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	<title>Movielicious &#187; Il giovane favoloso</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il giovane favoloso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 05:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia 71, arriva nelle sale il Leopardi di Mario Martone. Con un insuperabile Elio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2014)<br />
Uscita: 16 ottobre 2014<br />
Regia: Mario Martone<br />
Con: Elio Germano, Michele Riondino, Anna Mouglalis<br />
Durata: 2 ore e 17 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il-giovane_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39227" title="il-giovane_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il-giovane_slide.jpg" alt="" width="499" height="326" /></a></p>
<p>Cosa significa, cosa comporta, cosa preclude l&#8217;essere giovani in Italia?<br />
Che cosa lega il vissuto individuale del più maltrattato e vituperato protagonista delle nostre reminiscenze liceali al percorso esistenziale e alla storia collettiva dei suoi coetanei del 2014?<br />
Ma soprattutto, se Giacomo Leopardi fosse un ventenne dell&#8217;era digitale, sognerebbe di abbandonare la casa paterna e di girare l&#8217;Europa in InterRail, sbollirebbe una delusione amorosa ascoltando musica glitch su un campo immerso nella nebbia, si lancerebbe in invettive contro tutto e tutti sulla bacheca di un qualsiasi social network?</p>
<p>A quattro anni di distanza dall&#8217;affresco magniloquente di <em>Noi credevamo</em>, <strong>Mario Martone</strong> compie un ulteriore salto all&#8217;indietro nel Secolo Romantico e completa così un ideale dittico sulla preistoria italiana come specchio e prefigurazione dell&#8217;attuale, la dimostrazione amarissima e sfiduciata della coincidenza fra gli slanci del passato e le inquietudini di adesso, un viaggio nella dimensione tempo che innesca un corto circuito socio-culturale capace di rendere compassato il contemporaneo e contingente il remoto: lontano da operazioni calligrafiche à la <em>Bright Star</em> e sempre più vicino a un senso trasfigurato della tragedia di viscontiana memoria, <strong><em>Il giovane favoloso</em></strong> non è la canonica, pedissequa ed esaustiva biografia del più emblematico poeta nostrano dopo Dante Alighieri, ma uno straordinario, inesauribile campionario di evocazioni, di immagini, di spunti e, naturalmente, di poesia di abbacinante modernità, il ritratto pulsante della paralisi generazionale più o meno forzata che avvolge l&#8217;Italia del presente incarnata da un ardente rappresentante storico reso insospettabile a molti da decenni di tediosi programmi scolastici, qui impersonato con insostenibile, commovente e viscerale intensità da un <strong>Elio Germano</strong> mostruoso e definitivamente affermatosi fra i maggiori interpreti europei della sua leva.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il_giovane_favoloso_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39229" title="il_giovane_favoloso_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il_giovane_favoloso_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Come il suo predecessore risorgimentale, il film è trascinato da un&#8217;idea di movimento inarrestabile circondata ed estinta da un ostacolo inamovibile ed oppressivo (l&#8217;ardore dei moti rivoluzionari contro il loro inesorabile riadattamento borghese allora, il fallito superamento autocoscienziale e intellettuale dell&#8217;immobilismo dell&#8217;apparato civile e familiare oggi), ma se <em>Noi credevamo</em> esplorava nella sua coralità un sentimento di disincanto e di impotenza verso le sovrastrutture sociali e il sistema politico, <em>Il giovane favoloso</em> ne affronta la componente fragile e solipsistica, non privata in quanto legata al singolo, ma cosmica e condivisa come il pessimismo del suo soggetto (il finale con l&#8217;eruzione del Vesuvio che ispirò <em>La ginestra</em>, una minuscola Apocalisse che mette i brividi), conferendo agli episodi intimi e artistici della vita di Leopardi una valenza universale e per molti versi precorritrice.</p>
<p>Martone, inestimabile allestitore operistico gentilmente prestato al cinema, concepisce ancora una volta il mezzo cinematografico come un infinito palcoscenico (in fin dei conti, il progetto prende il via da un adattamento teatrale delle <em>Operette morali</em>) e scandisce drammaturgicamente la sua opera in cinque segmenti/atti distinti, dalla giovinezza recanatiana &#8211; dove si segnala un granitico <strong>Massimo Popolizio</strong> nel ruolo del padre Monaldo &#8211; al fermento accademico fiorentino con la passione non corrisposta per Fanny Targioni Tozzetti (<strong>Anna Mouglalis</strong>), passando per la breve stasi romana, per gli ozi tentatori napoletani (in cui trova spazio l&#8217;attrice-feticcio <strong>Iaia Forte </strong>in una memorabile macchietta) e per la morte incombente a Torre del Greco, sfoderando inusitate ambizioni e onorandole una ad una, vantando una fedeltà alla materia da filologo e una notevole sensibilità nei confronti delle licenze (l&#8217;episodio angosciante del bordello-bolgia partenopeo, dove l&#8217;oggetto del desiderio erotico di Leopardi si rivela essere un ermafrodita) e impostando, come se non bastasse, un andamento dinamico e avvincente forse insperato per chi era abituato a <em>L’amore molesto</em> o a <em>Teatro di guerra</em>.</p>
<p>Grazie anche al solito, preziosissimo contributo del fidato direttore della fotografia <strong>Renato Berta</strong>, davvero scatenato quando a sottolineare la scena sono foschie o luci naturali, e alla elegiaca colonna sonora IDM del berlinese <strong>Apparat</strong> che fornisce un contrappunto di straniante anacronismo, non si avverte mai il rischio di una deriva televisiva da sceneggiato di lusso (formato di cui Martone quasi si diverte a decostruire e confutare le convenzioni a mano a mano che ci si allontana da Recanati), ma ci si sente quasi parte integrante di un processo artistico e analitico partecipativo comune ai capolavori assodati del nostro cinema, cui una tappa epocale come <em>Il giovane favoloso</em> andrebbe senza difficoltà ad aggiungersi pur nell&#8217;ennesima circostanza di una nuova e sempre più pesante esclusione dal palmarès festivaliero.</p>
<p>Voto <strong>9</strong></p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 6</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 15:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giovane favoloso  di Mario Martone sbarca in laguna: e non ce n'è per nessuno. Splendida la performance]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38580" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/terra_battuta.jpg"><img class="size-full wp-image-38580 " title="terra_battuta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/terra_battuta.jpg" alt="Terra battuta" width="500" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Terre battue</p></div>
<p>Dopo un&#8217;ulteriore conferma da parte della Settimana della Critica, il notevole <strong><em>Terre battue</em></strong>, opera prima già matura del francese <strong>Stéphane Demoustier</strong> che schiera in un delicatissimo dramma familiare fra centri commerciali e campi da tennis l&#8217;immenso <strong>Olivier Gourmet</strong>, l&#8217;altrettanto straordinaria <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>, la produzione caratterizzante di <strong>Jean-Pierre</strong> e <strong>Luc Dardenne</strong> (di cui Gourmet è da sempre l&#8217;attore feticcio) e un finale fra i più tesi e memorabili della Mostra, è il turno, con tanto di mamme, papà e bimbi accorsi con biglietti famiglia omaggio, del grande raduno popolare per <strong><em>The Boxtrolls</em></strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls_21.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-38583" title="the_boxtrolls_21" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls_21.jpeg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Ll&#8217;ultima creazione Laika, diretta per l&#8217;occasione da una modesta e anonima coppia di mestieranti come <strong>Anthony Stacchi</strong> e <strong>Graham Annable</strong>, è tuttavia una notevole delusione per chi aveva confidato nella maturità, nell&#8217;inventiva e nel coraggio del meraviglioso <em>Coraline e la porta magica</em>, una scoraggiante involuzione puerile e bambinesca dell&#8217;arte della stop-motion, arrivata a inizio millennio a livelli di eccellenza strabilianti.</p>
<div id="attachment_38584" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls.jpg"><img class="size-full wp-image-38584" title="the_boxtrolls" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/the_boxtrolls.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Anthony Stacchi, Isaac Hempstead Wright, Graham Annable e Travis Knight</p></div>
<p><em>The Boxtrolls</em>, tratto dal best-seller per l&#8217;infanzia <em>Arrivano i mostri!</em> di Alan Snow, si accontenta di un codice ad altezza di fanciullino, con la miliardesima variazione sul tema del diverso che riscopre la sua identità e le solite gag corporali o a base di urletti e capitomboli, ma riesce nel non certo invidiabile primato di avvolgere il tutto in un&#8217;atmosfera visivamente sgradevole, fra personaggi antipatici e privi di appeal (di certo non aiutati da un doppiaggio a briglia sciolta, con un <strong>Ben Kingsley</strong> sopra le righe persino nelle virgole), ambienti e colori a tratti nauseanti, un tono indeciso fra la cinefilia della Aardman e la banalità della Dreamworks pre-<em>Dragon Trainer</em> e un 3D totalmente superfluo, concedendosi un unico colpo di genio &#8211; un esilarante dietro le quinte metacinematografico sulla preparazione dei set &#8211; solo a titoli di coda già iniziati. Non c&#8217;è nulla di male ad abbassare anagraficamente il target della propria arte, per carità, ma quando i risultati sono questi viene per fare di nuovo il tifo per l&#8217;odiosa definizione di &#8220;animazione adulta&#8221;.</p>
<div id="attachment_38585" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/tahar-rahim-e-fatih-akin-the-cut.jpg"><img class="size-full wp-image-38585" title="tahar-rahim-e-fatih-akin-the-cut" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/tahar-rahim-e-fatih-akin-the-cut.jpg" alt="Tahar Rahim e Fatih Akin per The Cut" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Tahar Rahim e Fatih Akin per The Cut</p></div>
<p>Annunciatissimo dai bookmaker come lo scontato trionfatore di quest&#8217;edizione, l&#8217;amburghese <strong>Fatih Akin</strong> torna al Lido a cinque anni dal suo <em>Soul Kitchen</em> (immeritato Gran Premio della Giuria a Venezia67) con una nuova, imponderabile sterzata al suo scatenato universo interculturale. <em><strong>The Cut</strong></em> vira infatti nei territori dell&#8217;epica del viaggio, narrando il decennale percorso dell&#8217;arrotino armeno Nazaret (il <strong>Tahar Rahim</strong> de <em>Il profeta</em>), scampato miracolosamente al genocidio del suo popolo e della sua terra da parte degli ottomani, alla ricerca fra Turchia e America delle due figlie probabilmente sopravvissute, ma l&#8217;esito lascia interdetti, per non dire di peggio.</p>
<p>Il celebrato autore de <em>La sposa turca</em> abbraccia una formula stantia, triviale, imbarazzante e insopportabilmente retorica che sogna l&#8217;esempio irripetibile di David Lean e che riporta invece alla mente il magico universo ultra-manicheo di cialtroni come Renzo Martinelli o il Nikita Mikhalkov post-sovietico, affidandosi costantemente a un linguaggio gridatissimo e declamatorio, all&#8217;esplicitazione della tragedia che trascende in bassa macelleria, se non addirittura in pornografia, a scelte di regia assolutamente imperscrutabili (perché gli armeni si parlano fra di loro in inglese? Perché i reiterati gratuiti e facilissimi, visto il centenario della nascita, riferimenti a Charlot, peraltro filologicamente sbagliati?) e a una confusione avvilente fra grande cinema e grandi mezzi. <em>The Cut</em>, concludendo, aspira all&#8217;epopea universale ma si arena disastrosamente su sponde reazionarie e codine, se non cielline, offrendo alla platea delle sale, dopo una manciata di titoli solo trascurabili, il primo autentico brutto film del Concorso.</p>
<div id="attachment_38586" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/germano_martone.jpg"><img class="size-full wp-image-38586" title="germano_martone" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/germano_martone.jpg" alt="Elio Germano e Mario Martone per Il giovane favoloso" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Elio Germano e Mario Martone per Il giovane favoloso</p></div>
<p>In mattinata, probabilmente anche oltre le già alte aspettative, si assiste al miracolo: <em><strong>Il giovane favoloso</strong></em> di <strong>Mario Martone </strong>chiude sensazionalmente una selezione nostrana panzer a dir poco clamorosa, da tanto tempo mai così compatta e inattaccabile sul fronte dell&#8217;acclamazione. Annunciato come una fedele e completa biografia del nostro Giacomo Leopardi, la nuova fatica dell&#8217;artefice di <em>Noi credevamo</em> è in realtà uno straordinario campionario di evocazioni, di immagini, di spunti e, naturalmente, di poesia di abbacinante attualità, un ritratto della paralisi più o meno forzata della gioventù italiana di oggi incarnata dal suo rappresentante storico per molti insospettabilmente più appassionato, qui reso con insostenibile, commovente e viscerale intensità da un <strong>Elio Germano</strong> mostruoso e dozzine di spanne sopra i suoi contemporanei.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/micheleriondino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38587" title="micheleriondino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/micheleriondino.jpg" alt="" width="191" height="254" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anna_mouglalis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38588" title="anna_mouglalis" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/anna_mouglalis.jpg" alt="" width="170" height="254" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/isabella_ragonese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38589" title="isabella_ragonese" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/isabella_ragonese.jpg" alt="" width="180" height="254" /></a></p>
<p><strong>Michele Riondino, Anna Mouglalis e Isabella Ragonese</strong></p>
<p>Scandendo drammaturgicamente la sua opera in cinque sezioni distinte (la giovinezza recanatiana, il fermento accademico fiorentino, la stasi romana, gli ozi napoletani e la morte incombente a Torre del Greco), <em>Martone</em> sfodera inusitate ambizioni e le onora una per una, conferendo, come se non bastasse, un andamento dinamico e avvincente forse insperato per chi era abituato a <em>L&#8217;amore molesto </em>o a <em>Teatro di guerra</em> (<em>The Cut</em> di Akin dura anch&#8217;esso 137 importanti minuti, ma pare il quadruplo), grazie anche al solito, preziosissimo contributo del fedele direttore della fotografia <strong>Renato Berta</strong>, davvero scatenato, e alla straniante, elegiaca colonna sonora IDM del berlinese <strong>Apparat</strong>. Con un terzetto di concorrenti così, culminato con questo capolavoro epocale, sarà praticamente impossibile per noi padroni di casa restare esclusi dal palmarès.</p>
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		<title>Venezia 71, le star più attese</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 15:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Festival aprirà ufficialmente i battenti domani: ecco chi ci sarà.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/luisa_ranieri_venezia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38402" title="luisa_ranieri_venezia" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/luisa_ranieri_venezia.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Domani, 27 agosto, prende ufficialmente il via la <strong><em>71° Edizione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</em></strong>, diretta anche quest’anno da<strong> Alberto Barbera</strong>. La kermesse sarà aperta dalla madrina di questa edizione, <strong><em>Luisa Ranieri</em></strong>, appena sbarcata al Lido, ma i riflettori sono puntati soprattutto sulle star internazionali. Ci sarano <strong>Emma Stone</strong>, <strong>Edward Norton</strong> e <strong>Michael Keaton</strong> per presentare <em><strong>Birdman</strong></em>, film di apertura diretto da <strong><em>Alejandro González Iñárritu</em></strong>, e ci sarà anche <strong>Andrew Garfield</strong>, ultimo Spider-Man cinematografico e fidanzato della Stone, che sarà al Lido con <strong><em>99 Homes</em></strong>, pellicola drammatica diretta da <strong>Ramin Bahrani</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/dafoe_pasolini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38406" title="dafoe_pasolini" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/dafoe_pasolini.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Attesa anche per <strong>Willem Dafoe</strong>, protagonista del<strong><em> Pasolini</em></strong> di <strong>Abel Ferrara</strong>, e per <strong>Al Pacino</strong>, che sarà presente a Venezia con ben due film, <strong><em>Manglehorn</em></strong> di <strong>David Gordon Green</strong> e <em><strong>The Humbling</strong></em> diretto da <strong>Barry Levinson</strong>. Poi ci sarà <strong>Owen Wilson</strong> protagonista della commedia di <strong>Peter Bogdanovich</strong> She’s Funny that way (al fianco di Jennifer Aniston e Imogen Poots). Sfilerà sul tappeto rosso anche <strong>Ethan Hawke</strong>, anche lui presente al Festival con due pellicole (<em><strong>Good Kill</strong></em> di <strong>Andrew Niccol</strong> nella quale interpreta un pilota di droni e <strong><em>Cymbelin</em></strong>, di <em><strong>Michael Almereyda</strong></em>, rivisitazione in chiave moderna del testo teatrale di William Shakespeare. Al suo fianco, almeno nel film, Ed Harris, Dakota Johnson e Milla Jovovich.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the-sound-and-the-fury-james-franco.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38403" title="the-sound-and-the-fury-james-franco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the-sound-and-the-fury-james-franco.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Confermata anche la presenza di <strong>James</strong> &#8220;prezzemolino&#8221; <strong>Franco</strong>, per la quarta volta di fila al Lido, anche quest’anno in qualità di regista con <strong><em>The Sound and the Fury</em></strong>, pellicola ambientata nei primi del Novecento in Missisippi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/il_giovane_favoloso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38404" title="il_giovane_favoloso" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/il_giovane_favoloso.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Tra gli italiani più attesi c&#8217;è sicuramente <strong>Elio Germano</strong>, protagonista del film di <strong>Mario Martone</strong> <strong><em>Il giovane favoloso</em></strong>, in cui interpreta Giacomo Leopardi. Ma le fan aspettano anche <strong>Riccardo Scamarcio</strong> e <strong>Valerio Mastandrea</strong> entrambi in <em>Pasolini</em> accanto a Willem Dafoe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/hungry_hearts.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38405" title="hungry_hearts" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/hungry_hearts.jpg" alt="" width="500" height="235" /></a></p>
<p>A tenere alta la bandiera del gentil sesso, ci penserà <strong>Alba Rohrwacher</strong>, reduce dal successo di Cannes con il film <em>Le meraviglie</em>, diretto da sua sorella Alice. A Venezia la giovane attrice presenterà <em><strong>Hungry Hearts</strong></em>, film di<strong> Saverio Costanzo</strong> girato a New York con un cast internazionale, nel quale interpreta una giovane madre che mette a rischio la vita di suo figlio. <strong>Pierfrancesco Favino</strong> invece sarà presente al Lido con <strong><em>Senza nessuna pietà</em></strong>, opera prima di <strong>Michele Alhaique</strong>, dove lo vedremo nei panni di Mimmo, un manovale coinvolto in uno sporco giro di recupero crediti.</p>
<p>Come ogni anno <strong>Movielicious</strong> sarà a Venezia per raccontarvi tutto, ma proprio tutto, sul Festival. Potete seguire i nostri aggiornamenti quotidiani in diretta dal Lido qui sul sito, sulla nostra <strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Movielicious/231530223688752">pagina Facebook</a></strong> e su <strong><a href="https://twitter.com/Movielicious">Twitter</a></strong>.</p>
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		<title>Venezia 71: il programma completo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 11:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alberto Barbera]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostra Internazionale d'Arte CInematografica  di Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un concorso che parla francese, Carlo Verdone tra i giurati e un po' di amarezza per i titoli scippati]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/venezia_71.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38085" title="venezia_71" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/venezia_71.jpg" alt="" width="500" height="203" /></a></p>
<p>Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della 71° edizione della <strong><em>Mostra Internazionale d&#8217;Arte CInematografica di Venezia</em></strong>,  che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre al Lido. In una sala gremita  di giornalisti all&#8217;interno del St. Regis Grand Hotel di Roma, alla  presenza del direttore <strong>Alberto Barbera</strong> e del presidente della Biennale Paolo Baratta, sono stati svelati i titoli che la giuria presieduta dal compositore <strong>Alexandre Desplat</strong> dovrà vagliare per assegnare il Leone d’oro.</p>
<div id="attachment_38094" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/il-giovane-favoloso.jpg"><img class="size-full wp-image-38094" title="il-giovane-favoloso" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/il-giovane-favoloso.jpg" alt="Il giovane favoloso" width="500" height="328" /></a><p class="wp-caption-text">Il giovane favoloso</p></div>
<p>Quattro titoli francesi <em>(Tre cuori</em> di Benoit Jacquot con Benoit Polvoorde, Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, <em>La rançon de la gloire</em> di Xavier Beauvois con Peter Coyote, Nadine Labaki, Chiara Mastroianni, <em>Le dernier coup de marteau</em> di Alix Delaporte con Clotilde Hesme, Candela Peña, Grégory Gadebois e <em>Loin des hommes</em> di David Oelhoffen con Viggo Mortensen.); tre italiani (<strong><em>Il giovane favoloso</em></strong> di Mario Martone, ossia il biopic su Giacomo Leopardi con Elio Germano, poi<em><strong> Anime nere</strong></em> di Francesco Munzi, <strong><em>Hungry Hearts</em></strong> di Saverio Costanzo con Adam Driver e Alba Rohrwacher) e una notevole presenza americana, oltre alla già annunciata pellicola di apertura, il <em>Birdman (o Le imprevedibili virtù dell&#8217;ignoranza)</em> di Alejandro González Iñárritu.</p>
<p>Niente da fare per Paul Thomas Anderson e David Fincher che con <em>Inherent Vice</em> e <em>Gone Girl </em>hanno preferito il New York Film Festival. Idem per <em>The New Girlfriend</em> di Ozon, per Liv Ullmann e il suo <em>Miss Julie</em>, che invece andrà a Toronto, e nemmeno per <em>Serena</em> di Susanne Bier con Jennifer lawrence e Bradley Cooper, anche questo a Toronto.</p>
<p>Non male i titoli italiani della sezione Fuori Concorso: <em>La trattativa</em> di Sabina Guzzanti, <em>La zuppa del demonio </em>di Davide Ferrario e <em>Perez</em> di Edoardo De Angelis. Sempre nella stessa sezione, l&#8217;atteso  (almeno dalla sottoscritta) <strong><em>Boxtrolls &#8211;  Le scatole magiche</em></strong>, terzo lungometraggio in stop motion della Laika Animations dopo i meravigliosi <em>Coraline e la porta magica</em> e <em>ParaNorman</em>. Ma ci sarà spazio anche per la versione senza censure del secondo capitolo di <em>Nymphomaniac</em> di Lars von Trier.</p>
<div id="attachment_38095" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/manglehorn.jpg"><img class="size-full wp-image-38095" title="manglehorn" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/manglehorn.jpg" alt="Manglehorn" width="500" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Manglehorn</p></div>
<p>Da segnalare il ritorno di <em>David Gordon Green</em>, che lo scorso anno con <em>Joe</em> aveva salvato Nicholas Cage dal disastro che si annunciava ormai imminente, regalandogli finalmente un bel ruolo. Quest&#8217;anno il regista ci riprova nientemeno che con con Al Pacino (che sarà a Venezia anche con <strong><em>The Humbling</em></strong> di Barry Levinson), affiancato da Holly Hunter, Chris Messina e Harmony Korine (il controverso regista di <em>Spring breakers</em>, presentato a Venezia due anni fa) e porta al Lido <em><strong>Manglehorn</strong></em>, la storia di un ex detenuto che cerca di cancellare il passato lavorando come ferramenta in una piccola città.</p>
<p>Per quanto riguarda la <em>giuria internazionale</em> che al Festival assegnerà  il Leone d&#8217;oro presieduta da Alexandre Desplat, hanno trovato conferma  i seguenti nomi: Carlo Verdone, Joan Chen, Philip  Groning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri, Sandy Powell, Tim Roth ed Elia  Suleiman.</p>
<p>Di seguito il programma completo:</p>
<p><strong>Venezia 71 (Concorso)</strong></p>
<p>Tre cuori di Benoit Jacquot<br />
La rancon de la gloire di Xavier Beauvois<br />
Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte<br />
Loin des hommes di David Oelhoffen<br />
Birdman di Alejandro Gonzalez Inarritu<br />
Pasolini di Abel Ferrara<br />
99 Homes di Ramin Bahrani<br />
The Good Kill di Andrew Niccol<br />
Manglehorn di David Gordon Green<br />
Il giovane favoloso di Mario Martone<br />
Anime nere di Francesco Munzi<br />
Hungry Hearts di Saverio Costanzo<br />
The Cut di Fatih akin<br />
A Pigeon Sat On A Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson<br />
Postman’s White Nights di Andrej Koncalovskij<br />
Fires on the Plain di Shinya Tsukamoto<br />
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer<br />
Red Amnesia di Wang Xiashuai,<br />
Tales di Rakhshan Bani-Etemad<br />
Sivas di Kaan Mujdeci</p>
<p><strong>Fuori Concorso</strong></p>
<p>WORDS WITH GODS di GUILLERMO ARRIAGA, EMIR KUSTURICA, AMOS GITAI, MIRA NAIR, WARWICK THORNTON, HECTOR BABENCO, BAHMAN GHOBADI, HIDEO NAKATA, ÁLEX DE LA IGLESIA<br />
SHE’S FUNNY THAT WAY di PETER BOGDANOVICH<br />
QIN’ AI DE (DEAREST) di PETER HO-SUN CHAN<br />
OLIVE KITTERIDGE di LISA CHOLODENKO<br />
BURYING THE EX di JOE DANTE<br />
PEREZ. di EDOARDO DE ANGELIS<br />
LA ZUPPA DEL DEMONIO di DAVIDE FERRARIO<br />
THE SOUND AND THE FURY di JAMES FRANCO<br />
TSILI di AMOS GITAI<br />
LA TRATTATIVA di SABINA GUZZANTI<br />
HUANGJIN SHIDAI (THE GOLDEN ERA) [FILM DI CHIUSURA] di ANN HUI<br />
HWAJANG (MAKE-UP) di KWONTAEK IM<br />
THE HUMBLING di BARRY LEVINSON<br />
O VELHO DO RESTELO (THE OLD MAN OF BELEM) di MANOEL DE OLIVEIRA<br />
ITALY IN A DAY – UN GIORNO DA ITALIANI di GABRIELE SALVATORES<br />
M KELLER (IN THE BASEMENT) di ULRICH SEIDL<br />
THE BOXTROLLS di ANTHONY STACCHI, ANNABLE GRAHAM<br />
NYMPHOMANIAC VOLUME II (LONG VERSION) DIRECTOR’S CUT di LARS VON TRIER</p>
<p><strong>Orizzonti</strong></p>
<p>Theeb di Naji Abu Nowar<br />
Kreitis Limiti di Salome Alexi<br />
Senza nessuna pietà di Michele Alhaique<br />
Cymbeline di Michael Almereyda<br />
La Bambina di Ali Asgari<br />
Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del grande, Khaled Solima Al Nassiry<br />
La Vita Oscena di Renato De Maria<br />
Near Death Experience di Benoit Delepine, Gustave Kervern<br />
Réalité di Quentin Dupieux<br />
Ich Seh / Ich Seh (Goodnight Mommy) di VERONIKA FRANZ, SEVERIN FIALA<br />
Bypass di DUANE HOPKINS<br />
The Presidente di MOHSEN MAKHMALBAF [FILM D&#8217;APERTURA]<br />
Your Right Mond di AMI CANAAN MANN<br />
Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco<br />
Nabat di ELCHIN MUSAOGLU<br />
Heaven Knows What di JOSH SAFDIE, BEN SAFDIE<br />
Takva su Pavila (These are the rules) di OGNJEN SVILICIC<br />
Court di CHAITANYA TAMHANE</p>
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