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	<title>Movielicious &#187; Danny Boyle</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>T2 Trainspotting</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 07:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mark, Sick Boy, Begbie e Spud in una parabola densa di nostalgia, alla ricerca del tempo che fu. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Gran Bretagna 2017)<br />
Uscita: 23 febbraio 2017<br />
Regia: Danny Boyle<br />
Con: Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Robert Carlyle<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/T2_Trainspotting.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55390" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/T2_Trainspotting.jpg" alt="T2_Trainspotting" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Volendo dare un seguito al suo <em>Trainspotting</em> (è bello immaginare che nessuno lo abbia costretto a farlo) <strong>Danny Boyle</strong> mette subito in chiaro le cose. <em><strong>T2 Trainspotting</strong></em> non è in alcun modo il classico sequel di un film che, a torto o a ragione, ha segnato un’epoca. Perché le avventure folli e sfrenate di Renton (<strong>Ewan McGregor</strong>), Sick Boy (<strong>Jonny Lee Miller</strong>), Spud (<strong>Ewen Bremner</strong>) e Begbie (<strong>Robert Carlyle</strong>), così cristallizzate nel tempo e nel luogo di una British Renaissance che nel 1996 volgeva già al termine e di cui, per molti versi, <em>Trainspotting</em> rappresentava una possibile fine, un sequel in senso stretto non può averlo.<br />
Se c’è infatti un film il cui senso è stato amplificato dal fattore “tempo” fino a trascenderne l’oggettivo valore artistico, è proprio<em> Trainspotting</em>. Questa è dunque la recensione di un sequel che, essendo impossibile, non esiste. Esiste invece che, a più di vent’anni dalla rocambolesca fuga di Mark Renton da Edimburgo, Boyle riallacci i rapporti con il suo attore feticcio (pare che McGregor abbia metabolizzato solo di recente il fatto che, ai tempi di <em>The Beach</em>, il regista gli preferì Leonardo Di Caprio per il ruolo di protagonista) e lo riporti lì dove tutto ebbe inizio. L’intuizione geniale è in primis nella volontà di non costruire una storia che ricordi le gesta del primo film, né traducendo in immagini quell Porno con cui nel 2002 <strong>Irvine Welsh</strong> cedette alla tentazione del sequel letterario e che qui funge solo da punto di partenza ispirativo né tanto meno con un plot inedito.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/T2_Trainspotting_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55391" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/T2_Trainspotting_2.jpg" alt="T2_Trainspotting_2" width="700" height="420" /></a></p>
<p>Per cui non aspettatevi l’effetto shock di aghi sporchi spinti in vena con la forza o neonati vittime della disattenzione paterna.<br />
Anzi, in un primo momento si avverte forte il pudore nell’accostarsi al materiale originale, quasi si avesse paura di guastarlo o realizzare che, a distanza di più di vent’anni, l’effetto prodotto non sia più lo stesso.<br />
Il medesimo timore che tradisce Renton nel poggiare la puntina sul vecchio vinile di <em>Lust for Life</em> per poi interromperne l’ascolto subito dopo il primo colpo di batteria.<br />
Boyle lascia quindi che i suoi vecchi amici si ritrovino e poi, tra una pinta di birra e un tiro di coca, lascia partire le immagini di <em>Trainspotting</em> e, attraverso un confronto impietoso tra i<strong> tossici</strong> di ieri e i falliti che sono diventati oggi, costruisce uno dei più bei saggi sulla nostalgia che si siano mai visti al cinema.<br />
C’è Simon “Sick Boy” che organizza squallidi ricatti sessuali, “Begbie” che è appena evaso dopo vent’anni di galera e non vede l’ora di avere tra le mani Mark Renton per fargliela pagare e poi c’è Daniel “Spud”, il più indifeso della compagnia che, infatti, appena uscito di galera ha ripreso quasi subito a farsi perché “cosa altro può fare un tossico nella vita se non bucarsi?”.<br />
E la seconda intuizione di Danny Boyle e di <strong>John Hodge</strong> (sceneggiatore di entrambi i film) riguarda proprio quest’ultimo personaggio che, spronato da una ragazza incuriosita dagli aneddoti riguardanti i suoi amici a metterli per iscritto,  inizia a buttare giù un <em>Trainspotting</em> tutto suo diventando, di fatto, un narratore dall’interno di cose che, in buona parte, abbiamo già visto.</p>
<p>Dal canto suo Danny Boyle si diverte a rigirare (con una padronanza della macchina da presa impressionante) alcune delle sequenze più iconiche del suo film più iconico – compreso il ghigno beffardo sul volto di Renton, mentre si rialza dopo essere stato investito da un’auto e un bagno pubblico molto simile a quello in cui, durante un trip tossico, immaginava di  immergersi sulle note di <em>Born Slippy</em> – e realizza un capolavoro che, insieme allo straordinario e sottovalutato Steve Jobs, va a comporre la sua personalissima Ricerca del tempo perduto<br />
Poi, certo, ci sarebbe da dire di come il privato finisca per confluire irrimediabilmente in un sociale che non ha più speranze da offrire alle leve più giovani, figurarsi a quattro balordi di mezza età marchiati a fuoco dall’esperienza dell’eroina.<br />
O di come lo spaesamento provato da Ewan McGregor/Renton di fronte alla carta da parati della cameretta di quando era piccolo sia lo sgomento di chiunque, tornando a casa dopo anni passati fuori, realizzi come la vita spesso somigli a un circolo che riporta sempre al punto di partenza.<br />
Ritratto impietoso di una generazione  che non riesce a smettere di chiedersi dove tutto abbia cominciato ad andare male, <em><strong>T2 Trainspotting</strong></em> probabilmente deluderà le aspettative dei molti che ci vedranno dentro solo la cenere dei fuochi d’artificio a cui speravano di assistere.<br />
Se il primo<em> Trainspotting</em> rappresentava infatti l’Inferno, si può dire che questo sia il Purgatorio.<br />
E l’unica cosa che rende tollerabile il Purgatorio è l’idea che, da qualche parte, possa esistere un Paradiso.<br />
Solo che su questo punto Danny Boyle è piuttosto chiaro: fuori da quella cameretta non c’è nessun Paradiso.<br />
Per cui tanto vale rimettere su il vecchio Iggy Pop e iniziare a ballare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Il nuovo trailer di T2: Trainspotting</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/11/03/il-nuovo-trailer-di-t2-trainspotting/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 08:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove immagini dall'atteso sequel del cult di Danny Boyle.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/trainspotting-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54480" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/trainspotting-2.jpg" alt="trainspotting-2" width="600" height="300" /></a></p>
<p>La Sony Pictures ha appena rilasciato il nuovo trailer di <strong><em>T2: Trainspotting</em></strong>, (dopo <strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/07/26/t2-trainspotting-2-ecco-il-primo-teaser/" target="_blank">questo</a></strong>, che era uscito la scorsa estate), atteso sequel del film diretto da <strong>Danny Boyle</strong> nel 1996 e tratto dall’omonimo libro di Irvine Welsh.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/EsozpEE543w" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il nuovo film, anche questo diretto da Boyle, è ambientato circa 20 anni dopo i fatti raccontati in<em> Trainspotting</em> e riprende la storia dei personaggi principali: Mark Renton (<strong>Ewan McGregor</strong>), Spud (<strong>Ewen Bremner</strong>), Sick Boy (<strong>Jonny Lee Miller</strong>) e Francis Begbie (<strong>Robert Carlyle</strong>).</p>
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		<title>T2: Trainspotting 2, ecco il primo teaser</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/26/t2-trainspotting-2-ecco-il-primo-teaser/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 06:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati 20 anni, ma Rent, Spud, Sick Boy e Begbie stanno per tornare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="f-content">
<div class="entry-content">
<div class="thecontentwrap">
<div class="thecontent">
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Trainspotting_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53606" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Trainspotting_2.jpg" alt="Trainspotting_2" width="637" height="266" /></a></p>
<p>Atteso, anzi, attesissimo, è stato rilasciato in rete il primo teaser trailer di <em><strong>T2: Trainspotting 2</strong></em>, seguito del film diretto nel 1996 da <strong>Danny Boyle</strong>. Nel teaser, che richiama una scena ben nota della prima pellicola, vediamo i quattro protagonisti Rent (<strong>Ewan McGregor</strong>), Spud (<strong>Ewen Bremner</strong>), Sick Boy (<strong>Jonny Lee Miller</strong>) e Begbie (<strong>Robert Carlyle</strong>).<strong><em> Trainspotting 2</em></strong> uscirà in U.K. il prossimo 27 gennaio, mentre non è ancora stata fissata una release italiana.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/dlOuPHeBjgw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Steve Jobs</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/01/20/steve-jobs-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 11:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 21 genaio 2016<br />
Regia: Danny Boyle<br />
Con: Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen<br />
Durata: 2 ore e 2 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Steve_Jobs_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51701" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Steve_Jobs_1.jpg" alt="Steve_Jobs_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo la poco felice pellicola del 2013 con Ashton Kutcher nei panni del tycoon della Apple, subito archiviata e condannata alla naftalina e l&#8217;interessante documentario di Alex Gibney, <em>Steve Jobs: The Man in the Machine</em>, ci hanno pensato <strong>Danny Boyle</strong> (regia) e <strong>Aaron Sorkin</strong> (sceneggiatura) a mostrare agli spettatori un biopic diverso, atipico e per certi versi spiazzante su quel magnate dalle intuizioni d&#8217;oro e pioniere della rivoluzione digitale scomparso nel 2011 che rispondeva al nome di Steve Jobs. Tratto dal bestseller di Walter Isaacson, il libro più completo e accreditato tra tutti quelli dedicati alla vita del co-fondatore della Apple, il film ha un ritmo impressionante, scandito da dialoghi fulminei, brevi tregue che lasciano giusto il tempo di riprendere fiato e faccia a faccia improvvisi tra i protagonisti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/steve-jobs-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51702" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/steve-jobs-2.jpg" alt="Film Title: Steve Jobs" width="640" height="427" /></a></p>
<p>La presentazione del primo Macintosh, nel 1984, al De Anza Community College di Cupertino, in California; quella del computer cubico per la NeXT, avvenuta quattro anni dopo all’Opera House di San Francisco. E quella, trionfale, dell’ iMac, nel 1998, sempre a San Francisco. Veniamo invitati a seguire la vita e il pensiero di Steve Jobs (uno strepitoso <strong>Michael Fassbender</strong>) attraverso questi eventi, nel camerino del protagonista o nei corridoi dei teatri in cui stanno per verificarsi. Tutti sembrano voler parlare con lui prima che vada in scena, da sua figlia Lisa alla madre della piccola Chrisann Brennan (<strong>Katherine Waterston</strong>), da Steve Wozniak (<strong>Seth Rogen</strong>) al CEO Apple John Sculley (<strong>Jeff Daniels</strong>), personaggi che si presentano come tanti inconvenienti sotto forma di esseri umani, che di volta in volta tirano fuori un lato di Jobs, mostrando a chi guarda le sue innumerevoli facce.</p>
<p><em><strong>Steve Jobs</strong></em> è un film freudiano e lo è per un motivo ben preciso: perché evidenzia le devastanti debolezze private di un uomo che nel pubblico veniva venerato da milioni di fan adoranti, proprio come una rockstar. Tentando di far luce sui motivi della sua proverbiale intrattabilità, incapace di superare il trauma della propria adozione e di conseguenza di stabilire un rapporto &#8220;normale&#8221; con la figlia Lisa, nata nel 1978 ma da lui riconosciuta solo otto anni più tardi, il Jobs di Boyle è il protagonista di un dramma in tre atti, in cui quello che viene mostrato non corrisponde alla verità storica e non lo pretende. Il regista Premio Oscar per <em>The Millionaire</em> stupisce per la sensibilità e l&#8217;intelligenza che dimostra nel &#8220;mettersi da parte&#8221; (connotando visivamente ognuna delle tre parti in cui il film è diviso quasi esclusivamente attraverso l&#8217;utilizzo di supporti diversi, il primo in 16mm il secondo in 35mm e il terzo in digitale) al servizio del cadenzato script di Aaron Sorkin (un vero mistero la sua mancata candidatura all&#8217;Oscar per questa sceneggiatura), che arriva a stordire chi guarda per mezzo di un tour de force di serratissimi botta e risposta. Con un copione del genere, per gli attori non deve essere stato semplice tenere il passo. Ma Fassbender dà prova ancora una volta della sua versatilità e ci presenta un iconico e inafferrabile Jobs, tanto affascinante quanto arido, tanto ambizioso e sfrontato quanto fragile e contraddittorio. Al suo fianco una strepitosa Kate Winslet nei panni della responsabile dell&#8217;ufficio marketing Joanna Hoffman e gli ottimi Seth Rogen e Jeff Daniels.</p>
<p>Il risultato è una tragedia in tre atti lontana anni luce dal teatro filmato che, nell&#8217;assumersi un rischio consistente nel portare avanti l&#8217;ambizione di ricostruire in modo bizzarro e non lineare la vita del tycoon di Cupertino, ne esce incredibilmente vincitrice.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sei famosi registi parlano di cinema</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/01/09/sei-famosi-registi-parlano-di-cinema/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 10:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alejandro González Iñárritu]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Due chiacchiere con Tarantino, Iñárritu, Ridley Scott, Danny Boyle, Tom Hooper e David O. Russell.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Thr_Roundtable.png"><img class="alignnone size-full wp-image-51479" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Thr_Roundtable.png" alt="Thr_Roundtable" width="599" height="340" /></a></p>
<p>Il roundtable di una vita che ogni giornalista sogna di fare è divenuto realtà. Ci ha pensato <strong>Stephen Galloway</strong> del <em>The Hollywood Reporter</em>, che ha incontrato in una volta sola sei tra i registi più noti e influenti del momento: <strong>Quentin Tarantino</strong> (<em>The Hateful Eight</em>), <strong>Alejandro González Iñárritu</strong> (<em>The Revenant – Redivivo</em>), <strong>Ridley Scott</strong> (<em>Sopravvissuto – The Martian</em>), <strong>Danny Boyle</strong> (<em>Steve Jobs</em>), <strong>Tom Hooper</strong> (The Danish Girl) e <strong>David O. Russell</strong> (Joy). Un&#8217;ora di chiacchiere tra aneddoti e problemi di ordine pratico, con uno sguardo più ampio sul presente e sul futuro del cinema in genere. Se avete un&#8217;oretta libera e masticate un po&#8217; di inglese, è una visione consigliatissima.</p>
<p>&nbsp;<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/SQ7qKKQrSBY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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