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	<title>Movielicious &#187; Jane Fonda</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Venezia74 &#8211; Giorno 3</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Sep 2017 15:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[74° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le migrazioni di Human Flow, l'amore senza età di Our Souls at Night e la splendida storia di formazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_56571" style="width: 790px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Human_Flow.png"><img class="size-full wp-image-56571" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Human_Flow.png" alt="Human Flow" width="780" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Human Flow</p></div>
<p>Dopo una felice sortita in Orizzonti con lo spietato gioco al massacro di <strong><em>Undir trénu</em></strong>, faida familiare di irresistibile cattiveria calata nella raggelata media borghesia islandese, è il turno del primo della prima opera di non-fiction della sezione principale: il patchwork multietnico dell&#8217;artista concettuale cinese <strong>Ai Weiwei</strong>,<em><strong> Human Flow</strong></em>, si propone di fotografare enciclopedicamente l&#8217;emergenza umanitaria delle grandi <strong>migrazioni</strong> internazionali del decennio in corso, saltando di situazione in situazione senza soluzione di continuità col proposito di ribadire quell&#8217;elemento umano che la desensibilizzazione mediatica ha progressivamente svuotato di ogni elemento umano riducendo la tragedia a pura statistica.</p>
<p>Nella resa dell&#8217;attivista pechinese, però, così preoccupata di mettere in risalto il proprio fine solidale, viene a mancare anche la più semplice idea di cinema che non sia una mera enumerazione di statistiche affiancata da un&#8217;attitudine estetizzante totalmente fuori luogo, un&#8217;antologia priva di coesione e di coerenza narrativa che si traduce in un bieco turismo della miseria, nel quale il narcisismo spinto del suo autore si porta a livelli alla lunga intollerabili, dal dialogo sullo scambio dei passaporti all&#8217;intervista alla profuga ripresa di spalle che scoppia a piangere e viene da lui puntualmente consolata a favore di camera, per non parlare delle numerose occasioni in cui Ai si fotografa in compagnia come un qualunque &#8220;selfista anonimo&#8221; in cerca di visibilità.</p>
<p>È il lato più spregevole del cinema documentaristico, velleitario nelle sue intenzioni benefiche un tanto al chilo ed elementare nella fattura &#8211; incommentabili le citazioni poetiche che, tirando in ballo Hikmet, Kennedy, Adonis e altre personalità filantropiche assortite, si alternano agli strilloni giornalistici -, il peggior servizio artistico che si potesse fare alla più urgente catastrofe del secolo in corso.</p>
<div id="attachment_56573" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/LeanOnPete.jpg"><img class="size-large wp-image-56573" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/LeanOnPete-1024x576.jpg" alt="Lean on Pete" width="1024" height="576" /></a><p class="wp-caption-text">Lean on Pete</p></div>
<p>E se Orizzonti prosegue senza particolari sussulti con l&#8217;australiano <em><strong>W</strong></em><em><strong>est of Sunshine</strong>, </em>sorta di variazione in sedicesimo de <em>Il giovedì</em> di Risi ricontestualizzata al disagio della periferia tossicodipendente, il Concorso trova finalmente il suo primo titolo di rilievo con <em><strong>Lean on Pete</strong></em>, con cui <strong>Andrew Haigh</strong> lascia il Regno Unito e affronta gli archetipi della tradizione rurale statunitense con la sua comprovata intelligenza emotiva e con l&#8217;usuale attenzione alla complessità dei sentimenti che avevano arricchito due lavori straordinari come <em>Weekend</em> e <em>45 anni</em>: l&#8217;adattamento dell&#8217;omonimo romanzo di Willy Vlautin è una tenera ma tutt&#8217;altro che sdilinquita elegia dei perdenti che fa del povero ronzino che dà il titolo al film una sorta di novello asino Balthasar, incarnazione del senso di spaesamento e vittima delle meschinità che affliggono il Nuovo Continente dei nostri giorni</p>
<p>Un ritratto intriso di abbandono, di sconfitta e di compassione dalla grande carica emozionale che sfugge alle trappole della retorica e ai cliché del romanzo di formazione medio, nobilitato dalla performance intensissima dell&#8217;emergente <strong>Charlie Plummer</strong>, già papabile Premio Mastroianni dell&#8217;edizione, e dalla capacità, impensabile se si pensa all&#8217;intimità quasi agorafobica delle opere precedenti, di sottolineare il tormento interiore del suo protagonista con una marcata attenzione all&#8217;elemento paesaggistico che non solo conferma la purezza di sguardo di uno dei massimi cineasti britannici della sua generazione ma, allo stesso tempo, ne amplia ancor di più lo spettro tematico e la versatilità.</p>
<div id="attachment_56572" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/our-souls-at-night-5.jpg"><img class="size-large wp-image-56572" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/our-souls-at-night-5-1024x683.jpg" alt="Our Souls At Night" width="1024" height="683" /></a><p class="wp-caption-text">Our Souls At Night</p></div>
<p>Dice ben poco, invece, l&#8217;innocuo, mansueto e benevolo <strong><em>Our Souls at Night</em></strong>, con cui l&#8217;indiano <strong>Ritesh Batra</strong>, dopo la transizione in terra d&#8217;Albione di <em>The Sense of an Ending</em>, tenta la sua personale impresa americana: se nel fortunatissimo esordio di <em>The Lunchbox</em> il fulcro dell&#8217;azione consisteva nell&#8217;unione fortuita di due solitudini rafforzata dalla distanza, a guidare il rapporto che si instaura fra gli sfioriti ma tutt&#8217;altro che rassegnati ottuagenari interpretati da <strong>Robert Redford</strong> e da <strong>Jane Fonda</strong> è, al contrario, la necessità di una vicinanza affettiva come riscatto a una vita di passi falsi e di rimpianti, e finché il film si lascia vampirizzare dal dall&#8217;intesa vincente fra le due vestigia della New Hollywood che fu (di nuovo insieme sullo schermo a quasi quarant&#8217;anni da <em>Il cavaliere elettrico</em>) e dal loro carisma, il tutto mantiene una certa grazia e un fascino, seppur quasi aprioristico, a tratti irresistibile.</p>
<p>Tolto questo, resta un&#8217;accozzaglia di elementi vieti e stra-abusati da commedia romantica di seconda fascia, dagli scontati alleggerimenti comici &#8211; garantiti dall&#8217;immancabile presenza sdrammatizzante del solito nipotino e del solito cagnolino che rubano la scena &#8211; ai deboli personaggi di contorno (i bozzetti di <strong>Judy Greer</strong> e di <strong>Matthias Schoenaerts</strong>, rispettivamente figlia emotivamente borderline di lui e figlio angustiato dai rimorsi di lei), senza farsi mancare gli episodi più obsoleti del dramma della terza età, come il ricovero ospedaliero e la fuitina urbana.</p>
<p>Certo, il tono si mantiene garbatamente leggero e si evita il rischio di sconfinare nel pruriginoso anche quando, inevitabilmente, entra in campo il tema delicato della sessualità senile, ma visti i presupposti si poteva fare davvero molto di più.</p>
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		<title>Robert Redford e Jane Fonda ancora insieme per una produzione originale Netflix</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 10:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I due attori protagonisti del romantico Our Souls at Night.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/our-souls-at-night-Fonda_Redford.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55688" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/our-souls-at-night-Fonda_Redford.jpg" alt="our-souls-at-night-Fonda_Redford" width="800" height="400" /></a></p>
<p>Tra i numerosi lungometraggi originali<strong> Netflix</strong> in uscita quest&#8217;anno, ce n&#8217;è uno particolarmente atteso, che vede riunirsi due star del calibro di<strong> Jane Fonda</strong> e <strong>Robert Redford</strong> (al loro quarto film insieme dopo titoli cult quali <em>La caccia</em> e <em>A piedi nudi nel parco</em>), <em><strong>Our Souls at Night</strong></em>.</p>
<p>Scritto da <strong>Scott Neustadter</strong> e <strong>Michael H. Weber</strong>  (<em>Colpa delle stelle</em> e <em>X-Men: The New Mutants</em>) a partire dall’omonimo romanzo di <strong>Kent Haruf</strong>, il film è stato diretto dal cineasta indiano <strong>Ritesh Batra</strong> (<em>The Lunchbox)</em>. Nel cast, oltre ai due divi, anche Nel cast figurano anche <strong>Bruce Dern</strong>, <strong>Judy Greer</strong> e <strong>Matthias Schoenaerts.</strong></p>
<p>Sinossi:<em> La storia di <strong>Our Souls at Night</strong> è ambientata a Holt, una piccola cittadina del Colorado. Una sera Addie Moore decide di fare una telefonata al suo vicino di casa, Louis Waters, per proporgli di farle visita. Entrambi sono vedovi e in una piccola comunità è normale conoscersi da decenni. Infatti, anche Addie era affezionata alla moglie di Louis.</em></p>
<p><em>La figlia di quest’ultimo ormai abita a ore di distanza, a Colorado Springs. Il figlio di Addie, invece, vive ancora più lontano, a Grand Junction. Per Addie e Louis è difficile trascorrere ogni giorno in delle grandi case vuote e la notte, senza avere nessuno con cui parlare, è il momento peggiore. Ed è in questo contesto che Addie decide di fare una proposta inizialmente sconcertante a Louis, ovvero quella di dormire con lei.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Padri e figlie, il trailer italiano del nuovo film di Gabriele Muccino</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 09:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La commovente storia di un padre e di sua figlia, con Russell Crowe, Amanda Seyfried e Aaron Paul.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/bg_padri-e-figlie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44115" title="bg_padri-e-figlie" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/bg_padri-e-figlie.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>La 01 Distribution ha diffuso il trailer italiano di <em><strong>Padri e Figlie</strong></em> (<strong><em>Fathers and Daughters</em></strong>), il nuovo film di Gabriele Muccino in lingua inglese che arriverà nelle sale il 1° ottobre.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/mLb4zLH6WH0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel cast ci sono<strong> Russell Crowe</strong>,<strong> Amanda Seyfried</strong>,<strong> Aaron Paul</strong>,<strong> Diane Kruger</strong>,<strong> Jane Fonda</strong>,<strong> Octavia Spencer </strong>e<strong> Quvenzhané Wallis</strong>.</p>
<p>Il film sviluppa due trame intrecciate in un arco temporale di 25  anni, raccontando la storia di una ragazza (Seyfried) alle prese  con problemi radicati nella sua infanzia, problemi causati anche da un  padre (Crowe) affetto da una malattia mentale che ha dovuto crescere la  propria figlia da solo.</p>
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		<title>Youth &#8211; La giovinezza</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2015 15:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Paolo Sorrentino dà un'ulteriore prova del suo talento formale con un fim aggraziato ed elegante e un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.Italia, Francia, Svizzera, U.K. 2015)<br />
Uscita: 20 maggio 2015<br />
Regia: Paolo Sorrentino<br />
Con: Michael Caine, Harvey Keitel, Jane Fonda, Rachel Weisz<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuzione: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/youth_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42718" title="youth_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/youth_slide.jpg" alt="" width="500" height="234" /></a></p>
<p>Quello che si gira dopo aver vinto un Oscar è spesso il film più difficile della carriera: devi dimostrare che quella statuetta non ti è finita tra le mani per caso e che i tuoi prossimi progetti non dovranno essere visti in funzione di quello che è stato ufficialmente riconosciuto come il tuo più grande successo. <strong>Paolo Sorrentino </strong>ha fatto la cosa giusta, tentando di archiviare definitivamente il capitolo grande bellezza, buttandosi a capofitto in una storia diametralmente opposta anche se per certi aspetti molto simile a quella con protagonista Jep Gambardella.</p>
<p>Due vecchi amici, il direttore di orchestra in pensione Fred Ballinger (immenso <strong>Michael Caine</strong>) e il regista cinematografico Mick Boyle (<strong>Harvey Keitel</strong>) che, con uno stuolo di giovani sceneggiatori, è alla ricerca di un finale per il suo film-testamento, si ritrovano, come ogni anno, a trascorrere una vacanza in un sanatorio svizzero alle pendici delle Alpi, cattedrale nel deserto e piccolo specchio di un mondo kafkiano e surreale. Tra cure termali e ricordi che affiorano, malinconici, dal passato, le vite di Fred e Mick si incroceranno con quelle degli altri ospiti della struttura. Tutti piuttosto bizzarri: l’attore hollywoodiano con l’ego trafitto (<strong>Paul Dano</strong>), ricordato da tutti solo per aver interpretato Mr Q in un blockbuster di robot (quanti rimandi al personaggio di Michael Keaton in <em>Birdman</em>!); l’alpinista che cerca di conquistare la figlia di Fred (<strong>Rachel Weisz</strong>); il monaco tibetano esperto in levitazione, la coppia matura che non scambia una parola, la ex stella del cinema che ora, per convenienza, ha sposato la TV (<strong>Jane Fonda</strong>), un mito del calcio che fu, ora costreto a portarsi dietro l&#8217;ossigeno e una sensualissima Miss Universo (<strong>Madalina Ghenea</strong>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/youth_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42719" title="youth_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/youth_2.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p><strong><em>Youth</em></strong>, dicevamo, in un certo senso è una costola de <em>La grande bellezza</em>. Appurate le evidenti similitudini rintracciabili nei due personaggi protagonisti, lo è soprattutto nel mettere in scena quella danza del doppio che nel film del 2013 veniva rappresentata dal sacro e dal profano, dal bello che non richiede altro se non di essere contemplato, contrapposto alla rumorosa volgarità immanente nella società di oggi. In <em>Youth</em> questa propensione al dualismo viene portata avanti dalle differenze che contraddistinguono i due anziani amici: Caine è un uomo che ha vissuto per la musica, ora del tutto abbandonata, viene dipinto dalla figlia come un padre anaffettivo e distaccato ed è un profondo sostenitore della sopravvalutazione delle emozioni. Keitel, invece, indossa un personaggio decisamente più tronfio e leggero, di un regista avanti con gli anni ma ancora attaccato al suo lavoro, animato ancora dal forte bisogno di un nuovo progetto a cui dar vita. Da qui, spazio alle riflessioni: sulla giovinezza e sulla vecchiaia, sul passato e sul futuro, sul rapporti tra genitori e figli, sull’amore, sull’amicizia, su quello che rimane e su quello che è stato.</p>
<p>Battute didascaliche, dialoghi scolpiti nella pietra e monologhi toccanti (uno su tutti, quello affidato a Rachel Weisz che si sfoga con Caine mentre sono entrambi ricoperti di fango) riempiono una sceneggiatura scritta da un Sorrentino che l&#8217;Oscar sembra aver reso più edotto e consapevole, questa volta in solitaria senza il contributo di Umberto Contarello (<em>This Must be the Place</em>, <em>La grande bellezza</em>). Ed è proprio nella scrittura che salta fuori tutta la napoletanità dell&#8217;autore, per quel modo di chiudere uno scambio di opinioni con una battuta e per quella fissazione, ormai divenuta uno dei suoi marchi di fabbrica, di immortalare alcuni personaggi in contesti elevati per farli precipitare nel vuoto di una situazione decisamente più bassa nell&#8217;inquadratura successiva. Il lirismo interrotto dal volgare. D&#8217;altro canto ormai appare chiaro quanto Sorrentino ami giocare con antitesi e ossimori, tanto nei titoli quanto nei contenuti delle sue opere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/youth-trailer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42720" title="youth-trailer" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/youth-trailer.jpg" alt="" width="500" height="280" /></a></p>
<p>E poi, naturalmente, c&#8217;è la musica, altra immancabile protagonista del cinema sorrentiniano, con i brani di David Lang, quelli di Sun Kil Moon (con Mark Kozelek che vediamo anche in una scena del film), e <em>Dirty Hair </em>di David Byrne. Insieme all&#8217;estetismo puro, alla grazia delle immagini plasmate in modo ineccepibile dalla maestria di Luca Bigazzi nelle quali si muovono Caine, Keitel e gli altri, protagonisti perfetti di un mondo racchiuso in un non luogo idilliaco e silenzioso, la cui quiete viene rotta solo dallo sfregamento di una carta di caramella tra le dita. E&#8217; nei venti minuti finali che la materia quasi impalpabile ed eterea di cui è composto <em>Youth</em> inizia a deteriorarsi sotto i colpi di una strana frenesia che sembra cogliere improvvisamente Sorrentino il quale, di punto in bianco, decide di risolvere credibilmente tutte le trame tessute fino a qual momento. Scelta che lascia un po&#8217; di stucco, soprattutto perché, fino a un attimo prima il suo sembrava essere un inno al manchevole e all&#8217;incompiuto. Se il Sorrentino regista ormai ha ben poco da dimostrare, qui è il Sorrentino sceneggiatore ad aver perso qualche colpo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Youth &#8211; La Giovinezza, il teaser trailer del nuovo film di Paolo Sorrentino</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 08:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel cast Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz e Jane Fonda.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/youth.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42159" title="youth" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/youth.jpg" alt="" width="469" height="385" /></a></p>
<p>Dopo l&#8217;Oscar per<em> La Grande Bellezza</em>, ecco le prime immagini del nuovo film di PaoloSorrentino, <strong><em>Youth &#8211; La giovinezza</em></strong>. Nel cast  <strong>Michael Caine</strong>, <strong>Harvey Keitel</strong>, <strong>Rachel Weisz</strong>, <strong>Paul Dano</strong> e <strong>Jane Fonda</strong>. La pellicola è una coproduzione Italia-Francia-Regno Unito-Svizzera e sarà nelle sale a maggio.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/r9Q43XozHoE?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Youth </em>racconterà la storia di due vecchi amici,  un regista in crisi e un direttore d’orchestra in pensione, che nel  corso di una vacanza sulle Alpi ripensano alla vita vissuta, al tempo  perduto, e a quello che gli rimane da vivere. Le vicende di <span>Mick</span>,  il regista, e Fred, il compositore, s’intrecceranno con quelle dei  propri figli e dei clienti del lussuoso hotel che li ospita.</p>
<p><strong></strong></p>
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