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	<title>Movielicious &#187; Eileen Atkins</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Magic in the Moonlight</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 14:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Colin Firth]]></category>
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		<category><![CDATA[Emma Stone]]></category>
		<category><![CDATA[Magic in the Moonlight]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Allen]]></category>

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		<description><![CDATA[Allen firma il suo 44esimo film, garbata commedia sulla magia e sull'irrazionalità dell'amore con Colin]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, USA 2014)<br />
Uscita: 4 dicembre 2014<br />
Regia: Woody Allen<br />
Con: Colin Firth, Emma Stone, Eileen Atkins<br />
Durata: 1 ora e 47 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/magic_in_the_moonlight_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39930" title="magic_in_the_moonlight_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/magic_in_the_moonlight_slide.jpg" alt="" width="499" height="331" /></a></p>
<p><em>Per te io sono ateo, ma per dio io sono una leale opposizione</em> (Woody Allen)</p>
<p>Dopo le atmosfere splendidamente cupe di <a href="http://www.movielicious.it/2013/12/02/blue-jasmine/"><em>Blue Jasmin</em></a>, raffigurazione impeccabile della caduta sociale e mentale di una donna ai tempi della crisi economica, <strong>Woody Allen</strong> si prende un attimo di respiro e ritorna con un po&#8217; più di leggerezza a rifugiarsi nel passato per raccontare una storia dai colori tenui, incentrata su amore, magia e l&#8217;irresistibile desiderio di abbandonarsi a quest&#8217;ultima per sopravvivere.<br />
Alle note di <em>You Do Something To Me</em> di Cole Porter il compito di introdurci nelle atmosfere del suo quarantaquattresimo film da regista. Siamo alla fine dei ruggenti anni Venti e il celebre illusionista inglese Stanley Crawford (<strong>Colin Firth</strong>), noto con il nome di Wei Ling Soo, viene invitato in Francia da un suo amico al fine di smascherare una giovane medium americana tanto dotata e capace di incredibili prodigi quanto affascinante. Crawford è un uomo tutto d&#8217;un pezzo, razionale e dall’ego smisurato, che non crede alla vita dopo la morte e che si attiene a ciò che vede. Inutile dire che per lui la giovane Sophie (<strong>Emma Stone</strong>) non è nient’altro che una scaltra truffatrice giunta in Francia per mettere le mani sul denaro della facoltosa famiglia che sta ospitando lei e sua madre.</p>
<p><em>Magic in the Moonlight</em> è una pellicola connotata da forti dualismi, come nella migliore tradizione alleniana, in cui magia e razionalità, ragione e sentimento, cultura britannica e cultura yankee si fronteggiano e finiscono per contaminarsi, amalgamamandosi, e divenendo qualcosa di diverso, complesso e migliore.<br />
Rubacchiando a piene mani dalla sua filmografia (da <em>La rosa purpurea del Cairo</em> a <em>La maledizione dello scorpione di giada</em>) così come dalle screwball comedy di Howard Hawks (<em>Susanna</em> e <em>La signora del venerdì</em> su tutte) il regista newyorkese firma solo apparentemente una delle sue opere più leggere e impalpabili.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/magic_in_the_moonlight_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39931" title="MAGIC IN THE MOONLIGHT" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/magic_in_the_moonlight_2.jpg" alt="" width="500" height="274" /></a></p>
<p>La dizione british di Firth regala sottili sfumature (così come quella di <strong>Eileen Atkins</strong> nei panni della vecchia zia), facendo emergere ancora di più le differenze sociali e culturali tra il personaggio dello smascheratore Crawford e quello di Sophie, tutta occhioni e abitini plissettati, le cui lacune culturali rappresentano un&#8217;arma di seduzione pigmalionica irresistibile per il razionale Stanley. Per non parlare della graziosissima Emma Stone che, qui come in <em>Birdman</em>, ci regala una performance tanto matura quanto disincantata: altro che la fidanzatina di Spider-Man!<br />
Potendo quindi contare su un valido cast che non annovera se stesso, ma che lo rievoca continuamente nella figura e nelle nevrosi di Stanley Crawford, Allen incastona in location da cartolina una delle sue storie forse meno sagaci ma comunque gradevole e ben strutturata: non un pugno assestato alla bocca dello stomaco quale era stato <em>Blue Jasmine</em>, ma un invito alla presa di coscienza mascherato da commedia romantica, colpevole solo di possedere scarso mordente e di non apportare novità significative, sia strutturali che formali, alla folta e variegata filmografia del regista.</p>
<p>Non è un caso, poi, che nei film di Allen, la magia sia un elemento costante: l&#8217;episodio da lui diretto in <em>New York Stories</em>, <em>Alice</em>, <em>Scoop</em> e il già citato <em>La maledizione dello scorpione di Giada </em>erano pervasi da incantesimi e sparizioni, da ipnotizzatori e sedicenti guaritori. Il piccolo Woody sognava infatti di fare il mago, da grande. Ma dopo aver trascorso ore chiuso nella sua stanza ad esercitarsi con conigli, cilindri e carte da gioco, è arrivata un&#8217;altra magia, quella del cinema, che lo ha preso con sé. Riuscite a immaginare un mondo migliore per uno che alla soglia degli ottant&#8217;anni continua a sfornare un film l&#8217;anno? Noi proprio no.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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