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	<title>Movielicious &#187; Cannes 2016</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Cannes 2016: i vincitori</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2016 18:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Palma d'oro a Ken Loach e al suo I, Daniel Blake. Premiati anche Dolan e Farhadi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53083" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Ken_Loach.jpg"><img class="wp-image-53083" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Ken_Loach.jpg" alt="Ken_Loach" width="600" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Ken Loach</p></div>
<p>È stato <strong>Mel Gibson</strong> a consegnare la <strong>Palma d&#8217;oro</strong> al film vincitore della <strong>69° edizione de Festival di Cannes</strong>,  <em><strong>I, Daniel Blake</strong></em> di <strong>Ken Loach</strong>. Il regista britannico con un timido francese  così: &#8220;<em>Grazie alla regia, siete molto gentili. E grazie a Cannes perché il Festival è molto importante per il futuro del cinema. Restate forti, per piacere</em>&#8220;.</p>
<div id="attachment_53084" style="width: 485px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Xavier_Dolan.jpg"><img class="wp-image-53084 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Xavier_Dolan.jpg" alt="Xavier_Dolan" width="475" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Xavier Dolan</p></div>
<p>Il <strong>Gran Premio della regia </strong>è andato al giovane regista canadese<strong> Xavier Dolan</strong>, scoperto proprio dal Festival di Cannes, e al suo<strong> <em>Juste la fin du monde</em></strong>.</p>
<p>Premio per la M<strong>iglior Regia</strong>, in ex aequo, al francese <strong>Olivier Assays</strong> per <strong><em>Personal shopper</em></strong> e al rumeno <strong>Cristian Mungiu</strong> per <strong><em>Bacalaureat</em></strong>.</p>
<p>Il premio per il<strong> Miglior Attore</strong> del Festival di Cannes è andato a <strong>Shahab Hosseini</strong> per <em><strong>Le Client</strong></em> di Asghar Farhadi mentre quello per la Migliore Attrice a <strong>Jaclyn Jose</strong> per <strong><em>Ma&#8217; Rosa</em></strong> di Brillante Mendoza.</p>
<p>Il premio per la <strong>miglior sceneggiatura</strong> a <strong>Ashgar Farhadi per <em>Le Client</em></strong></p>
<p>Il premio <strong>Camera d&#8217;Or </strong>per la Migliore Opera Prima a <strong><em>Divines</em> </strong>di Houda Benyamina.</p>
<p>La Palma d&#8217;oro per il Miglior Cortometraggio è andata a <em><strong>TimeCode</strong></em> del regista spagnolo <strong>Juanjo Giménez</strong></p>
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		<title>La pazza gioia</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 12:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Francesca Archibugi]]></category>
		<category><![CDATA[La pazza gioia]]></category>
		<category><![CDATA[Micaela Ramazzotti]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Virzì]]></category>
		<category><![CDATA[Valeri Bruni Tedeschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Paolo virzì racconta di un'amicizia folle e catartica nel suo film più intimo, interpretato da una]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 17 maggio 2016<br />
Regia: Paolo Virzì<br />
Con: Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/la-pazza-gioia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53061" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/la-pazza-gioia.jpg" alt="la-pazza-gioia" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Sono due i principali ostacoli alla conoscenza delle cose: la vergogna che offusca l&#8217;animo, e la paura che, alla vista del pericolo, distoglie dalle imprese. La follia libera da entrambe</em>&#8220;.</p>
<p>Elogio della Follia &#8211; Erasmo da Rotterdam</p>
<p>Sono pochi, se restringiamo il campo all&#8217;Italia diventano pochissimi, quei registi in grado di confezionare film colti e al tempo stesso popolari (Scola e Risi, ci sentite?). <strong>Paolo Virzì</strong> è uno di loro, con il suo cinema che parla sia al cinefilo che allo spettatore della domenica, capace di portare alla ribalta storie che tentano di strappare una risata mantenendo una costante amarezza di fondo e muovendosi su un piano altro rispetto a quello battuto dalla maggior parte delle nostre commedie. Con <em><strong>La pazza Gioia</strong></em>, l&#8217;autore livornese compie un ulteriore balzo in avanti rispetto ai suoi lavori precedenti e confeziona un film impulsivo e <strong>di pancia</strong> che, se da un lato non eccelle in quanto a originalità, dall&#8217;altro affronta in modo egregio temi come il <strong>disagio psichico</strong>, l&#8217;amicizia e l&#8217;inadeguatezza alla società con una leggerezza <strong>profonda e viscerale</strong> che tolgono il fiato.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/La_pazza_Gioia_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-53062" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/La_pazza_Gioia_2.jpg" alt="La_pazza_Gioia_2" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Beatrice Morandini Valdirana (<strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>) è una mitomane dalla parlantina incessante, una contessa che a suo dire è vicina ai potenti della Terra. Donatella Morelli (<strong>Micaela Ramazzotti</strong>) è invece una giovane madre fragile e silente, il cui figlio è stato dato in adozione. Apparentemente opposte nei caratteri e nelle inclinazioni, le due si conoscono in una comunità terapeutica dopo essere state bollate dai medici come socialmente pericolose. Chiuse tra le mura della casa di cura, Beatrice e Donatella diventano prima amiche e poi complici in una rocambolesca evasione, in un viaggio che le porterà ad incontrare le persone ufficialmente sane, che hanno fatto parte della loro vita: madri anaffettive, padri distanti, compagni egoisti e assenti.</p>
<p>Presentato all&#8217;ultima edizione del <strong>Festival di Cannes</strong> nella sezione <strong>Quinzaine des Realisateurs</strong>, <em><strong>La pazza gioia</strong></em> è un <strong>film dicotomico</strong> in ogni suo aspetto. Lo è nella distinzione netta dei caratteri delle due protagoniste (l&#8217;euforica e la avvilita, l&#8217;elegante e la tatuata, la benestante e la spiantata), nel suo essere commedia on the road e melò, nella divisione piuttosto netta, dal punto di vista drammaturgico, di una prima parte più introduttiva e meno coinvolgente e di una seconda emotivamente molto forte. In questa struttura fortemente polarizzata, si dipana una storia ambientata nel 2014, prima che la legge che ordinava la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari, OPG, entrasse definitivamente in vigore. Ecco allora che le storie di Beatrice e di Donatella appaiono come uno spunto di riflessione discreto e garbato sulla <strong>follia</strong> vista non solo come disagio o malattia ma come una dimensione alternativa a quella della vita &#8220;normale&#8221;, un rifugio rispetto alla sofferenza dell&#8217;esistere. L&#8217;alienazione mentale diventa quel qualcosa che conferisce a chi la possiede una tranquillità e una fissità tanto forte da opporsi alla lacerante molteplicità della realtà, meschina e intollerabile.</p>
<p>Il modo in cui Virzì racconta tutto questo, diverte e commuove, così come divertono e commuovono le sue due attrici, che coprono, apparentemente senza fatica, tutti i registri richiesti da una sceneggiatura densa e che lascia ben poco al caso (e qui il tocco di <strong>Francesca Archibugi</strong> fa la differenza). Il loro essere ebbre di vita e dissennate, strazianti e tormentate, empatiche e solidali tra loro, è l&#8217;aspetto più riuscito di una storia che affida alle note di quella meraviglia di valzer in 3/4 che è <em><strong>Senza Fine</strong></em> di Gino Paoli, ascoltato di continuo da Donatella, i suoi momenti salienti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Le vie del cinema da Cannes a Roma 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 06:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La 20esima edizione della rassegna nella capitale dll’8 al 12 giugno. I dettagli. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Cannes-a-Roma-dall-8-al-12-giugno_2016.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53049" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Cannes-a-Roma-dall-8-al-12-giugno_2016.jpg" alt="Cannes-a-Roma-dall-8-al-12-giugno_2016" width="492" height="194" /></a></p>
<p><strong>ANEC Lazio</strong> ha annunciato le date del primo appuntamento dell’anno con <strong>Il cinema attraverso i grandi festival </strong>(Cannes, Locarno e Venezia a Roma). Dal’8 al 12 giugno si terrà infatti la 20° edizione della rassegna <em><strong>Le vie del cinema da Cannes a Roma</strong></em>, che sarà ospitata dai cinema <strong>Eden</strong>, <strong>Fiamma</strong> e <strong>Quattro Fontane</strong>. L’iniziativa presenterà in <strong>versione originale con sottotitoli</strong> italiani una vetrina di film selezionati durante la 69° edizione del Festival di Cannes dalle sezioni ufficiali (Concorso, Un Certain Regard e Fuori Concorso) e dalla Quinzaine des Realisateurs. Quest’anno eccezionalmente, alcuni film applauditi sulla Croisette saranno presentati anche in diverse località del Lazio. <em>Le vie del cinema da Cannes a Roma</em> è organizzato in collaborazione con Regione Lazio e Fondazione Cinema per Roma. Il programma completo della manifestazione sarà disponibile <strong><a href="http://www.agisanec.lazio.it/" target="_blank">QUI</a></strong> a partire dal 7 giugno.</p>
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		<title>Cannes: i 10 capolavori italiani rimasti a mani vuote</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 06:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Una giornata particolare a Mia madre, ecco alcuni titoli clamorosamente esclusi dal palmarès.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_52973" style="width: 660px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/sophia-loren-una-giornata-particolare.jpg"><img class="wp-image-52973 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/sophia-loren-una-giornata-particolare.jpg" alt="sophia-loren-una-giornata-particolare" width="650" height="370" /></a><p class="wp-caption-text">Una giornata particolare &#8211; Ettore Scola</p></div>
<p>Si apre oggi la 69° edizione del <strong>Festival di Cannes</strong>: <a href="http://www.movielicious.it/2016/04/14/cannes-2016-svelato-il-programma-ufficiale/" target="_blank">tanti film</a>, tantissime star e, come ogni anno, sicuramente anche qualche <strong>polemica</strong>. Ed è a questo proposito che abbiamo voluto ripensare a dieci grandi smacchi fatti al nostro cinema dal Festival, non premiando pellicole presentate In Concorso, poi diventate colonne portanti della cinematografia nostrana.</p>
<p>1949: <strong><em>Riso amaro</em></strong>, Giuseppe De Santis</p>
<p>Plausibilmente adombrato, nel primo palmarès onnicomprensivo della storia della manifestazione, dal trionfo de <em>Il terzo uomo</em> di Reed, il classico che rivelò la Mangano e cortocircuitò la produzione nostrana dell&#8217;epoca rimane a mani vuote in un concorso sovrabbondante e perlopiù oggi piombato nell&#8217;oblio.</p>
<p>1952: <strong><em>Umberto D.</em></strong>, Vittorio de Sica</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Umberto_D.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52974" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Umberto_D.jpg" alt="Umberto_D" width="600" height="360" /></a></p>
<p>Reduce dal Grand Prix conquistato l&#8217;anno prima da <em>Miracolo a Milano</em>, De Sica tenta il clamoroso uno-due con un&#8217;ulteriore pietra miliare, ma la giuria gli favorisce, insieme a due dimenticabili prodotti locali, le tinte più rassicuranti del conterraneo <em>Due soldi di speranza</em>: è il sorpasso del <strong>Neorealismo</strong> Rosa.</p>
<p>1966: <em><strong>L&#8217;armata Brancaleone</strong></em>, Mario Monicelli</p>
<p>C&#8217;è poco da sindacare in un&#8217;edizione in grado di assegnare a Pietro Germi e al suo <em>Signore &amp; signori </em>il premio maggiore: peccato che a farne le spese sia il folle, irripetibile esperimento di Monicelli, in una delle annate, tra il <em>Falstaff</em> di Welles e l&#8217;irresistibile <em>Alfie</em>, più agguerrite di sempre.</p>
<p>1969: <em><strong>Dillinger è morto</strong></em>, Marco Ferreri</p>
<p>Niente da fare per la delegazione italiana al Festival, dove a svettare sul resto sono la controcultura sessantottina di <em>Se&#8230; </em>e l&#8217;antagonismo di <em>Z &#8211; L&#8217;orgia del potere </em>e di <em>Adalen &#8217;31</em>: il film-manifesto di <strong>Marco Ferreri</strong>, poco prima della pioggia di fischi che accoglierà <em>La grande bouffe</em>, partecipa senza lasciare traccia.</p>
<p>1975: <strong><em>Professione: reporter</em></strong>, Michelangelo Antonioni</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Professione_Reporter.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52975" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Professione_Reporter.jpg" alt="Professione_Reporter" width="950" height="500" /></a></p>
<p>Con due Premi Speciali e una Palma d&#8217;Oro all&#8217;attivo, Antonioni resta uno dei beniamini di Cannes, ma il suo ultimo miracolo prima della lenta decadenza passa scandalosamente sotto silenzio; sarà il mediocre <em>Identificazione di una donna</em>, sette anni più tardi, a riequilibrare, immeritatamente, i torti.</p>
<p>1977: <em><strong>Una giornata particolare</strong></em>, Ettore Scola</p>
<p>Ottenuto il Prix de la mise en scène per <em>Brutti, sporchi e cattivi,</em> Scola gioca al rialzo dodici mesi dopo, ma a ergersi su una selezione incapace di vedersi assegnato tanto il riconoscimento al miglior regista quanto il Gran Premio Speciale è, fra la sorpresa e la contestazione, <em>Padre padrone</em> dei fratelli Taviani.</p>
<p>2001: <em><strong>Il mestiere delle armi</strong></em>, Ermanno Olmi</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Il_Mestiere_Delle_Armi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52977" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Il_Mestiere_Delle_Armi.jpg" alt="Il_Mestiere_Delle_Armi" width="600" height="451" /></a></p>
<p>Devono passare oltre due decenni da <em>L&#8217;albero degli zoccoli</em> prima che la Palma d&#8217;oro, con <em>La stanza del figlio</em>, attraversi di nuovo le Alpi: senza nulla togliere a Moretti, risarcito dopo la vittoria mancata di <em>Caro diario</em>, il vero campione tricolore della stagione festivaliera portava ancora la firma di <strong>Ermanno Olmi</strong>.</p>
<p>2002: <em><strong>L&#8217;ora di religione</strong></em>, Marco Bellocchio</p>
<p>Se fra il cineasta emiliano e il Lido esiste da sempre un rapporto infuocato e contrastato, quello con la Croisette è segnato da una colpevole indifferenza: risolto il lungo periodo della crisi, Bellocchio sigla il capolavoro della maturità, ma patisce la concorrenza spietata di Polanski, Kaurismaki, dei Dardenne e di P.T. Anderson.</p>
<p>2009: <em><strong>Vincere</strong></em>, Marco Bellocchio</p>
<p>Di nuovo in gara con un altro opus magnum, il regista de <i>I pugni in tasca</i> incassa una sconfitta ancor più pesante, travolto da quell&#8217;aura di violenza belluina che, da Haneke a Mendoza, passando per Audiard, Park e Von Trier, accomuna e riunisce tutti i vincitori dell&#8217;edizione, fra le più combattute dello scorso decennio.</p>
<p>2015: <em><strong>Mia madre</strong></em>, Nanni Moretti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Mia_Madre.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52976" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Mia_Madre.jpg" alt="Mia_Madre" width="640" height="360" /></a></p>
<p>Dato inizialmente tra i favoriti e accolto con il solito entusiasmo dai padroni di casa, il capitolo più disarmante e intimo della filmografia morettiana è la vittima più illustre della débacle italiana dell&#8217;anno passato, azzoppata da verdetti al limite dello sciovinismo ma, come testimonia la classifica dei Cahiers, capace di imporsi sulla lunga distanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cannes 2016: alla Quinzaine Bellocchio, Virzì e Giovannesi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 14:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pazza gioia, Fiore e Fai bei sogni rappresenteranno l'Italia alla kermesse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Italiani_Quinzaine_2016.jpg"><img class="alignnone wp-image-52752" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Italiani_Quinzaine_2016.jpg" alt="Italiani_Quinzaine_2016" width="600" height="270" /></a></p>
<p>Se è vero che quest&#8217;anno l&#8217;Italia non avrà <a href="http://www.movielicious.it/2016/04/14/cannes-2016-svelato-il-programma-ufficiale/" target="_blank">nessuno in corsa per la <strong>Palma d&#8217;Oro</strong></a>, di contro ne avrà ben tre alla<strong> Quinzaine des Realisateurs</strong>, i cui titoli sono stati annunciati questa mattina a Parigi<strong>.</strong></p>
<p><strong><em>La Pazza Gioia</em></strong> di <strong>Paolo Virzì </strong>con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi, <strong><em>Fai bei sogni</em> </strong>di <strong>Marco Bellocchio</strong> (in apertura) tratto dal romanzo di Massimo Gramellini e <strong><em>Fiore</em></strong> il nuovo film di <strong>Claudio Giovannesi</strong> (<em>Alì ha gli occhi azzurri</em>), una storia d&#8217;amore attraverso le sbarre del carcere saranno infatti presenti alla Qinzaine.</p>
<p><em><strong>I film della Quinzaine des Réalisateurs 2016</strong></em></p>
<p><strong>Fai bei sogni</strong>, di Marco Bellocchio (<strong>Film d&#8217;apertura</strong>)</p>
<p><strong>Divines</strong>, di Houda Benyamina</p>
<p><strong>Endless Poesy</strong>, di Alejandro Jodorosky</p>
<p><strong>Fiore</strong>, di Claudio Giovanessi</p>
<p><strong>L’economie du couple</strong>, di Joachim Lafosse</p>
<p><strong>L’Effet aquatique</strong>, di Solveig Anspach</p>
<p><strong>Like Crazy</strong>, di Paolo Virzi</p>
<p><strong>Main Dreams</strong>, di Nathan Morlando</p>
<p><strong>Mercenaire</strong>, di Sacha Wolff</p>
<p><strong>My Life as a Courgette</strong>, di Claude Barras</p>
<p><strong>Neruda</strong>, di Pablo Larrain</p>
<p><strong>Pasco Raman</strong>, di Anurag Kashyap</p>
<p><strong>Risk</strong>, di Laura Poitras</p>
<p><strong>Tour de France</strong>, di Rachid Djaidani</p>
<p><strong>Two Lovers and a Bear</strong>, di Kim Nguyen</p>
<p><strong>Les Vies de Therese</strong>, di Sebastien Lifshitz</p>
<p><strong>Wolf and Sheep</strong>, di Shahrbanoo Sadat</p>
<p><strong>Dog Eat Dog</strong>, di Paul Schrader (<strong>Film di chiusura</strong>)</p>
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