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	<title>Movielicious &#187; Fritz Lang</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Fritz Lang</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 14:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Fritz Lang]]></category>
		<category><![CDATA[Gordian Maugg]]></category>
		<category><![CDATA[Heino Ferch]]></category>
		<category><![CDATA[Johanna Gastdorf]]></category>
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		<category><![CDATA[Thomas Thieme]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film di Gordian Maugg sugli aspetti più oscuri e misteriosi della vita del regista austriaco.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Germania 2016)<br />
Diretto da: Gordian Maugg<br />
Con: Heino Ferch, Thomas Thieme, Samuel Finzi, Johanna Gastdorf<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Fritz_Lang_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-54381" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Fritz_Lang_1-1024x683.jpg" alt="Fritz_Lang_1" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Tutti più o meno conosciamo Fritz Lang come un genio del cinema, uno dei padri dell’espressionismo tedesco e l’autore di quel <em>Metropolis</em> considerato tra i massimi capolavori della storia del cinema. Quasi nulla si sa invece di Lang come persona e il film di Maugg vorrebbe colmare questa lacuna. Non che il ritratto che ne emerge sia particolarmente lusinghiero comunque. Fritz Lang (<strong>Heino Ferch</strong>) viene infatti descritto come un uomo violento, irascibile e dipendente dalla cocaina. Lo vediamo negli anni in cui, a Düsseldorf, imperversava un serial killer di donne e bambini (soprannominato il “vampiro” per il modus operandi con cui era solito succhiare sangue dalle sue vittime) che destò l’attenzione di Lang fino a ispirargli l’idea per il suo primo film sonoro, il celeberrimo <em>M – Il mostro di Düsseldorf</em>. Ma non solo, le gesta del criminale ossessionarono Lang fino a far riemergere i ricordi di un oscuro passato. La prima moglie del regista era morta anni prima morta in circostanze mai del tutto chiarite.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Fritz_Lang_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54382" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Fritz_Lang_2.jpg" alt="Fritz_Lang_2" width="700" height="394" /></a><br />
La premessa obbligatoria è che cercare di ricostruire al cinema il clima che ha generato capolavori che poi il tempo ha reso immortali è sempre operazione soggetta a grossi rischi. È successo, ad esempio, quando si è voluta raccontare la genesi di Quarto potere nel pessimo <em>RKO 281</em> e stessa sorte ha avuto l’ancora meno riuscito <em>Hitchcock</em> con cui, nel 2012 Sacha Gervasi cercava di ricostruire alcune delle leggende dietro alla lavorazione di <em>Psycho</em>. Nei casi peggiori si tende a banalizzare dei personaggi che il tempo ha allontanato sempre di più dalla dimensione della realtà per rendere invece, almeno in parte, mitologia. Laddove invece si riescono a limitare i danni, i risultati appaiono giusto come operine didascaliche, lontane eoni dalla qualità di ciò che pretendono di raccontare. Questo per dire che, in linea generale, i film che parlano di film funzionano poco. Il<em><strong> Fritz Lang</strong></em> di Gordian Maugg, che pure sulla carta incuriosiva per l’idea di descrivere i luoghi più oscuri di un autore così poco noto sul versante non artistico, non sfugge a questa trappola e, se possibile, riesce a fare ancora di peggio.</p>
<p>L’autore di Metropolis non solo ne esce enormemente ridimensionato ma addirittura vilipeso in questa immagine di fedifrago tossico così pieno di ossessioni violente. La palese volontà di Maugg di stupire lo spettatore lo spinge inoltre a stipare il film di troppe suggestioni diverse. Oltre alla vicenda del vampiro di Düsseldorf, infatti, si insinua la possibilità che Lang a sua volta potesse aver ucciso la sua prima moglie dopo essere stato colto in flagranza di tradimento e si motiva la propensione alla violenza del regista attraverso alcuni flashback di quando era soldato durante la prima guerra mondiale. Per non parlare dei segni prodromici dell’avvento del nazismo di cui il film è infarcito. Un po’ troppo insomma, soprattutto se il tutto viene raccontato con un ritmo pachidermico &#8211; la narrazione a tratti è lenta ai limiti della tollerabilità &#8211; a dispetto della durata tutto sommato non eccessiva. Il film si salva giusto da un punto di vista tecnico, perché l’idea di girarlo in bianco e nero e in formato 4:3, inframmezzandolo con alcune scene di <em>M – Il mostro di Düsseldorf</em>, lo eleva se non altro formalmente dal disastro di noia e blasfemia cinefila che poteva essere.<br />
Peccato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Via al Festival di Berlino</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 08:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Ferzan Ozpetek]]></category>
		<category><![CDATA[Fritz Lang]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Guadagnino]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Scorsese]]></category>
		<category><![CDATA[Metropolis]]></category>
		<category><![CDATA[Mine Vaganti]]></category>
		<category><![CDATA[Shutter Island]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/metropolis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11877" title="metropolis" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/metropolis.jpg" alt="" width="395" height="284" /></a></p>
<p>Un anno importante per il Festival, che per spegnere le sue sessanta candeline, ha voluto in giuria come presidente uno dei registi tedeschi più apprezzati, Werner Herzog. Un programma ricco, anzi ricchissimo, che prevede la proiezione di quasi quattrocento film di cui ben ottantaquattro sono tedesche. Per l&#8217;inaugurazione verrà proiettato <em>Metropolis</em> di Fritz Lang in una copia restaurata e integrata con 25 minuti inediti che si pensavano perduti per sempre, e che sono stati ritrovati nel 2008 a Buenos Aires.</p>
<p>Il film che aprirà la rassegna sarà <em>Apart Together</em> del cinese Wang Quan&#8217;an, già vincitore dell&#8217;Orso d&#8217;oro nel 2007 con Il matrimonio di Tuya. Tra le numerose opere In Concorso, le più attese sono <em>The Killer Inside Me</em> di Michael Winterbottom e <em>The First Gun</em> del cinese Zhang Yimou. Un capitolo a parte si apre per <em>The Ghost Writer </em>di Roman Polanski, probabilmente il film più atteso in assoluto, a causa soprattutto delle vicende giudiziarie che hanno colpito il regista negli ultimi mesi. Il 13 arriverà anche lo <em>Shutter Island </em>di Scorsese, nella sezione Fuori Concorso. Non compaiono titoli di pellicole italiane in gara, ma solo nelle sezioni collaterali: <em>Mine vaganti</em> di Ferzan Ozpetek, <em>La bocca del lupo</em>, già vincitore del Torino Film Festival nel 2009, Io sono l&#8217;amore di Luca Guadagnino e <em>Due vite per caso</em> dell&#8217;esordiente Alessandro Aronadio. A rappresentare l&#8217;Italia, anche la presenza in giuria di Francesca Comencini. Che si aprano le danze.</p>
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