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	<title>Movielicious &#187; Carlo Vanzina</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Addio a Carlo Vanzina</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2018 08:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
		<category><![CDATA[Cinepanettoni]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Vanzina]]></category>
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		<category><![CDATA[Vacanze di Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Scomparso il regista che, insieme al fratello Enrico, ha firmato tantissime commedie di successo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/Carlo_Vanzina.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-57678" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/07/Carlo_Vanzina.jpeg" alt="Carlo_Vanzina" width="621" height="348" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>È morto a Roma il regista, sceneggiatore e produttore <strong>Carlo Vanzina</strong>. A dare la notizia, la moglie Lisa e il fratello Enrico. «<em>Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia</em> &#8211; si legge nella nota della famiglia &#8211; <em>ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese</em>».</div>
<p></p>
<div>Nato a Roma il 13 marzo 1951, figlio del regista e sceneggiatore <strong>Steno</strong> (pseudonimo di Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati, fratello minore dello sceneggiatore e produttore Enrico Vanzina con cui ha scritto e diretto numerose commedie di successo.</div>
<div></div>
<p></p>
<div>Dopo il suo debutto dietro la macchina da presa nel 1976 con <em>Luna di miele in tre</em>, ha realizzato in 40 anni oltre sessanta film lavorando con i più noti attori italiani: Sergio Castellitto, da Diego Abatantuono a Renato Pozzetto, da Paolo Villaggio a Gigi Proietti, Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, Christian De Sica, Massimo Boldi, Enrico Brignano, Michele Placido, Virna Lisi, Monica Vitti e Monica Bellucci. I suoi primi successi sono legati alla scoperta di Diego Abatantuono (<em>Eccezzziunale&#8230; veramente</em> e <em>Viuuulentemente mia</em>, entrambi del 1982), seguiti subito dopo dall&#8217;ormai cult <em>Sapore di mare.</em> Sempre nel 1983, Vanzina firmò la regia di Vacanze di Natale, capostipite del filone più longevo e milionario del cinema italiano, quello dei <strong>cinepanettoni</strong>.</div>
</div>
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		<title>Non si ruba a casa dei ladri</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 08:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Arcuri]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ghini]]></category>
		<category><![CDATA[Non si ruba a casa dei ladri]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Rocca]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Salemme]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno dica ai fratelli Vanzina che non siamo più negli anni Novanta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2016)<br />
Uscita: 3 novembre 2016<br />
Regia: Carlo Vanzina<br />
Con: Vincenzo Salemme, Massimo Ghini, Stefania Rocca, Manuela Arcuri<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuzione: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri.jpg"><img class="alignnone wp-image-54475" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-1024x683.jpg" alt="non-si-ruba-a-casa-dei-ladri" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Non c’è un solo luogo comune che non venga cavalcato all’inverosimile nell’ultimo film dei <strong>fratelli Vanzina <em>Non si ruba a casa dei ladri</em></strong>. L’immaginario di riferimento è infatti quello tipico delle barzellette in cui il napoletano è sostanzialmente onesto ma, all’occorrenza, capace di industriarsi come può e il romano volgare e maneggione.<br />
Nello specifico il napoletano è Antonio (<strong>Vincenzo Salemme</strong>), titolare di un’azienda di pulizie che va in bancarotta quando un politico disonesto (<strong>Massimo Ghini</strong>) assegna, dietro lauta tangente, un grosso appalto a una ditta concorrente.<br />
Pur di sbarcare il lunario Antonio finisce quindi a fare le pulizie insieme alla moglie Daniela (<strong>Stefania Rocca</strong>) nella villa di tal Simone Santoro, ignaro che il responsabile della sua sventura sia proprio il suo nuovo datore di lavoro.<br />
Una volta scoperto il collegamento, i due decidono di vendicarsi andando a colpirlo proprio dove fa più male: in prossimità del portafogli.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-07.jpg"><img class="alignnone wp-image-54476" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-07-1024x668.jpg" alt="non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-07" width="650" height="424" /></a></p>
<p>Come numerose altre volte in passato (ad esempio nel quasi omonimo <em>In questo mondo di ladri</em>) Enrico e Carlo Vanzina aspirano a una sorta di nuova commedia all’italiana che parta da un’osservazione disincantata di certe storture del quotidiano e, fin qui, non ci sarebbe neanche nulla di male. Accade però che, volendo ironizzare sui recenti fatti di Mafia Capitale, i due autori manchino del tutto il bersaglio e si limitino a giocare blandamente con gli <strong>stereotipi</strong> più ritriti della politica arraffona, andando così a confezionare un’operina insipida che proprio non punge.<br />
Sintomo evidente di una creatività che, ormai scollata dal reale, si rifugia nella sua versione cronologicamente più prossima, ovvero Tangentopoli. Di conseguenza il risultato è un film scritto, diretto e interpretato come se fossimo a metà degli anni &#8217;90, ma del tutto privo del giochino autoreferenziale del citare se stessi che forse l’avrebbe salvato dalla sua spaventosa inattualità.<br />
La verità è che i Vanzina semplicemente non si sono accorti – a parere di chi scrive più per incapacità manifesta che non per disinteresse – che, negli ultimi vent’anni, il malaffare ha cambiato sia le dinamiche che i soggetti interessati (oggi non è più il politico a dettare le regole del gioco ma personaggi ben più loschi e insospettabili) e continuano per la loro strada fatta.</p>
<p>A questo punto qualcuno potrebbe anche dissentire, sottolineando come il cinema dei fratelli Vanzina debba concentrarsi più nella costruzione di meccanismi comici che non in una corretta interpretazione del reale.<br />
Ecco,  per la verità <em><strong>Non si ruba a casa dei ladri</strong> </em>fallisce anche su questo versante.<br />
Perché non fa ridere, praticamente mai, se si prescinde dalle poche scene in cui recita <strong>Maurizio Mattioli</strong> che comunque una risata sarebbe capace di strapparla anche leggendo ad alta voce una cartella di Equitalia.<br />
Spiace piuttosto per Salemme, svilito in un ruolo che non rende in alcun modo giustizia alla sua verve da capocomico e che, anzi, spinge a chiedersi davvero cosa lo porti ad accettare di mettere la faccia in un’operazione del genere.<br />
Aggiornare i codici del film di truffa – uno dei capisaldi del cinema italiano da Totò fino a <em>Smetto quando voglio</em> – è senz’altro cosa buona e giusta e gli stessi Vanzina lo hanno fatto in modo dignitoso, neanche troppo tempo fa, con La mandrakata. Ma, in questo caso, i capostipiti del cinepanettone sembrano molto più attenti a dove piazzare l’ennesimo <strong>product placement</strong> che non alle finalità squisitamente ludiche che sembravano muoverli in passato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 2</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un matrimonio da favola</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 13:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
		<category><![CDATA[Emilio Solfrizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Vanzina]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Pasotti]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Spada]]></category>
		<category><![CDATA[Ricky Memphis]]></category>
		<category><![CDATA[Un matrimonio da favola]]></category>

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		<description><![CDATA[Carlo Vanzina dirige questa commedia scritta insieme al fratello Enrico, ennesimo tassello di una filmografia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 10 aprile 2014<br />
Regia: Carlo Vanzina<br />
Con: Ricky Memphis, Emilio Solfrizzi, Stefania Rocca<br />
Durata: 1 ora e 31 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36305" title="un-matrimonio-da-favola" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Cinque compagni di liceo, all&#8217;epoca amici inseparabili, si perdono di vista e si ritrovano in occasione del matrimonio di Daniele (<strong>Ricky Memphis</strong>), all&#8217;apparenza l&#8217;unico del gruppo ad aver avuto successo nella vita.<br />
Gli altri quattro invece sembrano essersi rassegnati all&#8217;idea che la felicità non sia più a portata di mano: Luca (<strong>Adriano Giannini</strong>) voleva girare il mondo e si ritrova a fare la guida al Colosseo, Alessandro (<strong>Giorgio Pasott</strong>i) ha fatto carriera nell&#8217;esercito ma è costretto a tenere segreta la propria omosessualità, Giovanni (<strong>Emilio Solfrizzi</strong>) è vessato da una moglie avvocato divorzista e Luciana (<strong>Stefania Rocca</strong>), in seguito ad un infortunio, ha rinunciato a un futuro nello sport per sposare un noiosissimo assicuratore.<br />
Durante il weekend che precede le nozze, una serie di fraintendimenti e tragicomiche disavventure porterà ognuno di loro ad ammettere i propri errori e (forse) a  rimettersi in discussione.</p>
<p>A pochi mesi dall&#8217;uscita di <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/09/sapore-di-te/"><em>Sapore di te</em></a> i <strong>Vanzina Bros.</strong> (questa volta c&#8217;è Carlo nella duplice veste di regista e sceneggiatore, mentre Enrico solo in quella di autore) tornano con una commedia corale che cita come principale fonte d&#8217;ispirazione <em>Il grande freddo</em> di Lawrence Kasdan (magari), vorrebbe ambire ad essere una sorta di nuovo <em>Compagni di scuola</em> (ma è evidente da subito come Verdone abbia frequentato tutt&#8217;altra scuola) e si riduce invece ad essere né più né meno di quanto i due figli d&#8217;arte ci propinano ormai da più di trent&#8217;anni: un&#8217;innocua sequela di macchiette e gag irrimediabilmente bloccate in quegli anni ottanta che ne hanno rappresentato il periodo di maggior successo.<br />
Una volta partiti i titoli di testa, per intenderci, ci ritroviamo dinanzi al solito scenario umano in cui gli uomini vengono descritti per lo più come simpatiche canaglie (il punto di riferimento rimane sempre e comunque De Sica Jr.) e le donne sono o mogli insopportabili o facili prede da ingannare e portare a letto e, in ogni caso, figurine abbastanza di contorno.<br />
I Vanzina così sembrano negare &#8211; a loro stessi prima che al pubblico &#8211; che qualcosa di anche lontanamente simile ad una rivoluzione sessuale sia mai avvenuto e riproducono ad libitum il loro campionario di beceri stereotipi sull&#8217;infedeltà coniugale (in cui chiaramente l&#8217;uomo è sempre meno colpevole della donna) e su un&#8217;omosessualità che, in pieno 2014 e dopo svariati (forse anche troppi) film di Ozpetek, rappresenta ancora qualcosa da nascondere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36306" title="un-matrimonio-da-favola-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola-2.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Se questo totale scollamento dalla realtà non irritasse potrebbe addirittura commuovere, quasi come se i due fratelli ammettessero, anche con un certo candore, la loro inadeguatezza nei confronti dell&#8217;oggi.<br />
Spiace che a farne le spese siano un manipolo di attori altrove degni di nota (Solfrizzi e Pasotti soprattutto) e qui imbrigliati mani e piedi in ruoli talmente tagliati con l&#8217;accetta da non permettere loro neanche il parziale ricorso ad un mestiere che avrebbe potuto, forse, alzare il livello.<br />
Si salvano invece i caratteristi (<strong>Max Tortora</strong> e <strong>Roberta Fiorentini</strong> strappano le uniche risate di tutto il film) ma semplicemente perché sono lo spettro di una commedia all&#8217;italiana che i Vanzina conoscono a menadito, avendola bazzicata fin da bambini, e che si limita a reiterare quello stesso schema di inadeguatezza sociale (Sordi e la moglie buzzicona alla Biennale di Venezia) con tutto il suo corollario di battute scurrili che tanto facevano ridere l&#8217;Italia di fine anni Settanta.<br />
Carlo ed Enrico dimenticano però che i tempi sono cambiati e che la cialtroneria un po&#8217; rozza dei caratteristi dell&#8217;epoca oggi non è più a disagio quando inserita in ambienti più altolocati.<br />
Per il semplice fatto che quella stessa cialtroneria oggi è al potere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Buona giornata</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/03/23/buona-giornata/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Salemme]]></category>

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		<description><![CDATA[I Vanzina e la giornata tipo di un'Italietta che ormai vive di espedienti, con un cast che si arrabatta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2012)<br />
Uscita: 30 marzo 2012<br />
Regia: Carlo Vanzina<br />
Con: : Christian De Sica, Diego Abatantuono, Lino Banfi<br />
Durata: 2 ore e 11 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26125" title="5" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/5.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Un tempo felice per il cinema e la commedia italiana ed all’italiana, questo si sarebbe definito un cast di stelle per un classico film ad episodi. Anche se, in questo caso, i suddetti non riescono a legarsi ed intrecciarsi, pur mantenendo ognuno la propria autonomia, in un film che, per lo spirito che lo anima, sembra essere un unicum, uno sgangherato pamphlet sui tanti vizi e le pochissime virtù di un’Italia in pieno declino.</p>
<p>Lo stato delle cose di un paese allo sbando, meschino, dominato ormai dalla permanente vocazione all’arte della sopravvivenza, alla furberia, all’accattonaggio, obnubilato spesso da un’incapacità ed un’ottusità a saper guardare. Anima nera del paese, perfettamente rappresentato anche dallo sguardo velato, oscurato che hanno anche i fratelli Vanzina, in fondo i nostri Cohen, in quest’ultima opera. I Vanzina, forse anche per l’aria che hanno respirato in famiglia, figli dell’ottimo artigiano Steno (iniziamo a limitare i termini “grande” usati a sproposito per qualsiasi buon regista che paia un gigante nel desolato panorama attuale), sono sempre stati un gradino più in alto, per creatività e fattura, rispetto alla pletora di registi commerciali alla Parenti, alla Oldoini ed ai tanti emuli in minore.<br />
Le Vacanze di Natale, gli <em>Yuppies</em>, i <em>Sapori di Mare</em>, prima di diventare generi e filoni seriali, sono stati dei prototipi dei Vanzina, seppur a loro volta ispirati da precedenti della commedia e della farsa all’italiana. Ma la cifra antropologica degli anni Ottanta era un’esclusiva originalità dei due fratelli. Ogni film, scritto e diretto da Carlo ed Enrico, ha cercato comunque una via vanziniana alla satira, alla risata, alla critica umoristica del costume. Pensiamo al geniale <em>2061 – </em><em>un anno eccezziunale</em> , che ha anticipato di poco le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità, raccontando le avventure di post-patrioti, condotti da Diego Abatantuono, in un’Italia nuovamente divisa, in una sorta di visionaria fantascienza risorgimentale.</p>
<p>Buona giornata è un capitolo meno memorabile, del percorso vanziniano. Macchiette stantie a raccontare l’Italia di oggi, attori più che validi, imprigionati in vecchie riproposizioni che risalgono realmente alla prima commedia all’italiana degli anni Cinquanta. Pensiamo al principe squattrinato e presenzialista interpretato da Christian De Sica, ammuffito riciclaggio di similari ritrattini già disegnati dal padre Vittorio e da Alberto Sordi che, nelle movenze e nei tic, Christian imita in modo persino irritante. Tra manager siculo-milanesi e tifosi fiorentini cornificati, il film si trascina attraverso vecchie maschere del cinema all’italiana.<br />
Si discostano tre episodi che per le storie raccontate e per la valenza degli attori, riescono a raggiungere la sufficienza. Il senatore interpretato da Lino Banfi, che recupera il banfiota in un personaggio però decisamente cinico e spregiudicato. Un politico condannato salvato in extremis con l’immunità parlamentare, dall’unico voto di scarto di un collega morto in un rapporto con  un trans e trascinato in parlamento a braccio, fatto letteralmente votare, con effetti sgradevolmente comici. Oppure Maurizio Mattioli, ricco evasore, finto povero che nell’epoca rigorosa dei “tecnici”, le prova tutte pur di evitare i controlli fiscali e, ancora, Diego Abatantuono, venditore di domotica in un remoto paesino pugliese, nel surreale contrasto tra due italie, una già in un futuro digitalizzato e l’altra ancora legata alla tangibile matericità dei dialetti e dei cibi. Un digital divide raccontato con intelligente umorismo.<br />
A parte questi momenti gradevoli, il film è un passo indietro nella creatività vanziniana, un momento di riflessione, una pausa di rilettura antropologica della Nazione.</p>
<p>Recensione a cura di Raffaele Rivieccio<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Ex: amici come prima</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 11:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Brignano]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Mannino]]></category>
		<category><![CDATA[Tosca D'Aquino]]></category>

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		<description><![CDATA[Carlo Vanzina raccoglie la staffetta di Fausto Brizzi per un seguito dettato dagli incassi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(id., Italia 2011)<br />
Uscita: 7 ottobre 2011<br />
Regia: Carlo Vanzina<br />
Con: Enrico Brignano, Tosca D&#8217;Aquino, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Teresa Mannino<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/ex-amici-come-prima-natasha-stefanenko-vincenzo-salemme-foto-dal-film-2-_mid.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22917" title="ex-amici-come-prima-natasha-stefanenko-vincenzo-salemme-foto-dal-film-2-_mid" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/ex-amici-come-prima-natasha-stefanenko-vincenzo-salemme-foto-dal-film-2-_mid.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Che il cinema italiano abbia scoperto il sequel selvaggio non è una novità, così come la sua reticenza nell&#8217;utilizzare un banale &#8220;2&#8221; dopo il titolo per indicare che la minestra è cambiata, ma solo nel condimento. Carlo Vanzina firma il sequel di quell&#8217;<em>Ex</em> campione di incassi due anni fa, regalandoci l&#8217;ennesimo clone della commedia a episodi incrociati tanto cara alla Brizzi-Veronesi generation. Proprio di Brizzi era il primo capitolo, del 2009, e per la prima volta lòa firma Vanzina viene associata a un seguito di un film di qualcun altro. Allessandro Gassman unico trait d&#8217;union tra i due film, seppure in un ruolo diverso da quello del primo capitolo, per un&#8217;operazione che è così meramente commerciale da rasentare l&#8217;inutilità.</p>
<p>Tradimento e separazione al centro delle storie che si intrecciano, cinque storie con un cast vanziniano e televisivo al massimo, privo di ogni minima critica sociale e approfondimento che Brizzi aveva infuso nel primo film seppur col contagocce. <em>Ex 2</em> è poco più (a tratti persino poco meno) di un cinepanettone metropolitano, dove ancora non si mangia il pandoro ma si ride di noia per un&#8217;ora e mezza che può essere tranquillamente evitata.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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