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	<title>Movielicious &#187; Charlie Heaton</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Shut in</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 08:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Heaton]]></category>
		<category><![CDATA[Farren Blackburn]]></category>
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		<category><![CDATA[Naomi Watts]]></category>
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		<category><![CDATA[Shut In]]></category>

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		<description><![CDATA[Naomi Watts protagonista di un thriller del tutto dimenticabile. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 7 dicembre 2016<br />
Regia: Farren Blackburn<br />
Con: Naomi Watts, Oliver Platt, Charlie Heaton, Jacob Tremblay<br />
Durata: 1 ora e 31 minuti<br />
Distribuito da: Notorious Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Shut-In.jpg"><img class="alignnone wp-image-54708" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Shut-In-1024x683.jpg" alt="Shut-In" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Cosa può aver spinto <strong>Naomi Watts</strong>, riconosciuta all’unanimità come una delle attrici più brave della sua generazione, a partecipare a un filmetto risibile come questo <em><strong>Shut In</strong></em>? Dello scarso intuito nella scelta dei copioni di <strong>Oliver Platt</strong> – solo di poco superiore a quello di Michael Madsen – si sa già da tempo ma, sebbene la Watts ultimamente qualche svista pure l’ha presa (il pessimo <em>Demolition</em> – <em>Amare e vivere</em> di Jean-Marc Vallée soprattutto), mai ci saremmo aspettati di ritrovarla protagonista di questo più che scolastico thriller che probabilmente, non fosse per la sua presenza, potrebbe tranquillamente giacere nel limbo dello straight-to-video.<br />
L’attrice australiana interpreta il ruolo di Mary, una psicologa infantile che, dopo aver perso il marito in un incidente automobilistico, si ritira in una casa isolata col figliastro adolescente paralizzato, di cui si prende cura. Si rinchiude con lui in una vita che si apre solo, sei mesi dopo l’accaduto, quando un bambino sordo che ha in cura improvvisamente scompare, dopo aver cercato rifugio da lei. Tagliata fuori dal mondo da una tempesta di neve e alle prese con disturbi del sonno e allucinazioni, la donna cerca aiuto dal suo analista via Skype, fino a quando scopre di avere proprio in casa un pericolo mortale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Shut_In_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54709" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Shut_In_2.jpg" alt="Shut_In_2" width="600" height="300" /></a></p>
<p>La presenza di Naomi Watts, oltre a rappresentare l’interrogativo di cui sopra, è anche l’unico aspetto positivo di un film che vorrebbe inquietare giocandosi l’unica carta di un twist narrativo talmente telefonato che, quando dopo un’ora di film finalmente arriva, lo spettatore tira quasi un sospiro di sollievo. Per il resto si tratta di un innocuo thriller di ambientazione domestica che, in serio debito di elementi perturbanti, reitera di continuo l’abusato escamotage dell’aumento improvviso di volume nella speranza che in sala ci sia ancora qualcuno disposto a saltare sulla sedia. L’utilizzo del paesaggio innevato, poi, piuttosto che omaggiare Kubrick e Carpenter, ne rappresenta un tentativo sinceramente imperdonabile di sciacallaggio.<br />
Certe cose vengono bene se sei Quentin Tarantino, ma se ti chiami <strong>Farren Blackburn</strong> e il tuo momento più alto da regista finora sono due episodi di <em>Daredevil</em>, faresti meglio a premurarti di avere una solida sceneggiatura alle spalle anche solo prima di pensare di dare il primo ciak.<br />
Spiace inoltre per il piccolo<strong> Jacob Tremblay</strong>, apprezzato lo scorso anno nel notevole <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/room-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Room</em></a> e qui costretto a vestire nuovamente i panni del bambino disagiato senza una struttura narrativa adeguata a sostenerlo.<br />
C’è solo una cosa peggiore di un brutto film ed è un film inutile.<br />
Con <strong><em>Shut In</em></strong> Farren Blackburn riesce nell’impresa di fare entrambe le cose.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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