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	<title>Movielicious &#187; E.T.</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il genio di Carlo Rambaldi in mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Apr 2017 16:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Un'esposizione itinerante dal titolo Arte e cinema celebra il re degli effetti speciali. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Carlo_Rambaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55993" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Carlo_Rambaldi.jpg" alt="Carlo_Rambaldi" width="736" height="484" /></a></p>
<p>Al genio di <strong>Carlo Rambaldi</strong>, tre volte premio Oscar per avere creato personaggi come <em>E.T</em>, <em>King Kong</em> e <em>Alien</em>, è dedicata la mostra itinerante <em><strong>Arte e Cinema</strong></em> che aprirà i battenti il prossimo 5 agosto a <strong>Lamezia Terme</strong>, città calabrese dove l&#8217;artista trascorse gli ultimi anni della sua vita e dove è deceduto nell&#8217;estate del 2012.</p>
<p>In pochi sanno che<strong> Rambaldi</strong>  è stato un artista nel senso più completo del termine: il papà di E.T. ha sempre coltivato sin da ragazzo la passione per la pittura, oltre che quella ben nota per la meccanica, anche se le sue opere pittoriche (arte figurativa e astratta) non sono mai state esposte in pubblico.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Carlo_Rambaldi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55994" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Carlo_Rambaldi_2.jpg" alt="Carlo_Rambaldi_2" width="550" height="361" /></a></p>
<p>L’occasione di ammirare da vicino i suoi dipinti è arrivata: <b>Artepozzo </b>Energia d’Arte Contemporanea di Montaldeo (Alessandria) e il <b>Quadrifoglio</b> di Rosarno (Reggio Calabria) stanno infatti organizzando la mostra che sarà allestita al <b>Teatro Grandinetti </b>di Lamezia Terme. L’iniziativa, che si avvale della stretta collaborazione della famiglia dell&#8217;artista (in particolare della figlia Daniela, vicepresidente del Museo intitolato al padre), sarà itinerante e prevede tappe in altre città, oltre a quella calabrese. Insieme alle opere del maestro ci saranno anche quelle di altri artisti di prim’ordine – pittori, scultori e fotografi – che saranno invitati a partecipare direttamente dagli organizzatori.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/DiQnCsDvDT8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Diplomato geometra e laureatosi all&#8217;Accademia di belle arti di Bologna, Rambaldi iniziò a fare cinema quasi per caso, quando nel 1956 fu chiamato a Cinecittà per progettare il drago Fafner protagonista di un film di fantascienza a basso costo, il <em>Sigfrido</em> diretto da Giacomo Gentilomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_55995" style="width: 485px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Profondo_Rosso.gif"><img class="wp-image-55995 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/Profondo_Rosso.gif" alt="Profondo_Rosso" width="475" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Profondo rosso</p></div>
<p>Si trasferì quindi a Roma dove visse nel periodo d’oro del cinema italiano, mettendo a disposizione la sua arte ai maggiori registi dell’epoca: da Fellini a Ferreri, da Pasolini a Monicelli fino a Dario Argento (il terrificante bambolotto di <em>Profondo Rosso</em> è opera sua) Poi l’approdo a  <strong>Hollywood</strong>, chiamato da  <strong>Dino De Laurentis </strong>che lo volle per la creazione del King Kong di John Guillermin, il kolossal che gli permise di conquistare il primo Oscar. Proprio in una città nei pressi di Los Angeles, a Burbank, Rambaldi aprì il suo laboratorio, dove sviluppò sofisticati progetti di<strong>  </strong><strong>meccatronica</strong>  (gli effetti speciali ottenuti con l’unione di meccanica ed elettronica). Progetti che troveranno applicazione anche in altri film di grande successo internazionale, a cominciare da  <em>Alien</em> di Ridley Scott, per il quale contribuisce, insieme a Hans Ruedi Giger, all’ideazione della creatura aliena divenuta poi celebre in tutto il mondo. E successivamente, nel 1982 la collaborazione con  Steven Spielberg  per quello che è considerato il suo capolavoro assoluto: E.T., l’esserino alieno dalla grande testa e dagli occhi tristi a cui Rambaldi ha saputo dare un’anima oltre che un corpo, dotato di un’espressività che forse mai in passato nessuno è stato capace di conferire a una creatura meccanica.</p>
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		<title>Addio a Carlo Rambaldi, l&#8217;uomo del futuro</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Aug 2012 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'artigiano del cinema e pioniere della meccatronica che odiava i computer.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27713" title="rambaldi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi.jpg" alt="" width="500" height="447" /></a></p>
<p>Fantasia, genialità e manualità. In altre parole meccatronica. Era questa l&#8217;arte in cui Carlo Rambaldi non temeva rivali. Nato come pittore e scultore, si era affacciato nel cinema italiano a metà degli anni Sessanta, lavorando a pellicole come<em> Terrore nello spazio</em> di Mario Bava e <em>Profondo rosso</em> di Dario Argento. Poi John Guillermin lo volle al suo fianco per realizzare il suo <em>King Kong</em>, che gli valse il suo primo Oscar, e da lì la sua carriera decollò. Ne vinse altri due dando corpo e vita all&#8217;extraterrestre<em> E.T.</em> e alle creature xenomorfe di <em>Alien</em>.</p>
<p>Si è spento ieri, Carlo Rambaldi, nella sua casa di Lamezia Terme dove viveva da dieci anni. Proverbiale il suo odio per il digitale, lui che i suoi personaggi li creava con gomma e carta pesta non si era mai rassegnato all&#8217;avvento degli effetti in CGI: &#8220;Il digitale costa circa otto volte più della meccatronica&#8221;, sosteneva. &#8220;E.T. è costato un milione di dollari, l&#8217;abbiamo realizzato in tre mesi. Nel film ci sono circa centoventi inquadrature. Se ora volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci vorrebbero almeno 200 persone per un minimo di cinque mesi&#8221;.</p>
<p><strong>Rambaldi e i suoi Monsters &amp; Co.</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/king-kongs-arm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27714" title="king-kongs-arm" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/king-kongs-arm.jpg" alt="" width="434" height="254" /></a></p>
<p>Per realizzare <em>King Kong</em>, Rambaldi aveva trascorso diversi giorni nel giardino zoologico di San Diego. L&#8217;animazione doveva infatti riprodurre la mimica facciale degli animali ed avere una mobilità quasi umana, per sembrare reale e contemporaneamente commuovere il pubblico. King Kong, alto quindici metri, aveva uno scheletro meccanico e il rivestimento esterno in crine di cavallo (4 quintali): per animarlo sono state necessarie dodici persone, una delle quali posta all&#8217;interno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi-alien.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27715" title="rambaldi-alien" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi-alien.jpg" alt="" width="341" height="450" /></a></p>
<p>La testa di <em>Alien</em>, l&#8217;alieno del film di Ridley Scott (1979), è stata realizzato da Carlo Rambaldi con una struttura in poliuretano soffice e lana di vetro, capace di dare libertà di movimento alla particolare anatomia del volto. Ne sono state realizzate tre versioni : due meccaniche per i primi piani e una leggera per i campi lunghi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/et.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27716" title="et" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/et.jpg" alt="" width="500" height="309" /></a></p>
<p>Per realizzare il primo modellino in creta di E.T., Carlo Rambaldi si era ispirato al collo lungo e sottile di una figura femminile, che aveva dipinto nel 1952 (Donne del Delta). Le altre caratteristiche del volto sono nate invece dall&#8217;osservazione dei gatti himalaiani. Dalla creta sono nati gli stampi  per creare i tessuti muscolari esterni al personaggio. L&#8217;animazione finale, con ottantacinque punti di movimento controllati da dieci operatori esterni, è stata realizzata in quattro versioni: per i primi piani, i mezzi primi piani, le inquadrature medie e i campi lunghi.</p>
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		<title>I luoghi del cinema su Google Maps</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 18:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Movielicious vi mostra le location memorabili di grandi film, e come appaiono oggi su Street View.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I posti da film esistono sul serio: Movielicious vi ricorda alcune delle location più memorabili della storia del cinema, e subito dopo vi mostra come sono dal vivo, su Google Maps Street View. Potrete ruotare il luogo, vederlo nel dettaglio e sentirvi dentro alcune delle pellicole più amate di sempre. Non serve il passaporto: vi basta un mouse, e non dovete prendervi quelle schifosissime Travelgum per sopportare il viaggio.</p>
<p><strong>La caserma di <em>Ghostbusters: Acchiappafantasmi</em> (Ivan Reitman, 1984)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/ghostbusters.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5348" title="ghostbusters" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/ghostbusters.jpg" alt="" width="420" height="189" /></a></p>
<p>La mitica caserma dei pompieri abbandonata che diventa il quartier generale degli Acchiappafantasmi. Quante volte abbiamo desiderato calarci da quel palo?</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,122.22,,0,-19.94&amp;cbll=40.719790,-74.006812&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,122.22,,0,-19.94&#038;cbll=40.719790,-74.006812&#038;ll=40.719790,-74.006812&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Nella realtà, la caserma si trova a New York, 14 North Moore Street. E&#8217; ancora operativa, e ha fatto un&#8217;apparizione anche in <em>Hitch</em>.</p>
<p><strong>La casa di Elliott da <em>E.T. l&#8217;extra-terrestre</em> (Steven Spielberg, 1982)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/et.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5349" title="et" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/et.jpg" alt="" width="420" height="221" /></a></p>
<p>Il luogo dove nasce l&#8217;indimenticabile amicizia aliena tra Elliott ed E.T. Una tipica villa della provincia americana, dove &#8220;telefono casa&#8221; era il tormentone numero uno.</p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.co.uk/maps?source=s_q&amp;f=q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=7121+Lonzo+Street,+Tujunga,+California,+USA&amp;sll=35.684873,139.692149&amp;sspn=0.007146,0.027637&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;view=map&amp;ll=34.270851,-118.287314&amp;spn=0.000776,0.00114&amp;z=19&amp;iwloc=A&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.co.uk/maps?source=embed&amp;f=q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=7121+Lonzo+Street,+Tujunga,+California,+USA&amp;sll=35.684873,139.692149&amp;sspn=0.007146,0.027637&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;view=map&amp;ll=34.270851,-118.287314&amp;spn=0.000776,0.00114&amp;z=19&amp;iwloc=A" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>La casa si trova a Tujunga, California. E&#8217; talmente appartata che il camioncino di Google non ha fatto le foto da vicino, ed è possibile vederla solamente dall&#8217;alto.</p>
<p><strong>Il museo dei pirati dei <em>Goonies</em> (Richard Donner, 1985)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/goonies.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5351" title="goonies" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/goonies.jpg" alt="" width="420" height="171" /></a></p>
<p>Il posto dove lavora il padre di Mickey, ma anche il luogo dove comincia tutta la favolosa avventura di questo film rimasto nel mito.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,219.11,,0,-4.91&amp;cbll=46.188421,-123.834703&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,219.11,,0,-4.91&#038;cbll=46.188421,-123.834703&#038;ll=46.188421,-123.834703&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>L&#8217;edificio reale si trova ad Astoria, Oregon. Si tratta del Captain George Flavel House Museum, esempio di edificio in pietra del tardo diciannovesimo secolo. E&#8217; un punto turistico ricercatissimo, perché è esattamente come compare nel film.</p>
<p><strong>La scuola di <em>Donnie Darko</em> (Richard Kelly, 2004)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/donnie-darko.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5353" title="donnie-darko" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/donnie-darko.jpg" alt="" width="420" height="179" /></a></p>
<p>La scuola, che nel film è introdotta da un ottimo montaggio con i Simple Minds in sottofondo, è uno dei luoghi principali del cult firmato Richard Kelly.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,6.38,,0,6.26&amp;cbll=34.044173,-118.296703&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,6.38,,0,6.26&#038;cbll=34.044173,-118.296703&#038;ll=34.044173,-118.296703&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Si tratta del Loyola High School di Los Angeles, perfettamente funzionante. Pensate che emozione, andare nella stessa scuola di Donnie Darko.</p>
<p><strong>La chiesa de <em>Il laureato</em> (Miche Nichols, 1967)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/il-laureato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5354" title="il-laureato" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/il-laureato.jpg" alt="" width="420" height="173" /></a></p>
<p>L&#8217;indimenticabile chiesa nella quale Benjamin raggiunge Elaine, impedendole di sposarsi. Un posto rimasto nella memoria di tutti quelli che hanno adorato questo capolavoro.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,333.69,,0,5.7&amp;cbll=34.108822,-117.766966&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,333.69,,0,5.7&#038;cbll=34.108822,-117.766966&#038;ll=34.108822,-117.766966&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>La chiesa metodista di La Verne nella contea di Los Angeles è comparsa in molti altri film e show TV, sempre come omaggio al film di Nichols.</p>
<p><strong>Gli archi di <em>Trainspotting</em> (Danny Boyle, 1996)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/trainspotting.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5356" title="trainspotting" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/trainspotting.jpg" alt="" width="420" height="224" /></a></p>
<p>La mitica scena dello scippo passa anche da qui: Renton corde a perdifiato, mentre scorre il monologo sulla vita felice, che non ci è mai uscito dalla testa.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,356.81,,0,-8.28&amp;cbll=55.953236,-3.187035&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,356.81,,0,-8.28&#038;cbll=55.953236,-3.187035&#038;ll=55.953236,-3.187035&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Si tratta del ponte di Carlton Street a Edinburgo, dall&#8217;atmosfera assolutamente inconfondibile.</p>
<p><strong>Union Square ne <em>La conversazione</em> (Francis Ford Coppola, 1974)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/la-conversazione.jpg"><img src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/la-conversazione.jpg" alt="" title="la-conversazione" width="420" height="236" class="alignnone size-full wp-image-5363" /></a></p>
<p>Il film con Gene Hackman nei panni dell&#8217;investigatore privato Harry Caul inizia proprio con un lungo zoom dell&#8217;Union Square, il parco che si trova nel centro di San Francisco.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,85.37,,0,-0.31&amp;cbll=37.787871,-122.408344&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,85.37,,0,-0.31&#038;cbll=37.787871,-122.408344&#038;ll=37.787871,-122.408344&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Ed ecco Union Square oggi. Grazie alle magie di Street View potete giocare a fare i registi, rubando le inquadrature a Coppola. Mica male.</p>
<p><strong>Il liquor store de <em>Il grande Lebowski</em> (Joel Coen, 1998)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/il-grande-lebowski.jpg"><img src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/il-grande-lebowski.jpg" alt="" title="il-grande-lebowski" width="420" height="222" class="alignnone size-full wp-image-5364" /></a></p>
<p>Vi ricordate l&#8217;anonimo negozietto di liquori nei sobborghi di Los Angeles in cui Drugo (Jeff Bridges) passa a prendere Walter (John Goodman)? Eccolo qui.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,342.51,,0,3.57&amp;cbll=34.090710,-118.337652&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,342.51,,0,3.57&#038;cbll=34.090710,-118.337652&#038;ll=34.090710,-118.337652&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Neanche nella realtà si tratta di un posto degno di visita se vi trovate a Los Angeles. Anzi, probabilmente l&#8217;unico momento di gloria l&#8217;ha vissuto proprio quando i fratelli Coen l&#8217;hanno filmato. Caratteristico.</p>
<p><strong>L&#8217;appartamento della motosega di <em>Scarface</em> (Brian De Palma, 1983)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/scarface.jpg"><img src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/scarface.jpg" alt="" title="scarface" width="420" height="175" class="alignnone size-full wp-image-5365" /></a></p>
<p>Ecco il palazzo di Miami all&#8217;interno del quale è stata girata una delle scene più crude del film. Quella in cui il compare di Tony Montana (Robert De Niro) viene brutalmente ucciso con una motosega.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,329.47,,0,5.28&amp;cbll=25.777218,-80.131330&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,329.47,,0,5.28&#038;cbll=25.777218,-80.131330&#038;ll=25.777218,-80.131330&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>Oggi il palazzo si riconosce a stento e ha ben poco di sordido e di brutale. Anzi&#8230; Ospita anche  un Hard Rock Cafè, proprio a Miami Beach, in Ocean Drive. Che meraviglia!</p>
<p><strong>Il ponte di Queensborough di <em>Manhattan</em> (Woody Allen, 1978)</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/manhattan.jpg"><img src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/manhattan.jpg" alt="" title="manhattan" class="alignnone size-full wp-image-5366" /></a></p>
<p>Satira e passione si incontrano a New York, per l&#8217;occasione una città in bianco e nero. Woody Allen e Diane Keaton sono ancora lì, se decidete di andare a dare un&#8217;occhiata.</p>
<p><iframe width="425" height="240" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/sv?cbp=1,113.59,,0,-3.11&amp;cbll=40.757746,-73.959547&amp;v=1&amp;panoid=&amp;gl=uk&amp;hl=en"></iframe><br /><small><a id="cbembedlink" href="http://maps.google.com/maps?cbp=1,113.59,,0,-3.11&#038;cbll=40.757746,-73.959547&#038;ll=40.757746,-73.959547&#038;layer=c" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p>La scena è stata filmata proprio qui, a Sutton Place, nell&#8217;Upper East side, davanti al Ponte di Queensborough. Un posto romantico come pochi altri.</p>
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