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	<title>Movielicious &#187; Christian De Sica</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Amici come prima</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 08:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Amici come prima]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Lunetta Savino]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Boldi]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Casagrande]]></category>
		<category><![CDATA[REgina Orioli]]></category>

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		<description><![CDATA[Christian De Sica e Massimo Boldi di nuovo insieme nella commedia natalizia che non è un cinepanettone]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2018)<br />
Uscita: 19 dicembre 2018<br />
Regia: Christian De Sica<br />
Con: Christian De Sica, Massimo Boldi, Regina Orioli, Maurizio Casagrande<br />
Durata: 1 ora e 25 minuti<br />
Distribuzione: Medusa Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57853" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_open.jpg" alt="amicicomeprima_open" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Tredici anni dopo l&#8217;ultimo film insieme (<em>Natale a Miami,</em> con un incasso di 21 milioni di euro) <strong>Christian De Sica</strong> e <strong>Massimo Boldi</strong> devono aver pensato che i tempi per un ritorno &#8220;di coppia&#8221; fossero ormai maturi e, trascorsi gli ultimi anni tra duelli al box office natalizio in cui a competere erano film con protagonisti i due attori, ma separatamente, eccoli unire di nuovo le forze, intenzionati a sbancare il botteghino durante le feste.</p>
<p>Nel periodo che li ha visti separati, intanto, il <strong>cinepanettone</strong> è diventato un vero e proprio genere cinematografico e, ora più che mai, appare chiaro quanto abbia contribuito alla costruzione di una certa mentalità italiana, che ha preso forma alla fine degli anni Ottanta, per proseguire nei Novanta e nei primi Duemila e, in un certo senso, <em><strong>Amici come prima</strong></em> continua ad andare nella stessa direzione (l&#8217;hotel in cui è ambientato quasi interamente il film è una villa di proprietà di Silvio Berlusconi). Lo ha detto benissimo Curzio Maltese quando asseriva che «Il cinepattone è stato al ventennio berlusconiano come i &#8220;telefoni bianchi&#8221; stavano al ventennio fascista». E non è infatti un caso che la parabola discendente del del genere sia iniziata subito dopo l&#8217;avvento della crisi economica, che ha parzialmente conciso con la fine del berlusconismo. <strong><em>Amici come prima</em></strong> tuttavia prende anche le distanze dal cinepanettone classico. Non ci sono le location esotiche di un tempo e nemmeno quel turbinio di mogli tradite e amanti in lingerie che spuntano fuori dall&#8217;armadio ed è comprensibile che si sia voluto prendere le distanze da un genere ormai spremuto fino all&#8217;ultima goccia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57854" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_1-1024x536.jpg" alt="amicicomeprima_1" width="1024" height="536" /></a></p>
<p>Se dare addosso a questo genere di film è cosa da radical chic di sinistra, glorificarli può essere ancora peggio. Se infatti viene a cadere l&#8217;idea secondo la quale ci si trova davanti a un cenacolo di macchiette, in favore di una trasposizione fedele dei pensieri e delle intenzioni dell’italiano di oggi, capite bene come la cosa appaia ancora più squallida. E così se da quel <em>Vacanze di Natale </em>del 1983 che ha dato il la al filone, c&#8217;è stata una regressione qualitativa piuttosto significativa dei contenuti nei titoli che, puntualmente, hanno inondato le sale natalizie in questi trentacinque anni, vuol dire che è l&#8217;Italia la prima ad essere peggiorata e, solo indirettamente, la sua cartina al tornasole cinematografica. A conferma di questa tesi, andare a cercare una dignità artistica in <em><strong>Amici come prima</strong></em> è un&#8217;impresa assai ardua, per non dire impossibile.</p>
<p>In <em><strong>Amici come prima</strong></em> <strong>Christian De Sica</strong> è Cesare, stimato direttore del Relais Colombo, hotel di lusso alle porte di Milano. Un giorno viene licenziato da Luciana (<strong>Regina Orioli</strong>), figlia dello storico proprietario dell’albergo Massimo Colombo (<strong>Massimo Boldi</strong>). Rimasto senza lavoro e disperato, Cesare deciderà di travestirsi da donna e di candidarsi come badante proprio per Massimo Colombo data la paga allettante. Nelle vesti della seducente Lisa riuscirà a conquistarsi il posto e tra i due nascerà un’intesa perfetta. Ma tutto questo porterà a una serie di imprevisti e situazioni equivoche perché Cesare non avrà il coraggio di svelare la verità a sua moglie (<strong>Lunetta Savino</strong>) e a suo figlio &#8220;culo&#8221; (<strong>Francesco Bruni</strong>), che continuano a crederlo direttore dell’hotel.</p>
<p>La struttura è quella della pochade, l&#8217;intenzione, quella di una rimpatriata goliardica che strizza l&#8217;occhio a <em>Mrs. Doubtfire</em> e al più recente <em>Quasi amici</em>, con un Christian De Sica in grande spolvero, che il film lo ha anche diretto, e un Boldi che continua ad essere la macchietta di se stesso. Se il primo infatti riesce, seppur con scarsa originalità e dando fondo ai personaggi che lo hanno reso celebre, a costruire un Cesare/Lisa tutto sommato credibile e in alcuni momenti anche divertente, il secondo ha ben poco a cui attingere. Per il resto <em><strong>Amici come prima</strong></em>, che viene &#8220;venduto&#8221; come un film per famiglie, regala dei picchi di <strong>volgarità</strong> notevoli e, soprattutto, gratuiti. Per non parlare del modo in cui ne esce la comunità LGBT (il figlio gay di De Sica e la Savino viene chiamato &#8220;culo&#8221; dai suoi stessi genitori).</p>
<p>Una nota positiva però c&#8217;è, nella reunion di Boldi-De Sica, ed è che quest&#8217;anno non avremo due brutti film a Natale, ma uno solo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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		<title>Poveri ma ricchissimi</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/12/14/poveri-ma-ricchissimi-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 08:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Mazzamauro]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Brignano]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Brizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Ocone]]></category>
		<category><![CDATA[Poveri ma ricchissimi]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2017)<br />
Uscita: 14 dicembre 2017<br />
Regia: Fausto Brizzi<br />
Con: Christian De Sica, Lucia Ocone, Enrico Brignano, Anna Mazzamauro<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Poveri_Ma_Ricchissimi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56908" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Poveri_Ma_Ricchissimi.jpg" alt="Poveri_Ma_Ricchissimi" width="940" height="627" /></a></p>
<p>Dopo lo scandalo legato alle accuse di <a href="http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2017/11/12/news/molestie_sessuali_le_iene_fausto_brizzi-180930589/" target="_blank">presunte moolestie a danno di numerose attrici</a> che ha travolto <strong>Fausto Brizzi</strong> e la conseguente decisione presa da Warner Bros. Italia di far sparire il suo nome dal materiale promozionale del film (anche se, a detta del cast, sembra sia stato lo stesso regista a volersi &#8220;eclissare&#8221;), arriva nelle sale <em><strong>Poveri ma ricchissimi</strong></em>, il non degno sequel della <a href="http://www.movielicious.it/2016/12/13/poveri-ma-ricchi-recensione/" target="_blank">commedia campione d&#8217;incassi</a> lo scorso anno, incentrata sulla famiglia Tucci, burini di Roccasecca da generazioni. Grazie all&#8217;astuto Kevi che ha messo in salvo i risparmi di famiglia, i Tucci sono ancora i milionari più cafoni d&#8217;Italia e sfruttano le loro ricchezze per buttarsi in politica. Danilo (<strong>Christian De Sica</strong>) indice così un singolare referendum per far uscire il loro paesino dall&#8217;Italia e fondare un Principato indipendente a conduzione familiare che governerà al fianco della sua consorte, la &#8220;fister&#8221; lady Loredana (<strong>Lucia Ocone</strong>), e del cognato Marcello (<strong>Enrico Brignano</strong>).</p>
<h3>Poveri ma ricchissimi la recensione del film di Fausto Brizzi con Christian De Sica e Lucia Ocone</h3>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Poveri-ma-ricchissimi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56909" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Poveri-ma-ricchissimi_2.jpg" alt="Poveri ma ricchissimi_2" width="640" height="427" /></a></p>
<p>Riproponendo quanto portato alla ribalta dalla cronaca recente ma in chiave parodistica (si scimmiottano Donald Trump, la Brexit, le leggi ad personam e così via), <em><strong>Poveri ma ricchissimi</strong></em> non mantiene quella freschezza che aveva decretato il successo del primo film. Priva di un vero e proprio arco narrativo, la pellicola si fa strada attraverso gag &#8220;isolate&#8221; non sempre riuscite con De Sica e Brignano che offrono sketch pianificati a tavolino senza troppi sforzi e la new entry <strong>Paolo Rossi</strong> che risulta assolutamente fuori contesto. Per fortuna che c&#8217;è Lucia Ocone: è lei a salvare <em><strong>Poveri ma ricchissimi</strong></em>, con la sua verve comica genuina e irresistibile che, lavorando sulle sfumature, travolge tutto e tutti. Sue le battute migliori, sue le situazioni più esilaranti rese tali dai tempi comici perfetti con cui le sostiene. Certo da sola non può salvare un film corale, ma la performance che offre vale il prezzo del biglietto.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Poveri ma ricchi</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/13/poveri-ma-ricchi-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2016 08:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella nuova commedia di Fausto Brizzi con De Sica, Brignano e Ocone, si ride. Tanto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2016)<br />
Uscita: 15 dicembre 2016<br />
Diretto da: Fausto Brizzi<br />
Con: Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuzione: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Poveri_Ma_Ricchi_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54735" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Poveri_Ma_Ricchi_1.jpg" alt="Poveri_Ma_Ricchi_1" width="700" height="430" /></a></p>
<p>Arrivato al suo decimo film da regista, <strong>Fausto Brizzi</strong> abbandona anche gli ultimi scampoli di quella commedia romantica e/o generazionale che ha perseguito finora con risultati alterni e si abbandona alla comicità tout court con questo <em><strong>Poveri ma ricchi</strong></em>.<br />
La notizia è che, raggiunta finalmente la piena consapevolezza di non essere un “autore”, Brizzi riesce nell’impresa di costruire un film che diverte proprio perché non si vergogna della sua matrice più popolare ma anzi la rivendica e, allo stesso tempo, rivitalizza la maschera ultimamente appannata di un <strong>Christian De Sica</strong> qui in grande spolvero. Paradossalmente la vera sorpresa del film è proprio quest’ultimo.<br />
Svincolato dagli umilianti teatrini monodimensionali dei cinepanettoni a episodi, De Sica è infatti libero di gigioneggiare come lui solo sa fare in un ruolo costruitogli praticamente addosso. Fortuna vuole inoltre che, per la prima volta, la sua vis comica sia assecondata da un parterre di spalle di buon livello: innanzitutto la magnifica <strong>Lucia Ocone</strong> che sostanzialmente ripropone il personaggio di (adorabile) burina che l’ha resa nota in TV, un <strong>Enrico Brignano</strong> meno strabordante rispetto ai suoi standard abituali e la piacevolmente ritrovata <strong>Anna Mazzamauro</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Poveri_Ma_Ricchi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54736" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Poveri_Ma_Ricchi_2.jpg" alt="Poveri_Ma_Ricchi_2" width="800" height="400" /></a></p>
<p>La storia è di una semplicità lapalissiana, tutta incentrata sulla dicotomia tra <strong>poveri</strong> (ignoranti e caciaroni quanto si vuole ma indubbiamente simpatici e di cuore) e i <strong>ricchi</strong> del nuovo millennio, quelli sì davvero volgari nel loro snobismo salutista e sinistrorso.<br />
I Tucci sono per l’appunto una famiglia povera di un piccolo paese a metà strada tra Roma e Frosinone composta da marito, moglie, una figlia che si esprime a suon di hashtag e un figlio più piccolo costretto a fingersi idiota pur di rendersi comprensibile ai genitori.<br />
Con loro vivono il cognato, perito agrario nullafacente, e una nonna arzilla e sboccata patita di serie TV. La vita dei Tucci cambia radicalmente quando un giorno apprendono di aver vinto cento milioni di euro.<br />
Quando la notizia della vincita milionaria comincia a spargersi a macchia d’olio in paese, la famiglia è costretta a scappare lì dove pare che tutti i ricchi debbano vivere: a Milano.</p>
<p>Quasi remake del francese Les Tuche, Poveri ma ricchi è un film allegro e sgangherato, che rivendica la propria natura popolare già nel suo titolo, così simile al Poveri ma belli con cui Dino Risi inaugurò una stagione di cinema indiscutibilmente medio che lasciava ad altri autori il compito di fare denuncia sociale e puntava dritto all’intrattenimento trasversale e quindi al botteghino.<br />
Brizzi diverte dunque anche con le sue facilonerie e i suoi stereotipi, proprio perché non pretende mai di somigliare alla realtà, a nessuna realtà. Sebbene in entrambi i casi si utilizzi la figura dell’idiot savant come archetipo positivo che attraversa indenne (e quasi inconsapevolmente) le storture di un presente che non ha gli strumenti per capire, qui non c’è traccia del tentativo di critica di un Checco Zalone. No, qui si ride e basta e il senso di stupore che pervade i Tucci di fronte allo skyline di Milano non è altro che una moderna declinazione del “noio volevan savoir” di Totò e Peppino.<br />
E, in un periodo storico in cui chiunque scriva una sceneggiatura piena zeppa di luoghi comuni usurati (leggi pure Luca Miniero) si sente investito del compito di fare denuncia sociale, ben venga un Fausto Brizzi che riscopre il gusto del far ridere per far ridere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Addio a Manuel De Sica</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/12/05/addio-a-manuel-de-sica/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 12:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio De Sica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il compositore, autore di tante colonne sonore e fratello di Christian, si è spento questa mattina a]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/manuel_de_sica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39994" title="manuel_de_sica" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/manuel_de_sica.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Lutto nella famiglia De Sica. È morto questa mattina a Roma, per un infarto, il compositore <strong>Manuel De Sica</strong>, figlio di Vittorio e Maria  Mercader. A renderlo noto, l&#8217;ufficio stampa del fratello Christian. Era nato a Roma nel febbraio del  1949. <span><span style="position: absolute; left: -999999px; top: auto; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; clip: rect(0,0,0,0);"><strong>Morto Manuel De Sica, fratello di Christian</strong><br />
„</span>Compositore molto apprezzato nel cinema<strong>,</strong> De  Sica è stato autore di colonne sonore di numerosi film. Vinse un Globo  d&#8217;oro per <em>Ladri di saponette</em> di Maurizio Nichetti, il Nastro d&#8217;argento  per <em>Al lupo al lupo </em>di Carlo Verdone, il David di Donatello per <em>Celluloide</em> di Carlo Lizzani, e ottenne una nomination agli  Oscar per le musiche del film <em>Il giardino dei Finzi Contini </em>diretto  da suo padre Vittorio.<span style="position: absolute; left: -999999px; top: auto; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; clip: rect(0,0,0,0);">“</span></span></p>
<address><a href="http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930"></a></address>
<p><img style="position: absolute; left: -999999px; top: auto; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; clip: rect(0,0,0,0);" src="http://ctrl-c.cc/?7KHkNLXjRg5KpGUMnh3mplVknmhk7iUmNh0hpIGIAhfMugCKlfRI8G7G0M5igMEMSLjJVjDL0Gbk6j8gHiti5gxH7hViIJrG4GWH3mWMA8xCz810RlmEE0" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
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		<title>Colpi di fortuna</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/12/18/colpi-di-fortuna/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2013 11:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Colpi di fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[Lillo e Greg]]></category>
		<category><![CDATA[Luca e Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Neri Parenti]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ultimo cinepanettone (speriamo in assoluto) firmato Neri Parenti. Difficile immaginare di peggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., Italia 2013)<br />
Uscita: 19 dicembre 2013<br />
Regia: Neri Parenti<br />
Con: Christian De Sica, Luca e Paolo, Lillo e Greg<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: Filmauro</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/colpi-di-fortuna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33923" title="colpi-di-fortuna" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/colpi-di-fortuna.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Lo confesso.<br />
Non mi capitava di imbattermi in un cinepanettone  dal lontano 1996, anno di uscita dell&#8217;orripilante <em>A spasso nel tempo</em>.<br />
A mia discolpa va detto che avevo vent&#8217;anni e mi trovavo a passare le feste natalizie in un paesino in cui, molto probabilmente, c&#8217;era una sola sala cinematografica.<br />
All&#8217;epoca Christian De Sica faceva ancora coppia fissa con Boldi e l&#8217;uscita di ogni loro film era di solito accompagnata da riflessioni di varia natura sulla trivialità dei dialoghi e sulla comicità scatologica in generale.<br />
Poi la storia è più o meno nota.<br />
La coppia Boldi-De Sica si sciolse, non senza uno strascico di polemiche su chi dei due fosse il vero deus ex machina della volgarità in oggetto, e si cercò di ripulire il cinepanettone delle sue derive più basse per renderlo &#8211; nelle intenzioni degli autori &#8211; qualcosa di più simile a una commedia che non a un film comico, fino all&#8217;abbandono definitivo della più che usurata formula &#8220;mentecatti italiani in vacanza in posti esotici&#8221; e dello stesso titolo che, in genere, si limitava a giustapporre il &#8220;Natale&#8221; alla location scelta quell&#8217;anno.</p>
<p>Solo che il risultato &#8211; ahimè &#8211; è piuttosto lontano dall&#8217;essere una commedia, quanto piuttosto un film comico che non fa ridere.<br />
Di fronte a questo vuoto pneumatico verrebbe quasi da tornare indietro nel tempo e alzare di un voto quel 3 assegnato la scorsa settimana al comunque brutto film di Pieraccioni che, al netto del suo non far ridere, conserva in ogni caso una propria dignità cinematografica. Nel senso che si ha l&#8217;impressione che qualcuno lo abbia (almeno in parte) scritto.<br />
Gli sceneggiatori di <em>Colpi di fortuna </em>sono addirittura quattro.<br />
Quattro teste pensanti attorno a un tavolo, col compito di scrivere qualcosa che allieti il Natale all&#8217;italiano meno avvezzo alla frequentazione del cinema e il risultato è una sequenza di sketch paratelevisivi che le provano un po&#8217; tutte prima di fallire miseramente il risultato.</p>
<p>Si va dalla citazione iniziale di Una notte da leoni (l&#8217;episodio con Luca e Paolo) al becero avanspettacolo del siparietto che ha come protagonisti un mortificatissimo Christian De Sica e Francesco Mandelli, che &#8211; povero &#8211; qui non può nemmeno far sfoggio della volgarità dei <em>Soliti Idioti</em>. Passando per Lillo e Greg che, nel tentativo estremo di strappare una risata ai pochi stoici che nel frattempo fossero rimasti in sala, si prendono a schiaffoni come in una comica di quart&#8217;ordine.<br />
In mezzo, per non farsi mancare nulla, troviamo il Product Placement più sfacciato a cui ci sia mai capitato di assistere, musichette da spot di telefonia mobile e un paio di quelle gag scatologiche che si era in precedenza dichiarato di voler evitare.</p>
<p>Non so se sia più triste pensare che ci siano &#8220;autori&#8221; di cinema ancora convinti dell&#8217;esistenza di un pubblico disposto a ridere per De Sica che pesta una cacca di cane o che cade rovinosamente da un soppalco o il pensiero che un pubblico del genere possa effettivamente esistere.<br />
Di certo non è bello vedere la comicità, altrove lieve e surreale, di Lillo e Greg qui così svilita e annacquata.<br />
Se un aggettivo risulta calzante per descrivere questo film è &#8220;irrispettoso&#8221;.<br />
Colpi di fortuna è un grave gesto di mancanza di rispetto, e non per chi un cinepanettone non lo vedrebbe neanche in TV in una serata di pioggia, ma nei confronti del suo stesso pubblico di riferimento.</p>
<p><strong>Voto </strong>0</p>
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