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	<title>Movielicious &#187; George A. Romero</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Estate, tempo di zombie</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jun 2013 11:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[28 giorni dopo]]></category>
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		<description><![CDATA[Con World War Z alle porte, vediamo come sono cambiati i non morti nel tempo e perché continuano a piacerci]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/world-war-z.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32456" title="world-war-z" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/world-war-z.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Uscirà nelle sale il 27 giugno <em>World War Z</em>, l&#8217;atteso zombie kolossal prodotto e interpretato da Brad Pitt, diretto da Marc Forster (<em>Monster&#8217;s Ball</em>, <em>Neverland</em>,<em> Il cacciatore di aquiloni</em>, <em>007: Quantum of Solace</em>) e tratto dal romanzo di Max Brooks (figlio del più noto regista Mel). Noi il film lo abbiamo visto (<a href="http://www.movielicious.it/2013/06/26/world-war-z/">QUI </a>trovate la nostra recensione) e non ci è affatto dispiaciuto, ma quello su cui vogliamo cercare di far luce con questo speciale è capire come gli zombie siano riusciti a rinnovarsi costantemente in novant&#8217;anni di onorata carriera cinematografica e come abbiano fatto a suscitare le simpatie di un pubblico sempre più numeroso ed eterogeneo. Negli ultimi anni il genere sta vivendo una seconda giovinezza, complice anche la TV che con la fortunata serie <em>The Walking Dead</em> ha riportato in auge il filone, rilanciandolo anche al cinema. Ma la zombie mania è iniziata molto tempo fa, e non in una sala cinematografica, bensì da un’antica superstizione haitiana. Si credeva infatti che alcuni stregoni fossero in grado di privare gli esseri umani di una parte della loro anima, facendoli così cadere in un sonno incosciente e trasformandoli in schiavi incapaci di reagire. Questo mito è stato ampiamente sfruttato e ripreso sia dal cinema che dalla letteratura e dai fumetti trasformandosi ed evolvendo nel corso degli anni.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ScHGqh0pWzM?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/ScHGqh0pWzM?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il primo film in assoluto che ha mostrato al pubblico queste orribili creature è stato<em> White Zombie</em> (da noi <em>L&#8217;isola degli zombies</em>), diretto nel 1932 da Victor Halperin, prodotto da Edward Halperin e interpretato da Bela Lugosi, fresco del successo di<em> Dracula</em>, uscito l&#8217;anno precedente. Pur traendo spunto da idee già presenti in film quali <em>Il gabinetto del dottor Caligari</em> di Robert Wiene (in cui una figura di sonnambulo, controllato da un personaggio malvagio, compie incoscientemente dei crimini) <em>White Zombie</em> ha comunque conservato questo primato. Protagonisti, due giovani in procinto di sposarsi ad Haiti. Lui è alle dipendenze del sig.Beaumont che, segretamente innamorato della ragazza e deciso a impedirne il matrimonio, si rivolge al diabolico Murder Legendre (Bela Lugosi). Un uomo ambiguo che ha appreso le arti magiche per far resuscitare i morti e farli lavorare di notte nelle sue proprietà. La ragazza verrà trasformata in una sorta di zombie, priva di qualsiasi emozione e toccherà al suo fidanzato cercare di spezzare questo maleficio per sempre.</p>
<p>Siamo ancora molto lontani dall&#8217;idea di zombie che abbiamo oggi: gli esseri comandati da Legendre sembrano piuttosto essere sospesi tra la vita e la morte, immersi in uno stato che li rende invincibili anche alle pallottole, ma comunque pur uno stato sempre reversibile. Questo tipo di creature sono alla base di una lunga serie di pellicole, da <em>Ho camminato con uno zombie</em> (diretto nel 1943 da Jacques Tourneur), a <em>La lunga notte dell’orrore</em> (John Gilling, 1966) fino all’italiano <em>Zombi 2</em> diretto da Lucio Fulci nel &#8217;79 o a <em>Il serpente e l’arcobaleno </em>di Wes Craven del 1988. Pellicole che possiamo definire &#8220;in contrapposizione&#8221; con l&#8217;idea di zombie che è andata affermandosi in seguito, con i film di George Romero, a cui va riconosciuto il merito di aver indirizzato il genere verso nuovi, terrificanti lidi. <span class="st">Romero ha rappresentato per gli Zombi, quello che </span><span class="st"><span class="st">Bram Stoker </span>è stato  per i vampiri: l&#8217;iniziatore di un universo che nel corso degli anni si è sedimentato nella cultura collettiva e ne è è divenuto parte integrante.<br />
</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/X07ucImious?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/X07ucImious?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dal 1968 in poi, anno di uscita de <em>La notte dei morti viventi</em> (pellicola che con un budget di 114.000 dollari riuscì ad incassare più di tre milioni), gli zombie ormai hanno smesso di essere delle pallide e sfortunate vittime di una magia voodoo, iniziando a rappresentare qualcosa più: sono diventati il simbolo di una potente metafora sociale, che nel tempo si è tramutata in fenomeno pop. Gli zombie di Romero sono morti semi-risorti, caratterizzati da quell&#8217;inconfondibile andatura claudicante, dalla completa assenza di volontà e soprattutto da una fame insaziabile di carne umana che giocano a fare bella mostra dei loro corpi putridi per terrorizzare lo spettatore. Il regista americano con queste creature appaga tutta la sua voglia di sperimentare il mostruoso. Un mostruoso diverso da quello che si era visto al cinema prima del suo arrivo. Dove infatti l&#8217;horror tradizionale tendeva a mascherava la realtà per renderla orrorifica, con Romero quest&#8217;ultima viene letteralmente spolpata: ciò che ne rimane è l&#8217;essenza più efferata e disgustosa. Le trame dei suoi zombie movie (La saga dei morti viventi romeriana è ferma dal 2009 a sei pellicole: <em>La notte dei morti viventi,</em> 1968; <em>Zombie</em>, 1978; <em>Il Giorno degli Zombie</em>, 1985; <em>La terra dei Morti Viventi</em>, 2005; <em>Le Cronache dei Morti Viventi</em>, 2007 e <em>L&#8217;Isola dei Sopravvissuti</em>, 2009) sono di una semplicità che lascia basiti. Quello che colpisce è la forza stilistica del girato, il modo che hanno le sue pellicole di cogliere i dettagli più atroci e strazianti dalla realtà per sbatterli in faccia  alla civiltà occidentale, che da sempre tende a nasconderli.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OA9XW_kECdY?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/OA9XW_kECdY?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dopo la svolta romeriana, gli zombie hanno continuato ad ammaliare: non solo in ambito cinematografico, ma anche in quello musicale: <em>Thriller </em>di Michael Jackson, era di fatto un corto sugli zombie strepitosamente realizzato da John Landis. C&#8217;era bisogno però di aggiungere nuova linfa a queste mostruose creature che si aggiravano lentamente per le strade delle cittadine americane con il corpo a brandelli. La svolta arrivò nel 2002 grazie a Danny Boyle che con <em>28 giorni dopo</em> dette un nuovo scossone alla tradizione, mostrando i suoi zombi velocissimi, oltre che una vera e propria arma batteriologica, portatori di un virus letale in grado di sterminare la razza umana. E la saga di  <em>Resident Evil </em>gli ha fatto eco. Anche in Spagna Jaume Balaguerò e Paco Plaza furono influenzati da questo nuovo tipo di zombie e nel 2007 con <em>[•REC]</em> hanno contribuito ad infittire le fila dei film sui non morti infetti. La stessa ripresa oggi da Marc Foster in <em>World War Z </em>che arriva in sala dopo una fortunata serie<em> </em>di pellicole che per la prima volta hanno parodiato, sbeffeggiandoli, i tanto temuti morti viventi, da <em>La notte dei morti dementi</em> al più recente <em>Benvenuti a Zombieland</em>.</p>
<p>Insomma gli zombie hanno attraversato diverse fasi nella loro storia cinematografica: prima vittime di magia nera, poi lenti e stupidi divoratori di carne umana, fino ad arrivare ad essere predatori veloci e infetti. E chissà quante altre sorprese hanno ancora in serbo per noi questi esseri disgustosi di cui continuiamo a subire il  fascino.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/C2ylfVLiEHg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/C2ylfVLiEHg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>George A. Romero, in una recente intervista, ha spiegato così il motivo per cui gli zombie continuano a riscuotere tanto successo al cinema, come nella letteratura, nei fumetti e nei videogiochi: &#8220;Gli zombie ci piacciono perchè rappresentano i nostri rimorsi. Quei desideri inesauditi che crediamo di esserci lasciati alle spalle ma invece non è così. Prima o poi tornano e son dolori&#8221;. Per il regista si tratta di esseri rivoluzionari, spesso sono i poveri, i rietti della società, che vedono le cose in modo diverso e per questo si ribellano. Sono creature assolutamente libere di manifestare i loro istinti più primitivi, lontani dalle regole imposte dal sistema. Privati di umanità, del senso del dolore, della coscienza e della parola, rappresentano l&#8217;essere di mezzo per eccellenza, relegati in uno stato di vita apparente: puro istinto senza raziocinio. La società non smetterà mai di temerli e questo non farà che accrescere il loro successo.</p>
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		<title>La città verrà distrutta all&#8217;alba</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/04/23/la-citta-verra-distrutta-allalba/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 18:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[George A. Romero]]></category>

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		<description><![CDATA[Un altro remake da George A. Romero, il padre di tutti gli zombi. Ma ora l'orrore è umano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2010)<br />
Uscita: 23 aprile<br />
Regia: Breck Eisner<br />
Con: Timothy Olyphant, Radha Mitchell, Joe Anderson<br />
Durata: 1 ora e 41 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/clipboard013.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13861" title="clipboard013" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/clipboard013.jpg" alt="" width="500" height="329" /></a></p>
<p>George A. Romero è uno dei pochi grandi registi che possa dire di aver visto remake più che dignitosi dei suoi grandi classici. L&#8217;impresa era un po&#8217; più complessa con <em>The Crazies</em>, che nel 1973 aveva diviso la critica ma allo stesso tempo gettato le basi per quello che sarebbe poi stato il genere &#8220;virus&#8221;. Qui i mostri non sono lenti morti viventi assetati di sangue, ma persone impazzite per aver bevuto l&#8217;acqua contaminata dal carico di un aereo precipitato nei pressi di una cittadina di campagna. Il risultato è ancora più straniante, visto che la vita di provincia appare del tutto sconvolta dalla follia di un contagio misterioso. A tutto si aggiunge l&#8217;intervento militare, vero fulcro della storia e pretesto per la critica sociale leitmotiv del regista dell&#8217;originale.</p>
<p>Non stupisce che Romero abbia deciso di produrre questo film: la storia è assolutamente identica all&#8217;originale, ma il processo di modernizzazione è riuscito benissimo. Questa versione assolve a tutti i compiti di un horror moderno, grazie a un ritmo eccellente e a un susseguirsi di scene che concorrono a un climax che non teme il confronto con l&#8217;ispiratore. Rispetto al primo <em>La città verrà distrutta all&#8217;alba</em>, però, questo film è decisamente più didascalico. Perfettamente conforme ai suoi tempi, lascia molto poco non detto e anzi indugia sulle spiegazioni che hanno portato al propagarsi del virus. La tensione ne risente, ma Romero può comunque ringraziare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>I nuovi morti di Romero</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/03/31/i-nuovi-morti-di-romero/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 07:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[George A. Romero]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=PvX48HB6eNY[/youtube]</p>
<p>George A. Romero non molla. E per fortuna! Dopo l&#8217;ottimo episodio &#8220;parallelo&#8221; <a href="http://www.movielicious.it/2009/10/30/diary-of-the-dead-le-cronache-dei-morti-viventi/"><em>Diary Of The Dead</em></a>, eccolo tornare alla saga classica dei suoi zombi con <em>Survival Of The Dead</em>, in uscita a maggio in USA. Al centro del film c&#8217;è una sola isola, ormai ultimo baluardo dell&#8217;umanità contro l&#8217;invasione globale dei morti viventi. Inutile dire che anche qui arriveranno problemi affamati di carne umana. Da notare l&#8217;umorismo che trasuda dal trailer: che Romero abbia intenzione di dare fondo a tutta la sua acidità? Non ci resta che sperarlo.</p>
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		<title>Diary of the Dead &#8211; Le cronache dei morti viventi</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/10/30/diary-of-the-dead-le-cronache-dei-morti-viventi/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[George A. Romero]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva finalmente in Italia il quinto capitolo della saga di Geroge A. Romero.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Diary of the Dead, USA 2008)<br />
Uscita: 30 ottobre 2009<br />
Regia: George A. Romero<br />
Con: Michelle Morgan, Joshua Close, Shawn Roberts<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Minerva Pictures Club</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/phwaxcweqyuhaz.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9143" title="phwaxcweqyuhaz" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/phwaxcweqyuhaz.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>Per un regista che ha dedicato praticamente tutta la propria carriera ai morti viventi, rivitalizzare il genere che ha creato è sempre una sfida improba. George A. Romero, padre di tutti gli zombi, ci aveva in parte deluso con il moderno quarto capitolo della saga, <em>La terra dei morti viventi</em>, che con le sue ambizioni da kolossal finiva per perdersi in più punti. <em>Diary of the Dead</em>, uscito in patria quasi due anni fa e recuperato in Italia dopo il clamore del nuovo <em>Survival of the Dead</em> a Venezia, rappresenta invece una doppia sfida: tornare alle origini con una produzione indipendente, e calare la mitologia dei non morti nel mondo dell&#8217;informazione lampo e della cultura dell&#8217;immagine.</p>
<p>Mentre girano un horror low budget nel bosco, Jason e il suo gruppo di studio vengono raggiunti da una notizia che inizialmente prendono come uno scherzo: i morti tornano in vita, e stanno seminando il panico in tutto il mondo. Le segnalazioni sono dapprima sporadiche, ma in pochi minuti tutti i telegionali e i siti parlano dell&#8217;invasione dei morti viventi. Da qui parte una fuga verso la salvezza, ripresa in prima persona da Jason e dai compagni per documentare quello che ormai non è più un film dell&#8217;orrore, ma l&#8217;orrenda realtà.</p>
<p>Lo stile narrativo è solo apparentemente quello di un <em>Rec</em> o di un <em>Cloverfield</em>: Romero dimostra da subito di voler seguire la propria strada, e senza vergognarsi di essere pur sempre un sessantanovenne che ha iniziato in bianco e nero, esamina la tecnologia e il flusso di notizie senza facili conclusioni e con occhio clinico. <em>Diary of the Dead</em> riprende il concetto di <em>Zombi</em>, preoccupandosi di mettere a confronto la natura umana con quella dei non morti: sovrapponendole, la seconda sembra molto più &#8220;naturale&#8221; della prima. Romero si toglie lo sfizio di criticare le tendenze dei film di zombi più recenti (in primis quelli con i morti viventi che corrono urlando), ma non ha paura di sovvertire alcune regole base dell&#8217;immaginario che ha creato. Per la prima volta, ad esempio, non è necessario venire morsi da uno zombi per diventare uno di loro: è sufficiente morire. Un po&#8217; come è sufficiente apparire per esistere, nell&#8217;era di Internet: non più contagio quindi, ma semplice emulazione.</p>
<p><em>Diary of the Dead</em> fonde alla perfezione gli stilemi dell&#8217;horror classico con un&#8217;inaspettata modernità: Romero non si fa abbagliare dalla scelta del cast e per questo si affida a volti poco noti ma perfetti nelle parti. Riesce nel compito difficile di rendere credibile il film nel film, e mantiene la tensione intatta e altissima per un&#8217;ora e mezza. Un puro piacere per qualsiasi cultore, ma soprattutto un&#8217;importante lezione di cinema.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Venezia Daily: il &#8217;68 tra le polemiche</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/09/09/venezia-daily-il-68-tra-le-polemiche/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 19:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[George A. Romero]]></category>
		<category><![CDATA[Jasmine Trinca]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Placido]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Scamarcio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il grande sogno di Placido va in fumo in conferenza stampa. Quello di Romero, continua, con Survival]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/scamarcio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7881" title="scamarcio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/scamarcio.jpg" alt="" width="396" height="594" /></a></p>
<p>Giornata piccantina oggi al Festival di Venezia, iniziata con tiepidi applausi subito dopo la proiezione stampa de <em>Il grande sogno</em> di Michele Placido. Il film, In Concorso, racconta un momento decisivo per la storia del nostro paese, concentrandosi su tre personaggi (Nicola, Laura e Libero, interpretati da Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca e Luca Argentero). Sono un poliziotto del sud venuto a Roma con il sogno di fare l&#8217;attore, una ragazza di Azione Cattolica che si troverà a partecipare attivamente al movimento studentesco e un ragazzo torinese, leader del movimento stesso. Dopo gli scontri di Valle Giulia, le loro vite cambieranno radicalmente. Assente Luca Argentero, impegnato a Roma <a href="http://www.movielicious.it/2009/08/30/argentero-the-italian-stallion/">sul set</a> di <em>Eat, Pray, Love</em> con Julia Roberts. Più che presente, invece, Placido, che in conferenza stampa ha dato il meglio di sè. Ecco cosa ha risposto ad una giornalista spagnola che gli ha chiesto come mai avesse deciso di far distribuire il suo film proprio da Medusa.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=XYMGRwO5Y8M[/youtube]</p>
<p>Sempre In Concorso, è arrivato il film di George A. Romero, <em>Survival of the Dead</em>. Il mitico papà degli zombie è venuto alla Mostra a presentare il suo sesto film sull&#8217;argomento, accolto da numerosissimi fan. Questa volta il regista fa muovere i suoi zombie nel west, ispirandosi a <em>The Big Country</em> di William Wyler. Un budget ridotto all&#8217;osso e una certa parsimonia nell&#8217;utilizzo di effetti speciali, non intaccano le brillanti idee e il giudizio critico che Romero, da sempre, sferra nei confronti del sogno americano.&#8221;Finché mi divertirò, continuerò a fare i miei film, ha detto. Dopo <em>Il giorno degli zombie</em>, che chiudeva una trilogia, pensavo avessi finito con loro. E invece ho ritrovato negli ultimi anni l&#8217;urgenza di mettere nuovo ordine al loro mondo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/romero.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7883" title="romero" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/romero.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
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