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	<title>Movielicious &#187; Giorgio Pasotti</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Mio papà</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 13:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Pasotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Base]]></category>
		<category><![CDATA[Mio papà]]></category>

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		<description><![CDATA[Giulio Base tenta di descrivere il rapporto tra genitori e figli acquisiti, ma il risultato non ci ha]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 27 novembre 2014<br />
Regia: Giulio Base<br />
Con: Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro, Fabio Troiano<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Bea Production</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mio-papa_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39850" title="mio-papa_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mio-papa_1.jpg" alt="" width="500" height="298" /></a></p>
<p>Lorenzo (<strong>Giorgio Pasotti</strong>) fa il sommozzatore su una piattaforma petrolifera al largo della costa adriatica. Ogni tanto, di sera, torna sulla terra ferma per un giro al pub e l&#8217;avventura di una notte, ma nulla di serio. Nulla che lo spinga a fermarsi a dormire dalla ragazza di turno. Quello mai.<br />
Almeno fino a quando non incontra Claudia (<strong>Donatella Finocchiaro</strong>) e se ne innamora, nonostante questa porti in dote Matteo, un figlio di sei anni assai recalcitrante, sulle prime, all&#8217;idea che la madre frequenti un &#8220;estraneo&#8221;.<br />
Il rapporto tra Lorenzo e il bambino, nato all&#8217;insegna di una scarsa voglia di accettarsi reciprocamente, si trasforma poi piano in una forma di complicità silenziosa fatta di gesti spesso minimi ma che portano i loro due mondi a non riuscire più a fare a meno l&#8217;uno dell&#8217;altro.</p>
<p>Nato da un&#8217;idea di Giorgio Pasotti, <strong><em>Mio papà</em></strong> segna il ritorno alla regia cinematografica di <strong>Giulio Base </strong>dopo una lunga militanza nella fiction televisiva (sue le regie del <em>Padre Pio</em> con Michele Placido e di diversi episodi di <em>Don Matteo</em>) e arriva in sala a un mese dalla sua presentazione all&#8217;ultimo Festival Internazionale del Film di Roma (sezione <em>Alice nella città</em>).<br />
La pellicola, senza troppi preamboli, è deludente e sciorina, nella sua ora e mezza di durata, un campionario di tutti i luoghi comuni nei quali ci piacerebbe che il cinema italiano non cadesse mai: retorico, didascalico e telefonatissimo in ognuno dei suoi (pochi) scarti narrativi.<br />
Nel tentativo di descrivere la trasformazione di Lorenzo, agli occhi del bambino, da &#8220;fidanzato di mamma&#8221; a &#8220;papà&#8221;, Giulio Base ci mostra una serie interminabile di facce assorte e pensose, dialoghi scritti con la mano sinistra (perfino la altrove bravissima Finocchiaro mostra il fiato corto nel rendere vive e credibili certe frasi) e buoni sentimenti un tanto al chilo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mio-papa_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39851" title="mio-papa_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mio-papa_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Operina esilissima dallo stile pressoché nullo, <em>Mio papà </em>è il possibile (ma non auspicabile) pilot di una serie TV di Rai Uno &#8211; ché Canale 5 sarebbe già troppo &#8211; sul tema delle famiglie allargate e sulla problematica dei diritti dei genitori acquisiti, anche lodevole nelle intenzioni ma del tutto incapace di avvincere o anche solo di incuriosire appena.<br />
I tempi dilatati che, almeno in teoria, dovrebbero scandire la lenta quotidianità del protagonista, diventano ben presto difetto, fino ad apparire più che altro come un escamotage utile a spalmare le poche e trascurabili idee di base lungo un minutaggio che travalichi i canonici quarantacinque minuti della serialità televisiva.<br />
Alla fine ne esce dignitosamente giusto Giorgio Pasotti che, in quanto promotore del progetto, cerca di salvare il salvabile e <strong>Ninetto Davoli</strong> per il semplice fatto che è sempre e comunque bello vederlo in un film.<br />
Il cinema italiano, in ogni caso, non è qui.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; giorno 1</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 15:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Alice nella città]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Kingsley]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Capotondi]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio De Luigi]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Internazionale del Film di Roma 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Pasotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Base]]></category>
		<category><![CDATA[Guida tascabile per la felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Kodi Smit-McPheen]]></category>
		<category><![CDATA[Mio papà]]></category>
		<category><![CDATA[Monnezza amore mio]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Meyer]]></category>
		<category><![CDATA[Soap Opera]]></category>
		<category><![CDATA[Tomas Milian]]></category>

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		<description><![CDATA[Partenza all'italiana con Sop Opera, film di apertura di Alessandro Genovesi. Ma sono le parole di Tomas]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39242" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg"><img class="size-full wp-image-39242" title="soap_opera" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg" alt="Il cast di Soap opera" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Soap opera</p></div>
<p>Ci siamo: anche quest&#8217;anno per nove giorni l&#8217;<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> di Roma si trasformerà in un ricettacolo di film di ogni sorta. Ad <strong>Alessandro Genovesi</strong> e al suo <em><strong>Soap Opera</strong></em> l&#8217;arduo compito di aprire le danze della nona edizione del Festival, un&#8217;edizione diversa, come ha ricordato il direttore Marco Müller durante la conferenza stampa di presentazione:  Quest&#8217;anno abbiamo compiuto una virata precisa verso una festa e la cosa migliore era aprire con una commedia italiana diversa dalle altre&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39243" title="cristiana_capotondi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg" alt="" width="289" height="434" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39244" title="fabiodeluigi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg" alt="" width="291" height="436" /></a></p>
<p>Quella che, sulla carta, poteva infatti sembrare l&#8217;ennesima commediola romantica (<strong>Fabio De Luigi</strong>, <strong>Cristiana Capotondi</strong> e <strong>Diego Abatantuono</strong> sono praticamente il cast del dittico <em>La peggiore settimana /Il peggior Natale della mia vita</em> dello stesso autore) in realtà è un&#8217;operazione più raffinata che, rifacendosi a un&#8217;idea di commedia più francese che non nostrana, ricrea personaggi e dinamiche tipiche della tradizione delle soap (quindi zero introspezione) e li fa interagire quasi sempre all&#8217;interno del condominio in cui abitano o, unica eccezione, in quell&#8217;ospedale che è forse il luogo cardine, teatro di quasi tutti i principali snodi narrativi delle soap opera di stampo classico.<br />
Completano il cast un <strong>Ricky Memphis</strong> in un ruolo più mesto del solito e i comici <strong>Ale e Franz</strong> a cui sono affidati i momenti più divertenti del film.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<div id="attachment_39245" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg"><img class="size-full wp-image-39245" title="guida" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg" alt="Guida tascabile per la felicità" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Guida tascabile per la felicità</p></div>
<p>Sempre questa mattina, la sezione autonoma e parallela del Festival <strong>Alice nella città</strong> ha debuttato con la prima regia di<strong> Rob Meyer</strong>, <strong><em>Guida tascabile per la felicità</em></strong>. La storia è quella di David, quindicenne che ha perso la mamma, dalla quale ha ereditato una grande passione: quella per il birdwatching. La vita del ragazzo subisce una scossa quando avvista un&#8217;anatra siberiana estinta. David e i suoi amici partono così all&#8217;inseguimento dell&#8217;esemplare. Filmetto young adult molto semplice, nella narrazione e nei dialoghi, che ha come unico elemento di interesse una discreta prova del giovanissimo protagonista <strong>Kodi Smit-McPhee</strong> (visto nel 2009  al fianco di Viggo Mortensen in <em>The Road</em>, di John Hillcoat,) e la partecipazione del Premio Oscar <strong>Ben Kingsley</strong> nei panni di un veterano del birdwatching. Le battute riuscite si contano sulle dita di una mano e la mancanza di ogni tipo di guizzo rende <em>Guida tascabile</em> una delle tante pellicole che raccontano storie di formazione.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
<div id="attachment_39247" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg"><img class="size-full wp-image-39247" title="giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg" alt="Il cast di Mio papà" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Mio papà</p></div>
<p>Delusione piena invece per il ritorno alla regia cinematografica di <strong>Giulio Base</strong>, dopo anni di film televisivi su santi e papi, con un campionario di tutti i luoghi comuni nei quali ci piacerebbe che il cinema italiano non cadesse mai. Retorico, didascalico, telefonatissimo in tutti i suoi scarti narrativi, <em><strong>Mio papà</strong></em> è la storia di Lorenzo (<strong>Giorgio Pasotti</strong>) che, spaventato dall&#8217;idea stessa di un legame amoroso, finisce per capitolare con Claudia (<strong>Donatella Finocchiaro</strong>) che lo ricambia ma porta in dote un figlio di sei anni che, sulle prime, è assai recalcitrante all&#8217;idea che la madre frequenti un estraneo. Nel tentativo di descrivere la trasformazione di Lorenzo, agli occhi del bambino, da &#8220;fidanzato di mamma&#8221; a &#8220;papà&#8221;, Giulio Base ci mostra una serie interminabile di facce assorte, dialoghi scritti con la mano sinistra (perfino la bravissima Finocchiaro ha il fiato corto nel rendere vive e credibili certe frasi) e buoni sentimenti un tanto al chilo. Si salvano giusto Giorgio Pasotti che, per quanto smarrito, cerca di salvare il salvabile e <strong>Ninetto Davoli</strong> per il semplice fatto che è sempre bello vederlo in un film.<br />
<strong>Voto</strong> 4</p>
<div id="attachment_39246" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg"><img class="size-full wp-image-39246" title="tomas-milian" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Tomas MIlian</p></div>
<p>E poi è arrivato lui, più romano di tanti romani: <strong>Tomas Milian</strong>. L&#8217;attore cubano ha incontrato la stampa questa mattina prima di ricevere, alle 19:00, il <strong>Marc’Aurelio Acting Award alla carriera</strong>, nel corso della serata d’apertura del Festival. Dopo l&#8217;uscita in libreria di un volume a lui dedicato<em><strong> Monnezza amore mio</strong></em>, scritto dallo stesso Milian con la collaborazione di <strong>Manlio Gomarasca </strong>e pubblicato l’8 ottobre con Rizzoli, l&#8217;attore torna in Italia da protagonista per raccontare la sua giovinezza, le audizioni all&#8217; Actors Studio e gli esordi nel cinema nel nostro paese, dopo che Mauro Bolognini lo notò e lo volle come protagonista de <em>La notte brava</em>. Una vita dura, la sua, nonostante la famiglia benestante alle spalle: &#8220;Mio padre era un militare, un violento che voleva insegnare a me e a mia sorella l&#8217;educazione con il suo bastone.  Era uscito dalla clinica psichiatrica quando avevo 6 anni e si è suicidato davanti a me quando ne avevo 12. Poco prima del gesto disperato mi disse: Tu ormai sei grande, puoi badare a tua madre ed alla tua sorellina. Ricordo però che non  ho provato dolore, nonostante assistetti a quella terribile scena&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39248" title="tomas_milian_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8220;Me ne sono andato da Cuba per fare l’attore dopo che rimasi folgorato dal personaggio di James Dean ne <em>La valle dell&#8217;Eden</em> . Preparai i documenti per partire come un emigrante qualunque, non come un benestante qual ero&#8221; racconta un commosso Milian. Da allora la sua carriera non si è più fermata: la sua filmografia conta oltre cento pellicole, i nomi dei più grandi registi della seconda metà del Novecento (Luchino Visconti, Francesco Maselli, Alberto Lattuada, Nanni Loy, Umberto Lenzi, Sergio Corbucci, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Tony Scott, Sydney Pollack, Steven Spielberg e Steven Soderbergh) e dei più noti volti del cinema internazionale (da Orson Welles a Robert Redford e Anthony Quinn). E a chi gli chiede come avvenne l&#8217;incontro col mitico personaggio del <strong>Monnezza</strong>, dall&#8217;alto dei suoi 82 anni risponde così:</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
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		<title>Un matrimonio da favola</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 13:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
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		<category><![CDATA[Un matrimonio da favola]]></category>

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		<description><![CDATA[Carlo Vanzina dirige questa commedia scritta insieme al fratello Enrico, ennesimo tassello di una filmografia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 10 aprile 2014<br />
Regia: Carlo Vanzina<br />
Con: Ricky Memphis, Emilio Solfrizzi, Stefania Rocca<br />
Durata: 1 ora e 31 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36305" title="un-matrimonio-da-favola" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Cinque compagni di liceo, all&#8217;epoca amici inseparabili, si perdono di vista e si ritrovano in occasione del matrimonio di Daniele (<strong>Ricky Memphis</strong>), all&#8217;apparenza l&#8217;unico del gruppo ad aver avuto successo nella vita.<br />
Gli altri quattro invece sembrano essersi rassegnati all&#8217;idea che la felicità non sia più a portata di mano: Luca (<strong>Adriano Giannini</strong>) voleva girare il mondo e si ritrova a fare la guida al Colosseo, Alessandro (<strong>Giorgio Pasott</strong>i) ha fatto carriera nell&#8217;esercito ma è costretto a tenere segreta la propria omosessualità, Giovanni (<strong>Emilio Solfrizzi</strong>) è vessato da una moglie avvocato divorzista e Luciana (<strong>Stefania Rocca</strong>), in seguito ad un infortunio, ha rinunciato a un futuro nello sport per sposare un noiosissimo assicuratore.<br />
Durante il weekend che precede le nozze, una serie di fraintendimenti e tragicomiche disavventure porterà ognuno di loro ad ammettere i propri errori e (forse) a  rimettersi in discussione.</p>
<p>A pochi mesi dall&#8217;uscita di <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/09/sapore-di-te/"><em>Sapore di te</em></a> i <strong>Vanzina Bros.</strong> (questa volta c&#8217;è Carlo nella duplice veste di regista e sceneggiatore, mentre Enrico solo in quella di autore) tornano con una commedia corale che cita come principale fonte d&#8217;ispirazione <em>Il grande freddo</em> di Lawrence Kasdan (magari), vorrebbe ambire ad essere una sorta di nuovo <em>Compagni di scuola</em> (ma è evidente da subito come Verdone abbia frequentato tutt&#8217;altra scuola) e si riduce invece ad essere né più né meno di quanto i due figli d&#8217;arte ci propinano ormai da più di trent&#8217;anni: un&#8217;innocua sequela di macchiette e gag irrimediabilmente bloccate in quegli anni ottanta che ne hanno rappresentato il periodo di maggior successo.<br />
Una volta partiti i titoli di testa, per intenderci, ci ritroviamo dinanzi al solito scenario umano in cui gli uomini vengono descritti per lo più come simpatiche canaglie (il punto di riferimento rimane sempre e comunque De Sica Jr.) e le donne sono o mogli insopportabili o facili prede da ingannare e portare a letto e, in ogni caso, figurine abbastanza di contorno.<br />
I Vanzina così sembrano negare &#8211; a loro stessi prima che al pubblico &#8211; che qualcosa di anche lontanamente simile ad una rivoluzione sessuale sia mai avvenuto e riproducono ad libitum il loro campionario di beceri stereotipi sull&#8217;infedeltà coniugale (in cui chiaramente l&#8217;uomo è sempre meno colpevole della donna) e su un&#8217;omosessualità che, in pieno 2014 e dopo svariati (forse anche troppi) film di Ozpetek, rappresenta ancora qualcosa da nascondere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36306" title="un-matrimonio-da-favola-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/un-matrimonio-da-favola-2.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Se questo totale scollamento dalla realtà non irritasse potrebbe addirittura commuovere, quasi come se i due fratelli ammettessero, anche con un certo candore, la loro inadeguatezza nei confronti dell&#8217;oggi.<br />
Spiace che a farne le spese siano un manipolo di attori altrove degni di nota (Solfrizzi e Pasotti soprattutto) e qui imbrigliati mani e piedi in ruoli talmente tagliati con l&#8217;accetta da non permettere loro neanche il parziale ricorso ad un mestiere che avrebbe potuto, forse, alzare il livello.<br />
Si salvano invece i caratteristi (<strong>Max Tortora</strong> e <strong>Roberta Fiorentini</strong> strappano le uniche risate di tutto il film) ma semplicemente perché sono lo spettro di una commedia all&#8217;italiana che i Vanzina conoscono a menadito, avendola bazzicata fin da bambini, e che si limita a reiterare quello stesso schema di inadeguatezza sociale (Sordi e la moglie buzzicona alla Biennale di Venezia) con tutto il suo corollario di battute scurrili che tanto facevano ridere l&#8217;Italia di fine anni Settanta.<br />
Carlo ed Enrico dimenticano però che i tempi sono cambiati e che la cialtroneria un po&#8217; rozza dei caratteristi dell&#8217;epoca oggi non è più a disagio quando inserita in ambienti più altolocati.<br />
Per il semplice fatto che quella stessa cialtroneria oggi è al potere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Nottetempo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 07:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Prisco]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfelice Imparato]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Pasotti]]></category>
		<category><![CDATA[Nina Torresi]]></category>
		<category><![CDATA[Nottetempo]]></category>

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		<description><![CDATA[L'esordiente Francesco Prisco confeziona questo interessante noir all'italiana con un cattivissimo Giorgio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2013)<br />
Uscita: 3 aprile 2014<br />
Regia: Francesco Prisco<br />
Con: Giorgio Pasotti, Nina Torresi, Gianfelice Imparato<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Videa CDE</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/nottetempo-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36257" title="nottetempo-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/nottetempo-2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Un incidente. Un autobus va fuori strada e si rovescia. Questo l&#8217;incipit di una storia che unirà le vite di tre persone. Assia (<strong>Nina Torresi</strong>) è l&#8217;unica sopravvissuta, una ragazza alla ricerca del vero amore. Enrico (<strong>Gianfelice Imparato</strong>), un cabarettista che non riesce più a far ridere, ha perso qualcosa in quella notte piena di curiose coincidenze. E Matteo (<strong>Giorgio Pasotti</strong>), poliziotto e giocatore di rugby, il primo ad arrivare sul luogo dell&#8217;incidente. Poco prima dell&#8217;esplosione del bus, un dejà-vu provoca in lui il desiderio di trasferirsi altrove e di ricominciare la sua vita da capo.</p>
<p>Si intuisce sin dalle primissime inquadrature che <strong>Nottetempo</strong> ha un che di particolare. Film tanto piccolo (650.000 euro il budget), quanto coraggioso, è davvero lontano dalla maggior parte delle pellicole italiane che arrivano in sala. La storia che si svolge agli antipodi del nostro paese, tra Napoli e Bolzano, è priva di ogni riferimento temporale, ed è popolata di personaggi ambigui che convivono ognuno con la propria insoddisfazione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/nottetempo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36258" title="nottetempo" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/nottetempo.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><strong>Francesco Prisco</strong>, classe 1976 e qui al suo debutto cinematografico dopo aver diretto una dozzina di corti e qualche spot, riesce a cattura l&#8217;interesse e la curiosità di chi guarda inserendo nella storia temi narrativamente universali quali amore odio e vendetta e unendoli a doppio filo alle vite dei tre protagonisti e alle loro rispettive solitudini. La tensione narrativa, uniformemente distribuita, viene  sottolineata da movimenti di macchina fluidi ed essenziali e da dialoghi ben dosati. Ma è nella storia dallo svolgimento piuttosto ambizioso, che mescola gli ingredienti del thriller e del noir a quelli del road movie, che il film mostra il suo principale difetto. Venendo meno alcuni passaggi utili alla comprensione dello sviluppo degli eventi, la sceneggiatura firmata da <strong>Gualtiero Rosella</strong>, <strong>Annamaria Morelli</strong> e dallo stesso regista, non riesce sempre a convincere. Ed è un gran peccato perché oltre alla performance di un capace Giorgio Pasotti, per la prima volta nel ruolo del cattivo, <strong>Nottetempo</strong> può contare su un&#8217;efficace idea di base e su una colonna sonora suggestiva che sottolinea la valenza espressiva di immagini asciutte e lapidarie.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Giorgio Pasotti autore</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Baciami ancora]]></category>
		<category><![CDATA[Dentro un mondo nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Pasotti]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/giorgio-pasotti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11440" title="giorgio-pasotti" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/giorgio-pasotti.jpg" alt="" width="433" height="400" /></a></p>
<p>Esce domani 26 febbraio, <em>Dentro un mondo nuovo</em>,  il primo libro di Giorgio Pasotti edito da Mondadori. Vedremo l&#8217;attore, oltre che in <em>Baciami ancora</em>, anche sugli scaffali delle librerie con la sua opera prima. &#8220;Che pensino quello che vogliono&#8221; ha dichiarato. &#8220;Per me valeva la pena provare altro. Avevo studiato Wushu per quindici anni, era la mia passione, sentivo di dover continuare&#8221;.</p>
<p>Si tratta di un romanzo autobiografico in cui Pasotti racconta la sua esperienza personale come bambino prodigio nelle arti marziali. Cintura nera a soli tredici anni nel 1992, a soli diciannove anni, si trasferisce in Cina per sfruttare il suo titolo di campione nazionale di Wushu (antichissima disciplina orientale). Si tratterrà lì per circa tre anni, durante i quali scoprirà il paese frequentando l&#8217;università di Educazione fisica di Pechino. Studio intenso e allenamenti durissimi trasformeranno il giovane Giorgio in un maestro d&#8217;armi, tra storie d&#8217;amore e d&#8217;amcizia che sono riuscite a trovare spazio anche all&#8217;interno di insegnamenti tanto ferrei.</p>
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