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	<title>Movielicious &#187; Diego Abatantuono</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; giorno 1</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 15:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Alice nella città]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Kingsley]]></category>
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		<category><![CDATA[Festival Internazionale del Film di Roma 2014]]></category>
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		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Meyer]]></category>
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		<description><![CDATA[Partenza all'italiana con Sop Opera, film di apertura di Alessandro Genovesi. Ma sono le parole di Tomas]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39242" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg"><img class="size-full wp-image-39242" title="soap_opera" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg" alt="Il cast di Soap opera" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Soap opera</p></div>
<p>Ci siamo: anche quest&#8217;anno per nove giorni l&#8217;<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> di Roma si trasformerà in un ricettacolo di film di ogni sorta. Ad <strong>Alessandro Genovesi</strong> e al suo <em><strong>Soap Opera</strong></em> l&#8217;arduo compito di aprire le danze della nona edizione del Festival, un&#8217;edizione diversa, come ha ricordato il direttore Marco Müller durante la conferenza stampa di presentazione:  Quest&#8217;anno abbiamo compiuto una virata precisa verso una festa e la cosa migliore era aprire con una commedia italiana diversa dalle altre&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39243" title="cristiana_capotondi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg" alt="" width="289" height="434" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39244" title="fabiodeluigi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg" alt="" width="291" height="436" /></a></p>
<p>Quella che, sulla carta, poteva infatti sembrare l&#8217;ennesima commediola romantica (<strong>Fabio De Luigi</strong>, <strong>Cristiana Capotondi</strong> e <strong>Diego Abatantuono</strong> sono praticamente il cast del dittico <em>La peggiore settimana /Il peggior Natale della mia vita</em> dello stesso autore) in realtà è un&#8217;operazione più raffinata che, rifacendosi a un&#8217;idea di commedia più francese che non nostrana, ricrea personaggi e dinamiche tipiche della tradizione delle soap (quindi zero introspezione) e li fa interagire quasi sempre all&#8217;interno del condominio in cui abitano o, unica eccezione, in quell&#8217;ospedale che è forse il luogo cardine, teatro di quasi tutti i principali snodi narrativi delle soap opera di stampo classico.<br />
Completano il cast un <strong>Ricky Memphis</strong> in un ruolo più mesto del solito e i comici <strong>Ale e Franz</strong> a cui sono affidati i momenti più divertenti del film.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<div id="attachment_39245" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg"><img class="size-full wp-image-39245" title="guida" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg" alt="Guida tascabile per la felicità" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Guida tascabile per la felicità</p></div>
<p>Sempre questa mattina, la sezione autonoma e parallela del Festival <strong>Alice nella città</strong> ha debuttato con la prima regia di<strong> Rob Meyer</strong>, <strong><em>Guida tascabile per la felicità</em></strong>. La storia è quella di David, quindicenne che ha perso la mamma, dalla quale ha ereditato una grande passione: quella per il birdwatching. La vita del ragazzo subisce una scossa quando avvista un&#8217;anatra siberiana estinta. David e i suoi amici partono così all&#8217;inseguimento dell&#8217;esemplare. Filmetto young adult molto semplice, nella narrazione e nei dialoghi, che ha come unico elemento di interesse una discreta prova del giovanissimo protagonista <strong>Kodi Smit-McPhee</strong> (visto nel 2009  al fianco di Viggo Mortensen in <em>The Road</em>, di John Hillcoat,) e la partecipazione del Premio Oscar <strong>Ben Kingsley</strong> nei panni di un veterano del birdwatching. Le battute riuscite si contano sulle dita di una mano e la mancanza di ogni tipo di guizzo rende <em>Guida tascabile</em> una delle tante pellicole che raccontano storie di formazione.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
<div id="attachment_39247" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg"><img class="size-full wp-image-39247" title="giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg" alt="Il cast di Mio papà" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Mio papà</p></div>
<p>Delusione piena invece per il ritorno alla regia cinematografica di <strong>Giulio Base</strong>, dopo anni di film televisivi su santi e papi, con un campionario di tutti i luoghi comuni nei quali ci piacerebbe che il cinema italiano non cadesse mai. Retorico, didascalico, telefonatissimo in tutti i suoi scarti narrativi, <em><strong>Mio papà</strong></em> è la storia di Lorenzo (<strong>Giorgio Pasotti</strong>) che, spaventato dall&#8217;idea stessa di un legame amoroso, finisce per capitolare con Claudia (<strong>Donatella Finocchiaro</strong>) che lo ricambia ma porta in dote un figlio di sei anni che, sulle prime, è assai recalcitrante all&#8217;idea che la madre frequenti un estraneo. Nel tentativo di descrivere la trasformazione di Lorenzo, agli occhi del bambino, da &#8220;fidanzato di mamma&#8221; a &#8220;papà&#8221;, Giulio Base ci mostra una serie interminabile di facce assorte, dialoghi scritti con la mano sinistra (perfino la bravissima Finocchiaro ha il fiato corto nel rendere vive e credibili certe frasi) e buoni sentimenti un tanto al chilo. Si salvano giusto Giorgio Pasotti che, per quanto smarrito, cerca di salvare il salvabile e <strong>Ninetto Davoli</strong> per il semplice fatto che è sempre bello vederlo in un film.<br />
<strong>Voto</strong> 4</p>
<div id="attachment_39246" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg"><img class="size-full wp-image-39246" title="tomas-milian" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Tomas MIlian</p></div>
<p>E poi è arrivato lui, più romano di tanti romani: <strong>Tomas Milian</strong>. L&#8217;attore cubano ha incontrato la stampa questa mattina prima di ricevere, alle 19:00, il <strong>Marc’Aurelio Acting Award alla carriera</strong>, nel corso della serata d’apertura del Festival. Dopo l&#8217;uscita in libreria di un volume a lui dedicato<em><strong> Monnezza amore mio</strong></em>, scritto dallo stesso Milian con la collaborazione di <strong>Manlio Gomarasca </strong>e pubblicato l’8 ottobre con Rizzoli, l&#8217;attore torna in Italia da protagonista per raccontare la sua giovinezza, le audizioni all&#8217; Actors Studio e gli esordi nel cinema nel nostro paese, dopo che Mauro Bolognini lo notò e lo volle come protagonista de <em>La notte brava</em>. Una vita dura, la sua, nonostante la famiglia benestante alle spalle: &#8220;Mio padre era un militare, un violento che voleva insegnare a me e a mia sorella l&#8217;educazione con il suo bastone.  Era uscito dalla clinica psichiatrica quando avevo 6 anni e si è suicidato davanti a me quando ne avevo 12. Poco prima del gesto disperato mi disse: Tu ormai sei grande, puoi badare a tua madre ed alla tua sorellina. Ricordo però che non  ho provato dolore, nonostante assistetti a quella terribile scena&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39248" title="tomas_milian_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8220;Me ne sono andato da Cuba per fare l’attore dopo che rimasi folgorato dal personaggio di James Dean ne <em>La valle dell&#8217;Eden</em> . Preparai i documenti per partire come un emigrante qualunque, non come un benestante qual ero&#8221; racconta un commosso Milian. Da allora la sua carriera non si è più fermata: la sua filmografia conta oltre cento pellicole, i nomi dei più grandi registi della seconda metà del Novecento (Luchino Visconti, Francesco Maselli, Alberto Lattuada, Nanni Loy, Umberto Lenzi, Sergio Corbucci, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Tony Scott, Sydney Pollack, Steven Spielberg e Steven Soderbergh) e dei più noti volti del cinema internazionale (da Orson Welles a Robert Redford e Anthony Quinn). E a chi gli chiede come avvenne l&#8217;incontro col mitico personaggio del <strong>Monnezza</strong>, dall&#8217;alto dei suoi 82 anni risponde così:</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
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		<title>La gente che sta bene</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 15:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bisio]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Patierno]]></category>
		<category><![CDATA[La gente che sta bene]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film in cui Patierno racconta di gente che non sta bene per niente, con Bisio e Abatantuono più cattivi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2013)<br />
Uscita: 30 gennaio 2014<br />
Regia: Francesco Patierno<br />
Con: Claudio Bisio, Margherita Buy, Diego Abatantuono<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-gente-che-sta-bene.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34487" title="la-gente-che-sta-bene" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-gente-che-sta-bene.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Umberto Dorloni (<strong>Claudio Bisio</strong>) è un egocentrico avvocato d&#8217;affari tutto cinismo e parlantina sciolta, che vive e lavora nella Milano dell&#8217;alta finanza e la cui unica preoccupazione sembra essere quella di fingere, prima di tutto con se stesso, che la crisi economica sia qualcosa che esiste solo sui giornali.<br />
Troppo sicuro di sé per notare il progressivo distacco della moglie Carla (<strong>Margherita Buy</strong>) e l&#8217;astio dei colleghi, Umberto vede il suo impero vacillare quando viene improvvisamente licenziato dallo studio legale di cui è socio.<br />
L&#8217;incontro con Patrizio Azzesi (<strong>Diego Abatantuono</strong>), uno degli avvocati più blasonati (e pericolosi) di Milano, e un&#8217;importante offerta di lavoro da parte di quest&#8217;ultimo, danno ad Umberto l&#8217;impressione di riuscire a rialzarsi senza alcun contraccolpo, ma la realtà è molto più crudele di quanto non sembri e a breve gli presenterà il conto, mostrandogli come il suo sia un ruolo da inconsapevole pedina in un meccanismo più grande di lui.</p>
<p><strong>Francesco Patierno</strong> (<em>Pater Familias</em>, <em>Cose dell&#8217;altro mondo</em>), autore interessante anche se discontinuo, firma questa atipica black comedy tratta dall&#8217;omonimo libro di Federico Baccomo (qui impegnato anche in veste di sceneggiatore) cercando di smarcarsi il più possibile da qualsiasi suggestione tipica della classica commedia all&#8217;italiana che pure la presenza, in veste di protagonista, di Claudio Bisio potrebbe suggerire e lo fa guardando evidentemente oltreoceano.<br />
Dialoghi velocissimi e piuttosto scorretti e una rappresentazione della realtà molto poco accomodante rimandano allo stile di scrittura di certa TV americana (<em>Mad Men</em> e <em>The Office </em>i modelli dichiarati dallo stesso regista) e fanno di questo <strong><em>La gente che sta bene</em></strong> uno strano oggetto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-gente-che-sta-bene-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34488" title="la-gente-che-sta-bene-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/la-gente-che-sta-bene-2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ciò che stupisce semmai è come sia la locandina che il trailer navighino in direzione esattamente contraria, cercando di spingere il film più per i suoi elementi comici che non per la cattiveria che lo connota per buona parte della sua durata e che lo rende, almeno nelle intenzioni, qualcosa di molto vicino a <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/"><em>Il capitale umano </em></a>di Virzì, pur senza condividerne appieno il coraggio.<br />
Se i due film sono infatti assimilabili sotto il profilo degli interrogativi che entrambi si pongono e che, in buona sostanza, riguardano cosa sia disposto a fare un uomo pur di raggiungere una piccola fetta di successo, si differenziano in maniera piuttosto netta per le risposte che danno a questa domanda.<br />
Laddove infatti Virzì sembra abbandonare da subito qualsiasi speranza nell&#8217;essere umano e spingere fino in fondo il pedale del pessimismo, Patierno a un certo punto sembra quasi fermarsi, come spaventato dalla spirale di cinismo che egli stesso ha costruito, per sterzare verso una forma di parabola più ottimista e, per certi versi, consolatoria.<br />
Ed è un po&#8217; un peccato perché fino a quel momento il cammino del protagonista verso una redenzione che sembra non arrivare mai poteva addirittura ricordare quello di Denzel Washington nel bellissimo <a href="http://www.movielicious.it/2013/01/24/flight/"><em>Flight</em></a> di Robert Zemeckis e, se permettete, non è poco.</p>
<p>Bisio, dal canto suo, smette i panni usuali di comedian paratelevisivo e ce la mette tutta per rendere sgradevole questo piccolo mostro moderno, riempiendolo di tic e di una logorrea ai limiti del sopportabile.<br />
Anche Diego Abatantuono, vera nemesi del protagonista, risulta un&#8217;azzeccata scelta di casting e, lavorando di sottrazione sul suo sgradevolissimo personaggio, indovina il suo ruolo migliore dai tempi di <em>Mediterraneo</em>.</p>
<p>In definitiva un film riuscito a metà quindi.<br />
La prima metà. Quella cattiva.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Happy Family</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/03/26/happy-family/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 23:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio De Luigi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Bentivoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Salvatores]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>

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		<description><![CDATA[Gabriele Salvatores torna a giocare con lo spettatore, regalandogli colori, emozioni e una sana e folle]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2010)<br />
Uscita: 26 marzo 2010<br />
Regia: Gabriele Salvatores<br />
Con: Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/26.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13165" title="26" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/26.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Tratto dall’omonima commedia di Alessandro Genovesi andata in scena al Teatro dell&#8217;Elfo di Milano, <em>Happy</em> <em>Family</em> sbarca sul Grande Schermo. Ezio (Fabio De Luigi) sta lavorando alla sceneggiatura di una commedia, che si chiama appunto  Happy Family. La sua frustrazione lo porta a inventare il racconto di due famiglie milanesi, una più elitaria (i cui genitori sono interpretati da Fabrizio Bentivoglio e Margherita Buy) e l&#8217;altra più semplice (capitanata da Carla Signoris e Diego Abatantuono). Due universi sociali separati, che si scontrano perché i rispettivi figli minori, i sedicenni Filippo e Marta, decidono improvvisamente di sposarsi. Per un banale incidente, anche Ezio finisce per incontrare i suoi personaggi, ritrovandosi a cena con loro in un surrogato di folle realtà.</p>
<p>A Gabriele Salvatores va sicuramente riconosciuto un grande merito, quello di essersi cimentato con coraggio nei progetti più vari e meno battuti dal cinema italiano. E&#8217; sempre stato uno sperimentatore sui generis, senza però dimenticarsi di buttare un occhio a ciò che chiede il mercato. Con <em>Happy Family</em> questa tradizione continua, portando sullo schermo una commedia colorata, ma allo stesso tempo piena di risvolti tragici in una Milano surreale e costantemente assolata che è un perfetto non luogo. Così Salvatores coglie lo spettatore di sorpresa ancora una volta, mettendo in piazza i trucchi che servono a far risaltare il meccanismo di finzione della rappresentazione cinematografica, con i suoi personaggi (che non sono in cerca d&#8217;autore) che si rivolgono direttamente allo spettatore, guardando dritti nella macchina da presa. La quarta parete è definitivamente svanita.</p>
<p>Salvatores anche in questa occasione è alla ricerca di qualcosa di diverso, con un film che è tutto una grande bugia in costante bilico tra il vero e l&#8217;illusorio. Da sempre affascinato dall&#8217;idea di un cinema contaminato da altri media (pensate a <em>Nirvana</em>, dove Diego Abatantuono era il protagonista di un videogioco), in <em>Happy Family</em> ruba delicatamente dal teatro e dalla letteratura, condendo il tutto con squisite immagini di repertorio. Tante le soluzioni prese in prestito dal cinema di Wes Anderson (<em>I Tenenbaum</em> su tutti), passando in punta di piedi per <em>I soliti sospetti</em> di Singer. Ancora di più, Salvatores attinge a piene mani da un film dei fratelli Mazzieri, <em>I virtuali</em>, piccola perla caduta in quell&#8217;enorme calderone che è il dimenticatoio cinematografico. Ne I virtuali gli autori &#8220;in cerca&#8221; di personaggi erano due e non uno solo, e la torrida Milano era un&#8217;altrettanto torrida Parma. Ma alcune scene di <em>Happy Family</em> lo ricordano davvero molto (troppo?) da vicino. Alla fine si esce dalla sala senza aver capito bene cosa si è visto, ma non è necessario che a tutto corrisponda un nome, no?</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Gli amici del bar Margherita</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/04/01/gli-amici-del-bar-margherita/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 14:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[Neri Marcorè]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale il nuovo film di Pupi Avati. Un amarcord del regista nella Bologna degli anni Cinquanta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2008)<br />
Uscita: 3 aprile 2009<br />
Regia: Pupi Avati<br />
Cast: Diego Abatantuono,Pierpaolo Zizzi, Neri Marcorè<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: 01</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/gli-amici-del-bar-margherita1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3457" title="gli-amici-del-bar-margherita1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/gli-amici-del-bar-margherita1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>1954. Taddeo (Pierpaolo Zizzi) ha diciotto anni e vive a Bologna. Sogna diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma, riesce a diventare l&#8217;autista personale di Al (Diego Abatantuono). Da questo momento diventerà testimone delle avventure dei personaggi che animano la Bologna di Pupi Avati.</p>
<p>Una bottiglia di cognac bevuta tutta d&#8217;un fiato o il sogno di andare con un&#8217;entreneuse, sono queste le cose che possono cambiare la vita di un ragazzo. Per sempre. Avati questa volta, ebbro di nostalgia, si tuffa nei suoi ricordi adolescenziali più teneri, celandosi dietro alla figura del narratore. Con la complicità dei suoi attori, alcuni storici, altri alla loro prima esperienza con lui, confeziona un film corale e delicato.</p>
<p>L&#8217;idea del bar come centro nevralgico del quartiere, sembra funzionare bene. Tra le bizzarrie e le stravaganze di personaggi che cercano di divertire, ancor prima che divertirsi, si ha il tempo di riflettere su questo tipo di cinema: leggero e visivamente d&#8217;impatto. A cui Avati ci ha abituato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>I mostri oggi</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/03/25/i-mostri-oggi/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 19:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Buccirosso]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bisio]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[Neri Marcorè]]></category>
		<category><![CDATA[Sabrina Ferilli]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova commedia di Enrico Oldoini arriva al cinema. Un nutrito cast di attori per raccontare i mali]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2009)<br />
Uscita: 27 marzo 2009<br />
Regia: Enrico Oldoini<br />
Cast: Claudio Bisio, Sabrina Ferilli, Diego Abatantuono<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/ferilli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3174" title="ferilli" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/ferilli.jpg" alt="" width="414" height="274" /></a></p>
<p>Bisogna ammetterlo. Ci sono degli strani meccanismi, non solo commerciali, riguardanti il cinema, che probabilmente nessuno arriva a capire fino in fondo. Il caso de <em>I mostri oggi</em> è uno di questi misteri. Oldoini si è riempito la bocca con i nomi di Risi, Monicelli, Tognazzi, Gassman, facendo riferimenti alla Commedia ll&#8217;italiana e a come il suo film ne riprenda i meccanismi, pur riadattandoli ai tempi di oggi. Be&#8217;, non è vero.</p>
<p>I Mostri oggi ha davvero poco a che vedere con <em>I mostri</em> (diretto da Risi nel &#8217;63 e interpretato da Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi) e con<em> I nuovi mostri</em> (diretto nel &#8217;77 da Risi, Monicelli e Scola e interpretato da Gassman, Tognazzi e Alberto Sordi). Non è sufficiente riprendere le situazioni viste nelle due pellicole citate e ambientarle nell&#8217;Italia di oggi.</p>
<p>L&#8217;ironia sagace e la capacità di riuscire a cogliere situazioni tragicamente ironiche per trasformarle in grottesche, non si imparano certo a scuola. E il solo pensare di misurarsi con dei precedenti tanto illustri farebbe perdere il sonno a molti registi. Ma la cosa più avvilente de I Mostri oggi è che pur essendo un film appartenendo al genere comico, non fa ridere, o lo fa a stento. Di tutto il cast gli unici degni di nota sono Claudio Bisio e Carlo Buccirosso. Gli altri restano intrappolati in un copione con poco senso e ancora meno ironia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2009/03/24/arrivano-i-mostri/">Qui</a> trovate lo speciale su I mostri oggi</p>
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