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	<title>Movielicious &#187; John Moore</title>
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		<title>Die Hard &#8211; Un buon giorno per morire</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 13:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[A Good Day to Die Hard]]></category>
		<category><![CDATA[Bruce Willis]]></category>
		<category><![CDATA[Die Hard: Un buon giorno per morire]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastian Koch]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(A Good Day To Die Hard, USA 2013)<br />
Uscita: 14 febbraio 2013<br />
Regia: John Moore<br />
Con: Bruce Willis, Jai Courtney, Sebastian Koch<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/die-hard-un-buon-giorno-per-morire.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30729" title="die-hard-un-buon-giorno-per-morire" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/die-hard-un-buon-giorno-per-morire.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Ovvero come buttare dalla finestra cento milioni di dollari. A venticinque anni dal primo episodio della fortunata saga, l’inossidabile Bruce Willis torna a vestire i panni di John McClane, il poliziotto &#8220;che non fa prigionieri&#8221; e che questa volta avrà come compagno di (dis)avventure nientemeno che suo figlio  Jack (quel Jai Courtney già visto accanto a Tom Cruise in Jack Reacher &#8211; La prova decisiva, e nella serie TV Spartacus). Dopo aver attraversato mezzo mondo per arrivare fino a Mosca per aiutare Jack, incarcerato dalle autorità locali con gravi accuse, John si ritroverà nel bel mezzo di un intrigo internazionale alle prese con criminali di prim&#8217;ordine. La cosa che dispiace di più, nel vedere <em>Un buon giorno per morire</em>, è che dell&#8217;elemento vincente del franchise, di quel mix perfetto di ironia e accattivante insolenza che lo aveva distinto dagli altri mille fioriti a Hollywood tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta, non v&#8217;è traccia.</p>
<p>Diretto da John Moore (<em>Max Payne</em>), il quito <em>Die Hard</em> si riduce a una sequenza di scene d&#8217;azione, alcune anche spettacolari, ma è completamente privo di una trama e di qualunque coup de théâtre che non fosse più che intuibile già dai titoli di testa. Non si va oltre qualche scambio di battute a tema generazionale tra Jack, il nuovo che avanza e John, il vecchio che ritorna.<br />
Tra inseguimenti incredibili (nel senso che si pongono ben al di là del verosimile), scene in cui i nostri eroi si trovano a dover combattere in maglietta all&#8217;interno di quel che resta di Chernobyl, mentre tutti gli altri indossano degli scafandri antiradiazioni, e la bella (e cattiva) di turno che pilota un elicottero militare in autoreggenti e tacco dodici, rimane ben poco da salvare. Forse giusto una manciata di espressioni di Sebastian Koch, attore tedesco tra i più prolifici, accanto a qualche consapevole smorfia del veterano Willis, certi che il suo faccione iconico meriti ben altri plot con cui potersi confrontare. Senza dubbio siamo davanti al <em>Die Hard</em> meno riuscito dei cinque, complice anche l&#8217;impietoso doppiaggio italiano che contribuisce a dare al film il colpo di grazia. A questo punto non rimane che sperare nel sesto, la cui realizzazione è stata confermata in questi giorni, mentre ci accingiamo ad uscire dalla sala ancora frastornati e con un fastidioso ronzio nelle orecchie.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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