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	<title>Movielicious &#187; Hans Zimmer</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Dunkirk</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/08/31/dunkirk-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 04:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Nolan]]></category>
		<category><![CDATA[Cillian Murphy]]></category>
		<category><![CDATA[Dunkirk]]></category>
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		<description><![CDATA[Arriva Nolan e non ce n'è per nessuno. Tra kolossal e cinema d'autore, il regista inglese mette in scena]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 31 agosto 2017<br />
Regia: Christopher Nolan<br />
Con: Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Kenneth Branagh<br />
Durata: 1 ora e 47<br />
Distribuito da: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/Dunkirk_1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-56513" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/Dunkirk_1.png" alt="Dunkirk_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo aver raccontato il futuro con <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.movielicious.it/2014/11/05/interstellar/" target="_blank"><em>Interstellar</em></a></span>, ora <strong>Christopher Nolan</strong> si cimenta per la prima volta con una storia vera che riemerge dal passato, quella di una delle ritirate più imponenti di cui ci sia memoria nonché avvenimento particolarmente significativo della Seconda Guerra Mondiale che contribuì a spostare le sorti del conflitto in favore degli alleati, noto come <strong>Operazione Dynamo</strong>, effettuata&#8230; tra il 26 maggio e il 3 giugno del 1940. <em><strong>Dunkirk</strong></em> (dizione inglese di Dunkerque) racconta proprio questo, l&#8217;incredibile evacuazione verso la Gran Bretagna di migliaia di soldati belgi, francesi e britannici, bloccati sulle spiagge della città portuale francese dall&#8217;avanzata dell&#8217;esercito tedesco, durante la cosiddetta Battaglia di Francia. Quando le truppe britanniche e alleate si trovarono circondate da un lato dalle forze nemiche, e dall&#8217;altra dal mare, con il Canale della Manica come unica via di fuga possibile. Le operazioni di imbarco richiedevano più tempo del previsto e vennero ulteriormente rallentate da un violento bombardamento nemico che gettò i soldati nella disperazione. Sebbene a sole 26 miglia di distanza da casa, per quel che rimaneva della British Expeditionary Force non c’era modo di raggiungere l’altra sponda. Una lunga secca rendeva impossibile l’attracco delle navi inglesi che non potevano dunque raggiungere la riva opposta e salvare i propri soldati. Ma quando venne inviata una richiesta di aiuto ai civili oltre la Manica affinché andassero in soccorso con le loro piccole imbarcazioni, una vera e propria flotta privata salpò dal sud della costa inglese per raggiungere la Francia e tentare di riportare gli oltre 350 mila uomini a casa.</p>
<p>L&#8217;ossessione di Christopher Nolan (chei ha visto i suoi film lo sa bene) continua ad essere il<strong> tempo</strong>. In ogni opera del regista inglese, da <em>Following</em> fino al più recente <em>Interstellar</em>, l&#8217;alterazione del tempo lineare ha sempre rappresentato il fil rouge della sua filmografia, il nucleo delle sue storie. La dimensione temporale reversibile in <em>Memento</em>, così come quella circolare in <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.movielicious.it/2010/09/21/inception/" target="_blank">Inception</a></span></em> e quella multipla in <em>Interstellar</em>, incarnano il fulcro dell&#8217;elegante macchinosità e la pluralità di significati e di piani di lettura che da sempre caratterizzano lo stile del regista. Anche in <em><strong>Dunkirk</strong></em> il tempo viene manipolato, diventando ancora una volta, elemento strutturale atto a creare tensione. Nolan si diverte a intrecciare tre punti di vista, tre storie, ciascuna con un proprio orologio, tra terra mare e cielo, storie che noi vediamo insieme, avviluppate, durare lo stesso tempo.<br />
In barca si viaggia per un giorno per arrivare a Dunkirk, in aereo basta un&#8217;ora, mentre sul molo, chi aspetta i soccorsi, deve rimanerci per una settimana.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/Dunkirk_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56514" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/Dunkirk_2.jpg" alt="Dunkirk_2" width="1000" height="600" /></a></p>
<p>Questa volta, sempre a proposito di tempo, a Nolan sono sufficienti appena 107 minuti per riscrivere i dettami del cinema di guerra, incatenando chi guarda allo schermo con un film di densa spettacolarità, sempre in equilibrio tra accuratezza storica e intrattenimento, storia individuale e dimensione universale. Ci sono molti attori noti in <em><strong>Dunkirk</strong></em>, da <strong>Tom Hardy</strong> (che indossa una maschera che gli copre il volto, proprio come quando interpretava Bane ne <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/21/il-cavaliere-oscuro-il-ritorno/" target="_blank"><em>Il cavaliere oscuro &#8211; Il ritorno</em></a>) a <strong>Cillian Murphy</strong>, da <strong>Mark Rylance</strong> a <strong>Kenneth Branagh</strong>, ma nessun protagonista. Le loro performance contribuiscono ad arricchire un tutto che, per Nolan, è evidentemente molto più importante della singola parte. A differenza di quanto fatto da Spielberg nel suo Soldato Ryan, in <em>Dunkirk</em> il regista fa di tutto per non farci empatizzare con i personaggi, preferendo di gran lunga dare una spinta a chi guarda per farlo cadere nel vortice degli eventi, nell&#8217;esatto momento in cui accadono. Nessun soldato da salvare, nessun eroe nel senso più hollywoodiano del termine, solo giovani qualunque, disperati, con in braccio un fucile Enfield, separati da casa da un brandello di mare ostile e inaccessibile.</p>
<p>Da esteta puro e rigoroso, Nolan sfrutta al meglio le funamboliche potenzialità delle <strong>Imax Cameras</strong> per rendere le scene aeree un&#8217;esperienza totalmente immersiva e indimenticabile (il film è stato girato interamente in pellicola, in formato 15/70mm <strong>IMAX</strong> e Super Panavision 65mm), ricorrendo alla CGI solo in minima parte.<br />
Il risultato è di una coralità epica e struggente, splendidamente resa dalla fotografia di <strong>Hoyte Van Hoytema</strong>.<br />
Curioso poi come, a fronte di uno spazio visivo pressoché infinito, il regista inglese costringa tutti i suoi personaggi a vivere situazioni al limite del claustrofobico, stretti dalla morsa di un tempo spietato e inclemente; sensazione ancor più amplificata dalla colonna sonora di <strong>Hans Zimmer</strong> fatta sì di musica, ma anche di suoni e rumori incombenti e ai limiti del molesto, che contribuiscono a sottolineare la sensazione di tensione e di oppressione dilatata a dismisura da un altro elemento fondamentale: la totale invisibilità del nemico da combattere.</p>
<p><em><strong>Dunkirk</strong></em> è una meraviglia, un rarissimo caso di riuscito connubio tra blockbuster e autorialità. Correte al cinema e, possibilmente, scegliete una sala che renda giustizia al formato in cui è stato realizzato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 9</p>
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		<title>Interstellar</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/11/05/interstellar/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 12:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Hathaway]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Nolan]]></category>
		<category><![CDATA[Hans Zimmer]]></category>
		<category><![CDATA[Interstellar]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Chastain]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew McConaughey]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Christopher Nolan riscrive le regole della cinematografia tradizionale e ci porta molto molto in alto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2014)<br />
Uscita: 6 novembre 2014<br />
Regia: Christopher Nolan<br />
Con: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain<br />
Durata: 2 ore e 49 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/interstellar.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39539" title="interstellar" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/interstellar.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>In un futuro indefinito, la Terra è ormai un pianeta quasi del tutto inospitale.<br />
Alcuni drastici cambiamenti climatici hanno infatti compromesso l&#8217;ecosistema fino a rendere impossibile qualsiasi tipo di agricoltura, all&#8217;infuori di quella di granoturco, e funestano le città con continue e violente tempeste di sabbia.<br />
Quando alcuni scienziati scoprono un wormhole attraverso il quale raggiungere galassie lontane distanze inimmaginabili, decidono di intraprendere un viaggio per cercare nuovi pianeti in cui ricostruire le risorse naturali della Terra così da preservare il genere umano.<br />
Il passaggio attraverso un &#8220;buco nero&#8221; comporta però la perdita degli abituali confini di spazio e tempo e i partecipanti alla missione si troveranno a vivere ore che, sulla Terra, corrispondono ad anni, con tutta la paura di ciò che potrebbero trovare una volta tornati a casa.</p>
<p>Io, con la trama, mi fermerei anche qui.<br />
Non tanto per il rischio di spoiling &#8211; ché un film così complesso, nella sua continua sovrapposizione di significanti, in tal senso non ha quasi nulla da temere &#8211; quanto perché, di fronte a un capolavoro ipertestuale come Interstellar, il concetto stesso di sinossi perde gran parte del suo significato.<br />
Vera opera monstre e summa concettuale di una riflessione sulla relatività iniziata da <strong>Christopher Nolan</strong> già con <em>Memento</em> e portata avanti (sia con <em>The Prestige</em> che con Inception) con rara coerenza, Interstellar rappresenta il punto di non ritorno di tutto lo sci-fi venuto dopo <em>2001 &#8211; Odissea nello spazio</em> e, allo stesso tempo, una più che valida ipotesi per una futura ridefinizione del genere.<br />
Ed è proprio qui che l&#8217;autore della trilogia de <em>Il Cavaliere oscuro </em>ha la sua intuizione più geniale: focalizzarsi interamente sull&#8217;uomo e sul suo istinto di sopravvivenza, in una sorta di fantascienza umanista che è un ossimoro solo all&#8217;apparenza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/interstellar_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39540" title="interstellar_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/interstellar_2.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>I primi quaranta minuti sono l&#8217;antitesi della fantascienza per come siamo abituati ad esperirla e, con tutta quella polvere a ricoprire le superfici e le sconfinate distese di granoturco, a tratti sembra quasi di assistere a una trasposizione modernista di <em>Furore</em> di Steinbeck.<br />
In quest&#8217;ottica, non sbaglia affatto Quentin Tarantino nel paragonare quest&#8217;ultimo Nolan a Terrence Malick: li accomuna infatti la stessa, estrema sensibilità nella costruzione di un&#8217;etica dell&#8217;inquadratura e nella definizione di volti così fortemente vissuti.<br />
L&#8217;umanismo insistito del lungo prologo non serve all&#8217;autore (che non è mica un M. Night Shyamalan qualunque) per creare uno scollamento ancora più estremo con la successiva deriva sci-fi della storia, bensì per dilatare quell&#8217;emotività per tutto l&#8217;arco del racconto in modo molto spielberghiano.<br />
Anche quando entra in gioco il discorso sulla relatività del tempo, l&#8217;approccio è sempre umano.<br />
Si ragiona infatti più sull&#8217;invecchiamento dei propri cari che non sull&#8217;eterna giovinezza e, quando si ipotizza l&#8217;esistenza di altre forme di vita, la mente va più in cerca di possibili letture metafisiche (aiutata in questo anche da una serie di riferimenti biblici insiti nell&#8217;opera) che non di eventuali presenze aliene.</p>
<p>Si era molto parlato, nei mesi scorsi, di quanto Interstellar sarebbe stato accurato nel descrivere e rappresentare le eventuali forzature delle leggi che regolano le dimensioni di spazio e tempo e della collaborazione, in sede di scrittura, del maggior esperto di relatività generale <strong>Kip Thorne</strong>. E in effetti, tutto ciò che viene mostrato appare come incredibilmente reale.<br />
A detta della comunità scientifica, ad esempio, il film contiene la più accurata rappresentazione di un buco nero.<br />
Nulla appare lasciato al caso e non c&#8217;è una sola scena in cui la volontà di abbacinare il pubblico abbia la meglio sul realismo di fondo.<br />
Ma, al netto di tutto ciò, Interstellar è una gioia per gli occhi infinita.<br />
Non c&#8217;è una sola inquadratura che sia anche solo meno che bella.<br />
La maestosità del 70mm (formato utilizzato, negli ultimi anni, solo per <em>The Master</em> di P.T.Anderson e <em>Django Unchained</em>) unita alla sapienza registica di Christopher Nolan, garantiscono allo spettatore qualcosa di molto più vicino all&#8217;esperienza sensoriale che non alla semplice fruizione di un film.<br />
Accadeva già in <a href="http://www.movielicious.it/2013/10/02/gravity/"><em>Gravity</em></a> di Alfonso Cuaron, ma qui tutto è amplificato da una maggiore profondità strutturale.<br />
Interstellar è un&#8217;opera così totalizzante che rende ardua l&#8217;analisi lucida di ogni suo singolo aspetto tecnico, che sia la splendida fotografia di <strong>Hoyte Van Hoytema</strong> (<em>La talpa</em>, <em>Her</em>) o la straordinaria colonna sonora dalle vaghe reminiscenze seventies di <strong>Hans Zimmer</strong>.<br />
Persino gli attori (un cast davvero eccezionale) sembrano limitare qualsiasi mania di protagonismo per partecipare con estremo rigore alla perfetta riuscita di un film che si riconosce sin da subito come assolutamente fuori dall&#8217;ordinario.<br />
Un film-buco nero che, una volta attraversato, altera momentaneamente la percezione del tempo fino a non far percepire affatto il peso delle sue (quasi) tre ore di durata e che, anzi, a un certo punto si vorrebbe proprio non finisse mai.</p>
<p><strong>Voto </strong>9</p>
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