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	<title>Movielicious &#187; Cosimo Alemà</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Zeta</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 10:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cosimo Alemà]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Germini]]></category>
		<category><![CDATA[Hip Hop]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 28 aprile 2016<br />
Regia: Cosimo Alemà<br />
Con: Salvatore Esposito, Jacopo Olmo Antinori, Irene Veteri, Diego Germini<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Koch Media</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/zeta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52852" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/zeta.jpg" alt="zeta" width="720" height="460" /></a></p>
<p>Dopo due notevoli film che, definire pessimisti, non rende appieno l’idea (<em>At the End of the Day</em> e <em>La santa</em>) <strong>Cosimo Alemà</strong> con <em><strong>Zeta</strong></em> abbandona l’horror ma, attraverso un ritorno a quell’hip hop che ne ha accompagnato gli esordi da regista di videoclip musicali, fa entrare un po’ di luce e di speranza nel suo cinema.<br />
Speranza di riscatto in primis.<br />
Perché la storia di Alex (<strong>Diego Germini</strong>), giovane rapper in erba &#8211; in tutti i sensi &#8211; che passa dal banco del mercato in cui dà una mano al padre pescivendolo ai lustrini del facile successo, è innanzitutto una storia di riscatto sociale.<br />
E anche il più classico dei coming of age perché Alex, a nemmeno vent’anni, comprende in fretta come quello stesso successo abbia un prezzo molto alto da pagare che va dalla fine dell’amicizia con gli inseparabili Gaia (<strong>Irene Vetere</strong>) e Marco (<strong>Jacopo Olmi Antinori</strong>) alla perdita di rispetto da parte del padre.<br />
Ci si gioca un po’ di innocenza insomma.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Zeta_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52853" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Zeta_2.jpg" alt="Zeta_2" width="654" height="436" /></a></p>
<p>Sebbene il referente principale di <strong><em>Zeta</em></strong> sia indiscutibilmente <em>8 Mile</em>, Alemà sembra rifarsi a tutto quel cinema, squisitamente artigianale, che vede nel talento personale la sola moneta di scambio per affrancarsi da una vita di miserie e grigiore.<br />
Il fatto che Alex sia un MC connota senz’altro l’opera in termini visivi (oltre a dare giustificare l’enorme quantità di featuring provenienti dal mondo dell’hip hop) ma il protagonista potrebbe tranquillamente essere un pugile (<em>Rocky</em>), una ballerina (<em>Flashdance</em>) o un aspirante bartender (<em>Cocktail</em>) e la sostanza non cambierebbe di molto.<br />
C’è un pattern solidissimo che va dalle lusinghe di un lusso fino ad allora sconosciuto fino alla caduta, a cui in genere segue il tentativo di risalire la china con una consapevolezza ritrovata che Alemà sposa alla lettera, forse anche troppo. Perché il problema fondamentale di Zeta è la sua totale mancanza di originalità o della benché minima volontà di effettuare uno scarto, anche minimo, rispetto a un percorso che, mentre inizia, sai già benissimo dove finirà per condurre.<br />
E’ un errore basilare questo suo non risparmiarsi &#8211; e risparmiare al pubblico &#8211; nessuno dei principali topoi del genere, dal viscido manager all’amico/vittima sacrificale fino a un padre vedovo e apparentemente burbero che, sul finale, si scioglie in un abbraccio pieno di comprensione e dolcezza repressa a fatica.</p>
<p>Come se ciò bastasse l’autore ha la pessima idea di incorniciare il tutto con una voce over (quella dello stesso Alex) che accompagna le immagini declamando frasi tranchant che vorrebbero richiamare l’apoditticità di certi testi rap ma che, nella realtà, appesantiscono il tutto.<br />
Se, sulla scorta di quanto letto finora, si potrebbe anche pensare ad una bocciatura piena, c’è invece da dire che qualcosa di buono <em>Zeta</em> ce l’ha.<br />
Innanzitutto è un film che non si limita a parlare di musica ma che di musica, in qualche modo, è fatto. La profonda conoscenza del regista del flow e delle scansioni ritmiche tipiche dell’<strong>hip hop</strong> la ritroviamo infatti nel montaggio e nella secchezza di una storia che evita piuttosto abilmente le temibili pastoie dei tempi morti.<br />
E poi &#8211; ma questa era una cosa che sapevamo già &#8211; Alemà gira maledettamente bene, basti vedere la lunga scena finale della battle tra MC, davvero notevole.<br />
Certo, ci sono delle ingenuità e il livello della recitazione a tratti sfiora l’amatoriale, ma il problema di come rappresentare al cinema le generazioni più giovani ha prodotto in passato ben altri mostri.<br />
In definitiva <em>Zeta</em> va preso per quello che è: un onesto musicarello dei giorni nostri in cui, al posto di Little Tony o Gianni Morandi, troviamo <strong>Salmo</strong>, <strong>Clementino</strong> e <strong>Rocco Hunt</strong>.<br />
Segno dei tempi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Roma 2013: Giorno 4</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 17:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Amy Adams]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33456" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/her-cast-1.jpg"><img class="size-full wp-image-33456" title="her-cast-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/her-cast-1.jpg" alt="" width="500" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Rooney Mara, Spike Jonze, Scarlett Johansson e Joaquin Phoenix</p></div>
<p>Ieri sera un red carpet degno di questo nome ha incoronato i protagonisti di <em>Her</em> i divi della giornata. Ma i molti fan accorsi alle transenne che delimitano il tappeto rosso aspettavano soprattutto lei, Scarlett Johansson, grande assente della conferenza stampa di ieri mattina.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/scarlett-johansson-joaquin-phoenix1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33462" title="scarlett-johansson-joaquin-phoenix1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/scarlett-johansson-joaquin-phoenix1.jpg" alt="" width="500" height="447" /></a></p>
<p>Da vera star, è arrivata in ritardo, &#8220;colpa di un ingorgo causato  dall’uscita dallo stadio&#8221; ha raccontato. Mini abito bianco firmato  Dolce&amp;Gabbana dedicato a Roma, con delle improbabili monete antiche e  fiori stampati su, e dei tremendi sandali alla schiava dorati. Ai  giornalisti che cercano di avvicinarla mentre è tutta presa a firmare  autografi dice di adorare Roma: &#8220;E&#8217; una città splendida, vorrei passarci  più tempo. E&#8217; romantica e non basta una vita per scoprirne gli angoli.  Sono stata a lavorare in Italia per <em>A good woman </em>(<em>Le seduttrici</em> di Mike  Barker, ndr.) quando avevo diciannove anni anni e mi piacerebbe tornare a  girarci un altro film». Riguardo alla sua voce, bassa e un po&#8217; roca,   una delle più sensuali di Hollywood, che in <em>Her </em>di Spike Jonze è  sufficiente a far innamorare Joaquin Phoenix, racconta che non sempre le  è piaciuta. &#8220;Ci ho lavorato tantissimo per migliorarla. Mi è piaciuto  molto partecipare a un film solo con la voce, senza il corpo: così potevo  andare sul set in pigiama!&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/scarlett-johansson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33457" title="rooney-mara" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/rooney-mara.jpg" alt="" width="268" height="406" /><img class="alignnone size-full wp-image-33459" title="scarlett-johansson" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/scarlett-johansson.jpg" alt="" width="276" height="406" /></a></p>
<p>Anche il suo collega Joaquin Phoenix si è  concesso parecchio ieri sera, firmando autografi e facendosi fotografare  dalle fan in delirio. Minimal ed elegante, invece, il look della  bellissima Rooney Mara, che per l&#8217;occasione ha indossato un abito bianco  di Balenciaga giocato su tagli e trasparenze.</p>
<div id="attachment_33485" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/romeo-and-juliet.jpg"><img class="size-full wp-image-33485" title="romeo-and-juliet" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/romeo-and-juliet.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Romeo&amp;Juliet - Photo by Eugenio Boiano</p></div>
<p>Stamattina la quarta giornata del Festival si è aperta ufficialmente con la proiezione, Fuori Concorso, di <em>Romeo &amp; Juliet,</em> ennesima e sontuosa rilettura del capolavoro shakesperiano, diretta da Carlo Carlei (<em>La corsa dell&#8217;innocente</em> e il <em>Padre Pio</em> televisivo) con un cast all star che annovera, tra gli altri, Paul Giamatti, Stellan Skarsgård, Laura Morante e quel Damian Lewis &#8211; noto ai più per il suo ruolo di protagonista nella serie TV <em>Homeland</em> &#8211; vero mattatore della conferenza stampa del film tenutasi nel pomeriggio.<br />
E&#8217; una strana coincidenza quella che ci porta alla visione  di questa tutto sommato innocua trasposizione filmica dell&#8217;archetipo drammaturgico di tutte le storie d&#8217;amore a così poche ore dall&#8217;estasi provata di fronte al succitato capolavoro di Spike Jonze che, sull&#8217;amore e sui rapporti di coppia, sembra davvero dire tutto il possibile.<br />
Volendo tentare un (ingeneroso) raffronto tra queste due diverse visioni dell&#8217;amore, <em>Romeo &amp; Juliet</em> ne esce con le ossa rotte. Per stessa ammissione di Carlei e dello sceneggiatore Julian Fellowes, entrambi presenti a Roma, la scelta di riproporre al pubblico la storia dell&#8217;amore fatale tra Romeo e Giulietta nasce, in primis, dalla volontà di renderla affascinante al pubblico più giovane, culturalmente sempre più distante dal libro  inteso come oggetto fisico. Le motivazioni alla base del progetto sono quindi anche nobili, ma è il film nel suo complesso a non convincere. Non è sufficiente infatti distribuire senso di grandeur a pioggia &#8211; dalle magnifiche location rinascimentali all&#8217;onnipresente e invasiva colonna sonora &#8211; per fare un gran film. Al massimo ne può venir fuori un film grande. E qui tutto è grande, ma quello che manca forse è proprio il cuore. Il che, in un film sulla storia d&#8217;amore di tutte le storie d&#8217;amore, risulta essere un po&#8217; un paradosso.<br />
E se l&#8217;intento era davvero quello di avvicinare le ultime generazioni all&#8217;opera del Bardo dell&#8217;Avon, perché allora non partire da un processo di riscrittura (senza neanche tirare in ballo il <em>Romeo+Juliet </em>di Baz Luhrmann) piuttosto che da una semplice &#8211; e un po&#8217; sterile, diciamolo &#8211; rilettura?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/la-santa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33467" title="la-santa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/11/la-santa.jpg" alt="" width="500" height="260" /></a><br />
Pochi minuti dopo è stato il turno di <em>La Santa</em>, secondo lungometraggio di Cosimo Alemà.<br />
La storia è quella di quattro balordi che, inseguendo un folle e disperato sogno di riscatto, arrivano in un paesino pugliese durante la processione della Santa Patrona, con l&#8217;intenzione di rubarne la statua.<br />
Quando i quattro si rendono conto di aver sottovalutato la superstizione e l&#8217;atavico attaccamento degli abitanti del posto alla reliquia sottratta è ormai già troppo tardi.  Saranno braccati fino alle estreme conseguenze.</p>
<p>Seppur imperfetto è segnato, in alcuni punti, da evidenti cadute in termini di scrittura,<em> La Santa</em> si lascia però guardare con estremo interesse. Soprattutto perché rappresenta un tentativo (e in questo fa il paio con il <em>Song&#8217;e Napule</em> dei Manetti) di rinverdire i fasti del genere in Italia.  Senza troppe velleità autoriali, Alemà si prende tutti i rischi del caso e ibrida con coraggio <em>Cane di paglia </em>e <em>Un tranquillo weekend di paura</em>, arrivando a confezionare qualcosa che, seppur non raggiungendone lo stesso valore, ricorda molto da vicino il notevole e sottovalutato <em>Padroni di casa</em> di Edoardo Gabriellini. Per tutti coloro che vogliono<em> </em>recuperare questo film<em>: La Santa</em> fa parte di un ciclo di nove pellicole realizzate per il web e sarà trasmesso  in anteprima assoluta sul canale Web Movies di <a href="http://www.raicinemachannel.it" target="_self">www.raicinemachannel.it</a> a partire dal 13 novembre.</p>
<p>Grazie a <a href="http://www.eugenioboiano.com/">Eugenio Boiano</a></p>
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