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	<title>Movielicious &#187; Industria</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>In Italia manca l&#8217;idea di Cinema come industria culturale</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 14:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi dieci anni chiuse oltre 700 sale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/cinema.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33262" title="cinema" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/cinema.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p>&#8220;Il cinema e i cinema del prossimo futuro&#8221; è  il tema affrontato oggi nel convegno promosso dall’Anec, Associazione Nazionale Esercenti Cinema, al quale hanno partecipato rappresentanti  delle istituzioni nazionali, regionali e locali ed esponenti del mondo cinematografico italiano ed europeo.</p>
<p>Nella sua relazione introduttiva, il presidente dell’Anec, Lionello  Cerri, ha individuato proposte per il futuro, dopo aver fatto un’analisi  del quadro attuale e dei relativi problemi, tra i quali, la continua  erosione del Fondo unico per lo spettacolo, il fortissimo aumento  dell’imposizione fiscale a livello nazionale e locale, e la pirateria.</p>
<p>Da considerare anche il processo di digitalizzazione non ancora  completato: attualmente gli schermi digitalizzati sono 2.417, cioè il  61% del totale, mentre si avvicina il termine del 31 dicembre prossimo  che dovrebbe segnare la fine delle proiezioni in pellicola. Guardando al  futuro Cerri ha puntato l’attenzione sul ruolo del cinema come  industria culturale. In altri Paesi la caratteristica industriale del  cinema ha trovato piena affermazione e riconoscimento, mentre in Italia  questo è avvenuto solo in parte o solo per alcuni periodi storici.  All’interno dell’industria cinema la sala rappresenta un centro di  formazione dell’identità sociale e culturale di una comunità, luogo  fondamentale di aggregazione sul territorio e culmine di un processo  industriale dove la proposta incontra il pubblico.</p>
<p>Per garantire un futuro alle strutture cinematografiche, e quindi al  cinema nel suo complesso, è necessario l’impegno degli esercenti e  delle istituzioni. Gli esercenti faranno la loro parte applicando  energie e risorse in ogni progetto e occasione di rilancio,  dall’aggiornamento professionale alle iniziative di promozione e  collegamento con i diversi pubblici; imprescindibile potenziare la  collaborazione all’interno della filiera audiovisiva, ma anche con  realtà esterne al settore con le quali condividere esperienze e  sinergie.</p>
<p>Il cinema, ha concluso il presidente dell’Anec, è parte integrante  del Sistema Cultura Italiano e pertanto si chiede alle istituzioni –  Stato, Regioni, Enti locali – un cambio di passo riconoscendo il ruolo  propulsore del settore attraverso misure organiche, in particolare con  agevolazioni e contributi non solo per le innovazioni tecnologiche, ma  anche per la gestione, e con investimenti non solo nelle strutture, ma  anche nelle risorse umane, sviluppando professionalita’ e ponendo una  maggiore attenzione per le giovani generazioni.</p>
<p>Nel fare il quadro della situazione attuale del settore il presidente  dell’Anec ha preso in considerazione alcuni dati: per quanto riguarda  il numero di sale sono 712 i cinema che hanno chiuso in Italia dal 2003  al 2012, per lo più monosale cittadine, a fronte di 133 complessi  aperti. In termini di schermi il saldo è invece positivo: chiusi 850  schermi e aperti 1.118. Nello stesso periodo il numero di biglietti  venduti nei cinema si è mediamente attestato intorno ai 110 milioni,  toccando la punta massima nel 2010 con 120 milioni, ma con un calo  nell’ultimo biennio, arrivando nel 2012 a 102,6 milioni. Stabile la  situazione nel 2013: secondo i dati Cinetel, da gennaio al 20 ottobre i  biglietti staccati hanno visto un incremento dell’1,08% rispetto  all’analogo periodo del 2012. Il prezzo medio del biglietto è aumentato  negli ultimi dieci anni del 9,84%, molto meno rispetto al tasso di  inflazione salito del 22,8%.</p>
<p>(Asca, 22 ottobre 2013)</p>
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