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	<title>Movielicious &#187; Ipotesi cinema</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Addio a Ermanno Olmi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2018 10:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Ermanno Olmi]]></category>
		<category><![CDATA[Ipotesi cinema]]></category>
		<category><![CDATA[L'albero degli zoccoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Scomparso l'autore che ha saputo raccontare il mondo contadino attraverso un cinema fatto di silenzi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Ermanno_Olmi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57549" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Ermanno_Olmi-1024x577.jpg" alt="Ermanno_Olmi" width="1024" height="577" /></a></p>
<p>È morto a 86 anni il regista<strong> Ermanno Olmi</strong>. Si è spento la scorsa notte nell&#8217;ospedale di Asiago, dove era stato ricoverato d&#8217;urgenza venerdì sera, dopo aver combattuto per lungo tempo contro una grave malattia. Il suo cinema ha saputo raccontare la realtà contadina e cattolica meglio di chiunque altro. Autodidatta, pioniere nel campo del documentario, è stato creatore di un linguaggio estremamente personale e fuori da ogni schema.</p>
<p>Con assiduità e dedizione, Olmi ha sempre cercato di capire il senso della vita e il cuore dell’uomo attraverso un cinema di sensazioni e di impressioni, di piccoli gesti, di sguardi e di profonde trasformazioni sociali.</p>
<p>Nato a Bergamo il 24 luglio del 1931, in una famiglia contadina profondamente cattolica, nel 1933 i genitori di Ermanno Olmi si trasferiscono a Milano per il lavoro del padre ferroviere, che poi muore durante il Secondo conflitto mondiale. Il regista trascorre l&#8217;infanzia tra il mondo operaio della periferia milanese e quello contadino, a Treviglio, nella campagna bergamasca.</p>
<p>Giovanissimo, desidera studiare arte drammatica e per mantenersi trova lavoro alla Edison, dove già lavorava la madre. Qui deve organizzare le attività ricreative dei dipendenti e documentare le produzioni industriali per cui fonda la Sezione cinema della Edison Volta e realizza una trentina di documentari tecnico-industriali.</p>
<p>Nel 1959 gira il suo primo lungometraggio <em>Il tempo si è fermato</em>, delicato racconto del rapporto tra uno studente e il guardiano di una diga. Dopo aver fondato con alcuni amici, tra cui il critico cinematografico Tullio Kezich, la società di produzione &#8220;22 dicembre&#8221;, scrive e dirige <em>Il posto</em> (1961), che viene accolto molto bene dalla critica, in cui descrive le esperienze di due giovani alla ricerca del primo lavoro. Due anni dopo dirige <em>I fidanzati</em> in cui è costante la sua poetica attenta al mondo della gente semplice, della vita quotidiana, dei sentimenti spesso non espressi ma manifestati con le azioni.</p>
<p>Nel 1965 gira <em>E venne un uomo</em>, una biografia di papa Giovanni XXIII. Tra il 1968 e il 1974 realizza opere non particolarmente riuscite (<em>Un certo giorno</em>, <em>I recuperanti</em>, <em>Durante l&#8217;estate</em>, <em>La circostanza</em>) ma è il 1977 a segnare l&#8217;anno della sua consacrazione con <strong><em>L&#8217;albero degli zoccoli</em></strong>, un film sulla vita dei contadini padani recitato da attori non professionisti e in dialetto bergamasco, che vince la Palma d&#8217;Oro al Festival di Cannes.</p>
<p>Negli anni Ottanta fonda <strong>Ipotesi cinema</strong> la scuola di cinema che fonda a Bassano del Grappa in cui si formano giovani autori come Francesca Archibugi, Giacomo Campiotti, Piergiorgio Gay, Maurizio Zaccaro. (Dopo quindici anni la scuola si ferma per ripartire nel 2002 legata alla Cineteca di Bologna).</p>
<p>Nel 1987 alla Mostra del Cinema di Venezia vince un Leone d&#8217;Argento con <em>Lunga vita alla signora</em> e l&#8217;anno successivo, con <em>La leggenda del santo bevitore</em>, ottiene il Leone d&#8217;Oro.</p>
<p>Nel 2001 Olmi presenta a Cannes  <em>Il mestiere delle armi</em> che, raccontando la morte del giovane e magnifico condottiero Giovanni de Medici, mostrando il momento in cui l&#8217;uso della polvere da sparo dà inizio alla guerra moderna. Il film vince il Globo d&#8217;oro 2001 della stampa estera e nove David di Donatello 2002 per il miglior film, regia, sceneggiatura, produzione, fotografia, musica, montaggio, scenografia e costumi.</p>
<p>Grande successo anche nel 2003 per <em>Cantando dietro ai paraventi</em> che vince 3 David di Donatello 2004 (scenografia, costumi ed effetti speciali) e 4 Nastri d&#8217;argento (soggetto, fotografia, scenografia e costumi).</p>
<p>Nel 2005 Olmi dirige insieme ad Abbas Kiarostami e Ken Loach <em>Tickets</em> e, nel 2007,  <em>Centochiodi. </em>Nel frattempo, alla 65ma edizione della Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia gli viene assegnato il <strong>Leone d&#8217;oro alla carriera</strong>.</p>
<p>Nel 2011 realizza<em> Il villaggio di cartone</em>, dedicato al tema dell&#8217;immigrazione con al centro le vicende di un vecchio sacerdote che ritrova una ragione per la sua fede aiutando gli immigrati clandestini, e nel 2014 <em>Torneranno i prati</em>, film diretto in occasione del centenario dell&#8217;inizio della Prima Guerra Mondiale.</p>
<p>Del 2017 è il suo ultimo lavoro, un documentario sulla figura del cardinale Carlo Maria Martini <em>Vedete, sono uno di voi</em>, che ottiene la Menzione d&#8217;onore all&#8217;edizione 2018 dei Nastri d&#8217;Argento Documentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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