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	<title>Movielicious &#187; John Huston</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Netflix porterà a termine il film incompiuto di Orson Welles: The Other Side of the Wind</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 15:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[John Huston]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Orson Welles]]></category>
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		<category><![CDATA[The Other Side of the Wind]]></category>

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		<description><![CDATA[1.083 bobine di girato da montare, come lo avrebbe fatto lui. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55654" style="width: 700px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Huston.jpeg"><img class="wp-image-55654 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Huston.jpeg" alt="Welles+Huston" width="690" height="460" /></a><p class="wp-caption-text">Orson Welles e John Huston</p></div>
<p><strong>Netflix</strong> ha annunciato di aver acquistato i diritti globali di <em><strong>The Other Side of the Wind</strong></em>, film mai terminato da <strong>Orson Welles</strong> (che morì nel 1985 lasciandolo incompiuto a causa di problemi economici). Questo vuol dire che la società finanzierà non solo il completamento della pellicola, ma anche il restauro del girato di Welles. L’opera sarà poi rilasciata sulla piattaforma streaming.</p>
<p><em><strong>The Other Side of the Wind</strong></em> (il cui protagonista doveva essere<strong> John Huston</strong>) racconta la storia di un anziano regista di <strong>Hollywood</strong>, Jake Hannaford, che cerca di tornare sulla breccia con un&#8217;ultima opera, intitolata appunto The Other Side of the Wind, ma muore la notte dopo la festa di compleanno per i suoi 70 anni. Il film è stato girato con uno stile molto personale, che alterna fiction e documentario, oltre a vari stili di ripresa, in vari formati (da 8 a 16, fino a 35mm), a colori  e in bianco e nero.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/The_Other_Side_of_the_Wind.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55656" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/The_Other_Side_of_the_Wind.jpg" alt="The_Other_Side_of_the_Wind" width="675" height="450" /></a></p>
<p>1.083 bobine sono state portate da Parigi a Los Angeles: si tratta dell&#8217;intero film, già tutto girato da Welles ma non montato (e non è cosa da poco), quindi si tratta di decidere cosa mettere dentro e cosa lasciar fuori e, soprattutto, dare un ordine a tutto il materiale, meglio se come lo avrebbe fatto lo stesso regista. Un&#8217;impresa che definire titanica è poco, anche se sicuramente le numerose note lasciate da Welles, insieme al contributo di <strong>Peter Bogdanovich</strong> (regista e attore, amico di Welles e profondo conoscitore della sua opera) si riveleranno più che utili per portare a termine il progetto.</p>
<div id="attachment_55655" style="width: 700px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Bogdanovich.jpg"><img class="size-full wp-image-55655" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Bogdanovich.jpg" alt="Welles e Bogdanovich nell'agosto del 1970, durante il primo giorno di riprese di The Other Side of the Wind" width="690" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Welles e Bogdanovich nell&#8217;agosto del 1970, durante il primo giorno di riprese di The Other Side of the Wind</p></div>
<p>&#8220;<em>Un giorno, dopo una pausa dalle riprese</em>&#8221; &#8211; ha raccontato Bogdanovich &#8211; &#8220;<em>Welles mi disse sibillino: Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio che sia tu a finirlo. Gli promisi che lo avrei finito e dieci anni dopo, quando Welles morì, il film finì in una cassaforte a Parigi, per una questione non risolta di diritti di proprietà della pellicola. Un film finito, per quanto riguarda il girato, Welles riuscì a montare solo 45 minuti di tutto il materiale e io recentemente ho potuto visionare questo montaggio</em>&#8220;.</p>
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		<title>Bad Dads, i padri peggiori del cinema</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 21:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[American Beauty]]></category>
		<category><![CDATA[Bad Dads]]></category>
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		<category><![CDATA[Festa del papà]]></category>
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		<category><![CDATA[Shining]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma quali buoni e comprensivi. Per la Festa del papà meglio conoscere quelli da cui stare alla larga.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/bab-dad.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41767" title="bab-dad" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/bab-dad.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il cinema ha affrontato spesso il tema del rapporto padre-figli, tratteggiando tanto figure paterne positive e rassicuranti quanto perfide e terribili. In occasione della festa del papà, noi di <em>Movielicious</em> ci siamo messi a pensare ai padri peggiori mai visti sul grande schermo. Padri biologici. E queste sono le mini classifiche, risultato delle nostre elucubrazioni a riguardo.<br />
</br><br />
</br></p>
<p><strong>FRANCESCO BERNACCHIO</strong></p>
<p>3) <strong>Rand Peltzer</strong> (Hoyt Axton) &#8211; <em>Gremlins<em> 1984<br />
L&#8217;intenzione era buona, ma resta il fatto che comprare uno strano esserino in uno strano negozio con uno strano vecchio cinese che ti sconsiglia l&#8217;acquisto non è una mossa delle più intelligenti. Infatti, a momenti un&#8217;intera città veniva divorata dai mostri.</p>
<p>2) <strong>Ed Wilson</strong> (Rodney Dangerfield) &#8211; <em>Natural Born Killers</em> 1994<br />
Se tua figlia diventa un&#8217;assassina seriale, forse devi farti un esamino di coscienza sulle tue capacità genitoriali. Del resto, il papà della dolce Mallory ha dato un nuovo significato al concetto di &#8220;abuso&#8221; sul Grande Schermo.</p>
<p>1) <strong>Anakin Skywalker/Darth Fener </strong>(David Prowse) &#8211; <em>Star Wars: Episodio V &#8211; L&#8217;impero colpisce ancora </em>1980</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Lbjru5CQIW4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Rivelare a un figlio che si è il proprio padre biologico dovrebbe essere un gesto compiuto con estremo tatto, e non alla fine di un duello a colpi di spada laser e l&#8217;invito a unirsi al Lato Oscuro. Fener ha avuto una vita difficile, ma questo non giustifica la delicatezza da elefante con l&#8217;asma.<br />
</br><br />
</br></p>
<p><strong>ANDREA BOSCO</strong></p>
<p>3)<strong> Padre</strong> (Themis Panou) &#8211; <em>Miss Violence</em> 2013<br />
Punto di non ritorno della ribollente new wave greca, l&#8217;opera seconda di Alexandros Avranas &#8211; Leone d&#8217;Argento a Venezia70 e Coppa Volpi allo stesso Panou &#8211; è un&#8217;antropica, destabilizzante e gelida attualizzazione del canone classico in cui rivivono, nella mostruosità del presente e della realtà, gli echi allegorici del mito e della cosmogonia. Fulcro titanico di un&#8217;aberrante normalità dove Caos e Ordine non si distinguono più è un distinto patriarca in giacca e cravatta non solo oppressivo fino alla tirannide, ma anche capace di un sistema di abusi di insostenibile efferatezza su cui, per mantenere intatto lo shock, preferiamo tacere.</p>
<p>2) <strong>Stan</strong> (Serge Gainsbourg) &#8211; <em>Charlotte for Ever</em> 1986<br />
Il testamento artistico del celebre chansonnier è uno dei più disturbanti, malsani e pulsanti drammi familiari di tutta la recente produzione francese, reso ancor più complesso dall&#8217;impossibilità di separare nitidamente l&#8217;elemento finzionale da quello smaccatamente autobiografico. <em>Charlotte for Ever</em> è un ossessivo, patologico monumento alla figlia allora quindicenne divenuta oggi l&#8217;attrice di culto per eccellenza della scena autoriale contemporanea, spiata con occhio sornione e a inconcepibile metà fra l&#8217;irresistibile e il rivolante, al centro di un&#8217;adorazione che sfocia nell&#8217;erotico e in un gioco al massacro fra due personalità allo sbando.</p>
<p>1) <strong>Padre</strong> (Ray Winstone) &#8211; <em>Zona di guerra</em> 1999</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/rjSvRNbWJsA?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La famiglia disfunzionale è qualcosa di dannatamente serio.<br />
L&#8217;unica sortita dietro la macchina da presa del fuoriclasse londinese Tim Roth è uno dei grandi capolavori misconosciuti e dimenticati del cinema inglese di fine secolo, un&#8217;angosciante e implacabile decostruzione del focolare domestico fra le più agghiaccianti di sempre, e nel profilo da orco di un rubizzo, sanguigno Ray Winstone non si scorge la semplice figura di un padre padrone disperatamente incestuoso e brutale, ma la trasfigurazione vicina e concreta delle nostre paure più ancestrali e dei nostri conflitti interiori più insanabili.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>FABIO GIUSTI</strong></p>
<p>3) <strong>Royal Tenembaum</strong> (Gene Hackman) &#8211; <em>I Tenembaum</em> 2001<br />
L&#8217;anaffettività di un padre sempre troppo esigente rende i suoi tre figli prima, nel tentativo di compiacerlo, dei bambini prodigio e poi, di fronte all&#8217;indifferenza più totale, gli adulti più soli e insicuri del mondo.<br />
I Tenembaum, in quest&#8217;ottica, rappresenta un riuscito compendio di psicanalisi familiare e il capofamiglia Royal, pur nella sua simpatica cialtroneria, il padre che nessuno dovrebbe mai avere.</p>
<p>2) <strong>Bill Mapplewood</strong> (Dylan Baker) &#8211; <em>Happiness </em> 1998<br />
Nella scena probabilmente più disturbante di tutto il cinema americano, Todd Solondz lascia che un padre spieghi al proprio figlio cosa voglia dire essere un pedofilo e le motivazioni che lo hanno spinto a narcotizzare un suo compagno di scuola per poi abusare di lui.<br />
Non c&#8217;è molto altro da dire.</p>
<p>1) <strong>Giacinto Mazzatella</strong> (Nino Manfredi) &#8211; <em>Brutti, sporchi e cattivi</em> 1974</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/euSvcanedac?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Figura archetipica di padre cattivo, Giacinto Mazzatella è un vecchio patriarca di origini pugliesi che tratta i troppi parenti stipati insieme a lui in una baracca più o meno come animali, nasconde loro i soldi ricevuti come indennizzo per aver perso un occhio e non esita a sparare ad uno dei suoi figli quando teme che questi lo abbia derubato.<br />
Il concetto di famiglia disfunzionale nasce più o meno qui.<br />
</br><br />
</br></p>
<p><strong>CAROLINA TOCCI</strong></p>
<p>3) <strong>Jack Torrance</strong> (Jack Nicholson) &#8211; <em>Shining</em> 1980<br />
In <em>Shining</em> assistiamo al deterioramento psichico di Jack Torrance, lo vediamo trasformarsi sotto i nostri occhi da frustrato padre di famiglia con ambizioni letterarie (nel romanzo di King da cui il film è tratto è anche un alcolizzato) a furioso omicida. &#8220;Io, le mani addosso, non gliele ho messe, non l&#8217;ho toccato. Io, quella piccola santa testolina, non la toccherei neanche con un dito: io lo amo, quel mio figlietto di puttana!&#8221;. Difficile essere eletti papà dell&#8217;anno con questi presupposti.</p>
<p>2) <strong>Col. Fitts</strong> (Chris Cooper) &#8211; <em>American beauty </em>1999<br />
In realtà in <em>American Beauty</em> tra Kevin Spacey/Lester Burnham e il colonnello Frank Fitts/Chris Cooper è una bella lotta. Ma è il secondo a meritare l&#8217;appellativo di bad dad, autoritario gretto e violento marine in pensione che rende impossibile la vita del figlio adolescente Wes, pusher sognatore, che viene insultato, umiliato e picchiato a sangue regolarmente.</p>
<p>1) <strong>Noah Cross </strong>(John Huston) &#8211; <em>Chinatown</em> 1974</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ppGd-2nEOVQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il nome Noah sembra essere ineludibilmente legato al destino di John Huston. Nel 1966 ne <em>La Bibbia </em>che diresse e interpretò, vestì proprio i panni del patriarca biblico e una manciata di anni dopo, rieccolo come un altro Noah, che di biblico ha davvero poco. Noah Cross è un personaggio del tutto negativo, uno dei peggiori della storia del cinema. Il fatto che sia anche uno dei padri più tremendi che si possano immaginare (violenta sua figlia, la mette incinta e poi, come se non bastasse, le uccide anche il marito) diventa quasi un aspetto secondario. &#8220;La maggior parte delle persone non affronta mai il fatto che, al momento giusto e nel posto giusto, sono capaci di tutto&#8221; è il motto di questo magnate démone che sembra arrivare dritto dall&#8217;Inferno.</p>
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		<title>In arrivo il film incompiuto di Orson Welles</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2014 14:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo quarant'anni, uscirà l'ultimo lavoro del regista: The Other Side of the Wind. I dettagli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/orson_welles.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39488" title="orson_welles" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/orson_welles.jpeg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Lieto fine hollywoodiano per <strong><em>The Other Side of the Wind</em></strong>: l&#8217;ultimo film di <strong>Orson Welles</strong>, rimasto incompiuto nel 1985 alla morte del suo autore e considerato da molti cinefili la pellicola più importante che non è mai uscita nelle sale, potrebbe veder presto la luce in coincidenza con i 100 anni dalla nascita del regista.<br />
Oltre mille pizze di negativi sono chiusi da anni un un magazzino di Parigi, contesi tra i titolari dei diritti di autore che includono l&#8217;unica figlia di Welles, Beatrice, un cognato dello scià di Persia e la compagna e collaboratrice di Citizen Kane Oja Kodar. Ispirato liberamente a <strong>Ernest Hemingway </strong>e alla carismatica e tormentata figura dello stesso Welles, <em>The Other Side of the Wind</em> è un film in un film che racconta il tentativo di un vecchio regista indipendente interpretato da<strong> John Huston</strong> di resuscitare la sua carriera battagliando contro l&#8217;establishment di Hollywood per finire un&#8217;opera iconoclastica. Nel cast anche <strong>Susan Strasberg</strong>, <strong>Lilli Palmer</strong>, <strong>Dennis Hopper</strong> e <strong>Peter Bogdanovich</strong> che interpreta se stesso nelle parti di un giovane regista emergente.</p>
<p>L&#8217;obiettivo adesso è di avere il film pronto per lo screening il 6 maggio, i 100 anni dalla nascita di Welles. Nel frattempo in novembre Royal Road ne promuoverà la distribuzione all&#8217;<strong>American Film Market </strong>di Santa Monica mentre sta per approdare in liberia il libro di Josh Karp sulla realizzazione della pellicola. Welles aveva lavorato ossessivamente a <em>The Other Side of the Wind</em> per 15 anni fino alla morte, nel 1985.<br />
Girato a colori e in bianco e nero e in vari formati (35 e 16 mm e super 8), ha un copione le cui origini sono in un incontro ad alta tensione del 1937 tra Welles e Hemingway in cui lo scrittore diede al giovane regista del &#8220;ragazzo effeminato di teatro&#8221;. C&#8217;è molto Hemingway nel personaggio di Huston, dal suicidio del padre all&#8217;amore per la Spagna. Ora è compito di Bogdanovich riportare i negativi in vita: &#8220;Me lo chiese lui nel 1970&#8243;, ha detto il regista: &#8220;Promettimi che lo finirai, qualsiasi cosa mi succeda&#8221;.</p>
<p><em>(ANSA)</em></p>
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