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	<title>Movielicious &#187; Gli Infedeli</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Gli infedeli</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Pecori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Sette registi per sette storie di tradimento.  L'adulterio visto dagli uomini, tra fragorose risate e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Les Infidèles, Francia 2012)<br />
Uscita: 4 maggio 2012<br />
Regia: Jean Dujardin, Gilles Lellouche (Las Vegas), Emmanuelle Bercot (La question), Fred Cavayé (Prologo), Alexandre Courtès (Bernard, Thibault, Simon, Infedeli anonimi), Michel Hazanavicius (La bonne conscience), Eric Lartigau (Lolita)<br />
Con: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Guillaume Canet<br />
Durata: 1 ora e 49<br />
Distribuito da: BIM</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26474" title="13" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/13.jpg" alt="" width="500" height="309" /></a></p>
<p>I favolosi anni Sessanta non finiscono mai, anche nel cinema e anche in Francia, specialmente per la commedia-frammento. Un occhio alla realtà circostante, basta attingere la penna all’inchiostro (sì, viene da pensare che nemmeno l’inchiostro abbia intenzione di finire) dei costumi – colorato e trasparente – e appuntare a mano (l’idea di immediatezza) su un foglio volante piccoli fatti di vita quotidiana. Certo, poi, una qualche differenza la faranno anche il trasferimento inevitabile sul file di un computer e le capacità espressive del regista: noi italiani, dopo Dino Risi, non abbiamo avuto da imparare granché da alcuno. Ma è certo che i piccoli raccontini/verità provocatori e simbolici faranno ancora da specchio molto gradito allo spettatore in cerca di giustificazioni e risarcimenti per i propri difettucci. Possiamo dire che i due attori-guida (Jean Dujardin e Gilles Lellouche) dei nove episodi dedicati all’infedeltà formano una coppia di “nuovi-nuovi mostri” dei nostri giorni. Rispetto alla “cattiveria” satirica degli archetipi Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, i due francesi se la battono per simpatia e sfacciataggine, ma la carica critica del racconto è molto più leggera e la complicità del pubblico è data più per scontata.</p>
<p>La &#8220;mostruosità&#8221; dei personaggi, il loro rapporto con le donne, la loro mania di &#8220;caccia&#8221; e il sistema di bugie (soprattutto con se stessi) appare piuttosto normale, a patto che si guardi alle loro “abitudini” con occhio maschile. E, se mai, è questa scelta del genere ad apparire oggi meno scontata, o comunque più forte rispetto al contesto in apparenza avviato verso una progressiva omogeneità. Guardando al cinema, c’è traccia nel cast dell’operazione stilistica che ha fruttato il trionfo “muto” dell’Oscar (<em>The Artist</em>) al regista Hazanavicius e al protagonista Dujardin. Specie sul volto dell’attore si direbbe palpabile un&#8217;ansia di &#8220;liberazione&#8221; da quello sguardo fittizio in bianco e nero. Il problema è che pure qui la verità ha l&#8217;aria di restare lontana, in ossequio alle leggi della complicità assolutoria. I due amici nel film, si coprono a vicenda per le fughe verso la conquista dell’eros, un erotismo maniacale e tutto sommato “infelice” a causa del ruolo subordinato della donna. Centrale e narrativamente più riuscito è l’episodio intitolato <em>Thibault</em>, in cui marito (Guillaume Canet) e moglie (Annabelle Naudeau) fanno il gioco pericoloso di rivelare l’uno all’altra e viceversa i propri tradimenti: si esce dalla struttura episodica ed è quasi un altro film, con la sua autonomia. Gustosa e non priva di trasparenza critica (finalmente) la riunione degli <em>Infedeli anonimi</em>. Le loro “confessioni” di gruppo preludono in un certo senso al paradosso finale che ricongiunge i due amici protagonisti in una ulteriore (non diciamo quale) dimensione amorosa.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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