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	<title>Movielicious &#187; Fares Fares</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La comune</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 14:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il collettivo di Thomas Vinterberg nella Copenhagen degli anni Settanta, tra delusioni e utopie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Kollektivet, Danimarca, 2015)<br />
Uscita: 31 marzo 2016<br />
Regia: Thomas Vinterberg<br />
Con: Tryne Dyrholm, Ulrich Thomsen, Fares Fares, Lars Ranthe<br />
Durata: 1 ora e 51 minuti<br />
Distribuito da: BIM</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Comune_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52536" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Comune_1.jpg" alt="La_Comune_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Quello che oggi viene chiamato <strong>cohousing</strong>, con un neologismo che fa tanto cool, fino a poco fa rispondeva al nome di comune. Un gruppo di persone che, sia per sopperire alla noia della vita familiare tradizionale, sia per limitarne le spese, sceglieva di condividere spazi e servizi di un&#8217;abitazione. Nel caso del film di <strong>Thomas Vinterberg</strong> si tratta di una splendida villa alle porte di <strong>Copenhagen</strong>. Tratto dalla pièce già portata a teatro dal regista danese e dal co-sceneggiatore Tobias Lindholm, <em><strong>La comune</strong> </em>racconta la storia di Erik (Ulrich Thomsen), che negli anni Settanta eredita da un parente la dimora d&#8217;epoca di cui sopra. Ma la casa è troppo grande e costosa per una famiglia di tre persone, così sua moglie Anna (Tryne Dyrholm) lo convince a trasformarla in una comune. Ben presto però questa scelta, che in un primo momento appare solo come un&#8217;opzione stuzzicante e come un interessante esperimento sociologico, porta alla luce una serie di conflitti e di situazioni fino a quel momento tenuti a bada.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Comune_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52537" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/La_Comune_2.jpg" alt="La_Comune_2" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Non è la prima volta che il regista danese ex membro di Dogma 95, il gruppo di anarcocinematografici capeggiato di Lars Von Trier, racconta la <strong>famiglia</strong> nei suoi film. Da <em>Festen</em> fino al più recente<em> Il sospetto</em>, lo ha fatto evidenziandone gli aspetti più problematici e i segreti più reconditi, soffermandosi spesso sui rapporti anticonvenzionali tra i membri che la compongono. Ma qui il discorso si amplia: avendo vissuto egli stesso in una comune fino all&#8217;età di dicianove anni, Vinterberg tratta la materia con una certa dimestichezza, evitando di finire schiavo del disfunzionalismo familiare tipico di quegli ambienti ed evidenziandone, invece, gli aspetti più intimi e i cambiamenti interiori che un simile stile di vita può apportare a chi sceglie di condurlo.</p>
<p>Ecco allora che la grande casa condivisa, che inevitabilmente porta con sé un comportamento libero e svincolato dalle convenzioni sociali, funge da elemento deflagrante, più che da rifugio, per far uscire allo scoperto paure, sentimenti e rancori inesplosi. Quello che però viene presentato come un film corale a tutti gli effetti, si rivela invece essere estremamente intimista nel mostrare le crisi personali di alcuni individui del gruppo (principalmente Erik e Anna), lasciando gli altri sullo sfondo, a fare da tappezzeria. Ed è forse questo il difetto principale de <strong><em>La comune</em></strong>, il continuo passare con poca cognizione di causa ed eccessiva disinvoltura, dal generale al particolare, a scapito degli equilibri narrativi. Un difetto parzialmente arginato dalle interpretazioni di <strong>Ulrich Thomsen</strong> e di <strong>Tryne Dyrholm</strong>, quest&#8217;ultima meritatamente premiata a Berlino con l&#8217;Orso d&#8217;argento. La sua Anna è un compendio di forza e fragilità, vero cuore della storia e del film.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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