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	<title>Movielicious &#187; Hitchcock/Truffaut Kent Jones</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Hitchcock/Truffaut</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 09:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alfred Hitchcock]]></category>
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		<category><![CDATA[Serge Toubiana]]></category>

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		<description><![CDATA[La più grande lezione di cinema di tutti i tempi diventa un appassionante documentario.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 4-6 aprile 2016<br />
Regia: Kent Jones<br />
Con: François Truffaut, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese<br />
Durata: 1 ora e 28 minuti<br />
Distribuzione: Nexo Digital</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/HitchcockTruffaut1.jpg"><img class=" size-full wp-image-52584 alignleft" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/HitchcockTruffaut1.jpg" alt="HitchcockTruffaut1" width="650" height="366" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<em>Il mio passato di critico era molto recente e non mi ero ancora liberato della voglia di convincere, che era il denominatore comune di tutti i giovani dei Cahiers du Cinema [..]. Guardando i suoi film era evidente che quest&#8217;uomo aveva riflettuto sugli strumenti della propria arte più di tutti i suoi colleghi; se avesse accettato, per la prima volta, di rispondere ad un insieme sistematico di domande, si sarebbe potuto scrivere un libro in grado di modificare l’opinione dei critici americani</em>&#8221; (François Truffaut).</p>
<p>Il desiderio di un giovane ma già affermato <strong>François Truffaut</strong> (che a soli 30 anni aveva al suo attivo film quali <em>I quattrocento colpi</em> e <em>Jules e Jim</em>) è diventato la Bibbia che occupa un posto d&#8217;onore nella libreria di ogni cinefilo che si rispetti. Un<strong> libro-intervista</strong> nato per convincere il mondo intero che <strong>Alfred Hitchcock</strong> non era solo una macchina da soldi in mano agli studi hollywoodiani, bensì un autore con un&#8217;assoluta padronanza del linguaggio e della tecnica cinematografica.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Hitchcock_Truffaut_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-52585" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Hitchcock_Truffaut_2.jpeg" alt="Hitchcock_Truffaut_2" width="452" height="350" /></a></p>
<p>L&#8217;intervista durò otto giorni, durante i quali Truffaut volò a <strong>Hollywood</strong> mentre Hitch e la sua equipe erano al lavoro sul montaggio de<em> Gli uccelli</em>, nell&#8217;agosto del &#8217;62, e tratta analiticamente e con scrupolo quasi maniacale ciascun film del regista inglese, mettendone in luce le innovazioni tecniche, i particolari più nascosti, le invenzioni di sceneggiatura e anche i difetti. Più che un’intervista <em>Il cinema secondo Hitchcock</em>, pubblicato nel 1966, è un lungo dialogo, una conversazione amichevole fatto anche di domande provocatorie tra due addetti ai lavori e grandi appassionati di cinema, con non poche incursioni in dettagli tecnici sulla regia e sulla realizzazione di quella o quell&#8217;altra scena.</p>
<p>Il rischio di trarre un documentario da una testimonianza così completa, indispensabile e già perfetta senza l&#8217;aggiunta di inutili appendici era in agguato, ma il critico e documentarista Kent Jones (già autore insieme a Martin Scorsese di A Letter to Elia e cosceneggiatore di Il mio viaggio in Italia, sempre con Scorsese), insieme all’ex direttore dei Cahiers e della Cinemateque Serge Toubiana che con lui ha sceneggiato il film, riescono nell&#8217;impresa. Inframezzando le scene dei film di Hitchcock e le immagini di repertorio con le preziose testimonianze di registi contemporanei che hanno subìto in modo particolare le influenze del libro &#8211; David Fincher, Martin Scorsese, Wes Anderson, Oliver Assayas, Richard Linklater, Peter Bogdanovich e Paul Schrader &#8211; è attraverso il modo in cui questi autori parlano con rispetto e timore reverenziale di Hitch che è possibile percepire quanto il suo modo di fare cinema sia stato essenziale e determinante.</p>
<p>Così tra un &#8220;All actors are cattle&#8221; (&#8220;<em>Gli attori sono bestiame</em>&#8220;) e una chiacchierata sui feticci e sulle ossessioni che Hitch inseriva in ogni suo film (dalla paura per i poliziotti a quella del vuoto, dalla mania del voyerismo e della cleptomania a quella dei traumi infantili sopiti che improvvisamente si riaffacciano nell&#8217;adulto), gli ottantotto minuti di <em>Hitchcock/Truffaut</em> corrono veloci sia per chi il libro (che Truffaut aveva ribattezzato &#8220;Hitchbook&#8221;), lo ha già letto, sia per chi deciderà di farlo dopo essere uscito dalla sala.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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