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	<title>Movielicious &#187; Filippo Nigro</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>E la chiamano estate</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2012 18:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[E la chiamano estate]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Franchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Paolo Franchi porta al cinema il vuoto assoluto dirigendo una brutta storia con insopportabili velleità]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2012)<br />
Uscita: 22 novembre 2012<br />
Regia: Paolo Franchi<br />
Con: Isabella Ferrari, Jean-Marc Barr, Filippo Nigro<br />
Durata: 1 ora e 29 minuti<br />
Distribuito da: Officine Ubu</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/e-la-chiamano-estate2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-29371" title="e-la-chiamano-estate2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/e-la-chiamano-estate2.jpg" alt="" width="450" height="284" /></a></p>
<p>Più che altro, e lo chiamano cinema! <a href="http://www.movielicious.it/2012/11/17/roma-2012-i-vincitori/">Fresco di due premi </a>di rilievo all&#8217;ultimo Festival Internazionale del Film di Roma (quello per il Miglior regista a Paolo Franchi e per la Migliore attrice a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=D8ShNaC8U2U">Isabella Ferrari</a>) e della valanga di polemiche che si porta dietro da quando è stato presentato in concorso alla kermesse qualche giorno fa, <em>E la chiamano estate</em> sarà nelle sale giovedì 22 novembre e ora se la vedrà con il pubblico.<br />
La storia è quella di Dino (Jean-Marc Barr) e Anna (Isabella Ferrari), una coppia di quarantenni con un anno di relazione alle spalle. Si amano intensamente ma la loro non è una storia convenzionale perché Dino non riesce a fare l&#8217;amore con la sua donna e, per compensare questa mancanza, frequenta locali equivoci, prostitute e coppie di scambisti. Tormentato per non riuscire a dare ad Anna una vita sessuale appagante, Dino decide così di ricontattare gli ex fidanzati della donna per spingerli a fare quello che a lui non riesce, portarsela a letto. In sottofondo, la malinconia del brano di Bruno Martino, E la chiamano estate.</p>
<p>Con una trama del genere a disposizione forse nessun regista al mondo sarebbe stato in grado di tirar fuori un bel film, tantomeno se con due lavori alle spalle, di cui uno decisamente bruttino (<em>Nessuna qualità agli eroi</em>, pellicola per la quale il regista era già stato fatto a pezzi in Concorso a Venezia nel 2007). Ma la presunzione umana non conosce davvero limiti e quella di Paolo Franchi, evidentemente, ancora meno. Così, invece di cercare di rendere verosimile o quantomeno tollerabile l&#8217;assurda storia di Dino e di Anna, il regista bergamasco sceglie un registro marcatamente drammatico che rende la vicenda ancora più ridicola di quanto già non sia. I nudi di Isabella Ferrari di cui si è tanto parlato sono assolutamente gratuiti, i dialoghi tra i personaggi sfiorano la surrealtà, quella più bassa e volgare però (&#8220;Una scopata non si nega a nessuno. Poi con la tua ex. Dai!&#8221; o se preferite la più laconica &#8220;Pisciami in faccia&#8221;) e anche attori generalmente apprezzati come Luca Argentero e Filippo Nigro risultano assolutamente inadeguati in un simile contesto. Insomma, <em>E la chiamano estate</em> è un gran brutto film, indifendibile su tutta la linea e non &#8220;un film d&#8217;autore&#8221; come lo hanno definito lo stesso Franchi e la sua protagonista (se lo dicono pure da soli!). Il cinema d&#8217;autore, per quanto possa essere lontano dalla realtà, prima o poi è con quest&#8217;ultima che si deve scontrare: sono infatti gli spettatori i depositari finali della visione personale di un autore. Il pubblico che ha pagato il biglietto per andare a vedere i film di Tornatore, Bellocchio, Avati, Garrone e Sorrentino, per non scomodare Antonioni, Visconti o Fellini, qualcosa evidentemente ha trovato nei loro film, in qualche aspetto si è riconosciuto o quantomeno si è lasciato scorrere davanti agli occhi una storia per la quale, al di là del giudizio finale, valeva la pena rimanere seduti due ore in una sala buia.</p>
<p>Nel film di Franchi, invece, sia i personaggi che la vicenda, appaiono talmente lontani da tutto e da tutti che sembrano provenire da un altro mondo, un mondo che non ha niente a che fare con noi e di cui, già dopo i primi cinque minuti, non ci interessa saperne di più. Ci auguriamo solo che il primo Paolo Franchi, il regista di quel buon esordio che era stato <em>La spettatrice</em>, rientri al più presto in sé e riesca a stupirci di nuovo, magari in positivo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 1</p>
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		<title>ACAB</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un film di genere senza inutili moralismi, duro e crudo come la violenza con cui hanno a che fare i suoi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,Italia 2012)<br />
Uscita: 27 gennaio 2012<br />
Regia: Stefano Sollima<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Domenico Diele<br />
Durata: 1 ora e 52 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/acab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24828" title="acab" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/acab.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a></p>
<p>Primo lungometraggio di Stefano Sollima, conosciuto a molti come regista delle due stagioni televisive di Romanzo criminale, la pellicola riprende il racconto tratto dall&#8217;omonimo libro di Carlo Bonini, <em>ACAB</em> (All Cops Are Bastards), grido sposato dagli hooligans ed attualmente utilizzato per rappresentare l&#8217;odio dei civili nei confronti dei poliziotti, in particolare dei celerini. Una Roma attuale, cambiata nel corpo e nello spirito, dove piccoli criminali, usurpatori, exracomunitari e  frange estreme regnano perenni, accompagna le giornate di tre poliziotti violenti, parte della squadra celere, interpretati da Pierfrancesco Favino (Cobra), Marco Giallini (Mazinga), Filippo Nigro (Negro). I tre uomini, accomunati da un ideale sociale e politico che negli anni li ha resi inseparabili come fratelli, impongono il rispetto dei propri valori attraverso una giustizia privata e violenta. Ma la rabbia che monta ogni giorno di più nei loro animi è figlia della disillusione di coloro che vedono la loro quotidianeità sbriciolarsi sotto il peso di una società stanca, malandata e scontenta.</p>
<p>La pellicola non si schiera, non accusa né difende, ma riporta attraverso una sceneggiatura a singhiozzo uno spaccato importante della nostra società: il sentimento di odio, rabbia ed intolleranza nel quale siamo immersi, e di cui noi stessi siamo i principali fautori. Non a caso sia il libro che il film, anche se in maniera più blanda, riportano fatti di attualità che hanno scosso la nostra nazione negli ultimi anni: dagli scontri del G8 a Genova, all’uccisione di Gabriele Sandri, dallo stupro di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto da parte di un cittadino romeno alla morte dell’Ispettore Raciti durante gli scontri avvenuti fuori dallo stadio.</p>
<p>Più indirizzato verso un pubblico maschile, probabilmente fatto di giovani che avranno difficoltà a scindere l’aspetto più goliardico e virile da un tema socialmente importante, che può e deve portare a riflettere, <em>ACAB</em> si avvale delle buone interpretazioni dei protagonisti, dure e cattive come copione vuole. Interpreti nuovi e meno conosciuti avrebbero dato un tocco più noir e autoriale alla pellicola che a tratti risulta debole nella struttura dei dialoghi e nel susseguirsi delle vicende.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Recensione a cura di Giorgiomaria Marcelli</em><br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2012/01/23/al-cinema-arrivano-i-poliziotti-bastardi/">QUI</a> trovate le videointerviste al cast di ACAB</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Al cinema arrivano i poliziotti bastardi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ACAB]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/favino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24766" title="favino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/favino.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>All Cops Are Bastards, tutti i poliziotti sono bastardi. Così recitava il motto del movimento skinhead degli anni settanta, nato come titolo di una canzone dei <em>The 4-Skins</em> e tramandato fino ai giorni nostri in alcune sottoculture attraverso l&#8217;acronimo che spesso troviamo scritto sui muri delle città e negli stadi. Una sigla scelta dal giornalista di Repubblica Carlo Bonini per intitolare la sua inchiesta sui reparti speciali delle squadre mobili il cui principale compito dovrebbe essere di mantenere l&#8217;ordine pubblico negli stadi durante le partite di calcio. Un film atteso, non solo per il tema caldo (a settembre durante l&#8217;ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia era stato presentato<em> Black Block</em>, il documentario sui fatti del G8 di Genova nel 2001, mentre tra pochi giorni al Festival di Berlino verrà presentato <em>Diaz – Don’t clean up this blood</em> di Daniele Vicari, sull&#8217;irruzione che la polizia fece nella scuola genovese che dà il nome al titolo, sempre nella notte del 21 luglio 2001), ma anche perché Stefano Sollima dirige per la prima volta un lungometraggio, dopo il successo della serie <em>Romanzo criminale</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/nigro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24767" title="nigro" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/nigro.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Al centro di <a href="http://www.movielicious.it/2012/01/26/acab/"><em>ACAB</em></a>, la vita tutt&#8217;altro che facile e le pratiche poco ortodosse di tre celerini, Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini) che prendono il lavoro come una missione e che hanno imparato a loro spese che alla violenza è possibile rispondere solo con altra violenza. Le regole che dovrebbero rispettare per primi, vengono sistematicamente piegate e stravolte perché i tre poliziotti si muovono in una società governata dal rancore e priva di qualsiasi regola civile. &#8220;L&#8217;idea era quella di fare un film di genere intelligente che affrontasse lateralmente alcuni temi molto presenti nella nostra societa&#8221; ci ha detto questa mattina Stefano Sollima in occasione della conferenza stampa di presentazione del film. &#8220;Insomma, un poliziesco, come si faceva negli anni Settanta. <em>ACAB</em>, nonostante sia immerso nei fatti più sanguinosi ed inquietanti degli ultimi anni, non vuol essere un film di denuncia sociale. O meglio, non solo. E&#8217; soprattutto una storia di uomini&#8221;.</p>
<p>Alla conferenza stampa erano presenti anche i tre protagonisti Pierfrancesco Favino, Marco Giallini e Filippo Nigro, a cui abbiamo chiesto se hanno avuto dei pregiudizi nell&#8217;affrontare i personaggi che hanno interpretato.</p>
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<p>Mentre a Favino abbiamo chiesto una riflessione sul fatto che il punto centrale di <em>ACAB</em> sembra essere il cambio di punto di vista, l&#8217;adozione di quello di  personaggi solitamente non raccontati e criticati. Ma esiste un rischio  morale in operazioni del genere?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/adAGw29WHAw?version=3&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/adAGw29WHAw?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2012/01/26/acab/">QUI</a> trovate la nostra recensione di <em>ACAB</em>.</p>
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		<title>&#8220;Certo, è possibile che un gay si innamori di una donna&#8221;</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/03/16/certo-e-possibile-che-un-gay-si-innamori-di-una-donna/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 18:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/016.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2798" title="016" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/016.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2009/03/18/diverso-da-chi/">Cliccate qui per leggere la recensione di Movielicious.</a></p>
<p>Esce venerdì in sala <em>Diverso da chi?</em>, il film dell&#8217;esordiente Umberto Carteni che sembra essere riuscito in un&#8217;impresa disperata: mettere d&#8217;accordo vecchio e nuovo, cattolici e laici, movimento GLBT e fan della famiglia tradizionale. Non capita tutti i giorni di vedere un film che abbia il patrocinio dell&#8217;Arcigay e il placet dell&#8217;associazione cattolica che gestisce le sale parrocchiali. Viene da chiedersi come sia possibile, ma la risposta è semplice: <em>Diverso da chi?</em> narra la storia di un uomo gay e una donna etero che hanno a che fare uno con l&#8217;altra per forza, e che per questo motivo iniziano a scontrarsi fino a innamorarsi. Per il protagonista non è un cambio di orientamento, ma semplicemente un sentimento che va oltre. Peccato che il film abbia anche molto a che vedere con l&#8217;attrazione fisica tra i due, che viene trattata come qualcosa di un po&#8217; troppo irrefrenabile e parossistico per un uomo gay tale da sempre. Bisogna chiudere gli occhi su questo dettaglio (e leggere <a href="http://www.movielicious.it/2009/03/18/diverso-da-chi/">la nostra recensione</a>) per godersi un film comunque divertente, del quale ci hanno parlato oggi i protagonisti Claudia Gerini, Filippo Nigro e Luca Argentero, insieme con il regista Umberto Carteni.</p>
<p><strong>Il film ha una parte incentrata sulla satira politica: i protagonisti sono candidati sindaco e vice, ci sono battute su Obama, sia destra che sinistra vengono colte nella loro attualità: è stato un caso che fosse tutto così aggiornato alla nostra realtà contemporanea?</strong></p>
<p><strong>Umberto Carteni</strong>: Il film è stato scritto parecchi anni fa e girato un anno fa, non ci saremmo mai aspettati che apparisse così attuale. Diciamo che la realtà si è adeguata al film, ci ha fatto un favore.</p>
<div id="attachment_2799" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/010.jpg"><img class="size-full wp-image-2799" title="010" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/010.jpg" alt="Luca Argentero con il regista del film, Umberto Carteni" width="500" height="334" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Argentero con il regista del film, Umberto Carteni</p></div>
<p><strong>Quanto credete che sia verosimile, una storia del genere?</strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Claudia Gerini</strong></span>: La nostra identità sessuale viene dopo il nostro essere persone, quindi può succedere. Conosco persone gay alle quali è successo, e credo che un&#8217;esperienza eterosessuale sia normale e possibile, per un gay. Il film non vuole essere un manifesto, ma di sicuro il film propone un modello di famiglia ben lontano da quello istituzionale, specie in Italia. Siamo molto lontani dall&#8217;accettazione, ma il problema è soprattutto politico: la gente non riesce a vedere la realtà, fatta di tanti tipi di famiglie.</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Luca Argentero</span></strong>: Tutto può succedere. La vera fantascienza è la realtà. Quanto alla famiglia, credo che ci sia famiglia ovunque ci si prenda cura di qualcun altro. Viviamo in un paese dove la laicità delle istituzioni è messa a dura prova, ma credo che avere qualcuno che dice sempre no renderà i sì molto più veri e conquistati.</p>
<p><strong>Il placet dell&#8217;Arcigay non era così scontato. Come l&#8217;avete ottenuto?</strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Umberto Carteni</strong></span>: Quando questo film è stato scritto, non c&#8217;era la preoccupazione di dispiacere a qualcuno. Lo sceneggiatore Fabio Bonifacci si è limitato a discuterne con l&#8217;unico politico gay dichiarato che ci fosse allora, Franco Grillini. Lui gli ha consigliato di evitare in qualsiasi modo di raccontare di una conversione da gay a etero. E&#8217; offensivo, e non è verosimile.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2800" title="021" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/021.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>C&#8217;è sempre una grande curiosità su un attore, quando interpreta un personaggio dall&#8217;orientamento sessuale diverso dal proprio. Voi, Luca e Filippo, come ci avete lavorato in questo caso?</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Filippo Nigro</span></strong>: A un certo punto non ho pensato più all&#8217;orientamento sessuale del mio personaggio. Tra i due ci sono molte cose che si possono ricondurre a qualsiasi coppia, senza troppe <span style="color: #000000;">distinzioni: gelosie, ripicche, cose così. Ferzan Ozpetek ci ha dato dei consigli su come evitare l&#8217;effetto macchietta, era una cosa ovviamente molto importante.<strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Luca Argentero</strong></span>: Sul set ci dicevano spesso che sembravamo una coppia. Io lo riprendevo sempre, lui si lamentava&#8230; Ad esempio, ci siamo allenati insieme per un mese nel canottaggio, per le scene in cui remiamo, e si sono create delle meccaniche di routine che ci facevano sembrare due fidanzati. Ma ci siamo limitati a remare, giuro.</p>
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		<title>Luca Argentero gay ma non troppo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/02/05/luca-argentero-gay-ma-non-troppo/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 13:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/2009020316324088.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1187" title="2009020316324088" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/2009020316324088.jpg" alt="" width="500" height="416" /></a></p>
<p>Nuove immagini dal set di <em>Diverso da chi?</em>, che uscirà in sala il 22 marzo. Nel film, Luca Argentero e Filippo Nigro sono una coppia molto affiatata. Piero (Argentero) vede la sua vita cambiare quando vince le primarie del centrosinistra nel suo comune, e inizia così a correre per la poltrona di sindaco.</p>
<p>Al suo fianco viene piazzata Adele (Claudia Gerini), che rappresenta l&#8217;area moderata del partito, e che in teoria dovrebbe bialnciare la presunta carica innovativa della candidatura di un gay. In realtà, tra i due scoppierà la passione, e questo creerà scompiglio tanto politico quanto sentimentale.</p>
<p>Dopo Povia a Sanremo, un altro pericoloso caso di guarigione dall&#8217;omosessualità? Ovviamente, per esprimerci aspettiamo di vedere il film. Saremo senza pietà.</p>
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