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	<title>Movielicious &#187; Douglas Booth</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Orgoglio e pregiudizio e zombie</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/02/04/orgoglio-e-pregiudizio-e-zombie-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 08:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Burr Steers]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas Booth]]></category>
		<category><![CDATA[Lily James]]></category>
		<category><![CDATA[Orgoglio e Pregiudizio e Zombie]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Riley]]></category>

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		<description><![CDATA[Jane Austen vs. i non morti: il mash-up con Lily James e Douglas Booth.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Pride and Prejudice and Zombies, USA 2016)<br />
Uscita: 4 febbraio 2016<br />
Regia: Burr Steers<br />
Con: Lily James, Douglas Booth, Sam Riley<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: M2 Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/PPZ_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51896" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/PPZ_1.jpg" alt="PPZ_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&#8220;<em>È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di una buona fortuna debba essere in cerca di moglie</em>&#8220;.</p>
<p>Così inizia uno dei romanzi più celebri di tutti i tempi, <em><strong>Orgoglio e pregiudizio</strong></em> di<strong> Jane Austen</strong>, la più graziosa, ironica e rivoluzionaria critica ai costumi dell’epoca e sull&#8217;emancipazione femminile che nell&#8217;Inghilterra del 1813 appariva come una ventata di aria fresca.</p>
<p>&#8220;<em>È una verità universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di altro cervello</em>&#8220;.</p>
<p>Così inizia invece un altro successo letterario, <em><strong>Orgoglio e pregiudizio e zombie</strong></em>, romanzo di <strong>Seth Grahame-Smith</strong> del 2009, versione fedelmente aggiornata della storia della Austen, che alla storia tradizionale delle sorelle Bennet, ha aggiunto un tocco gotico e orrorifico.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/PPZ_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51897" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/PPZ_2.jpg" alt="Sam Riley and Douglas Booth in Screen Gems' PRIDE AND PREJUDICE AND ZOMBIES." width="700" height="350" /></a></p>
<p>Il film, esattamente come il libro, segue la trama originale di Orgoglio e pregiudizio, riletta in chiave gotica, in cui l’Inghilterra dei primi dell’Ottocento è invasa da un’orda di terrificanti morti viventi. La giovane Elizabeth Bennet (<strong>Lily James</strong>) vive, con le sue quattro sorelle e i genitori, in una casa nella campagna di Meryton, nell&#8217;Hertfordshire. Le ragazze fin da bambine sono state addestrate dal padre (<strong>Charles Dance</strong>) a combattere, utilizzando differenti armi e apprendendo i segreti delle arti marziali, per essere pronte in ogni momento a contrastare l’invasione di zombie che minaccia l&#8217;intero paese. Come nel romanzo della Austen, la principale preoccupazione di Mrs. Bennet, però, non sono i morti viventi, ma il riuscire a trovare un marito alle sue figlie. Così tra boccoli e corsetti, cappellini e chiacchiere da salotto, si insinuano mostri, combattimenti e qualche momento splatter.</p>
<p>Ma davvero esiste un mondo in cui Jane Austen e gli zombie possono convivere? Sì e se si riesce a superare lo sconcerto iniziale e ci si lascia prendere dalla storia, non si può non pensare che Seth Grahame-Smith abbia avuto un&#8217;idea geniale nell&#8217;accostare due universi distanti anni luce l&#8217;uno dall&#8217;altro. E <strong>Burr Steers</strong> (autore di poche e dimenticabili cose tra cui <em>17 Again &#8211; Ritorno al liceo</em> e <em>Segui il tuo cuore</em>, anche se come attore può vantarsi di aver avuto una particina in <em>Pulp Fiction</em>) si fa carico del fardello, trasportando sullo schermo questo curioso e insolito connubio con risultati tutto sommato gradevoli, supportati da un ritmo incalzante e da un cast azzeccato. Funzionano le cinque signorine Bennet, contraddistinte da umori, passioni e caratteri molto diversi, così come gli zombie dal bizzarro aplomb vittoriano (quelli di Romero sono ancora molto lontani). Senza stravolgere troppo il perfetto impianto narrativo che è alla base del romanzo, Steers vi inserisce i tasselli zombie scegliendo di non amalgamarli mai del tutto ma la mancata coesione tra Elizabeth &amp; C. e i non morti, oltre ad essere una scelta stilistica ben precisa, è anche il maggior limite del film, con due storie parallele che convergono solo in una manciata di scene.</p>
<p>Le fedelissime al romanzo della Austen, però, possono stare tranquille: nonostante i morti viventi, la storia d&#8217;amore tra Elizabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy (<strong>Sam Riley</strong>) c&#8217;è, così come quella tra sua sorella Jane (<strong>Bella Heathcote</strong>) e Mr. Bingley (<strong>Douglas Booth</strong>).</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Romeo &amp; Juliet</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/02/09/romeo-juliet/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 12:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Carlei]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas Booth]]></category>
		<category><![CDATA[Hailee Steinfeld]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Giamatti]]></category>
		<category><![CDATA[Romeo and Juliet]]></category>

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		<description><![CDATA[In arrivo nelle sale per il weekend di San Valentino, l'ennesima trasposizione della più grande storia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia, Gran Bretagna, Svizzera 2014)<br />
Uscita: 12 febbraio 2015<br />
Regia: Carlo Carlei<br />
Con: Douglas Booth, Hailee Steinfeld, Paul Giamatti<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/romeo-e-giulietta_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41052" title="romeo-e-giulietta_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/romeo-e-giulietta_2.jpg" alt="" width="500" height="212" /></a></p>
<p>a storia è sempre quella.<br />
Romeo (<strong>Douglas Booth</strong>) ama Giulietta (<strong>Hailee Steinfeld</strong>).<br />
Giulietta ama Romeo.<br />
Le rispettive famiglie sono contrarie.<br />
I due si sposano di nascosto e poi, complici una serie di misunderstanding, muoiono.</p>
<p>Sul serio, c&#8217;era davvero bisogno di un altro film tratto dalla più famosa tra le opere di <strong>William Shakespeare</strong>?</p>
<p>A detta del regista, <strong>Carlo Carlei</strong> (<em>La corsa dell&#8217;innocente</em> e il primo <em>Padre Pio </em>televisivo) e dello sceneggiatore Julian Fellowes (autore sia della serie <em>Downton Abbey</em> che del recente e orrido <em>Pompei </em>di Paul W.S. Anderson) evidentemente sì se, all&#8217;epoca della presentazione di <em><strong>Romeo &amp; Juliet</strong></em> al Festival di Roma del 2013, spiegarono come la scelta di riproporre al pubblico la storia dell&#8217;amore fatale tra Romeo e Giulietta nascesse, in primis, dalla volontà di renderla affascinante ad un pubblico più giovane e culturalmente sempre meno attratto dal libro inteso come oggetto fisico.<br />
Le motivazioni alla base del progetto erano quindi anche nobili, ma il film nel suo complesso però non convince.<br />
Qualsiasi possibile lettura di Romeo &amp; Juliet (la &#8220;e commerciale&#8221; tra i due nomi è forse l&#8217;unica variante significativa al testo originale) non può non fare i conti infatti con la supposta necessità di un&#8217;operazione del genere e, in tal senso, la sola finalità didattica non regge.<br />
Perché se è vero che Shakespeare ha, di fatto, riscritto integralmente le principali regole della drammaturgia per come la si intendeva all&#8217;epoca, è altrettanto vero che oggi l&#8217;eco di tale riscrittura è rintracciabile più o meno ovunque.<br />
Per dire, c&#8217;è molto più Shakespeare in una qualsiasi puntata di <em>House of Cards</em> o<em> Game of Thrones </em>che in questo compitino &#8211; anche piuttosto corretto, per carità &#8211; che, a tratti, sembra più un mero veicolo di lancio per le carriere dei molti giovani attori coinvolti che non una vera e propria rilettura di un&#8217;opera immortale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/romeo-e-giulietta_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41053" title="romeo-e-giulietta_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/romeo-e-giulietta_1.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Anche da un punto di vista puramente estetico, il termine di paragone  più prossimo al film di Carlei pare essere proprio la più classica delle  trasposizioni cinematografiche di Romeo e Giulietta mai realizzate  finora, ossia quella girata da Zeffirelli del &#8217;68 e didascalica già  allora, quindi figurarsi nel 2015.<br />
E a nulla o quasi servono gli  attestati di autenticità artistica rappresentati sia dall&#8217;altisonanza di  alcuni dei nomi coinvolti (primo tra tutti un attore di assoluto rango  come <strong>Paul Giamatti</strong>) che dalla magniloquenza della messinscena.<br />
Non  basta infatti distribuire senso di grandeur a pioggia &#8211; dalle magnifiche  location rinascimentali all&#8217;onnipresente e invasiva colonna sonora &#8211;  per fare un grande film.<br />
Al massimo ne può venir fuori un film grande e qui tutto è grande, ma quello che manca forse è proprio il cuore.<br />
Il che, in un film sulla storia d&#8217;amore di tutte le storie d&#8217;amore, risulta essere un po&#8217; un paradosso.<br />
E  se l&#8217;intento era davvero quello di avvicinare le ultime generazioni  all&#8217;opera del Bardo dell&#8217;Avon, perché allora non partire da un processo  di riscrittura (senza neanche tirare in ballo il<em> Romeo+Juliet</em> di Baz  Luhrmann) piuttosto che di semplice &#8211; e un po&#8217; sterile, diciamolo &#8211;  rilettura?</p>
<p><strong>Voto </strong>4</p>
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		<title>Posh</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 07:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Sam Claflin]]></category>
		<category><![CDATA[The Riot Club Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Al cinema i bad boys di Lone Scherfig, carismatici e ossessionati dal potere, interpretati da Max Irons,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Riot Club, UK 2014)<br />
Uscita: 25 settembre 2014<br />
Regia: Lone Scherfig<br />
Con: Max Irons, Sam Claflin, Douglas Booth<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuito da: Notorious Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38973" title="posh_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il Riot Club, fondato nel lontano 1776, è il circolo studentesco più esclusivo e snob dell&#8217;intera Università di Oxford.<br />
Ne fanno parte i dieci ragazzi più dotati dell&#8217;ateneo, quelli destinati a un futuro di privilegi e potere.<br />
Sono rampolli viziati appartenenti a famiglie in vista, abituati a ottenere tutto e subito senza il minimo sforzo.<br />
Miles (<strong>Max Irons</strong>, figlio di Jeremy) e Alistair (<strong>Sam Claflin</strong>) sono solo gli ultimi tra i prescelti a far parte del Riot Club.<br />
Solo che Miles, nonostante l&#8217;alto lignaggio, cerca di mantenere i piedi per terra senza fare eccessivo sfoggio delle proprie origini mentre Alistar, che vive all&#8217;ombra di un fratello maggiore ex-presidente del club, crede fermamente in una forma di superiorità delle classi più agiate su quelle meno abbienti.<br />
La cinica goliardia che in genere anima le serate del Riot Club una sera però supera il punto di non ritorno e i ragazzi si trovano a dover fare i conti con le responsabilità di un&#8217;azione che nemmeno tutte le loro conoscenze possono mettere a tacere.</p>
<p>Per comprendere appieno il valore di quanto sia riuscito questo spietato apologo sociale firmato da <strong>Lone Scherfig </strong>(<a href="http://www.movielicious.it/2010/02/05/an-education/"><em>An Education</em></a>, <em>One Day</em>) bisognerebbe cominciare dall&#8217;analizzare l&#8217;inquietante scena grondante quieta rassegnazione dinanzi all&#8217;ineluttabilità del male che lo chiude, quasi una sorta di ideale omologo britannico dell&#8217;amaro finale di <em>Mystic River</em> di Clint Eastwood.<br />
Senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, è proprio alla fine che si prende atto di come l&#8217;autrice danese sia stata abile nel costruire, complice la pièce teatrale di <strong>Laura Wade </strong>da cui il film è tratto, un ritratto analitico e impietoso di certe dinamiche che, nella fattispecie, riguardano l&#8217;ambiente del college ma sono riscontrabili in qualsiasi altro contesto sociale.<br />
Lo fa procedendo per accumulo, attraverso un&#8217;abile sovrapposizione di strati di tensione sottile e montante, convincendo nel contempo lo spettatore di trovarsi di fronte a un thriller, per poi disilluderlo negandogli anche la possibilità di empatizzare con Miles, l&#8217;unico personaggio identificabile come buono almeno per buona parte del film.<br />
Questa scelta, lungi dall&#8217;essere un atto di nichilismo drammaturgico fine a se stesso, è invece utile anche per allontanare dallo script qualunque ombra di facili e stereotipate contrapposizioni &#8220;upper class VS borghesia&#8221; che appesantirebbero di retorica un prodotto di questo genere.<br />
Ecco quindi che, quand&#8217;anche l&#8217;idea di un ipotetico eroe viene a cadere, ciò che resta è il nulla. Il vuoto pneumatico dei sentimenti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38974" title="posh_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_2.jpg" alt="" width="500" height="283" /></a></p>
<p>Lo stile di regia è giustamente anòdino &#8211; indicativo di un distacco con cui la Scherfig approccia i suoi personaggi sin dai tempi di <em>An Education</em> &#8211; così come gli ambienti in cui si muovono questi odiosi figli di papà, così freddi nella loro antica eleganza che testimonia in modo incontrovertibile la persistenza secolare dell&#8217;ingiustizia sociale.<br />
Singolare inoltre la scelta di strutturare l&#8217;opera in due atti distinti in cui, a un necessario prologo introduttivo sui singoli personaggi, segue la lunghissima scena della cena (vero fulcro del film) in cui lentamente assistiamo alla trasfigurazione dei ragazzi in mostri.<br />
La Schefrig non ha alcuna fretta di scoprire le carte e gioca ad esasperare lo spettatore, lasciandogli sì intendere che ci sarà una vittima sacrificale, ma mostrandogliene diverse possibili fino ad istillargli il dubbio che, forse, potrebbe addirittura non accadere nulla.<br />
Poi invece qualcosa accade.<br />
Oltre che dalla sapienza registica, la bontà del risultato è garantita anche da un parterre di attori che, a fronte di un&#8217;età giovanissima, riescono a rendere in maniera impeccabile la noia e la protervia che contraddistingue i  personaggi che sono chiamati ad incarnare.<br />
Era dai tempi del solo in parte riuscito <em>Alpha Dog</em> di Nick Cassavates che non si assisteva a un ritratto così duro, pur essendo comunque un prodotto di chiara impronta mainstream, dell&#8217;universo giovanile e delle sue più violente derive.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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