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	<title>Movielicious &#187; Karin Viard</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La famiglia Bélier</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 08:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(La famille Bélier, Francia 2014)<br />
Uscita: 26 marzo 2015<br />
Regia: Eric Lartigau<br />
Con: Louane Emera, Karin Viard, François Damiens, Eric Elmosnino<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/famille-belier_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41859" title="famille-belier_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/famille-belier_1.jpg" alt="" width="500" height="320" /></a></p>
<p>Paula Bélier (<strong>Louane Emera</strong>) ha sedici anni e, oltre a tutti i problemi che già questo comporta, regge anche il peso di una responsabilità importante. E&#8217; infatti l&#8217;unica della sua famiglia a non essere sordomuta. Succede così che  la sua voce, oltre a rappresentare un filtro indispensabile tra i suoi cari e il mondo esterno, sia anche particolarmente bella e, quando il suo insegnante di musica se ne accorge e le propone di partecipare a un provino che potrebbe portarla a studiare a Parigi, molte delle certezze dei Bélier vengono irrimediabilmente a mancare.<br />
In un primo momento i genitori non capiscono la scelta di Paula e, in qualche modo, la vivono come un tradimento e la ragazza stessa è titubante all&#8217;idea di abbandonarli.<br />
Ma i sedici anni sono un momento importante e, insieme alla scoperta dell&#8217;amore e del proprio talento, Paula comprenderà anche che partire rappresenta un passaggio fondamentale della crescita.</p>
<p>Nulla da dire, i francesi ci sanno fare con questo genere di storie.<br />
Anzi, si potrebbe addirittura affermare che questo genere di storie se le siano inventate proprio i francesi.<br />
Prendendo il via da una forma di disagio, la spogliano di tutti (o quasi) i possibili meccanismi ricattatori che altri ci costruirebbero attorno e sviluppano una commedia che graffi ma non troppo nella prima metà, per poi consolare e commuovere con un finale, ça va sans dire, parecchio lieto.<br />
La formula è più o meno quella sintetizzata qualche anno fa nel campione d&#8217;incassi <em>Quasi amici</em> e non è affatto un caso che anche <em><strong>La famiglia Bélier</strong></em>, in Francia, abbia fatto faville al botteghino.<br />
E&#8217; un po&#8217; come se ci fosse una formula matematica che noi italiani siamo evidentemente incapaci di assimilare e che, una volta applicata, garantisca il massimo successo commerciale senza rinunciare però a una solida qualità da prodotto medio a far sì che non si cada mai nel miele o nella facile retorica a tema handicap.<br />
Se a questo aggiungiamo anche il tema dell&#8217;impegno attraverso il quale la protagonista vede sbocciare un talento fino ad allora nascosto, appare chiaro come film di <strong>Eric Lartigau</strong> (già autore de <a href="http://www.movielicious.it/2012/05/04/gli-infedeli/" target="_blank"><em>Gli infedeli </em></a>con Jean Dujardin) non solo rappresenti la quintessenza delle dinamiche di scrittura succitate, ma le porti addirittura un gradino più su.<br />
Al tempo stesso, però, ha il raro merito di trovare la giusta chiave per parlare di una problematica anche piuttosto seria con un&#8217;intelligenza e una leggerezza di fondo davvero fuori dal comune.<br />
Sarebbe infatti poco corretto riferirsi a <em>La famiglia Bélier</em> semplicemente come ad un film carino e garbato, magari anche in maniera calcolata o furbetta perché Lartigau, sebbene si muova all&#8217;interno di un canone perfettamente codificato, due o tre rischi alla fine se li prende.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/la_famiglia_belier_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41860" title="la_famiglia_belier_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/la_famiglia_belier_2.jpg" alt="" width="500" height="280" /></a></p>
<p>C&#8217;è una scena, in particolare, in cui la madre di Paula (interpretata da un&#8217;esilarante <strong>Karin Viard</strong>)  confessa alla ragazza quanto, alla sua nascita, fosse rimasta delusa  nell&#8217;apprendere che questa non fosse sordomuta. Come se il non soffrire  del suo stesso handicap la rendesse diversa.<br />
Questo momento di  adorabile inversione semantica, insieme alla commovente sequenza finale,  è già utile a rendere l&#8217;idea di un cinema che non sacrifica la  possibilità di dire qualcosa di nuovo o comunque di non banale  sull&#8217;altare del box office.<br />
Poi, certo, ci sarebbe da dire degli  attori (tutti bravissimi, nessuno escluso) e di come riescano a  commuovere lo spettatore senza mai schiacciare il piede sul pedale del  pietismo e, in particolare, della protagonista Louane Emera, così  giovane eppure già in grado di veicolare soavità e basso profilo in  maniera così lucida e matura, ma è l&#8217;opera nel suo complesso a  conquistare.<br />
Forse il segreto della riuscita di questo film è proprio  nella sua apparente semplicità e nella capacità di emozionare senza far  sfoggio di emotività insistita o alzare mai la voce.<br />
E&#8217; proprio un gioiellino <em>La famiglia Bélier</em>.<br />
Un invito alla leggerezza che, una volta usciti dalla sala, fa davvero sentire un po&#8217; meglio.<br />
Almeno  fino al momento in cui si inizia a riflettere (il consiglio spassionato  è di evitare in tutti i modi di farlo) su quale possa essere il  corrispettivo italiano di un film come questo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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