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	<title>Movielicious &#187; Il quinto potere</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Top of the flop</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 12:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bullet to the Head]]></category>
		<category><![CDATA[Flop 2013]]></category>
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		<description><![CDATA[La rivista Forbes ha stilato la classifica dei cinque flop del 2013, e al primo posto svetta Il quinto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/fifth-estate.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33743" title="fifth-estate" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/fifth-estate.jpg" alt="" width="499" height="282" /></a></p>
<p>Manca ancora un mese al termine dell’anno, ma la rivista economica Forbes ha già stilato la flop list cinematografica del 2013.  E il primo posto spetta a <a href="http://www.movielicious.it/2013/10/24/il-quinto-potere/"><em>Il quinto potere</em></a> (<em>The Fifth Estate</em>, diretto da Bill Condon)  che, nonostante la presenza di due talentuosi quali Benedict Cumberbatch e Daniel Brühl, è stato un vero fiasco al box office. Una pellicola costata 28 milioni di dollari, che ne ha guadagnati appena 6. Protagonisti a parte, ci che neanche a noi il film era piaciuto, tutt&#8217;altro. Con sommo dispiacere invece veniamo a sapere che al secondo posto c&#8217;è un film che abbiamo particolarmente amato, <a href="http://www.movielicious.it/2013/04/03/jimmy-bobo-bullet-to-the-head/">Bullet to the Head</a>, <a href="http://www.movielicious.it/2012/11/14/roma-2012-giorno-6/">presentato al Festival di Roma nel 2012</a>, diretto da Walter Hill ed interpretato da Sylvester Stallone. Appena 9,489,829 i dollari incassati in tutto il mondo, dopo esserne costato 25. Mentre al terzo troviamo il thriller<a href="http://www.movielicious.it/2013/07/30/harrison-ford-e-gary-oldman-nel-trailer-de-il-potere-dei-soldi/"><em> Il potere dei soldi</em></a><em> </em><em>(Paranoia</em> in originale)  che Harrison Ford e Gary Oldman non sono riusciti a salvare dal naufragio con 13.5  milioni di dollari di incasso su un budget da 35.</p>
<p>A chiudere la cinquina di questo poco invidiabile primato ci sono <em>Broken City</em> e <em>The Lone Ranger</em>. La prima pellicola, diretta da Allen Hughes e interpretato da Mark Wahlberg, Russell Crowe, Catherine  Zeta-Jones e Jeffrey Wright, ha portato a casa solo  19.701.164 dopo esserne costati circa 35, mentre la seconda, targata Disney con Johnny Depp e Armie Hammer, a fronte di un investimento di 225-250 milioni, ne ha guadagnati solo 261 in tutto il mondo.</p>
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		<title>Il quinto potere</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Oct 2013 09:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Julian Assange]]></category>
		<category><![CDATA[WikiLeaks]]></category>

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		<description><![CDATA[Cumberbatch e Brühl splendidi protagonisti di in una storia dalle molte inesattezze su WikiLeaks e il]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Fifth Estate, USA 2013)<br />
Uscita: 24 ottobre 2013<br />
Regia: Bill Condon<br />
Con: Benedict Cumberbatch, Daniel Brühl, Anthony Mackie<br />
Durata: 2 ore e 9 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/the-fifth-estate.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33301" title="the-fifth-estate" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/the-fifth-estate.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Non sono sufficienti i doppi salti mortali carpiati con avvitamento compiuti da Benedict Cumberbatch, né quelli del suo validissimo compagno di set Daniel Brühl, (<a href="http://www.movielicious.it/2013/09/18/rush/"><em>Rush</em></a>, <em>Good Bye Lenin!</em>?), perché al film su WikiLeaks manca tutto il resto che un film su WikiLeaks dovrebbe avere. La storia raccontata da Bill Condon (<em>Dreamgirls</em>, <em>The Twilight Saga: Breaking Dawn &#8211; Parte 1 e 2</em>) ha inizio quando Julian Assange (Benedict Cumberbatch) e il suo collega Daniel Domscheit-Berg (Daniel Brühl) uniscono le loro forze per diventare dei cani da guardia, in grado di controllare l’attività dei potenti e dei privilegiati. Grazie a un piccolo budget, i due creano una piattaforma online che consente ai loro informatori di trasmettere in forma anonima delle notizie riservate, puntando così i riflettori sui luoghi oscuri in cui si nascondono i segreti governativi e i crimini aziendali. In breve tempo, riescono a svelare più notizie importanti di tutti i mass media tradizionali messi insieme. Ma quando Assange e Berg mettono le mani sulla maggiore raccolta di informazioni riservate nella storia degli Stati Uniti, si scontrano tra di loro e devono rispondere a una questione fondamentale nella nostra epoca: qual è il costo di mantenere riservati i segreti in una società democratica e quale il prezzo da pagare quando si decide di rivelarli?</p>
<p><em>Il quinto potere</em> è tratto da due libri, <em>Inside WikiLeaks: My Time with Julian Assange and the World&#8217;s Most Dangerous Website</em> di Daniel Domscheit-Berg, l&#8217;ex collaboratore di WikiLeaks che ora è in causa con Assange, e <em>WikiLeaks: Inside Julian Assange&#8217;s War on Secrecy</em> di David Leigh and Luke Hardin, due giornalisti del Guardian. Ma entrambe le fonti non si possono definire esattamente imparziali, dato che gli autori sono coinvolti in prima persona nei fatti raccontati. E allora è comprensibile che Julian Assange sia andato su tutte le furie dopo aver letto la sceneggiatura. Se da una parte, dal film di Condon, viene evidenziato quanto sia stata fondamentale e determinante l&#8217;esistenza di un personaggio come il misterioso attivista australiano dai cabelli bianchi, portatore di un cambiamento necessario all&#8217;interno del mondo dell&#8217;informazione globale, dall&#8217;altra il fondatore di WikiLeaks ne esce anche pesantemente bastonato. Viene infatti ritratto come un uomo troppo istintivo, immaturo, disturbato da una serie di sgradevoli ricordi d&#8217;infanzia, maniaco della verità e della trasparenza ad ogni costo e soprattutto inconsapevole dei pericoli che l&#8217;intera società avrebbe dovuto affrontare, una volta aperto il suo moderno vaso di Pandora WikiLeaks.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/the-fifth-estate-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33302" title="the-fifth-estate-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/the-fifth-estate-2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>E così una storia avvincente e del materiale appassionante e naturalmente ricco di colpi di scena che farebbe la gioia di qualunque sceneggiatore in grado di incasellarlo e assemblarlo con un certo ordine, nelle mani di Condon e del suo sceneggiatore Josh Singer si tramuta in semplici spezzoni, scene legate tra loro in modo debole e affatto coeso. La quasi assoluta mancanza di un filo narrativo rende<em> Il quinto potere</em> un lavoro inutilmente frenetico e convulso, per non parlare delle sottotrame mal sviluppate e che fungono da semplice riempitivo (quella con protagonisti Laura Linney e Stanley Tucci in modo particolare.) E va bene la difficoltà nel raccontare una vicenda la cui conclusione è ancora lontana (la sentenza che ha condannato a 35 anni di carcere a Bradley Manning, la &#8220;talpa&#8221; dell&#8217;esercito USA accusato di essere responsabile della più grossa fuga di segreti militari della storia americana, risale appena alla fine di agosto), ma non è sufficiente a giustificare un risultato così scarso. Dispiace, perché Assange e il suo sito stanno tuttora contribuendo a ridefinire il concetto in informazione, in un modo o nell&#8217;altro, e avrebbero quantomeno meritato un po&#8217; più di rispetto. E dispiace anche per i due protagonisti che con i loro sforzi (il lavoro sulla postura e sulla voce compiuto da Cumberbatch che in originale recita con un impeccabile accento australiano, sono da manuale) non hanno potuto salvare la situazione più di tanto. Ora sta a chi andrà a vedere <em>Il quinto potere</em> rendersi conto di quanto la storia di WikiLeaks e quella del suo fondatore siano in realtà molto più complesse e sfaccettate di quanto Bill Condon voglia farci credere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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