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	<title>Movielicious &#187; Ennio Fantastichini</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Addio a Ennio Fantastichini</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 19:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Fantastichini]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore, 63 anni, era ricoverato al Policlinico di Napoli da due settimane.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Ennio_Fantastichini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57838" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Ennio_Fantastichini.jpg" alt="Ennio_Fantastichini" width="849" height="600" /></a></p>
<p>È morto a Napoli all&#8217;età di 63 anni <strong>Ennio Fantastichini</strong>. Era ricoverato da due settimane, in rianimazione, al Policlinico della Federico II. Fantastichini è morto per un&#8217; emorragia cerebrale causata da una grave forma di leucemia. Era uno dei più celebri caratteristi del nostro cinema, dotato di una fortissima presenza scenica e di un&#8217;ironia pungente che metteva in ogni personaggio che interpretava.</p>
<p>Classe 1955, a vent&#8217;anni si era trasferito da Fiuggi a Roma, per studiare recitazione all&#8217;Accademia d&#8217;arte drammatica.<br />
L&#8217;esordio al cinema nel 1982, con <em>Fuori dal giorno </em>di Paolo Bologna. Poi una piccola parte ne<em> I soliti ignoti, vent&#8217;anni dopo</em> nell&#8217;85 e nel 1989 ottiene il ruolo di Enrico Fermi ne <em>I ragazzi di via Panisperna</em> di Gianni Amelio. Con lo stesso regista partecipa, l&#8217;anno successivo, al suo più grande successo, <em>Porte aperte</em>, al fianco di Gian Maria Volonté.</p>
<p>Nel 2007  Ennio Fantastichini è nel cast di <em>Saturno contro</em> di Ferzan Ozpetek, con cui torna nel 2010 per <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/11/mine-vaganti/" target="_blank"><em>Mine vaganti</em></a>, grazie al quale vince il David di Donatello come miglior attore non protagonista.</p>
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		<title>Io e lei</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 08:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Fantastichini]]></category>
		<category><![CDATA[Io e lei]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Sole Tognazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Sabrina Ferilli]]></category>

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		<description><![CDATA[Margherita Buy e Sabrina Ferilli luminose protagoniste della riuscita commedia sentimentale di Maria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2015)<br />
Uscita: 1° ottobre<br />
Regia: Maria Sole Tognazzi<br />
Con: Margherita Buy, Sabrina Ferilli, Ennio Fantastihini<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuzione: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/io_e_lei_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44673" title="io_e_lei_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/io_e_lei_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A due anni di distanza da <em>Viaggio sola</em>, <strong>Maria Sole Tognazzi</strong> torna a lavorare con <strong>Margherita Buy</strong>, questa volta affiancata da <strong>Sabrina Ferilli</strong>, in un film che, per la prima volta nellla storia del nostro cinema, si concentra esclusivamente su una storia d&#8217;amore tra due donne. Scegliendo di raccontare l&#8217;intimità, anziché soffermarsi sul lato erotico della coppia, la Tognazzi apre una strada nuova e ancora inesplorata che, pur seguendo le linee della commedia sentimentale di stampo classico, arricchisce di spunti e sfumature il genere. La riuscita di<strong><em> Io e lei</em></strong> è legata a doppio filo a questa illuminata scelta di fondo che ridimensiona la sfera passionale in favore di quella emotiva nel mettere in scena l&#8217;amore tra Federica (Buy) e Marina (Ferilli), come qualcosa di naturale e del tutto consueto.</p>
<p>E&#8217; interessante vedere come Maria Sole Tognazzi nei suoi lavori si diverta a giocare con ruoli e cliché: in <em>Viaggio sola</em> l&#8217;ispettrice alberghiera Buy incarnava il paradigma della modernità femminile, mostrando un lato delle donne piuttosto maschile, mentre ne <em>L&#8217;uomo che ama </em>Pierfrancesco Favino interpretava un personaggio profondamente fragile, che reagiva all&#8217;abbandono con un dolore che, almeno nell&#8217;immaginario collettivo e sullo schermo, viene solitamente attribuito al gentil sesso. Tutte scelte che portano lo spettatore a riflettere sull&#8217;insensatezza della netta distinzione tra i generi e sull&#8217;educazione alla diversità, ancora tanto in voga. Con <em>Io e lei</em> la regista sembra voler arricchire questo concetto, sviluppandolo ulteriormante sul piano socio-cultural-romantico, limitandosi a disegnare la naturale intimità tra due persone che si vogliono bene e portano avanti la loro vita insieme, tra alti e bassi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/io_e_lei_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44674" title="io_e_lei_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/io_e_lei_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Nella storia tra Marina, lesbica dichiarata, ex attrice e imprenditrice di successo e Federica, timida e riservata, con un matrimonio alle spalle e le idee ancora poco chiare, a catturare l&#8217;attezione è la spontaneità con cui vengono raccontate delle dinamiche altrove etichettate come &#8220;diverse&#8221;. In <em>Io e lei </em>non accade nulla di sconcio o di scandaloso, la sceneggiatura, scritta dalla stessa Tognazzi insieme a <strong>Francesca Marciano</strong> e <strong>Ivan Cotroneo</strong>, funziona proprio perché incarna il modo giusto di declinare una storia d’amore fra due donne in un contesto socioculturale ancora piuttosto indietro per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti civili, come quello italiano. In quest&#8217;ottica, la delicatezza di uno script che pone la questione in punta di piedi e senza imposizioni o forzature di sorta, si dimostra vincente, esattamente come la scelta delle due protagoniste che, nonostante vengano rinchiuse in inquadrature eccessivamente televisive e prive di quel respiro che una storia del genere meriterebbe, riescono a caratterizzare al meglio (la Ferilli un po&#8217; meno nelle scene drammatiche) due personaggi schietti e verosimili, di cui il cinema italiano sentiva il bisogno.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Ti ricordi di me?</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/04/02/ti-ricordi-di-me/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 12:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ambra Angiolini]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Fantastichini]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[Rolando Ravello]]></category>
		<category><![CDATA[Ti ricordi di me?]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia d'amore tra una smemorata e narcolettica Ambra Angiolini e un incallito cleptomane interpretato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 3 aprile 2014<br />
Regia: Rolando Ravello<br />
Con: Edoardo Leo, Ambra Angelini, Ennio Fantastichini<br />
Durata: 1 ora e 31 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/ti-ricordi-di-me.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36143" title="ti-ricordi-di-me" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/ti-ricordi-di-me.jpg" alt="" width="500" height="352" /></a></p>
<p>Corteggiare una ragazza soggetta a frequenti episodi di amnesia non deve essere cosa facile.<br />
Reiterare  all&#8217;infinito la spinosa esperienza delle presentazioni e ricominciare  ogni volta daccapo il processo di conquista dell&#8217;oggetto del proprio  desiderio è qualcosa che spingerebbe anche gli animi più romantici alla  rinuncia.<br />
Roberto (<strong>Edoardo Leo</strong>), cleptomane, scrittore di favole  surreali come <em>Alice nel paese dei terremotati</em> e <em>La foresta dei  barboni assiderati</em> e sognatore incallito, invece non demorde e quando  incontra Bea (<strong>Ambra Angiolini</strong>), insegnante narcolettica affetta da  perdite di memoria successive a qualsiasi picco emozionale, decide di  inseguirla con una tale, seppure timida, ostinazione che alla fine  riesce a conquistarla.<br />
Ma cosa succede dopo?<br />
E&#8217; possibile  costruire un rapporto sul dubbio che quanto realizzato possa sparire, da  un momento all&#8217;altro, dalla memoria della persona amata?</p>
<p>E&#8217; su  questo intrigante spunto che si fonda il secondo film da regista  dell&#8217;attore <strong>Rolando Ravello </strong>(<em>Tutti contro tutti</em>), tratto dalla pièce di  Massimiliano Bruno (interpretata a teatro dagli stessi Leo e Angiolini) e  sceneggiato insieme a Paolo Genovese (regista tra l&#8217;altro del recente  <em>Tutta colpa di Freud</em>).<br />
Sebbene il soggetto ricordi un po&#8217; troppo da  vicino <em>50 volte il primo bacio</em>, è evidente fin da subito la volontà  degli autori di costruire una storia che si avvicini agli standard di  certe commedie romantiche americane.<br />
Si nota in primis nella  caratterizzazione aperta e non tagliata con l&#8217;accetta dei personaggi  (soprattutto quelli secondari) e nel tentativo di far sorridere anche di  problematiche che altrove verrebbero affrontate con piglio ben più  serio.<br />
E per una buona mezzora <em><strong>Ti ricordi di me?</strong></em> riesce anche nel suo intento.<br />
Sebbene  l&#8217;incipit fiabesco con voce off faccia temere sulle prime una deriva  pieraccionesca, Ravello è abile nel rallentare, prendendosi i tempi  giusti della narrazione e tenendosi allo stesso tempo ben lontano dalla  ricerca della facile risata.<br />
A un tratto però fa un errore madornale.<br />
E&#8217;  come se l&#8217;autore si ricordasse all&#8217;improvviso di essere italiano e  decidesse di inserire per forza una linea narrativa drammatica, come a  voler negare al film la sua dignità di opera leggera.<br />
Solo che lo fa  troppo tardi, a film già ampiamente definito e, dovendo rispettare delle  rigide regole di minutaggio &#8211; ché Ravello non è James L. Brooks come  Genovese non è Nora Ephron &#8211; è costretto a chiudere tutto in gran  fretta.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/ti-ricordi-di-me-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36144" title="ti-ricordi-di-me-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/ti-ricordi-di-me-2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Se questo scivolone non è tale da compromettere l&#8217;intera riuscita del film, ne limita comunque parecchio il potenziale.<br />
La commedia dai risvolti amari è del resto faccenda complicata e in questi casi viene da pensare a come la figura di un autore come Carlo Verdone vada assolutamente rivalutata e preservata.<br />
Sul versante dei lati positivi c&#8217;è senz&#8217;altro da evidenziare la piacevole conferma di Rolando Ravello come abile regista di attori, di un Edoardo Leo reduce da un&#8217;annata spettacolare (è in quasi tutti i film italiani usciti a cavallo tra lo scorso anno e questo inizio 2014) e di un finale lieto ma non troppo.<br />
Aspettiamo di vedere Ravello alla sua prossima prova da regista, sperando che sappia decidere con maggiore fermezza tra il cavalcare gli stilemi della commedia (amara) all&#8217;italiana o magari trovare un cifra stilistica più personale.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>La mossa del pinguino</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/03/06/la-mossa-del-pinguino/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2014 12:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Natella]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello Fassari]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Amendola]]></category>
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		<category><![CDATA[Ennio Fantastichini]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Di Martino]]></category>
		<category><![CDATA[La mossa del pinguino]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Alberico]]></category>

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		<description><![CDATA[Esordio alla regia per Claudio Amendola, con una commedia sportiva in cui si sogna e si ride.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2014)<br />
Uscita: 6 marzo 2014<br />
Regia: Claudio Amendola<br />
Con: Edoardo Leo, Ricky Memphis, Ennio Fantastichini<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Videa &#8211; CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-mossa-del-pinguino-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35552" title="la-mossa-del-pinguino-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-mossa-del-pinguino-1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Bruno (<strong>Edoardo Leo</strong>) e Salvatore (<strong>Ricky Memphis</strong>) sono, ognuno a modo suo, due sognatori.<br />
Amici da quando erano bambini, non hanno mai fatto il passo definitivo verso l&#8217;età adulta e, alla luce dei problemi con cui si trovano quotidianamente a convivere (la difficoltà di garantire un alloggio alla famiglia per Bruno e un padre malato di Alzheimer per Salvatore) questo appare più come una lucida scelta per riuscire a digerire una realtà a volte troppo dura che non come una forma di immaturità.<br />
Impiegati come guardiani notturni in un museo, Bruno e Salvatore passano le loro notti a progettare folli piani per &#8220;svoltare&#8221; e l’ultimo forse è il più folle di tutti: partecipare alle Olimpiadi invernali di Torino 2006 come squadra italiana di <strong>Curling</strong>.<br />
Totalmente a digiuno dei rudimenti di questo poco conosciuto sport, i due assoldano quindi un vigile urbano in pensione (Ennio Fantastichini) e un attempato biscazziere (Antonello Fassari) con cui imbarcarsi in una tragicomica impresa che, tra non poche difficoltà, li porterà a un passo dallo sfiorare il sogno olimpico.</p>
<p>Esordio alla regia per Claudio Amendola che, per l&#8217;occasione, chiama a raccolta compagni ormai abituali (Antonello Fassari) e il vecchio amico Ricky Memphis (non sembra ma da <em>Ultrà</em> sono passati più di vent&#8217;anni) per confezionare una commedia dolceamara che funziona un po&#8217; come uno strano ibrido tra <em>Full Monty</em> e una puntata dei Cesaroni.<br />
Basato su un soggetto scritto da tre giovani autori (Andrea Natella, Giulio Di Martino e Michele Alberico) e poi riadattato da Amendola e Leo in chiave più nazional-popolare, <strong><em>La mossa del pinguino</em></strong> è un film che, nelle intenzioni dello stesso regista, vorrebbe rinverdire la tradizione della commedia all&#8217;italiana di Monicelli e Steno e a momenti sembra addirittura riuscirci. Lo fa soprattutto in virtù della felice scelta del cast: Edoardo Leo in primis, con questo quarantenne pieno di coraggioso ottimismo, si conferma infatti attore molto completo &#8211; non stupisce affatto in quest&#8217;ottica la quantità di film a cui ha partecipato solo quest&#8217;anno (si va da <em><strong>Tutta colpa di Freud</strong></em> al piccolo cult<strong><em> Smetto quando voglio</em></strong>) &#8211; con Fassari e Fantastichini, portatori sani di una romanità mai ostentata e macchiettistica, a fungere da ideale contraltare generazionale.<br />
Uno dei pregi del film è proprio nella capacità dei suoi interpreti di non andar mai a parare nei territori della risata più becera per cercare invece la leggerezza anche in pieghe meno allegre del racconto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-mossa-del-pinguino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35553" title="la-mossa-del-pinguino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/la-mossa-del-pinguino.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Laddove invece il film non riesce ad andare oltre un fastidioso senso di medietà è in una regia che non si discosta da certi paradigmi rigidamente televisivi. Mai un guizzo stilistico a movimentare una visione in cui, per molti versi, si sciupa uno script per niente banale per inserirlo in una cornice di già visto. Qualsiasi inquadratura de <em>La mossa del pinguino<strong> </strong></em>è comprensibilmente al servizio degli attori e se da un lato questo difetto di ingenuità può essere imputato all&#8217;inesperienza dell&#8217;Amendola regista, va però ricordato come altri attori, una volta passati dietro la macchina da presa, abbiano dimostrato maggiore coraggio, uno su tutti Kim Rossi Stuart e il suo pregevole e sottovalutato <em>Anche libero va bene</em>.<br />
Resta però il tentativo di guardare alla difficile realtà di questi anni con grande sincerità, proponendo un messaggio di speranza per un nuovo e inconsapevole proletariato (a tale categoria appartengono i quattro protagonisti del film) per cui molto spesso la speranza è merce più che rara.<br />
E in tempi in cui si continua a ridere (poco) per Pieraccioni e Christian De Sica non è affatto poco.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Studio illegale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 14:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Duchesne]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Fantastichini]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Volo]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Baccomo]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Illegale]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Riccioni Carteni]]></category>
		<category><![CDATA[Zoé Félix]]></category>

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		<description><![CDATA[Come da un blog divertente che diventa un libro di successo, si possa anche realizzare un film poco riuscito.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2012)<br />
Uscita: 7 febbraio 2013<br />
Regia: Umberto Riccioni Carteni<br />
Con: Fabio Volo, Zoé Félix, Ennio Fantastichini<br />
Durata: 2 ore<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/studio-illegale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30555" title="studio-illegale" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/studio-illegale.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p>Tutto ha inizio da un blog, nato nel 2007, in cui Federico Baccomo, sotto lo pseudonimo di Duchesne, racconta una serie di vicende ispirate allo studio legale in cui lavorava e dal quale si è appena licenziato. Le sue storie iniziano ada avere successo, tanto che nel 2009 Marsilio pubblica il romanzo di <em>Studio illegale</em>, che diventa un piccolo caso editoriale. Dagli scaffali di una libreria al cinema, poi, il passo sembra essere davvero breve, ed ecco che il romanzo diventa una pellicola, con Fabio Volo protagonista. Ci siamo fermati a leggere il blog, carino e ben scritto, probabilmente molto più interessante e rivelatorio per un avvocato o praticante tale, proprio per il quotidiano che di quel mondo viene raccontato. Il libro lo abbiamo saltato a piè pari, ma purtroppo abbiamo visto il film. Purtroppo perché tutta quella leggerezza con cui Baccomo raccontava episodi anche apparentemente di poco conto come una pausa alla macchinetta del caffè, nella pellicola di Carteni (<a href="http://www.movielicious.it/2009/03/18/diverso-da-chi/"><em>Diverso da chi?</em></a>) si perde, trasformandosi inesorabilmente in banalità.</p>
<p>La sinossi in due parole: protagonista della commedia è Andrea Campi (Volo che per l&#8217;occasione si è anche fatto crescere degli insulsi baffetti), giovane e rampante avvocato di un affermato studio legale milanese, incaricato dal suo socio (Ennio Fantastichini) di occuparsi di una trattativa che potrebbe dare una svolta alla sua carriera. Tutto va come previsto fino a quando Andrea non incontra Emilie Chomand (Zoé Félix), avvenente avvocatessa francese della controparte. Indovinate un po&#8217; come va a finire?</p>
<p>A cominciare da un sottotitolo di cui ci sfugge il senso ultimo, che recita &#8220;In amore vince chi inganna&#8221; (ma perché questa ossessione di spiegare ad ogni costo? Passi per una pellicola straniera, in alcuni casi può essere d&#8217;aiuto per indirizzare il pubblico nella scelta, ma questo è un film italiano), di <em>Studio illegale</em> non siamo riusciti a salvare nulla. Da Volo alle prese con l&#8217;ennesimo personaggio rampante, occhiale da sole e macchina fighetta che ne cambia una a sera fino a quando non si innamora di &#8220;quella giusta&#8221; e allora via libera alla faccia da triglia bollita, alla sua compagna di set Zoé Félix, tanto deliziosa in <em><em>Bienvenue chez les Ch&#8217;tis </em>(il Giù al Nord</em> originale), quanto scontata nei panni dell&#8217;avvocatessa parigina bon ton in carriera. Persino un pezzo da novanta del nostro cinema come Ennio Fantastichini esce sconfitto da questo film. La sceneggiatura non regala colpi di scena, se non uno all&#8217;inizio, e la storia procede esattamente come ci si aspetta, sicuri del fatto che: &#8220;mica potrà andare proprio così&#8221;. E invece sì. Va proprio così. Il linguaggio utilizzato, poi, è davvero &#8220;for dummies&#8221;, da fiction televisiva di terz&#8217;ordine. Non si ride, né si riflette, tantomeno ci si diverte. In preparazione c&#8217;è <em>La gente che sta bene</em>, secondo libro di Baccomo divenuto film, questa volta diretto da Francesco Patierno e con Claudio Bisio nei panni del protagonista. Ed è il fatto che peggio di così è difficile che possa andare a lasciarci un velo di speranza.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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