lo stesso regista ha il timore di firmare col suo vero nome.</p>
<p><strong> <a href="http://www.movielicious.it/author/carolina/">Carolina Tocci</a></strong></p>
<p>5) <em><strong>Transcendence</strong></em> (Wally Pfister)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/transcendence.png"><img class="alignnone size-full wp-image-40399" title="transcendence" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/transcendence.png" alt="" width="500" height="212" /></a><br />
Chissà perché, un bel giorno, il direttore della fotografia di Christopher Nolan ha deciso di fare il salto e di passare in cabina di regia. Per di più per girare un film di fantascienza su un genio dell&#8217;Intelligenza Artificiale (Johnny Depp, che se non si sceglie un film decente, rischia davvero brutto) che muore ma è pronto a rinascere dentro lo schermo di un computer dopo che la sua coscienza viene uploadata su un server?</p>
<p>4) <em><strong>La foresta di ghiaccio </strong></em>(Claudio Noce)</p>
<p>Il ritmo, questo sconociuto. La storia, ma qale? Vera e propria débâcle del nostro cinema per via di quell&#8217;aria pretenziosetta da film di genere che poi di genere non è, la seconda pellicola di Claudio Noce, è tutta ralenty, flashback e attimi di sospensione. &#8220;Molte cose possono capitare nel bel mezzo del nulla&#8221;, si leggeva nella tagline di <em>Fargo</em> dei Coen, a cui Noce si è evidentemente ispirato. Ma quello era un altro film.</p>
<p>3) <em><strong>Fratelli unici </strong></em></p>
<p>Una storia da fiction di serie z con un cast le cui performance sono paragonabili a una scolaresca di terza elementare durante la recita di Natale. Un campionario di battute infelici, una di seguito all&#8217;altra (&#8220;Sei bellissima ma ti comporti da brutta&#8221; e cose così), riempiono un copione che probabilmente nessuno voleva girare. E sarebbe stato meglio.</p>
<p>2)<em><strong> Noah</strong></em> (Darren Aronofsky)</p>
<p>Forse non lo sapevate, ma di Darren Aronofsky in realtà ce ne sono due. Uno è un bravo regista che firma lavori come <em>The Wrestler </em>e<em> Il cigno nero</em>. L&#8217;altro è un invasato vicino a strani culti sincretistici che ha diretto cose come <em>The Fountain</em> e <em>Noah</em>. Chissà poi che versione della Bibbia ha sul comodino l&#8217;Aronofsky new age, visto che nella Storia delle storie ha inserito strambi personaggi che risulterebbero fuori luogo persino nella Terra di Mezzo.</p>
<p>1) <em><strong>Pompei</strong></em> (Paul W. S. Anderson)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/pompei.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40400" title="pompei" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/pompei.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>Immaginate <em>Il Gladiatore </em>che incontra <em>Spartacus</em>, e mettete il tutto in mano al regista di <em>Resident Evil</em>. Quindi abbiamo un peplum fatto da un tedesco, che però non è un documentario. Dialoghi al limite dell&#8217;inverosimile, cast che se lo avessero scelto a caso, sarebbe andata sicuramente meglio e una Pompei patinata come mai avremmo osato immaginare. Mancano solo le comparse con l&#8217;orologio al polso, o forse no.</p>
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