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	<title>Movielicious &#187; Dario Grandinetti</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Julieta</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 08:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Adriana Ugarte]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Spagna 2016)<br />
Uscita: 26 maggio 2016<br />
Regia: Pedro Almodóvar<br />
Con: Emma Suarez, Adriana Ugarte, Dario Grandinetti<br />
Durata: 1 ora e 39 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Julieta_1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-53101" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Julieta_1.jpeg" alt="Julieta_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il rapporto che <strong>Pedro Almodóvar</strong> ha saputo stabilire con il <strong>melodramma</strong> nel corso degli anni è ormai un aspetto consolidato del suo cinema. Dopo l&#8217;allegra (ma in realtà piuttosto infelice) parentesi de <a href="http://www.movielicious.it/2013/03/21/gli-amanti-passeggeri/" target="_blank"><em>Gli amanti passeggeri</em></a>, l&#8217;autore spagnolo ci si è ributtato a capofitto con<em><strong> Julieta</strong></em>, sua ventesima pellicola, mélo che vira al thriller costruito e raccontato con gli abituali flashback che si intersecano al presente e con quelle atmosfere un po&#8217; hitchcockiane (alcune sequenze girate in treno o la governante interpretata da <strong>Rossy De Palma</strong> che tanto ricorda la signora Danvers di Rebecca la prima moglie) a lui congeniali che caricano l’intrigo di suspense. Tratto da un romanzo di Alice Munro riadattato alla realtà spagnola, Julieta è uno dei lavori più dolenti e tormentati dell&#8217;autore iberico, ma al netto di una impeccabile cura stilistica e formale, il regista di <em>Tutto su mia madre</em> e <em>Parla con lei</em> questa volta delude nel presentare al pubblico un film che sembra aver girato con la mano sinistra.</p>
<p>Julieta (<strong>Emma Suàrez</strong>), in procinto di partire per il Portogallo col suo compagno Lorenzo (<strong>Dario Grandinetti</strong>), viene a sapere che sua figlia Antìa, di cui non sa più nulla da dodici anni, vive in Svizzera. Decisa a restare a Madrid, si trasferisce nel palazzo dove aveva vissuto con lei e rievoca, in un diario, la sua storia: da quando giovane (<strong>Adriana Ugarte</strong>) incontrò su un treno l&#8217;affascinante pescatore Xoan (<strong>Daniel Grao</strong>), con cui andò a vivere in Galizia e con cui ebbe Antìa, passando per il tragico evento che la portò a Madrid fino a una separazione dolorosa diventata, nel corso degli anni, motivo di ossessione e follia per la donna.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Julieta_2.jpeg"><img class="alignnone wp-image-53104" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Julieta_2.jpeg" alt="Julieta_2" width="650" height="434" /></a></p>
<p>Da attento e straordinario ritrattista di figure di donna qual è, Almodóvar aggiunge al suo lungo elenco di caratteri femminili anche quello di Julieta, femmina e madre coraggio, la cui esistenza si trascina sotto il segno del <strong>rimorso</strong>. Nel distinguere la colpa dal suo senso (nel primo caso si tratta di un fatto oggettivo, mentre nel secondo di qualcosa di assolutamente soggettivo, della terribile sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato che spesso comporta un danno, reale o presunto) il regista spagnolo dà forma a un personaggio che è effettivamente il film, caratterizzato da una gravitas vivendi tangibile e dolente che è ben reso sui volti delle attrici che interpretano la donna nelle due età della sua vita, Adriana Ugarte ed Emma Suàrez. Quello che Almodóvar fa patire alla sua <em><strong>Julieta</strong></em> non manca di sadismo: il dolore della donna è talmente grande da non poter essere esternato in alcun modo. Nessun grido, nessun palesamento, solo una sorta di resistenza passiva e disperata a un accadimento non compreso fino in fondo.</p>
<p>Gli incontri casuali che incidono su cose e persone, le devastanti relazioni familiari, la fuga, la stretta correlazione fra arte e vita, temi ricorrenti nel cinema di Almodóvar, si incontrano con le scenografie pop, con alcune azzeccatissime scelte registiche (l&#8217;ellissi temporale che si compie sotto l&#8217;asciugamano) e con echi viscontiani (la casa di Xoan e la sua vita scandita dai mutevoli ritmi mare) che se da un lato  contengono tanta poesia, dall&#8217;altro rimangono come slegati all&#8217;interno di uno script eccessivamente forzato in alcuni punti, che sembra voler andare sul sicuro riproponendo situazioni e contesti già proposti e apprezzati. E una morale tutt&#8217;altro che consolatoria che punta il dito su un <strong>destino</strong> bizzoso di fronte al quale non si può far altro che rassegnarsi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Storie pazzesche</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/12/10/storie-pazzesche/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 11:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Damiàn Szifron]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Grandinetti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricardo Darin]]></category>
		<category><![CDATA[Storie Pazzesche]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva nelle sale la divertente commedia nera prodotta da Pedro Almodóvar. Surreale e grottesca come]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Relatos Salvajes, Argentina, Spagna 2014)<br />
Uscita: 11 dicembre 2014<br />
Regia: Damiàn Szifron<br />
Con: Ricardo Darin, Oscar Martinez, Dario Grandinetti<br />
Durata: 2 ore e 2 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/storie_pazzesche_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40052" title="storie_pazzesche_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/storie_pazzesche_1.jpg" alt="" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Un musicista fallito raduna tutte le persone che, nell&#8217;arco di una vita, lo hanno ferito a bordo dello stesso aereo per poi farlo precipitare; una cameriera decide di vendicarsi di un boss che le ha rovinato la vita avvelenandogli il pasto; una lite tra automobilisti si trasforma in un grottesco massacro; un uomo ossessionato dalle multe cerca vendetta ; un incidente d&#8217;auto dà il via a una serie di richieste di tangenti ai danni di un magnate della finanza; una festa di matrimonio solo apparentemente idilliaca si trasforma lentamente in un incubo di crescente violenza.<br />
Sei episodi il cui unico trait d&#8217;union sembra essere quei punti di non ritorno che, una volta oltrepassati, portano le persone a compiere gesti folli e sconsiderati e la violenza a deflagrare.<br />
Quella stessa violenza che scaturisce quando circostanze tutto sommato ordinarie sfuggono di mano e raggiungono il parossismo.<br />
La vendetta e, più in generale, la volontà di rivalsa verso un sistema cieco che inesorabilmente opprime e logora i nervi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/storie_pazzesche_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40053" title="storie_pazzesche_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/storie_pazzesche_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il film a episodi dell&#8217;argentino <strong>Damiàn Szifron</strong>, presentato all&#8217;ultimo Festival di Cannes e forte della produzione di <strong>Pedro Almodóvar</strong>, arriva nelle sale italiane ed è davvero una bella ventata di aria fresca.<br />
L&#8217;autore costruisce infatti un gioiellino di ferocissimo humour nero che, alternando sapientemente thriller e commedia, con particolare attenzione a non esagerare mai sul versante del grottesco, costruisce una carrellata di storie di ordinaria follia.<br />
Sorta di remake de <em>I Mostri</em> di Dino Risi diretto da Quentin Tarantino, la prima cosa che salta all&#8217;occhio è l&#8217;estrema cura di alcune scelte registiche e un&#8217;attenzione al dettaglio che elevano questo <em><strong>Storie pazzesche</strong></em> (per quanto la traduzione letterale Racconti selvaggi sarebbe stata molto più ficcante) da semplice prodotto d&#8217;intrattenimento a film dalla spiccata sensibilità autoriale.<br />
Soprattutto l&#8217;episodio del matrimonio &#8211; epilogo e, in qualche modo, quasi un film nel film, con i suoi trenta minuti di durata &#8211; stupisce per l&#8217;eleganza e il respiro cinematografico che non ti aspetteresti in un film così incentrato sulla scrittura e sulla trovata a effetto.</p>
<p>La riuscita del film è aiutata senza dubbio da un cast di prim&#8217;ordine, nel quale spiccano alcuni volti già piuttosto noti dalle nostre parti. E&#8217; il caso di <strong>Ricardo Darin</strong>, protagonista del bellissimo <em>Il segreto dei suoi occhi</em>, Oscar 2010 come miglior film straniero e di <strong>Dario Grandinetti</strong> che ricordiamo in <em>Parla con lei </em>di Almodóvar.<br />
L&#8217;unico neo &#8211; ma si tratta davvero di minuzie &#8211; riscontrabile in <em>Storie pazzesche</em> è forse giusto la sua durata, eccessiva per il tipo di sollecitazioni che induce nello spettatore.<br />
Se solo Szifron avesse lavorato maggiormente di lima, magari rinunciando al penultimo (e più debole) episodio, avrebbe ottenuto la reale quadratura del cerchio.<br />
Resta il fatto che, un attimo prima che le sale vengano invase dai due cinepanettoni di turno (perché quest&#8217;anno sono due) e dall&#8217;ultima incursione di Peter Jackson nella Terra di Mezzo, sarebbe davvero un peccato lasciarsi scappare questo antidoto di sana cattiveria a tutta la glassa e al buonismo che stanno per arrivarci addosso in prossimità del Natale.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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