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	<title>Movielicious &#187; Iggy Pop</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The Dead Don&#8217;t Die, il trailer dello zombie movie di Jim Jarmusch</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 16:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/the-dead-dont-die-iggy-pop.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-58145" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/04/the-dead-dont-die-iggy-pop-1024x550.jpg" alt="the-dead-dont-die-iggy-pop" width="1024" height="550" /></a></p>
<p>La Focus Features ha diffuso online il trailer di <em><strong>The Dead Don’t Die</strong></em>, lo zombie movie diretto da <strong>Jim Jarmusch</strong>.</p>
<p>La pellicola arriverà nelle sale americane il 14 giugno e vanta un cast a dir poco stellare: ci sono infatti <strong>Bill Murray</strong>, <strong>Adam Driver</strong>, <strong>Tilda Swinton</strong>, <strong>Chloë Sevigny</strong>, <strong>Steve Buscemi</strong>, <strong>Danny Glover</strong>, <strong>Caleb Landry Jones</strong>, <strong>Rosie Perez</strong>, <strong>Iggy Pop</strong>, <strong>Sara Driver</strong>, <strong>RZA</strong>,<strong> Selena Gomez</strong>, <strong>Carol Kane</strong> e<strong> Tom Waits</strong>.</p>
<p><em><strong>The Dead Don’t Die</strong></em> sarà presentato, molto probabilmente al Festival di Cannes. Eccone un primo assaggio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/bs5ZOcU6Bnw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Gimme Danger</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 20:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gimme Danger]]></category>
		<category><![CDATA[Iggy Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Jim Jarmusch]]></category>

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		<description><![CDATA[Il doc su Iggy Pop e gli Stooges diretto da Jim Jarmusch racconta gli anni scatenati della band che ha]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 21 e 22 febbraio 2017<br />
Regia: Jim Jarmusch<br />
Con: Iggy Pop, Ron Asheton, Scott Asheton, Dave Alexander<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: Nexo Digital</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Gimme_Danger.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55417" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Gimme_Danger.jpg" alt="Gimme_Danger" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Da una parte i ritmi sonnacchiosi della provincia, le piccole soddisfazioni della routine e il sussurro discreto della poesia, dall&#8217;altra la sregolatezza della metropoli, le derive della celebrità e l&#8217;urlo fragoroso del rock: non potrebbe esserci un&#8217;antitesi più netta, apparentemente, fra le due opere presentate da <strong>Jim Jarmusch</strong> all&#8217;ultimo Festival di Cannes, evoluzioni contrapposte e parallele di quel cinema dei margini del quale il film-maker di Cuyahoga Falls, dal debutto sgraziato di <em>Permanent Vacation </em>alla sublimazione di <em>Solo gli amanti sopravvivono</em>, si è imposto fra i più autentici e originali cantori nel panorama statunitense a cavallo fra i due secoli.</p>
<p>Facendo più attenzione, tuttavia, è facile accorgersi di quanto le discrepanze si limitino principalmente al piano della forma &#8211; finzionale in un caso, documentaristica nell&#8217;altro &#8211; e di quanto in verità lo sguardo sull&#8217;abitudinaria settimana di lavoro e di svago del laconico autista del New Jersey e quello sulla fulminante carriera degli <strong>Stooges</strong> si riveli fondamentalmente lo stesso: esattamente come <em>Paterson</em>, infatti, <em><strong>Gimme Danger</strong> </em>è una riflessione sul processo creativo, sull&#8217;incomunicabilità dell&#8217;artista e ancor più sul riverbero del passato nella crisi del contemporaneo, un tempo che fu da rivedere allo stato attuale delle cose in tutte le sue (anche contraddittorie) sfaccettature e nella sua finitezza.</p>
<p>Per raccontare i sette, velocissimi anni di vita della band capitanata dall&#8217;amico <strong>Iggy Pop</strong>, Jarmusch adotta consapevolmente l&#8217;atteggiamento acritico dell&#8217;ammiratore e percorre la strada del tributo puro e incondizionato, lasciando che a parlare, attraverso interviste ex novo e tanto materiale d&#8217;archivio, siano esclusivamente gli artefici di quella rivoluzione sonica che sconvolse il Midwest &#8211; e in particolare la scena storicamente operaia e proletaria di Detroit &#8211; nel pieno dell&#8217;era della contestazione, rimarcandone non solo la capacità di reinterpretarne apoliticamente il fermento, ma anche la sua natura precorritrice, in netto anticipo sulle mode che avrebbero contraddistinto le decadi successive, dal punk in poi.</p>
<p>Niente di nuovo, insomma, per chi, a quasi cinquant&#8217;anni dalla pubblicazione, continua a considerare l&#8217;LP eponimo, <em>Fun House</em> e <em>Raw Power</em> alcune fra le testimonianze imprescindibili della realtà discografica a metà fra i <em>sixties</em> e i <em>seventies</em> e per chi è già familiare con la galassia musicale a loro circostante, a cominciare dall&#8217;influenza determinante degli <strong>MC5</strong>, veri e propri fratelli maggiori che garantirono agli Stooges i primi ingaggi, al ruolo caratterizzante degli anfitrioni di turno come <strong>John Cale </strong>(ex Velvet Underground), che produsse l&#8217;esordio, <strong>David Bowie</strong>, che patrocinò l&#8217;album subito precedente allo scioglimento, e <strong>Mike Watt </strong>(ex Minutemen), che favorì il clamoroso ritorno sulle scene del complesso a inizio millennio ed entrò in formazione al basso.</p>
<p>Una cronistoria ligia ed essenziale, quindi, che il breve periodo di attività in studio e sul palco rende ulteriormente particolareggiata e compendiaria, ma che pare non avere un effettivo pubblico di riferimento cui rivolgersi: troppo poco concreto e avvincente per i neofiti, vista la tendenza &#8211; fatta eccezione per il lungo excursus dedicato alla magnifica anomalia mantrica di <em>We Will</em> <em>Fall</em> &#8211; a descrivere e ad evocare le singole canzoni piuttosto che farle ascoltare (e riducendone, pertanto, l&#8217;impatto), troppo scontato e disciplinato per gli aficionados, che dovranno accontentarsi di<br />
ripercorrere senza sorprese gli eventi salienti di una biografia che conoscono già a menadito.</p>
<p>A difettare è soprattutto il supporto visivo scelto per accompagnare la narrazione, composto in gran parte da generica documentazione di repertorio, grossolani inserti animati e libere associazioni, pescate perlopiù nel calderone televisivo, probabilmente per ovviare alla carenza di filmati d&#8217;epoca capaci di inquadrare il gruppo tanto nella sfera privata quanto nell&#8217;ambito concertistico; la confezione, poi, tanto levigata e fredda da far venire alla mente un qualsiasi special di VH1 (distribuisce Amazon, in fondo), rende poca giustizia a un organico che, seppur scioltosi in via definitiva e alle porte dell&#8217;età pensionabile, aveva fatto della brutalità e dell&#8217;abiezione la propria bandiera.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Gimme_Danger_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-55418" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Gimme_Danger_2-1024x576.jpg" alt="Gimme_Danger_2" width="650" height="366" /></a></p>
<p>Tutto il contrario, per dire dello sregolato zibaldone di memorie, confessioni, souvenir, frammenti live e sciocchezze assortite di <em>Year of the Horse</em>, con cui Jarmusch rese alla perfezione il caos &#8220;suonato ad alto volume per essere riprodotto ad alto volume&#8221; che costituiva la cifra stilistica e l&#8217;anima di Neil Young e dei suoi Crazy Horse, una prospettiva che ieri si infilava nei pullman e scendeva nei parterre e che oggi si sistema comodamente in salotto a fare i conti con ciò che è rimasto di allora.</p>
<p>Ed è forse in questo aspetto che <em>Gimme Danger</em> si riscatta e va in gloria, nel ricordo commosso di quel nucleo originario fattosi di decennio in decennio sempre più povero, dal bassista <strong>John Alexander</strong>, estromesso dalla line-up poco dopo l&#8217;uscita di <em>Fun House</em> e scomparso nel 1975 dopo anni di alcolismo, ai fratelli <strong>Ro</strong><strong>n</strong> e <strong>Scott Asheton</strong>, rispettivamente alle sei corde e dietro le pelli, che invece vissero abbastanza da partecipare alla riunificazione della band, a un quinquennale tour mondiale a partire dal 2003 e a una manciata di nuove registrazioni (su cui, per pietà, Jarmusch preferisce sorvolare), fino alla morte del primo nel 2009 e del secondo nel 2014, seguiti a ruota dal sassofonista <strong>Steve Mackay.</strong> Sono loro, nei loro interventi &#8220;a distanza&#8221;, e non il frontman, un Iggy Pop visibilmente commosso e dimesso &#8211; unico sopravvissuto insieme al nuovo chitarrista <strong>James Williamson </strong>-, a rappresentare il fulcro narrativo ed emotivo del progetto, a trasformare ciò che sembrava soltanto un&#8217;iniziativa da fan in una commemorazione nostalgica che prende atto della fine di un&#8217;era.</p>
<p>È perciò in quel passaggio dalla celebrazione al requiem e in quel funerale collettivo che <strong><em>Gimme Danger</em></strong> trova il proprio compimento e riesce a catturare, rimediando alle innegabili incertezze formali, lo spirito irredento non solo degli Stooges (&#8220;i più grandi di tutti i tempi&#8221;, citando le parole di Jarmusch), ma anche di un&#8217;intera generazione persasi più volte per strada e arrivata alle soglie della vecchiaia ferita e acciaccata, ma ancora viva, combattiva e, come afferma Iggy in chiusura, desiderosa di non appartenere a nessuno, se non a se stessa.</p>
<p>Voto<strong> 6.5</strong></p>
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		<title>Gimme Danger, il doc di Jim Jarmusch su Iggy Pop e i The Stooges</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 08:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gimme More]]></category>
		<category><![CDATA[Iggy Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Jim Jarmush]]></category>
		<category><![CDATA[The Stooges]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale solo il 21 e 22 febbraio la storia della band che ha cambiato il destino del rock.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Gimme_Danger.jpg"><img class="alignnone wp-image-55082" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Gimme_Danger.jpg" alt="Gimme_Danger" width="650" height="366" /></a></em></p>
<p><em>BIM</em> e <em>Nexo Digital</em> distribuiranno nelle sale solo il <strong>21 e il 22 febbraio</strong> <em><strong>Gimme More</strong></em>, il docu film di <strong>Jim Jarmusch, </strong>(nelle sale con <a href="http://www.movielicious.it/2016/12/22/paterson/" target="_blank"><em>Paterson</em></a>) su<strong> <em>Iggy Pop</em></strong> e sulla sua band, i <strong><em>The Stooges </em></strong>presentato Fuori Concorso nella sezione<strong> Séances de Minuit</strong> del Festival di Cannes.</p>
<p>Aggredendo il pubblico con una miscela di rock, blues, R &amp; B e free jazz, la band pose infatti le basi per quello che sarebbe stato chiamato nei decenni successivi il &#8220;punk rock alternativo&#8221; e venne così inserita dalla rivista Rolling Stone nella lista degli artisti immortali.<br />
<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/RlKacoC1xbc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Spiega Jarmusch: “<i>Nessun’altra band della storia del rock ‘n’ roll può competere con la combinazione di pulsazioni primordiali, la psichedelia pungente, il blues-a-billy grind, completati da testi succinti e tormentati e dal ringhio da leopardo di un front man che incarna in qualche modo Nijinsky, Bruce Lee, Harpo Marx e Arthur Rimbaud. Non ci sono precursori per The Stooges, mentre le band che si sono ispirate a loro sono ormai una legione. <strong>Gimme Danger</strong></i><i> è più un ‘saggio’ che un documento. È la nostra lettera d’amore per quella che probabilmente è stata la più grande band della storia del rock ‘n’ roll. Racconta la loro storia, le loro influenze e il loro impatto, con filmati e fotografie mai viste prima. Proprio come The Stooges e la loro musica, <b>Gimme Danger</b> è un film selvaggio, disordinato, emotivo, divertente, primitivo e sofisticato allo stesso tempo. Viva The Stooges!”.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dario Argento scrittura Iggy Pop</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 11:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Tully]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Argento]]></category>
		<category><![CDATA[Iggy Pop]]></category>
		<category><![CDATA[The Sandman]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista ha lanciato una campagna di raccolta fondi per la realizzazione di The Sandman, in cui il]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/iggy_pop_dario_argento_a_l.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39156" title="iggy_pop_dario_argento_a_l" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/iggy_pop_dario_argento_a_l.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Il maestro dell&#8217;horror all&#8217;italiana si è appellato alla rete e ha fatto ricorso al crowdfunding, tecnica di reperimento fondi ormai piuttosto diffusa, soprattutto all&#8217;estero, per finanziare il suo nuovo progetto, <strong><em>The Sandman</em></strong>, il cui protagonista annunciato è un grandissimo del rock: <strong>Iggy Pop</strong>, che vestirà i panni di un serial killer.</p>
<p>&#8220;Sono davvero contento che per la prima volta nella mia carriera potrò coinvolgere i fan nella realizzazione del film &#8211; ha detto <strong>Dario Argento</strong> &#8211; e affidare a loro un ruolo. Per non parlare del fatto di lavorare con Iggy Pop, è incredibile&#8221;. Da parte sua il cantante si è detto fan di Argento da lungo tempo: &#8220;Poter recitare in <em>The Sandman</em> renderebbe la mia vita completa&#8221; e poi ironizza &#8220;Spero di non aver appena firmato il mio epitaffio&#8221;.</p>
<p>Il film sarà una produzione tedesco-canadese che mira a ottenere 250.000 dollari sul sito Indiegogo. Lo script, di <strong>Daniela Tully</strong>, è un thriller contemporaneo ambientato nella Foresta Nera e conterrà anche riferimenti a capolavori di Dario Argento quali <em>Suspiria</em> e <em>Profondo rosso</em>.</p>
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