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	<title>Movielicious &#187; Ellen PageJesse Eisenberg</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>To Rome with Love</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 10:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Woody Allen]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sguardo di Woody Allen si posa sulla capitale, carico di cliché e privo di spunti originali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA Italia 2012)<br />
Uscita: 20 aprile 2012<br />
Regia: Woody Allen<br />
Con: Woody Allen, Roberto Benigni, Penélope Cruz, Alec Baldwin<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/29.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26260" title="29" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/29.jpg" alt="" width="500" height="343" /></a></p>
<p>Quando si fanno uscire due film l&#8217;anno, è praticamente impossibile che possano essere tutti dei capolavori. Allen è uno di questi coraggiosi? volenterosi? ma nevrotici forse è il termine più appropriato, registi la cui materia grigia è talmente e continuamente in movimento da essere costretto a riversarne un po&#8217; in una pellicola con una certa frequenza, altrimenti rischia di esplodere. E con i tempi che corrono è lodevole che qualcuno possa ancora scoppiare di idee. Premessa necessaria, ma non sufficiente, a giudicare del tutto positivamente l&#8217;ultima fatica del regista newyorchese, <em>To Rome with Love</em>, pellicola la cui lavorazione abbiamo seguito <a href="http://www.movielicious.it/2011/08/13/allen-e-benigni-sul-set/">particolarmente da vicino</a> la scorsa estate.<br />
Una trama suddivisa in quattro episodi, quadri a sé stanti, che hanno in comune solo lo sfondo: una Roma da cartolina. C’è un architetto americano (Alec Baldwin) che rivive la sua gioventù trascorsa a Roma; una prostituta d’alto bordo (Penélope Cruz) che per sbaglio sconvolge la vita di un giovane e impacciato italiano (Alessandro Tiberi), la cui moglie (Alessandra Mastronardi) si perde nelle strade della capitale incappando nel suo attore preferito (Antonio Albanese); un uomo comune (Roberto Benigni) che improvvisamente e senza alcun motivo viene travolto dal successo e un discografico americano ormai in pensione (Woody Allen) che, arrivato a Roma, conoscerà il suo consuocero (Fabio Armiliato), innamorandosi della sua voce e tentando di portarlo al successo.</p>
<p>Abbandonata la comicità colta e letteraria che pervadeva<a href="http://www.movielicious.it/2011/11/29/midnight-in-paris-2/"> Midnight in Paris</a>, Allen torna ad essere l&#8217;Alvy Singer di <em>Io e Annie</em>, l&#8217;Isaac Davis di <em>Manhattan</em>, il personaggio che gli riesce meglio, quello in cui probabilmente si riconosce di più: ansioso, nevrotico e con lo spettro di Sigmund Freud sempre in agguato. Sono sue le battute migliori, accenti feroci da autore navigato tesi a sottolineare, ancora una volta, i vizi privati e le pubbliche virtù del genere umano. Sarà per questo che il suo episodio è quello che funziona meglio, quello più &#8220;alleniano&#8221; di tutti, in cui non mancano situazioni paradossali e assolutamente comiche (molto bravo il tenore Fabio Armiliato, nei panni del becchino-cantante lirico). Sulle altre tre storie, invece, scende l&#8217;oblio. Benigni che probabilmente è stato inserito nel film perché di fatto è l&#8217;unico attore italiano conosciuto anche all&#8217;estero, è protagonista di una vicenda che non ha capo né coda. Così come appare piatto l&#8217;episodio dei due neosposi di provincia Tiberi-Mastronardi alle prese con una Roma in cui il peccato si nasconde dietro ogni angolo (fa eccezione il cameo di Riccardo Scamarcio nei panni del ladro pugliese e gentiluomo che regala un piccolo divertente guizzo sul finale). Invece la vicenda &#8220;all american&#8221; con Alec Baldwin (la cui natura del personaggio, un po&#8217; mentore, un po&#8217; spirito guida, non è chiara nemmeno ad Allen, come ha spiegato in <a href="http://www.movielicious.it/2012/04/13/to-rome-with-love-woody-allen-nella-capitale/">conferenza stampa</a>), Jesse Eisenberg ed Ellen Page risulta essere la più illusoria e malinconica. La giovane Page nel ruolo di femme fatale, attrice e seduttrice incallita, rimanda a ben altre donne alleniane, una su tutte la Diane Keaton di <em>Manhattan</em> con un grado di irresistibilità direttamente proporzionale all&#8217;indole instabile e problematica. Ma anche qui, nulla che non si sia già visto.</p>
<p>C&#8217;è poi un aspetto in particolare di <em>To Rome with Love</em> che è senza dubbio il più irritante: il modo in cui Woody Allen vede la città eterna, e cioè esattamente come la vedono i milioni di turisti che la invadono ogni anno. Da uno come lui ci saremmo aspettati una visione più particolare e meno qualunquista: non c&#8217;è un luogo di Roma che il regista abbia inserito nel film che non faccia parte del giro turistico più venduto dai tour operator capitolini: Piazza di Spagna, il Colosseo, qualche vicolo di Trastevere, il Campidoglio e via Veneto. Per non parlare del modo in cui invece Allen vede i suoi abitanti: goderecci, lassisti e voluttuosi (ma forse qui non sbaglia di molto). Non convince, inoltre, la soluzione narrativa del vigile-narratore che introduce i vari episodi. Insomma un film decisamente poco ispirato, con il cast americano che si posiziona una spanna sopra a quello italiano, e a cui mancano la freschezza e l&#8217;originalità delle pellicole alleniane più elevate. Non rimane che aspettare con fiducia la prossima avventura del regista americano che si snoderà tra New York e San Francisco, e non a Copenhagen, come si era mormorato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2012/04/13/to-rome-with-love-woody-allen-nella-capitale/">QUI</a> trovate le interviste al cast di To Rome with Love.</p>
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