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	<title>Movielicious &#187; Kathryn Hahn</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Tomorrowland &#8211; Il mondo di domani</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2015 07:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Brad Bird]]></category>
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		<category><![CDATA[Tomorrowland]]></category>

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		<description><![CDATA[George Clooney e Britt Robertson protagonisti del kolossal diretto da Brad Bird.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 21 maggio 2015<br />
Regia: Brad Bird<br />
Con: Britt Robertson, George Clooney, Kathryn Hahn<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuzione: Walt Disney</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tomorrowland_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42747" title="tomorrowland_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tomorrowland_2.jpg" alt="" width="500" height="219" /></a></p>
<p>Che si tratti di fedeli riproduzioni del canone o di volenterose iniziative di aggiornamento, le tappe del neonato Neoclassicismo Disney continuano a delineare un tragitto sbilenco e disorientato, appesantito da un&#8217;autoreferenzialità ai limiti del vanesio (i tristi rifacimenti in carne e ossa dei classici della tradizione, peraltro in esponenziale aumento) e dalla disperata necessità di cavalcare impersonalmente le mode del momento e di non restare indietro sulle preferenze del pubblico (i clamorosi insuccessi di <em>John Carter</em> e di <em>The Lone Ranger</em>, senza dimenticare l&#8217;indistinto corpo estraneo <em>Big Hero 6</em>). Non fa eccezione l&#8217;esperimento temerario ma improprio di <strong><em>Tomorrowland</em></strong>, sulla carta il trionfo di quella poetica atompunk che già dal sensazionale esordio de <em>Il gigante di ferro </em>contraddistingue l&#8217;opera di <strong>Brad Bird</strong>, nei fatti un goffo, sistematico guazzabuglio di ingredienti base del blockbuster moderno assemblati con freddo metodo industriale.</p>
<p>Il viaggio di formazione della teenager Casey &#8211; la televisiva <strong>Britt Robertson</strong>, decisamente troppo in là con gli anni per il profilo naif del suo personaggio &#8211; e le sue rocambolesche peripezie alla ricerca di una fantomatica, futuristica dimensione parallela alternativa a un mondo reale sull&#8217;orlo della distopia sembrano voler ripetere la formula ormai consolidatasi dell&#8217;universo <em>young adult</em> passato con prepotenza dalla pagina scritta al grande schermo, snaturando lo spirito rétro alla radice del progetto a favore di un generico, rimasticato immaginario fantascientifico adolescenziale sulla scia di saghe come <em>Hunger Games</em>, <em>Maze Runner </em>o <em>Divergent</em>, abbinato per l&#8217;occasione e con gusto narcisista alla mitologia interna agli studi di Burbank (il titolo del film trae origine da uno dei settori di Disneyland e a scatenare gli eventi è un giro su quella che sarebbe diventata la più nota attrazione acquatica del parco, il percorso tematico <em>It&#8217;s a Small World</em>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tomorrowland.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42748" title="tomorrowland" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tomorrowland.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p>Concentrandosi sul lato più formulaico e logoro della storia, ossia la crescita e l&#8217;emancipazione della giovane protagonista, Bird sacrifica l&#8217;intuizione di maggior interesse, cioè la riflessione malinconica su un&#8217;illusione utopica mantenutasi tale e su un futuro che &#8220;non è più quello di una volta&#8221;, incarnata dal sognatore invecchiato e disincantato interpretato da un <strong>George Clooney</strong> inguaribilmente sempreverde e sbarazzino, mai credibile come scontroso, incattivito ultrasessantenne e visibilmente a disagio in un ruolo fuori dalle sue corde. Ne risulta un prodotto d&#8217;intrattenimento eccessivamente macchinoso e farraginoso per il suo target effettivo &#8211; i più giovani &#8211; e inevitabilmente irricevibile e decentrato per quello ideale &#8211; gli adulti -, una potenziale collezione di spunti non solo lasciati tronchi e declassati a vantaggio di uno sviluppo convenzionale e confortante da avventure su misura per ragazzi, ma anche malserviti dalle consuete furbate sibilline marchio di fabbrica delle sceneggiature di <strong>Damon Lindelof</strong>, non pago, dopo il controverso finale di <em>Lost</em> e le voragini di puro nonsense di <em>Prometheus </em>e di <em>World War Z</em>, di sovraccaricare i propri intrecci con domande cui non è dato avere risposta (o la cui risposta, rimandata all&#8217;infinito, si tradurrà necessariamente in un fuoco di paglia).</p>
<p>E se ogni giusta pretesa di autonomia narrativa deve fare i conti, come nel caso di <a href="http://www.movielicious.it/2015/05/13/mad-max-fury-road/" target="_blank"><em>Mad Max: Fury Road</em></a>, con la disonestà di un cinema di consumo piegato all&#8217;obiettivo della serialità, è anche il tono dell&#8217;insieme a soffrire di squilibrio, crollando in un ultimo atto declamatorio e pedante fatto di spiegoni e di lezioncine sulla preservazione dell&#8217;ambiente capaci di sgonfiare un finale spettacolare servito su un piatto d&#8217;argento e di ridurlo a un elogio cattedratico e persino parafascista dell&#8217;elitismo (come già fu per <em>Gli incredibili</em>) e, più innocentemente, della scienza come espressione delle virtù umane.</p>
<p>Si può riconoscere soltanto a tratti il talento di Bird come regista dinamico abile a infondere nelle sue creazioni in live-action la stessa vivacità dei suoi capolavori animati &#8211; per esempio durante la scazzottata nel negozio di modernariato a colpi di icone vintage, probabilmente l&#8217;unico momento di autentico genio -, ogni tentativo di elevare la materia a disposizione si risolve in parentesi involontariamente perturbanti, per non dire morbose (l&#8217;amore rimasto inespresso fra il ragazzo divenuto uomo e l&#8217;androide restata bambina, nella fattispecie), e si passa di scena in scena come di carrozzone in carrozzone, trasformando l&#8217;iniziale stupefazione in semplice imbarazzo (la sequenza parigina, in questo senso, è forse il punto più basso)<em>.</em> Insomma, <em>Tomorrowland</em> è un film che sconta gravi problemi di identità e che appare ben poca cosa rispetto alle ambizioni con cui era stato annunciato, talmente sbilanciato e irrisolto da assomigliare più al costosissimo episodio pilota di una serie TV che a un lungometraggio per le sale.</p>
<p>Magari, seguendo l&#8217;esempio del redento Andrew Stanton, sarebbe ora per Bird di tornare da mamma Pixar.</p>
<p>Voto <strong>4</strong></p>
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		<title>Un nuovo trailer per Tomorrowland</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 07:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Tomorrowland]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fantasy diretto da Brad Bird con George Clooney che sarà nelle sale a maggio. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/tomorrowland.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41601" title="tomorrowland" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/tomorrowland.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>E&#8217; stato rilasciato il nuovo trailer in lingua originale di <strong> <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/10/primo-teaser-per-tomorrowland-il-kolossal-di-brad-bird/" target="_blank"><em>Tomorrowland</em></a></strong>, il film del due volte Pemio Oscar <strong>Brad Bird</strong> (<em>Gli  Incredibili </em>e <em>Ratatouille</em>) con protagonisti <strong>George Clooney</strong>, <strong>Britt  Robertson</strong>,<strong> Judy Greer</strong>, <strong>Kathryn Hahn</strong> e <strong>Hugh Laurie</strong>. L&#8217;uscita del film  nelle sale italiane è prevista a maggio.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/0sH0__SpV88?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Legati da un destino comune, un&#8217;adolescente ottimista (Britt Robertson) che trabocca di curiosità scientifica e un inventore ex-bambino prodigio (George Clooney), ormai disilluso, s&#8217;imbarcano in una missione densa di pericoli: dovranno scoprire i segreti di un luogo enigmatico, da qualche parte nel tempo e nello spazio, che esiste nella loro memoria collettiva come &#8220;Tomorrowland&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 3 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 17:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protagonisti Ramin Bahrani con 99 Homes e Francesco Munzi, primo italiano in gara con il toccante Anime]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38496" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg"><img class="size-full wp-image-38496" title="99homes" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Andrew Garfield, Ramin Bahrani, Michael Shannon e il produttore Ashok Amritraj</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per la terza volta consecutiva al Lido dopo il Premio Fipresci per <em>Goodbye Solo</em> e la promozione in sordina in competizione con il melodramma minnelliano <em>At Any Price</em>, con <strong><em>99 Homes</em></strong> <strong>Ramin Bahrani</strong> continua il suo discorso sulle ambiguità del Sogno Americano, sul lato torbido del self-made man e sulla corruttibilità dell&#8217;individuo comune posto di fronte all&#8217;avanzamento sociale. Il regista di Winston-Salem si serve ancora una volta di un viso comunemente associato alla cultura teen &#8211; due anni fa fu il turno dell&#8217;ex-efebo Zac Efron, ora tocca invece al nuovo Spider-Man <strong>Andrew Garfield</strong> &#8211; per raccontare l&#8217;incombenza della crisi presso una generazione di ventenni d&#8217;Oltreoceano rimasta troppo sotto la campana di vetro della famiglia borghese, il vecchio adagio hobbesiano dell&#8217;uomo come lupo per l&#8217;altro uomo &#8211; si parla della realtà più spietata dell&#8217;imprenditoria edile, fra sfratti, pignoramenti e pratiche bancarie senza scrupoli &#8211; e l&#8217;impotenza e la crudeltà dei padri (veri o putativi, come il Dennis Quaid della precedente fatica o il ripugnante e, come al solito, straordinario <strong>Michael Shannon</strong> di oggi).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38497" title="andrewgarfield" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg" alt="" width="255" height="383" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38498" title="michaelshannon" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg" alt="" width="254" height="383" /></a></p>
<p>Bahrani tenta ancora di coniugare le basi indipendenti e periferiche del suo mestiere &#8211; collabora in veste di cosceneggiatore il maestro <strong>Amir Naderi</strong>, forse il più necessario cineasta iraniano in attività, presente a Venezia con un fluviale documentario su Arthur Penn &#8211; con le esigenze di Hollywood, però il risultato è nuovamente un ibrido sospeso a metà, nobile sulla carta ma privo di un&#8217;identità forte e programmatico nel suo percorso di degenerazione, di tormento e di riscatto.</p>
<div id="attachment_38499" style="width: 406px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg"><img class="size-full wp-image-38499" title="animenere" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg" alt="" width="396" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Barbora Bobulova e Peppino Mazzotta per Anime nere</p></div>
<p>Dopo una veloce sortita in Orizzonti con <strong><em>Heaven Knows What</em></strong> dei fratelli <strong>Joshua e Ben Safdie</strong>, ambizioso e ammorbante amour fou tossico dei bassifondi newyorkesi che pare seguire la scia tanto del realismo sordido del celebre <em>Panico a Needle Park</em> di Schatzberg quanto quello della metafora vampirica del <em>The Addiction</em> ferrariano, si passa finalmente al primo dei tre concorrenti tutti letterari di casa nostra: <strong>Anime nere</strong>. Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, la pellicola diretta da <strong>Francesco Munzi</strong> è una mini-epopea familiare ombrosa, ruvida e priva di compromessi che porta a un livello ancor più evoluto, complesso e universale quel cinema della violenza e del buio &#8211; declinato nel disperato riscatto sottoproletario di <em>Saimir </em>e nella vacua desolazione alto-borghese de <em>Il resto della notte</em> &#8211; che è ormai parte fondativa e caratterizzante della poetica del<strong> </strong>regista<strong> </strong>romano, mai compiaciuta né estetizzante, ma solo cupa e profondamente reale.</p>
<p>Per dare un volto alle tre possibili scelte di tre fratelli calabresi di fronte al sistema malavitoso organizzato &#8211; la partecipazione attiva di Luigi, l&#8217;accettazione ipocrita di Rocco e l&#8217;estraneità eremitica di Luciano -, Munzi pesca tanto dal piccolo schermo (<strong>Marco Leonardi</strong>, decisamente a suo agio nel personaggio dopo miniserie come <em>Il capo dei capi</em> e <em>Il generale dei briganti</em>, e <strong>Peppino Mazzotta</strong>, l&#8217;ispettore Fazio de Il commissario Montalbano) quanto dal palcoscenico (il volto severo di <strong>Fabrizio Ferracane</strong>, forse il migliore del trio) e avvolge il tutto nella nerissima, notturna fotografia del fedele Vladan Radovic: ne esce un film coraggioso e per certi versi grandioso, lontanissimo dai parametri abituali della cinematografia nostrana, capace di confrontarsi con l&#8217;esempio dei grandi ritrattisti criminali europei (Audiard, in primis), di permettersi paralleli con la saga coppoliana del <em>Padrino</em> (nei fratelli minori quasi si scorgono i profili di Sonny e di Michael Corleone) e, nella migliore delle ipotesi, pronto ad aggiudicarsi uno dei riconoscimenti maggiori, lanciando finalmente anche in ambito extrafestivaliero uno dei nostri autori più peculiari e, nonostante il Nastro d&#8217;Argento per l&#8217;opera prima del 2006, mai abbastanza apprezzati.</p>
<div id="attachment_38500" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg"><img class="size-full wp-image-38500" title="shesfunnythatway" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Kathryn Hahn, Peter Bogdanovich e Owen Wilson</p></div>
<p>A calmare le acque e a garantire un minimo di distensione è il successivo ospite Fuori Concorso, l&#8217;insperato ritorno sulla scena del settantacinquenne <strong>Peter Bogdanovich</strong>, che contribuì in maniera fondamentale alla nascita della Nuova Hollywood con classici di rottura come <em>Bersagli</em> e <em>Paper Moon</em>, ma ancor più con il capolavoro crepuscolare L&#8217;ultimo spettacolo: il veterano statunitense tenta con il suo <strong><em>She&#8217;s Funny That Way</em></strong> di intessere insieme all&#8217;ex-moglie co-sceneggiatrice Louise Stratten una commedia sofisticata, maliziosa e orgogliosamente fuori moda &#8211; il titolo cita pur sempre uno standard reso celebre da Frank Sinatra &#8211; su modello del suo esilarante <em>Ma papà ti manda sola?</em>, fra poligoni amorosi che coinvolgono frustrati registi di Broadway, puttane col pallino della recitazione e psichiatre ridotte peggio dei loro pazienti. Ma i tempi sono inevitabilmente cambiati e, nonostante l&#8217;impegno profuso, il glamour di stelline emergenti come <strong>Imogen Poots</strong> e di divi come <strong>Owen Wilson</strong> e <strong>Jennifer Aniston</strong> non può reggere il confronto rispettivamente con le Streisand, gli O&#8217;Neal e le Kahn di allora. In quanto al tentativo di svecchiare la formula con il contributo in veste di produttori delle garanzie indie <strong>Wes Anderson</strong> e <strong>Noah Baumbach</strong>, è tutta invisibile fatica sprecata.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38501" title="owenwilson_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Si ritrovano le atmosfere cruente di inizio mattinata, invece, con l&#8217;asiatico <strong><em>Binguan</em></strong>, che apre la vetrina della Settimana della Critica e che porta l&#8217;esordiente regista <strong>Xin Yukun</strong> nei territori delle sortite neo-noir della produzione cinese contemporanea, dall&#8217;inedito <em> </em><a href="http://www.movielicious.it/2014/06/21/festival-di-mosca-giorno-3/"><em>Black Coal, Thin</em><em> Ice</em> </a>di Diao Yinan (Orso d&#8217;Oro a Berlino64 e da noi recensito in occasione di Mosca36) a, soprattutto nel comune delinearsi di storie intrecciate a base di omicidi ed efferate crudeltà, <em>Il tocco del peccato</em> di Jia Zhangke (Prix du scénario a Cannes66) confermando la svolta &#8220;trasparente&#8221; e occidentalista del recente cinema d&#8217;autore di Pechino con un&#8217;opera tanto elaborata e complessa quanto gratificante, puntellata da colpi di scena continui à la Agatha Christie e trainata da una narrazione per ellissi, analessi e salti in avanti che mantiene una tensione insostenibile per le sue importanti due ore nette di durata.</p>
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