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	<title>Movielicious &#187; Guy Pearce</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il trailer di Genius con Jude Law e Colin Firth</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 10:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Colin Firth]]></category>
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		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[Michael Grandage racconta l'amicizia tra lo scrittore Thomas Wolfe e l'editore Max Perkins.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Genius.jpg"><img class="size-full wp-image-54221" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Genius.jpg" alt="7X2A4831.cr2" width="1000" height="675" /></a></p>
<p>La <em>Eagle Pictures</em> ha diffuso il trailer italiano di <em><strong>Genius</strong></em>, opera prima di <strong>Michael Grandage</strong> incentrata sul rapporto di amicizia tra lo scrittore Thomas Wolfe (<strong>Jude Law</strong>) e l’editore Max Perkins (<strong>Colin Firth</strong>).</p>
<p><span lang="it">Basato sulla biografia <em>Max Perkins: Editor of Genius</em> di A. Scott Berg, la pellicola racconta la controversa amicizia lavorativa tra due. </span><span title="(Firth).">Perkins è uno degli editori letterari più conosciuti e rispettati di tutti i tempi. Nella sua lunga carriera ha infatti scoperto talenti letterari del calibro di </span>Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway. Wolfe fu invece uno scrittore che trovò fama e successo già in giovane età.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/OLBWqYEEBys" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nel cast di <em><strong>Genius</strong></em>, che sarà presentato all&#8217;11° edizione della <strong>Festa del Cinema di Roma</strong> nei prossimi giorni e nelle sale dal 10 novembre,  ci sono anche <strong>Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce </strong>e<strong> Dominic West</strong>.</p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 4</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2015 17:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
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		<category><![CDATA[Tom Hooper]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 72]]></category>

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		<description><![CDATA[Deludono The Danish Girl ed Equals, conquista Feederick Wiseman e incuriosisce L'attesa, con una sorprendente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_44258" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/frederick_wiseman.jpg"><img class="size-full wp-image-44258" title="DV2117875" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/frederick_wiseman.jpg" alt="Frederick Wiseman" width="500" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Frederick Wiseman</p></div>
<p>Se la sezione principale continua imperterrita a zoppicare e a dover fare i conti con l&#8217;insuperabile baratro che lo separa dal film-mondo di Sokurov, quella non competitiva sfodera il suo asso e stravolge una partita fatta finora di mani perlopiù deboli e dimenticabili.</p>
<p>L&#8217;ottuagenario <strong>Frederick Wiseman</strong>, dopo il tradimento cannense di <em>National Gallery</em>, torna all&#8217;affezionatissimo Lido con un nuovo saggio entomologico <em>monstre</em> di inusitata portata, un gremito formicaio di piccole, quotidianissime storie che, come di consueto, inizia dal minuzioso studio di una minuscola, circoscritta realtà per evolvere nella riflessione su una cosmica, generalizzata condizione esistenziale. <em><strong>In Jackson Heights</strong></em> parte dall&#8217;omonimo quartiere-crogiuolo di New York, considerato uno dei più avanzati esempi di melting pot urbano del mondo, e si snoda, lungo tre ore abbondanti di negozietti, di luoghi di culto, di collettivi, di adunanze e di semplici chiacchiere da vicinato in un appassionato elogio del multiculturalismo, senza timore di svelarne il lato ancora fragilmente irrequieto e con lo stesso occhio che, come già dai tempi di <em>Welfare</em> e di <em>Hospital,</em> dietro a una clinica, imperturbabile oggettività, si fa sempre di più voce di un ceto medio-basso in progressiva via di estinzione.</p>
<p>Ne viene fuori una mappatura caleidoscopica di infinite, ordinariamente uniche commedie umane, fra squarci di malinconia (la congrega di magliaie che discetta di cimiteri e di sepoltura in genere), parentesi esilaranti (la lezione di inglese per tassisti), tuffi nell&#8217;assurdo di tutti i giorni (gli aspiranti alla cittadinanza americana che non sanno spiegare i loro motivi) e la solita capacità di trasformare piccole battaglie civili in epici scontri fra Davide e Golia, dalle proteste della transessuale discriminata alla preparazione del Pride, dando il meglio di sé soprattutto con il leitmotiv della resistenza contro il piano di riqualificazione territoriale (il cosiddetto <em>business improvement district</em>) che rischia di spazzare via l&#8217;intera comunità.<br />
Un nuovo, imperdibile capolavoro, insomma, per il padre del documentario moderno, e una testimonianza forse, visti i tempi, ancora più necessaria del solito.</p>
<div id="attachment_44259" style="width: 356px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals.jpg"><img class="size-full wp-image-44259" title="drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/drake-doremus-kristen-stewart-nicholas-hoult-equals.jpg" alt="Drake Doremus, Kristen Stewart e Nicholas Hoult - Equals" width="346" height="519" /></a><p class="wp-caption-text">Drake Doremus, Kristen Stewart e Nicholas Hoult - Equals</p></div>
<p>È tempo, però, di ributtarsi nel Concorso, e ciò non potrebbe avvenire con uno scarto più traumatico e demoralizzante: il fantascientifico <em><strong>Equals</strong></em> è infatti un nefando prodottino da multisala concepito da (anzi, assai più probabilmente, per) persone totalmente a digiuno di cinema e di letteratura distopica.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/kristen-stewart.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44260" title="kristen-stewart" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/kristen-stewart.jpg" alt="" width="374" height="561" /></a></p>
<p>Il giovane <strong>Drake Doremus</strong> voleva forse trasferire in un&#8217;ottica prettamente allegorica i connotati ultrasentimentali del suo universo giovanilistico-ipersensibile (quello di <em>Like Crazy</em>, per esempio), ma gira di fatto il remake hipster-sfigato de <em>L&#8217;uomo che fuggì dal futuro</em> &#8211; recuperandone persino intere caratteristiche, come le scenografie diafane e squadrate -, con attori di supporto in visibile disagio (gli australiani <strong>Guy Pearce</strong> e <strong>Jacki Weaver</strong>) e una coppia di protagonisti insostenibilmente languidi, ancorché il <strong>Nicholas Hoult</strong> di <em>Mad Max: Fury Road</em> e la <strong>Kristen Stewart</strong> di <em>Twilight</em> si rivelino, nella loro tragica inespressività, perfettamente adeguati al loro ruolo di rigidissimi manichini de-emozionalizzati.<br />
Il risultato è un&#8217;antologia inarrestabile di ridicolo involontario spinto ai massimi livelli, finora il titolo più indifendibile di tutto il programma della Mostra.</p>
<div id="attachment_44261" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl.jpg"><img class="size-full wp-image-44261" title="eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne-matthias-schoenaerts-amber-heard-alicia-vikander-tom-hooper-the-danish-girl.jpg" alt="Eddie Redmayne, Matthias Schoenaerts, Amber Heard, Alicia Vikander, Tom Hooper - The Danish Girl" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Eddie Redmayne, Matthias Schoenaerts, Amber Heard, Alicia Vikander, Tom Hooper - The Danish Girl</p></div>
<p>Appena un po&#8217; meglio, ma comunque lontano dalla sufficienza, si assesta il concorrente della mattinata, l&#8217;atteso <strong><em>The Danish Girl</em> </strong>di <strong>Tom Hooper</strong>: rinunciando alle ventate sperimentali di <em>Les misérables</em> e rigettandosi nel più innocuo formalismo de <em>Il discorso del re</em>, Hooper firma un&#8217;operina calligrafica, superficiale e pesantemente leziosa incapace di comunicare quella confusione identitaria e gerarchica dei sessi che avrebbe reso il progetto qualcosa di più di un semplice, agiografico omaggio alla causa LGBT.<br />
E svela il bluff e tutti i limiti di un interprete come <strong>Eddie Redmayne</strong>, nel medesimo ruolo de <em>La teoria del tutto</em> (un individuo prigioniero del proprio corpo), che si produce in una stucchevole sequela di smorfie e mossette che rendono la sua Lili Elbe, pioniera scandinava del transessualismo, non uno studio accurato del femminino, ma solo una macchietta poco credibile (il lavoro di John Lone di <em>M. Butterfly</em>, per dire, aveva ben altro spessore).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/alicia_vikander.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44263" title="alicia_vikander" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/alicia_vikander.jpg" alt="" width="272" height="408" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44262" title="eddie-redmayne" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/eddie-redmayne.jpg" alt="" width="272" height="408" /></a></p>
<p>Di gran lunga meglio la sua partner <strong>Alicia Vikander</strong>, effettiva protagonista del film (come già fu Felicity Jones nella biografia di Hawking), misurato fulcro emotivo di un intreccio sonnacchioso, pavido e inutilmente declamatorio.</p>
<div id="attachment_44264" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche.jpg"><img class="size-full wp-image-44264 " title="juliettebinoche" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche.jpg" alt="Juliette Binoche - L'attesa" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Juliette Binoche - L&#39;attesa</p></div>
<p>Notevole sorpresa, invece, <em><strong>L&#8217;attesa</strong></em> di <strong>Piero Messina</strong>, che inaugura la nutrita comitiva nostrana e che incassa programmaticamente i primi, immeritati fischi dell&#8217;edizione: l&#8217;ermetico e seducente kammerspiel sull&#8217;assenza messo in scena dall&#8217;assistente alla regia di Paolo Sorrentino è un&#8217;opera audace e frastornante, dominata da un&#8217;estetica soverchiante e polarizzante di irresistibile valore ipnotico fatta di spericolati movimenti di macchina, di geometrizzazioni totalizzanti e di lunghe pause, un esercizio &#8211; inevitabilmente freddo, ma comunque di indubbio fascino &#8211; di ricerca immaginifica che, esattamente come l&#8217;<em>Under the Skin</em> di Glazer nei confronti dell&#8217;omonimo romanzo di Michel Faber, riduce l&#8217;ispirazione de <em>La vita che ti diedi</em> di Pirandello a una serie di suggestioni e di astrazioni di sfuggevole comprensione, lasciando nell&#8217;indeterminatezza gli elementi più scontati: che intesa si crea fra la giovane Jeanne (<strong>Lou de Laâge</strong>), in visita al casolare siciliano del fidanzato, e la di lui madre Anna (<strong>Juliette Binoche</strong>, meravigliosa e dolente), speculari e gemelle già nel nome? qual è il ruolo del tuttofare Pietro (<strong>Giorgio Colangeli</strong>) nell&#8217;economia della storia?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/piero-messina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44267" title="piero-messina" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/piero-messina.jpg" alt="" width="274" height="410" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44266" title="juliettebinoche_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/juliettebinoche_2.jpg" alt="" width="281" height="410" /></a></p>
<p>Tutte domande, fortunatamente, senza una risposta univoca e determinata, base di un&#8217;opera prima rigorosa e già personalissima che vedremmo volentieri insignita di un coraggioso Leone d&#8217;Argento.</p>
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		<title>Non avere paura del buio</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 22:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bailee Madison]]></category>
		<category><![CDATA[Guillermo Del Toro]]></category>
		<category><![CDATA[Guy Pearce]]></category>
		<category><![CDATA[Katie Holmes]]></category>
		<category><![CDATA[Non avere paura del buio]]></category>
		<category><![CDATA[Troy Nixey]]></category>

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		<description><![CDATA[Il terrore abita in cantina. Del Toro scrive e produce questa fiaba gotica visivamente valida ma strutturalmente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Don&#8217;t Be Afraid of the Dark, U.K. 2011)<br />
Uscita: 13 gennaio 2012<br />
Regia: Troy Nixey<br />
Con: Katie Holmes, Guy Pearce, Bailee Madison<br />
Durata: 1 ora e 39 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/35.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24603" title="35" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/35.jpg" alt="" width="500" height="302" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Le favole tradizionali spesso parlano di rapimenti, di fate che rapiscono bambini, neonati, adulti, e poi li restituisconoalle famiglie ? cambiati.<br />
Possono tornare menomati,o semplicemente scossi, con vizi orribili e strani comportamenti, ululanti alla luna o altro.<br />
Li trasformano in modi bizzarri&#8230; Ho pensato che sarebbe stato interessante inserire questo elemento nella storia</em>&#8220;.  (Guillermo Del Toro)</p>
<p>Dopo l&#8217;evocativo <em>Il labirinto del fauno</em>, Guillermo del Toro torna a maneggiare i temi che più gli sono congeniali (horror, infanzia problematica, mondo fatato),  ma questa volta solo nelle vesti di sceneggiatore e produttore, lasciando la regia nelle mani dell&#8217;esordiente Troy Nixey. Spetta dunque al noto fumettista (creatore di <em>Trout</em> e co-autore della  miniserie <em>Jenny Finn</em>, nonché disegnatore di alcuni albi di <em>Batman</em>) portare sullo schermo (in Italia il film arriva, ça va sans dire, con due anni di ritardo) <em>Non avere paura del buio</em>, remake cinematografico dell&#8217;omonima serie televisiva diretta nel 1973 da John Newland e trasmessa dalla ABC, riveduta e corretta nell&#8217;ormai definito &#8220;Del Toro style&#8221;. Nel passaggio dal piccolo al grande schermo la protagonista, da adulta, diventa una bambina, a conferma che il regista messicano non intende abbandonare l&#8217;interesse che nutre nell&#8217;esplorare  gli incubi dell&#8217;infanzia (come aveva fatto con <em>La spina del diavolo</em> e<em> Il labirinto del fauno</em>).</p>
<p>La storia segue da vicino la piccola Sally (Bailee Madison) che vediamo trasferirsi dal padre Alex (Guy Pearce) a inizio pellicola. L&#8217;uomo sta ristrutturando una vecchia dimora fuori città insieme alla sua nuova compagna Kim (Katie Holmes). I rapporti tra Kim e la bambina all’inizio non sono buoni, ma quando Sally inizia a dare segni di disagio nei confronti della vecchia casa in cui è andata a vivere e che sembra custodire orribili segreti, sarà proprio la donna a cercare di aiutarla. Sally nel frattempo è sempre più spaventata dal buio e dagli strani esserini che si nascondono nei sotterranei.</p>
<p>I primi cinque minuti di <em>Non avere paura del buio</em> sono senza ombra di dubbio i più interessanti. Nixey porta lo spettatore nei meandri della scricchiolante magione infestata da strani mostriciattoli e piena di angoli bui, appartenuta un tempo al pittore Lord Blackwood, scomparso in circostanze misteriose.  L&#8217;elemento con maggiore appeal della pellicola risulta essere prorio l&#8217;ambientazione, oltre allo spunto leggendario da cui la vicenda ha inizio e di cui non vogliamo svelare troppo. La storia è ambientata ai giorni nostri ma gli arredamenti della villa e i personaggi che la abitano (i domestici in primis) sembrano essre rimasti imprigionati nel secolo scorso, condizione che rafforza il modo in cui vengono percepiti gli elementi orrorifici e misteriosi del plot. Purtroppo a interrompere l&#8217;illusione di essere stati catapultati in questo magico mondo gotico e terrificante ci pensano il cast, assai poco credibile e (una cosa nuova!) il doppiaggio italiano, che infrange ogni possibilità di seguire il flusso narrativo che proveniente dalle immagini che passano sullo schermo con una notevole componente ipnotica. Tra Katie Holmes e Guy Pearce non si sa chi risulta meno plausibile, e la piccola Bailee Manson non li aiuta affatto, tratteggiando il personaggio di Sally in modo poco naturale ed eccessivamente impostato. Funzionali gli effetti sonori, meno quelli visivi (quando i mostriciattoli si rendono manifesti, la paura scema inesorabilmente). Nel complesso <em>Non aver paura del buio</em> risulta essere un&#8217;interessante pellicola fantasy con atmosfere dark in cui è ben evidente l&#8217;attenzione da parte del regista nel prediligere il gusto per il visivo alla coerenza narrativa e al ritmo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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