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	<title>Movielicious &#187; Frederick Wiseman</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 4</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2015 17:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Deludono The Danish Girl ed Equals, conquista Feederick Wiseman e incuriosisce L'attesa, con una sorprendente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_44258" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/frederick_wiseman.jpg"><img class="size-full wp-image-44258" title="DV2117875" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/frederick_wiseman.jpg" alt="Frederick Wiseman" width="500" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Frederick Wiseman</p></div>
<p>Se la sezione principale continua imperterrita a zoppicare e a dover fare i conti con l&#8217;insuperabile baratro che lo separa dal film-mondo di Sokurov, quella non competitiva sfodera il suo asso e stravolge una partita fatta finora di mani perlopiù deboli e dimenticabili.</p>
<p>L&#8217;ottuagenario <strong>Frederick Wiseman</strong>, dopo il tradimento cannense di <em>National Gallery</em>, torna all&#8217;affezionatissimo Lido con un nuovo saggio entomologico <em>monstre</em> di inusitata portata, un gremito formicaio di piccole, quotidianissime storie che, come di consueto, inizia dal minuzioso studio di una minuscola, circoscritta realtà per evolvere nella riflessione su una cosmica, generalizzata condizione esistenziale. <em><strong>In Jackson Heights</strong></em> parte dall&#8217;omonimo quartiere-crogiuolo di New York, considerato uno dei più avanzati esempi di melting pot urbano del mondo, e si snoda, lungo tre ore abbondanti di negozietti, di luoghi di culto, di collettivi, di adunanze e di semplici chiacchiere da vicinato in un appassionato elogio del multiculturalismo, senza timore di svelarne il lato ancora fragilmente irrequieto e con lo stesso occhio che, come già dai tempi di <em>Welfare</em> e di <em>Hospital,</em> dietro a una clinica, imperturbabile oggettività, si fa sempre di più voce di un ceto medio-basso in progressiva via di estinzione.</p>
<p>Ne viene fuori una mappatura caleidoscopica di infinite, ordinariamente uniche commedie umane, fra squarci di malinconia (la congrega di magliaie che discetta di cimiteri e di sepoltura in genere), parentesi esilaranti (la lezione di inglese per tassisti), tuffi nell&#8217;assurdo di tutti i giorni (gli aspiranti alla cittadinanza americana che non sanno spiegare i loro motivi) e la solita capacità di trasformare piccole battaglie civili in epici scontri fra Davide e Golia, dalle proteste della transessuale discriminata alla preparazione del Pride, dando il meglio di sé soprattutto con il leitmotiv della resistenza contro il piano di riqualificazione territoriale (il cosiddetto <em>business improvement district</em>) che rischia di spazzare via l&#8217;intera comunità.<br />
Un nuovo, imperdibile capolavoro, insomma, per il padre del documentario moderno, e una testimonianza forse, visti i tempi, ancora più necessaria del solito.</p>
<div id="attachment_44259" style="width: 356px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals.jpg"><img class="size-full wp-image-44259" title="drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals.jpg" alt="Drake Doremus, Kristen Stewart e Nicholas Hoult - Equals" width="346" height="519" /></a><p class="wp-caption-text">Drake Doremus, Kristen Stewart e Nicholas Hoult - Equals</p></div>
<p>È tempo, però, di ributtarsi nel Concorso, e ciò non potrebbe avvenire con uno scarto più traumatico e demoralizzante: il fantascientifico <em><strong>Equals</strong></em> è infatti un nefando prodottino da multisala concepito da (anzi, assai più probabilmente, per) persone totalmente a digiuno di cinema e di letteratura distopica.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/kristen-stewart.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44260" title="kristen-stewart" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/kristen-stewart.jpg" alt="" width="374" height="561" /></a></p>
<p>Il giovane <strong>Drake Doremus</strong> voleva forse trasferire in un&#8217;ottica prettamente allegorica i connotati ultrasentimentali del suo universo giovanilistico-ipersensibile (quello di <em>Like Crazy</em>, per esempio), ma gira di fatto il remake hipster-sfigato de <em>L&#8217;uomo che fuggì dal futuro</em> &#8211; recuperandone persino intere caratteristiche, come le scenografie diafane e squadrate -, con attori di supporto in visibile disagio (gli australiani <strong>Guy Pearce</strong> e <strong>Jacki Weaver</strong>) e una coppia di protagonisti insostenibilmente languidi, ancorché il <strong>Nicholas Hoult</strong> di <em>Mad Max: Fury Road</em> e la <strong>Kristen Stewart</strong> di <em>Twilight</em> si rivelino, nella loro tragica inespressività, perfettamente adeguati al loro ruolo di rigidissimi manichini de-emozionalizzati.<br />
Il risultato è un&#8217;antologia inarrestabile di ridicolo involontario spinto ai massimi livelli, finora il titolo più indifendibile di tutto il programma della Mostra.</p>
<div id="attachment_44261" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl.jpg"><img class="size-full wp-image-44261" title="eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl.jpg" alt="Eddie Redmayne, Matthias Schoenaerts, Amber Heard, Alicia Vikander, Tom Hooper - The Danish Girl" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Eddie Redmayne, Matthias Schoenaerts, Amber Heard, Alicia Vikander, Tom Hooper - The Danish Girl</p></div>
<p>Appena un po&#8217; meglio, ma comunque lontano dalla sufficienza, si assesta il concorrente della mattinata, l&#8217;atteso <strong><em>The Danish Girl</em> </strong>di <strong>Tom Hooper</strong>: rinunciando alle ventate sperimentali di <em>Les misérables</em> e rigettandosi nel più innocuo formalismo de <em>Il discorso del re</em>, Hooper firma un&#8217;operina calligrafica, superficiale e pesantemente leziosa incapace di comunicare quella confusione identitaria e gerarchica dei sessi che avrebbe reso il progetto qualcosa di più di un semplice, agiografico omaggio alla causa LGBT.<br />
E svela il bluff e tutti i limiti di un interprete come <strong>Eddie Redmayne</strong>, nel medesimo ruolo de <em>La teoria del tutto</em> (un individuo prigioniero del proprio corpo), che si produce in una stucchevole sequela di smorfie e mossette che rendono la sua Lili Elbe, pioniera scandinava del transessualismo, non uno studio accurato del femminino, ma solo una macchietta poco credibile (il lavoro di John Lone di <em>M. Butterfly</em>, per dire, aveva ben altro spessore).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/alicia_vikander.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44263" title="alicia_vikander" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/alicia_vikander.jpg" alt="" width="272" height="408" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44262" title="eddie-redmayne" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne.jpg" alt="" width="272" height="408" /></a></p>
<p>Di gran lunga meglio la sua partner <strong>Alicia Vikander</strong>, effettiva protagonista del film (come già fu Felicity Jones nella biografia di Hawking), misurato fulcro emotivo di un intreccio sonnacchioso, pavido e inutilmente declamatorio.</p>
<div id="attachment_44264" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche.jpg"><img class="size-full wp-image-44264 " title="juliettebinoche" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche.jpg" alt="Juliette Binoche - L'attesa" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Juliette Binoche - L&#39;attesa</p></div>
<p>Notevole sorpresa, invece, <em><strong>L&#8217;attesa</strong></em> di <strong>Piero Messina</strong>, che inaugura la nutrita comitiva nostrana e che incassa programmaticamente i primi, immeritati fischi dell&#8217;edizione: l&#8217;ermetico e seducente kammerspiel sull&#8217;assenza messo in scena dall&#8217;assistente alla regia di Paolo Sorrentino è un&#8217;opera audace e frastornante, dominata da un&#8217;estetica soverchiante e polarizzante di irresistibile valore ipnotico fatta di spericolati movimenti di macchina, di geometrizzazioni totalizzanti e di lunghe pause, un esercizio &#8211; inevitabilmente freddo, ma comunque di indubbio fascino &#8211; di ricerca immaginifica che, esattamente come l&#8217;<em>Under the Skin</em> di Glazer nei confronti dell&#8217;omonimo romanzo di Michel Faber, riduce l&#8217;ispirazione de <em>La vita che ti diedi</em> di Pirandello a una serie di suggestioni e di astrazioni di sfuggevole comprensione, lasciando nell&#8217;indeterminatezza gli elementi più scontati: che intesa si crea fra la giovane Jeanne (<strong>Lou de Laâge</strong>), in visita al casolare siciliano del fidanzato, e la di lui madre Anna (<strong>Juliette Binoche</strong>, meravigliosa e dolente), speculari e gemelle già nel nome? qual è il ruolo del tuttofare Pietro (<strong>Giorgio Colangeli</strong>) nell&#8217;economia della storia?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/piero-messina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44267" title="piero-messina" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/piero-messina.jpg" alt="" width="274" height="410" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44266" title="juliettebinoche_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche_2.jpg" alt="" width="281" height="410" /></a></p>
<p>Tutte domande, fortunatamente, senza una risposta univoca e determinata, base di un&#8217;opera prima rigorosa e già personalissima che vedremmo volentieri insignita di un coraggioso Leone d&#8217;Argento.</p>
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		<title>Venezia 71: Il red carpet della terza giornata, con Andrew Garfield e Frederick Wiseman</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 08:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38512" title="andrewgarfield_open" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield_open.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Dopo <a href="http://www.movielicious.it/2014/08/28/venezia-71-il-red-carpet-della-cerimonia-di-apertura/"><strong>Emma Stone</strong></a>, è toccato al suo fidanzato <strong>Andrew Garfield</strong> sfilare sul red capet del Festival di Venezia 2014. L’attore ha presentato ieri in laguna <a href="http://www.movielicious.it/2014/08/29/venezia-71-giorno-3/"><em><strong>99 Homes</strong></em></a>, pellicola sulla crisi immobiliare americana e in serata è stato protagonista di un tappeto rosso affollato di fan, in compagnia del suo collega di set <strong>Michael</strong> <strong>Shannon</strong> e del regista <strong>Ramin Bahrani</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon_andrewgarfield.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38513" title="andrewgarfield_michaelshannon_raminbahrani" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield_michaelshannon_raminbahrani.jpg" alt="" width="263" height="397" /><img class="alignnone size-full wp-image-38514" title="michaelshannon_andrewgarfield" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon_andrewgarfield.jpg" alt="" width="264" height="397" /></a></p>
<p>Altro film, altre star. Per la commedia <strong><em>She&#8217;s Funny That Way</em></strong> il regista <strong>Peter</strong> <strong>Bogdanovich</strong> e uno dei protagonisti <strong>Owen</strong> <strong>Wilson</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_peterbogdanovich.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38515" title="owenwilson_peterbogdanovich" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_peterbogdanovich.jpg" alt="" width="264" height="395" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38516" title="owenwilson" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson.jpg" alt="" width="262" height="395" /></a></p>
<p>Calorosa accoglienza anche per il cast di <strong><em>Anime nere</em></strong> di <strong>Francesco Munzi</strong>, primo italiano in gara. Sul red carpet che ha preceduto la proiezione ufficiale del film con un cast quasi tutto al maschile, ha spiccato la sobria eleganza di  <strong>Barbora Bobulova</strong>, con un abito nero dal corpetto ricamato.<br />
<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38517" title="animenere1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/barborabobulova.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38518" title="barborabobulova" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/barborabobulova.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Giornata importante, quella di ieri, anche dal punto di vista strettamente cultirale, con la consegna del primo dei due Leoni d&#8217;oro alla carriera previsti per questa edizione della kermesse (l&#8217;altro andrà alla montatrice <strong>Thelma</strong> <strong><span class="st">Schoonmaker</span></strong>). Al documentarista statunitense <strong>Frederick Wiseman</strong>, cineasta indipendente le cui opere sono pressoché sconosciute in Italia. Wiseman ha realizzato 39 documentari e 2 film di finzione: opere narrative drammatiche che cercano di ritrarre l’esperienza umana all’interno di una grande varietà di istituzioni sociali contemporanee. Tra i suoi documentari, <em>Titicut Follies</em> (1967), Welfare (1975), <em>Public Housing </em>(1997), <em>Near</em> <em>Death</em> (1989), <em>La Comédie Française ou L’amour joué</em> (1996), <em>La danse-Le ballet de l’Opéra de Paris </em>(2009) e <em>At Berkeley</em> (2013, presentato proprio a Venezia). Ma la carriera di Wiseman non si è fermata al solo cinema e anche le sue incursioni nel mondo del teatro sono altrettanto memorabili. Sua la regia di The Last Letter, tratto dal romanzo <em>Life</em> <em>and Fate</em> di Vasily Grossman, e <em>Happy Days</em> di Samuel Beckett alla Comédie-Française. Insomma, un leone strameritato e necessario per far conoscere l&#8217;operato di uno dei documentaristi più grandi di sempre.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/frederickwiseman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38519" title="frederickwiseman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/frederickwiseman.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>E oggi l&#8217;attesa è tutta per <strong>Al</strong> <strong>Pacino</strong> e per i due film che presenterà a Venezia. Il primo, In Concorso, <em><strong>Manglehorn</strong></em>, pellicola diretta da <strong>Paul Logan</strong>, in cui interpreta il solitario fabbro di un piccolo paese. Il secondo, Fuori Concorso, è <em><strong>The Humbling</strong></em>, di <strong>Barry</strong> <strong>Levinson</strong>, nel quale si esploreranno temi caldi quali il rapporto tra maturità e ossessioni sessuali.</p>
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		<title>Leone d&#8217;oro alla carriera a Thelma Schoonmaker e Frederick Wiseman</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 09:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venezia 71 premia due artigiani del cinema.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/thelma-schoonmaker-and-frederick-wiseman-venice-film-festival.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38034" title="thelma-schoonmaker-and-frederick-wiseman-venice-film-festival" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/thelma-schoonmaker-and-frederick-wiseman-venice-film-festival.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Quest&#8217;anno verranno assegnati alla montatrice <strong>Thelma Schoonmaker</strong> e al regista e documentarista <strong>Frederick Wiseman</strong> i Leoni d&#8217;oro alla carriera della <strong>71esima edizione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</strong>. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera.</p>
<p><strong>Thelma Schoonmaker</strong>, prediletta da <strong>Martin Scorsese</strong>, è universalmente riconosciuta come uno dei più grandi montatori cinematografici contemporanei, con tre Oscar (<em>Toro scatenato</em>, <em>The Aviator </em>e<em> The Departed &#8211; Il bene e il male</em>) e due Bafta (<em>Toro scatenato</em>, <em>Quei bravi ragazzi</em>) all&#8217;attivo vinti nel corso della sua lunga carriera. La sua collaborazione con il regista di The Wolf of Wall Street è iniziata nel 1967 con il montaggio di Chi sta bussando alla mia porta?. Dal 1980 in poi ha montato tutti i lungometraggi del regista americano. E&#8217; la prima volta che il Leone alla carriera della Mostra di Venezia viene attribuito a un artista del montaggio.</p>
<p><strong>Frederick Wiseman</strong> è uno dei più apprezzati documentaristi indipendenti americani, con 39 documentari e due film di finzione all&#8217;attivo. Da <em>Titicut Follies </em>a <em>Public Housing</em> fino ai recenti <em>At Berkeley</em> (presentato a Venezia nel 2013) e <em>National Gallery </em>(Cannes 2014), ha contribuito alla costruzione di un nuovo punto di vista che si affaccia direttamente sulla società americana, esplorandone le istituzioni, dalla scuola all&#8217;esercito alla sanità. Nessuna intervista, voce fuori campo per spiegare le immagini e le situazioni e una troupe di sole tre persone: Wiseman confeziona così le sue opere, in puro stile cinéma vérité, che solitamente vedono la luce dopo un anno di lavoro solitario al montaggio.<br />
Ma non c&#8217;è solo il cinema nella carriera di Wiseman, che è anche regista di teatro, dove ha portato in scena<em> The Last Letter,</em> tratto dal romanzo <em>Life and Fate</em> di Vasily Grossman, e <em>Happy Days</em> di Samuel Beckett alla Comédie-Française.</p>
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