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	<title>Movielicious &#187; Denzel Washington</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Barriere</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 10:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barriere]]></category>
		<category><![CDATA[Denzel Washington]]></category>
		<category><![CDATA[Fences]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Henderson]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Davis]]></category>

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		<description><![CDATA[I fragili equilibri che (s)legano una famiglia: Denzel Washington e Viola Davis nel kammerspiele da cortile]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Fences, USA 2016)<br />
Uscita: 23 febbraio 2017<br />
Regia: Denzel Washington<br />
Con: Denzel Washington, Viola Davis, Stephen Henderson<br />
Durata: 2 ore e 18 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Fences_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-55399" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Fences_1-1024x684.jpg" alt="Fences_1" width="650" height="434" /></a></p>
<p>C&#8217;è tutta una parte di America, degli Stati Uniti, che non si è mai riconosciuta nel tanto cinema mainstream che il Paese confeziona ed esporta. No, c&#8217;è un&#8217;America che ha bisogno di ritrovarsi nelle trasposizione delle piéce teatrali dalla forte <strong>potenza drammaturgica</strong>, storie che spesso raccontano i disagi del Paese attraverso vicende di persone qualunque che rappresentano i grandi archetipi dell&#8217;umanità e che esistono intensamente. In una parola, Tennessee Williams: tra antieroi vittime di incomprensioni e soprusi e individui emarginati alla cui coscienza viene data, finalmente, voce.<br />
Per il suo terzo film da regista (dopo <em>Antwone Fisher</em> e <em>The Great Debaters – Il potere della parola</em>) <strong>Denzel Washington</strong> sceglie di cavalcare quest&#8217;onda, portando al cinema l&#8217;opera teatrale di <strong>August Wilson</strong> vincitrice del Pulitzer per la drammaturgia, che aveva già interpretato sul palco di Broadway nel 2010 accanto a una straordinaria <strong>Viola Davis</strong> e che valse a entrambi il Tony Award.</p>
<p>La storia di <em><strong>Barriere</strong></em> ruota attorno a Troy Maxon (Washington), ex giocatore di baseball della Negro League che negli anni Cinquanta cerca di sbarcare il lunario e mantenere la propria famiglia lavorando come netturbino nei quartieri bianchi, tormentato dalla delusione per non essere mai diventato un campione. Convinto che sia primo dovere di un uomo mantenere se stesso e i propri cari, Troy non riesce purtroppo a esternare l’affetto che dovrebbe nei confronti di sua moglie Rose (Davis) e dei figli, che cresce rigidamente a suon di lezioni su doveri e responsabilità.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Fences_2.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-55402" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Fences_2.gif" alt="Fences_2" width="1008" height="673" /></a></p>
<p>&nbsp;<br />
Ma il cinema non è il teatro, come recentemente ci ha ricordato un&#8217;altra pellicola che nel passaggio di medium ha perso energia e intensità, <em>I segreti di Osage County</em>. Anche in quel caso, sovrarecitazione e mancanza della chiave giusta (quella cinematografica, appunto) che sapesse rendere indimenticabile anche in sala quello che aveva letteralmente annientato i tantissimi spettatori che avevano assistito alla piéce dalla platea teatrale. In <em>Barriere</em> accade più o meno lo stesso: uno spazio scenico ristrettissimo, praticamente avviene tutto tra il cortile e il salotto-cucina di casa Maxon, con il passato della famiglia raccontato dai suoi membri attraverso eccessi di verbosità a tratti stancanti. Non bastano la bravura del Washington attore (davvero straordinaria la sua parlata che adotta lo slang di Pittsburgh anche se un po&#8217; troppo over acting) e della Davis, a salvare Barriere dal finire &#8230;Perché quella scrittura che a teatro non sembra risentire di eccessi o ridondanze, ecco che al cinema trova proprio qui i suoi principali difetti. Sarà che anche la regia, piatta ed elementare, di Washington non fa nulla per conferire un po&#8217; di brio a quei pochi passaggi di tempo e luogo che fanno da raccordo alla storia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Viola Davis e Denzel Washington nel trailer di Barriere</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/09/28/viola-davis-e-denzel-washington-nel-trailer-di-barriere/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 06:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Barriere]]></category>
		<category><![CDATA[Denzel Washington]]></category>
		<category><![CDATA[Fences]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Davis]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore dirige e interpreta una toccante storia di razzismo nell'America degli anni Cinquanta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/fences-barriere.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54125" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/fences-barriere.jpg" alt="fences-barriere" width="600" height="300" /></a></p>
<p>La Paramount Pictures ha diffuso il primo, trailer di <em><strong>Barriere</strong></em> (<em><strong>Fences</strong></em>), diretto e interpretato da <span class="itemprop">Denzel Washington. Accanto a lui troviamo <strong>Viola Davis. Il film,</strong></span> tratto dall’omonima opera teatrale di August Wilson, che ha curato la sceneggiatura, racconta la storia di un padre afroamericano che deve fare i conti con le questioni razziali negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, mentre bada alla sua famiglia, e agli eventi della sua vita.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ZrN5MAYB3kQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span class="itemprop"> </span></p>
<p>La pellicola sarà nei cinema statunitensi a Natale, in tempo per partecipare alla stagione dei premi. In Italia arriverà invece a febbraio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I magnifici sette</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 13:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Antoine Fuqua]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Pratt]]></category>
		<category><![CDATA[Denzel Washington]]></category>
		<category><![CDATA[Ethan Hawke]]></category>
		<category><![CDATA[Haley Bennett]]></category>
		<category><![CDATA[I magnifici sette]]></category>

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		<description><![CDATA[Antoine Fuqua dirige Denzel Washington e Chris Pratt  nel remake del celebre film di John Sturges del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
The Magnificent Seven, USA 2016<br />
Regia: Antoine Fuqua<br />
Cast: Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Haley Bennett<br />
Uscita: 22 settembre 2016<br />
Durata: 2 ore e 13 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54063" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7.jpg" alt="I_Magnifici_7" width="904" height="660" /></a></p>
<p>Se lo scorso anno aveva dato uno scossone ai canoni tradizionali del western e restituito visibilità al suo immaginario con i capovolgimenti formali di <em>Slow West</em>, le estremizzazioni orrorifiche di <em>Bone Tomahawk</em> e le eccentriche reinterpretazioni di <em>Revenant</em> e di <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/01/the-hateful-eight-recensione/" target="_blank">The Hateful Eight</a></em>, il 2016 pare registrare una nuova, intempestiva battuta d&#8217;arresto per il genere cinematografico americano per eccellenza, cominciando dai clamorosi insuccessi del travagliatissimo <em>Jane Got a Gun</em> e dell&#8217;ambizioso <em>Free State of Jones</em>, fallimentari rentrées post-Oscar rispettivamente per Natalie Portman e per Matthew McConaughey, per arrivare ai tronfi sbrodolamenti grandguignoleschi di <em>Brimstone</em>, l&#8217;abisso del Concorso di <a href="http://www.movielicious.it/2016/08/31/venezia-73-il-live-blog-dal-lido/" target="_blank">Venezia73</a>.</p>
<p>Non risolleva più di tanto la media l&#8217;altra incursione nella Frontiera inclusa nella vetrina lidense, posta emblematicamente in chiusura di rassegna a smorzare la tensione del clima festivaliero col suo piglio da blockbuster delle grandi occasioni: per descrivere il rifacimento de <em><strong>I magnifici sette</strong></em>, infatti, più che di &#8220;film&#8221; sarebbe opportuno parlare di &#8220;operazione&#8221;, il nuovo capitolo, non molto diverso dal <em>Ghostbusters</em> di Feig e del <em>Ben Hur</em> di Bekhmambetov, di una tendenza con cui Hollywood, con l&#8217;alibi più o meno pretestuoso dell&#8217;aggiornamento sociotecnologico, si ripiega su se stessa cercando di capitalizzare sul suo splendore passato col minimo dispendio di idee e col massimo coefficiente di glamour.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54064" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/I_Magnifici_7_2.jpg" alt="I_Magnifici_7_2" width="644" height="361" /></a></p>
<p>Per attualizzare e rendere appetibile ai giorni nostri l&#8217;omonimo capolavoro del 1960, a sua volta &#8211; assai più puntuale &#8211; radicalizzazione occidentale de <em>I sette samurai</em> di Kurosawa di appena un lustro prima, la Metro-Goldwyn-Mayer si affida ai nomi di grido di turno, dallo sceneggiatore più chiacchierato della serialità contemporanea, il <strong>Nic Pizzolatto</strong> di <em>True Detective</em> &#8211; al debutto sul grande schermo &#8211; al più gestibile mestierante dell&#8217;action del nuovo millennio, l&#8217;<strong>Antoine Fuqua</strong> di Training Day e di <em>Attacco alla Casa Bianca</em>, infiocchettando il tutto con l&#8217;altisonanza di un cast per tutte le fasce soppesato con calcolo praticamente industriale, dall&#8217;inossidabile <strong>Denzel Washington</strong> al divetto in ascesa <strong>Chris Pratt</strong>, dall&#8217;eclettico <strong>Ethan Hawke</strong> al televisivamente resuscitato <strong>Vincent D&#8217;Onofrio</strong>, affiancati per l&#8217;occasione da un manipolo di comprimari di secondo piano, che annovera il coreano <strong>Lee Byung-hun</strong>, pupillo di Kim Jee-woon, etnicamente diversificato e composito.</p>
<p>È questa l&#8217;unica sensibile novità attorno alla quale tenta di trovare una ragion d&#8217;essere e una necessità questa seconda versione del classico di John Sturges, la riproposizione di una mitologia consolidata da decenni al netto del multiculturalismo e, come suggerisce il luciferino magnate interpretato da <strong>Peter Sarsgaard</strong>, della deriva imprenditoriale di oggi, ma tutto, oltre a suonare abbastanza implausibile, resta molto poco approfondito e relegato alla superficie: il rapporto fra i membri della comitiva chiamata in soccorso dalla paciosa comunità di Rose Creek non va mai oltre il generico cameratismo e a farne le spese è fatalmente quel misto di tensione e di affiatamento che rendeva così coeso, irresistibile e ben oliato il nucleo originario, di cui sopravvivono forse i caratteri generali (il veterano, il reduce tormentato, il giovane scavezzacollo, il reietto, e così via), ma di cui sfuggono la vera personalità, con il fuorilegge messicano di <strong>Manuel Garcia-Rulfo</strong> e il guerriero Comanche di <strong>Martin Sensmeier</strong> a non esistere al di fuori della loro dichiarata appartenenza minoritaria e, ancor più, l&#8217;interazione col prossimo, limitata da scambi dialogici di poca sostanza e dalla scelta di Fuqua di intervenire con una messinscena e un montaggio che, nelle scene d&#8217;azione, pare isolare ogni personaggio per conto proprio.</p>
<p>La colpa è principalmente di un comparto attoriale male assortito e poco omogeneo, a partire dall&#8217;affidamento del ruolo principale a uno Washington non solo spento e incapace di competere con il magnetismo di Yul Brynner, ma anche &#8211; a differenza del Danny Glover di <em>Silverado</em> o del Morgan Freeman de <em>Gli spietati</em> &#8211; penalizzato da un rimescolamento etnico che suona ingiustificato nei compartimenti relativamente stagni del selvaggio West; se un Hawke definitivamente sfiorito, poi, si conferma, lontano da Linklater, come una specie di John Malkovich dei poveri e Pratt non fa che riproporre ad libitum il prototipo guascone de <em>I guardiani della galassia</em> e di <em>Jurassic World</em>, l&#8217;unica sorpresa &#8211; e forse l&#8217;unico tratto autenticamente pizzolattiano &#8211; è il delirante predicatore di Vincent D&#8217;Onofrio, sconsideratamente sottoutilizzato e liquidato senza troppi complimenti.</p>
<p>Se da buttare è anche il cast di contorno, con l&#8217;antagonista Sarsgaard, tutto occhi spiritati e affettazione dandy, a sfiorare l&#8217;impalpabilità di un qualsiasi villain Marvel e la vedova reclutatrice <strong>Haley Bennett</strong> &#8211; nulla più di una controfigura low-budget di Jennifer Lawrence &#8211; a fare da sfondo fino alla (ridicola) trasformazione in deus ex machina del finale, non resta molto altro da salvare se non il tono consapevolmente scanzonato dell&#8217;insieme, che dimostra però quanto poco Fuqua abbia capito &#8211; o abbia voluto riproporre &#8211; dell&#8217;epica e della nobiltà della pellicola capostipite e del western classico, concentrandosi sugli aspetti più cool, semplicistici e di facile presa, declassando il tutto al livello di un popcorn-movie come tanti altri.</p>
<p>E il leggendario tema musicale di Elmer Bernstein sfoderato a tradimento soltanto sui titoli di coda è lo scatto definitivo e involontario con cui questo inoffensivo remake si inabissa al cospetto dell&#8217;originale.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>I Magnifici 7, il trailer italiano del film di Antoine Fuqua</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 15:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antoine Fuqua]]></category>
		<category><![CDATA[Byung-hun Lee]]></category>
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		<category><![CDATA[I Magnifici 7]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent D'Onofrio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il remake della pellicola diretta da John Sturges nel 1960, nelle sale a settembre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Magnifici-7.jpg"><img class="alignnone wp-image-53540" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Magnifici-7.jpg" alt="Magnifici-7" width="630" height="473" /></a></p>
<p>La Sony Pictures ha rilasciato in rete il nuovo trailer italiano di<em><strong> I Magnifici 7</strong></em>, remake diretto da <strong>Antoine Fuqua</strong> in uscita nelle nostre sale il 22 settembre, un giorno prima rispetto agli States. Nel cast <strong>Vincent D’Onofrio</strong>, <strong>Martin Sensmeier</strong>, <strong>Manuel Garcia-Rulfo</strong>, <strong>Ethan Hawke</strong>, <strong>Denzel Washington</strong>, <strong>Chris Pratt</strong> e <strong>Byung-hun Lee</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/X48RLg8z0Jk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi: <em>Quando la città di Rose Creek si ritrova sotto il tallone di ferro del magnate Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard), per trovare protezione i cittadini disperati assoldano sette fuorilegge, cacciatori di taglie, giocatori d’azzardo e sicari – Sam Chisolm (Denzel Washington), Josh Farraday (Chris Pratt), Goodnight Robicheaux (Ethan Hawke), Jack Horne (Vincent D’Onofrio), Billy Rocks (Byung-Hun Lee), Vasquez (Manuel Garcia-Rulfo) e Red Harvest (Martin Sensmeier). Mentre preparano la città per la violenta resa dei conti che sanno essere imminente, questi sette mercenari si trovano a lottare per qualcosa che va oltre il denaro.</em></p>
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		<title>The Equalizer &#8211; Il Vendicatore</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/08/the-equalizer-il-vendicatore/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 11:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Chloë Grace Moretz]]></category>
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		<category><![CDATA[Un giustiziere a New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Denzel Washington torna in tandem con il regista di Training Day, Antoine Fuqua. Il risultato è un onesto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Equalizer, USA 2014)<br />
Uscita: 9 ottobre 2014<br />
Regia: Antoine Fuqua<br />
Con: Denzel Washington, Marton Csokas, Chloë Grace Moretz<br />
Durata: 2 ore e 11 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the_equalizer_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39132" title="the_equalizer_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the_equalizer_slide.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Robert McCall (<strong>Denzel Washington</strong>) è un uomo all&#8217;apparenza tranquillo e abitudinario con un passato da agente nella CIA da nascondere.<br />
Solitario e taciturno, conduce una vita dal profilo bassissimo dividendosi tra il lavoro in un grande magazzino del fai da te e l&#8217;insonnia, che lo porta ogni notte a stazionare sempre nello stesso bar, seguendo una rigida sequenza di abitudini che ne scandiscono le giornate in modo quasi metronomico.<br />
In questo bar Robert conosce Alina (<strong>Chloë Grace Moretz</strong>), giovane prostituta russa vessata da un protettore particolarmente violento verso la quale, ben presto, sviluppa una forma di protettività quasi paterna.<br />
Fino al giorno in cui Alina scompare e Robert si trova improvvisamente al bivio tra la saggezza che gli consiglierebbe di voltarsi da un&#8217;altra parte per tornare alla sua routine e un passato da uomo d&#8217;azione che viene a galla con violenza imponendogli di fare qualcosa.<br />
A partire da questa difficile scelta ha inizio per l&#8217;uomo un percorso che lo porterà a scontrarsi da solo contro la mafia russa che, oltre a essere perfettamente integrata nel tessuto americano, non sopporta particolarmente di buon grado chi interferisce coi suoi affari.</p>
<p>Denzel Washington torna a collaborare con <strong>Antoine Fuqua</strong>, a più di dieci anni dall&#8217;ottimo <em>Training Day</em>, in questa trasposizione cinematografica di una serie TV anni ottanta, nota in Italia col titolo di <em>Un giustiziere a New York</em>. La magia però in questo caso non si ripete. Non del tutto almeno.<br />
Fuqua è un regista che, da sempre, alterna autentiche eccellenze (il già citato <em>Training Day</em>, B<em>rooklyn&#8217;s Finest</em>) a progetti meno a fuoco (<em>Shooter</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2013/04/17/attacco-al-potere-olympus-has-fallen/"><em>Attacco al potere &#8211; Olympus Has Fallen</em></a>), ma ha dalla sua un&#8217;indiscutibile perizia tecnica che, soprattutto quando si tratta di descrivere il realismo di certi scorci urbani, ha davvero pochi eguali.<br />
Il primo quarto d&#8217;ora di <em>The Equalizer</em>, in questo senso, è esemplare. Il modo in cui la sobrietà della vita quasi eremitica del protagonista ci viene introdotta, attraverso la semplice rassegna di una serie di abitudini quotidiane, di silenzi e, in generale, la calma apparente della città di notte, hanno una fluidità e un senso dello spazio rari che sanno di Michael Mann o, per volare più bassi, di Nicolas Winding Refn.<br />
E&#8217; proprio al bellissimo <em>Drive</em> che la mente corre durante le belle dissolvenze incrociate notturne che aprono il film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the_equalizer_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39133" title="the_equalizer_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the_equalizer_2.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Poi la sceneggiatura prende il sopravvento sullo stile e The Equalizer si incanala sui binari più ordinari di un onesto revenge movie, certo potente da un punto di vista estetico, ma tutto sommato gravato da una pesante sensazione di già visto.<br />
Un tipico canovaccio &#8220;uno contro tutti&#8221; che, pur navigando in altre acque rispetto all&#8217;adorabile e dichiarato citazionismo vintage de I Mercenari, può ricordare facilmente quei film di area action che, in pieno furore reaganiano, spingevano una forte idea di superomismo a stelle e strisce votato alla lotta contro qualunque tipo di minaccia esterna.<br />
Il fatto che, proprio come in piena guerra fredda, i &#8220;nemici&#8221; siano tornati ad essere i russi, potrebbe anche non essere del tutto casuale.<br />
Solo che, a differenza di un qualsiasi <em>Commando </em>o <em>Rombo di tuono</em>,<em> The Equalizer </em>può avvalersi della profondità interpretativa di un Denzel Washington maturo e crepuscolare e della mano solida di un regista come Antoine Fuqua che, coi suoi virtuosismi, sembra quasi voler sviare l&#8217;attenzione dello spettatore da certi passaggi maggiormente telefonati dello script.<br />
E, per buona parte del film, ci riesce pure.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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